"Oggetto di questo corso di lezioni è la storia mondiale come storia filosofica, vale a dire non riflessioni generali sulla storia, ricavate di qui e da illustrare muovendo dal contenuto storico preso solo come esempio, bensì la storia mondiale stessa". Le "Lezioni" di Hegel sono riproposte nell'edizione a cura del figlio Karl, risalente al 1840.
Il volume affronta i temi classici della teoria e della filosofia giuridica ponendoli in relazione alle dottrine filosofiche che si sono via via interrogate sulla vita e sull'ordine della società. La filosofia del diritto viene così riportata a questioni teoriche fondamentali abitualmente espunte da essa, prima fra tutte la questione della giustizia. La riflessione sull'origine della sfera giuridica e sulla sua efficacia viene vista sullo sfondo dell'evoluzione della tradizione filosofica. Questo avviene sia riattraversando le principali dottrine di autori classici più lontani nel tempo, come Platone, Hobbes, Locke, Rousseau, Kant, Hegel, sia offrendo una panoramica dei dibattiti che si sono avuti nel corso del Novecento.
Dalle prime esperienze politiche a Roma fino alla tragedia di Azio e al suicidio in Egitto, passando per le terre e i campi di battaglia di Gallia, Siria e Armenia, il percorso di un giovane ambizioso giunto ai massimi gradi del potere, la cui morte segnò la fine di un'epoca.
Pochi personaggi nella storia hanno acceso tanto la fantasia come Alessandro Magno, il conquistatore macedone che in poco più di dieci anni si impadronì dell'immenso impero persiano di Dario e condusse il suo esercito fin sulle ignote rive dell'Indo. Se è vero che, all'indomani della sua morte, il favoloso impero da lui costruito si sgretolò, vittima dell'ambizione dei suoi generali, rimane il fatto che il suo breve regno segnò una rottura nella storia del bacino orientale del Mediterraneo; una rottura che fu insieme politica e culturale.
L'ignoranza è all'origine della filosofia occidentale e i problemi che essa pone la percorrono tutta, dall'ignoranza socratica a quella propugnata dagli scettici antichi e moderni, dalla dotta ignoranza della teologia negativa alle varie forme di non-sapere disseminate nella filosofia contemporanea. Ma l'ignoranza non è solo un tema da filosofi. Essa è in realtà l'emblema della vita: chi sapesse tutto non avrebbe più niente da conoscere o da esperire. Sarebbe morto. Questo libro percorre le forme che l'ignoranza ha assunto nella storia del pensiero.
La pedagogia viene ritenuta oggi una delle maggiori chiavi interpretative dei bisogni formativi di chi deve maturarsi culturalmente e socialmente. Gli interventi educativi sono diversi e possono essere scritti in contesti critico-morali, intellettivi, socio-affettivi e comportamentali. Ma possono essere considerati anche un'attività di recupero e di riabilitazione di alterazioni e di disturbi dell'apprendimento: questo è il compito che compete al pedagogista clinico.
Il fascismo ha tentato di sfruttare l'emigrazione come strumento di penetrazione e di condizionamento nei paesi occidentali e nelle proprie colonie. L'emigrato non ha disdegnato di utilizzare il fascismo per migliorare le proprie condizioni nei paesi d'immigrazione. Gli studiosi, che hanno collaborato a questo testo, hanno verificato i successi, ma anche i limiti della penetrazione fascista in tutti i luoghi di emigrazione. Il fascismo non è infatti riuscito a guadagnare l'appoggio incondizionato delle comunità all'estero e queste, con l'approssimarsi della seconda guerra mondiale, si sono allineate sostanzialmente ai paesi d'immigrazione.
Nella letteratura conosciamo realtà e nessi invisibili allo sguardo sociologico, ritroviamo materiali di senso comune e vediamo elaborato il sapere scientifico. È per questo che la letteratura può e deve essere usata come fonte preziosa di quel processo di conoscenza circolare in cui realtà, letteratura, senso comune, immaginario collettivo e categorie sociologiche rinviano gli uni agli altri.
Quali i poteri del governo? Come sono cambiati nel corso del tempo? E come funziona il nostro esecutivo? In un testo articolato in voci, le informazioni essenziali per conoscere la macchina della politica.
La città medievale europea è da sempre al centro dell'interesse degli studi. È nella città medievale, infatti, che si può cogliere quel nuovo modo di intendersi e di rapportarsi tra individui di diversa estrazione economica, sociale e culturale che ha contribuito al formarsi di una coscienza unitaria e alla nascita della stessa Europa e che si è tradotto in forme fisiche funzionali a rappresentare poteri, mentalità, bisogni. Confrontando il vasto panorama delle città medievali europee, questo libro analizza le forme e le tipologie degli spazi urbani, quelle delle loro architetture e dei loro tipi, tramite la funzione che essi vennero chiamati a svolgere nei circa mille anni del Medioevo.
Che ne è del corpo dopo la morte? Perché le società umane non si limitano a sbarazzarsi dei corpi, come se si trattasse di rifiuti organici? E come spiegare l'avidità con cui gli occidentali hanno raccolto e collezionato i resti di altre forme di umanità? Partendo da una sistematica esplorazione della letteratura antropologica sulla morte, questo libro si interroga sull'importanza che alcune categorie di resti umani hanno assunto in numerose epoche e culture. Il primo capitolo introduce il lettore ai temi dell'antropologia della morte. Il secondo fornisce un'esplorazione delle differenti modalità di trattamento del cadavere. I capitoli successivi analizzano la vita sociale di particolari categorie di resti.
Franco Lo Piparo traccia un'analisi delle concezioni attribuite ad Aristotele di simbolo, segno, oralità e scrittura, convenzionalità e naturalità del linguaggio, che consente di dare un nuovo apporto al dibattito che vede impegnati su questi temi teorici della mente e del linguaggio. Dall'opera aristotelica viene estratta e definita la nozione di "animale linguistico".