Il libro prende in esame il pensiero politico italiano del Novecento, nelle sue correnti più importanti e nei suoi esponenti più significativi, in stretta connessione con gli avvenimenti politici e sociali. La ricostruzione inizia dall'età giolittiana; illustra le posizioni prevalenti di appoggio o rifiuto dell'intervento nella prima guerra mondiale e i complessi fermenti ideali del primo dopo guerra; dà ampio spazio al pensiero politico italiano durante il ventennio fascista, giungendo ad esaminare gli anni della repubblica fino ai protagonisti intellettuali dei nostri ultimi anni.
Questo volume, scritto in forma di dialogo filosofico, insieme colto e semplice, distaccato e intimo, continua l'analisi della conoscenza avviata in "La Terza Fase. Forme di sapere che stiamo perdendo". Il protagonista di questo libro viene accostato da uno sconosciuto che vuole intervistarlo sul modo in cui invecchia la sua mente. Prende quindi il via un dialogo serrato su quel che succede alla mente che invecchia, e su quel che succede nella mente in generale, sul modo in cui è fatta, funziona e "avverte" se stessa.
L'editoria italiana durante il fascismo, il ruolo di Croce, Laterza, Einaudi. I rapporti tra editori e librai nell'Italia del dopoguerra. L'atteggiamento degli italiani verso la lettura e i libri. Editoria industriale ed editoria artigianale. L'importanza dei libri nella scuola. Il ruolo delle biblioteche. Il mestiere d'editore, tra creatività e pianificazione. Negli scritti di un editore civilmente impegnato, le sue riflessioni sul rapporto tra cultura e mercato dal fascismo a oggi.
Uno dei protagonisti internazionali dell'architettura discute i fondamenti della sua arte, quale sia oggi il posto occupato dalle tecniche nel processo di formazione delle opere architettoniche, quale la relazione tra tecnica e finalità nel progetto.
L'Italia è un paese moderno? Quali sono le principali differenze e le somiglianze rispetto agli altri paesi occidentali sviluppati e in particolare ai partner europei? Il libro risponde a queste domande analizzando la profonda trasformazione della società italiana innescata nella seconda metà del secolo Ventesimo prima della rapida industrializzazione di un paese in gran parte agricolo e poi da una precoce terziarizzazione. La velocità e il ritardo di questa trasformazione hanno comportato una serie di contraddizioni, nella sfera economica, sociale, culturale e nel sistema dei valori condivisi, hanno elevato i livelli di aspettativa collettivi e originato lo scoppio di conflitti che fanno dell'Italia un caso di modernizzazione diseguale.
Un profilo di un uomo straordinario. Una interpretazione originale di una delle figure più controverse della storia. Il libro è già stato tradotto e ha suscitato interesse di pubblico e di critica in Germania, Francia, Spagna, America, Brasile. Luciano Canfora insegna Filologia classica all'Università di Bari.
Questi anni saranno ricordati per l'irrompere sulla scena della protesta antiglobalizzazione. Una protesta che, esplosa a Seattle alla fine del 1999, si è imposta definitivamente all'attenzione dell'opinione pubblica con i fatti di Genova dell'estate 2001. Il volume offre spiegazioni a interrogativi che, sollevati a più riprese dai mass media in Italia e all'estero, trovano solitamente risposte viziate da reazioni emotive e da giudizi di parte.