Una città nuova sta nascendo negli spazi della città moderna tradizionale. A dare forma e vita alle metropoli della postmodernità sono i sogni, le paure, i desideri e le mode che si intrecciano alle esigenze della competizione sul mercato globale, ai problemi della multietnicità e alle strategie di marketing urbano e di riconversione produttiva. Questo nuovo tipo di città si è fatto strada in tutto il mondo. Un filo forte lega tra loro le diverse realtà urbane e passa per le forme architettoniche, per le modalità di funzionamento, per le nuove economie, per il rapporto che intercorre tra lo spazio urbano e i suoi abitanti. Con la crisi dello Stato-nazione e con quella teorica dello stesso concetto di società, la città assume una centralità assoluta.
Dopo l'11 settembre l'America si è scoperta vulnerabile e angosciata. Ma l'incubo di nuovi attacchi terroristici ha fatto affiorare altre paure che dominano la vita quotidiana degli americani perché mettono in discussione il loro modello di società. Federico Rampini, firma del giornalismo internazionale racconta l'insicurezza degli Stati Uniti attraverso le vicende degli ultimi due anni della loro storia: dalla crisi della democrazia al disagio dell'ostilità internazionale, dalle minacce alle libertà individuali alle tensioni della società multietnica, dalla tragedia della sanità privata agli scandali notiziari, dai rischi di una catastrofe energetica e ambientale alle minacce di una globalizzazione su cui incombe la sfida cinese.
Dalle caratteristiche dei più recenti programmi di navigazione all'esplorazione delle possibilità offerte dalla banda larga e dall'Internet mobile; dai weblog alle biblioteche virtuali; dal giornalismo in rete ai più avanzati strumenti per la ricerca delle informazioni; dall'uso di Internet da parte della scuola e dell'università all'analisi dei riflessi in rete dell'emergenza terrorismo: una guida a tutte le novità della rete, un appuntamento per orientarsi nello sterminato oceano.
Tra biografia e racconto d'armi, le vite di John Hawkwood, soldato inglese ribattezzato Giovanni Acuto, e dei condottieri al soldo. Attraverso la vita eccezionale di colui che è stato il più grande, stimato e temuto condottiero al soldo dei fiorentini, l'autore descrive le esistenze dei cavalieri e guerrieri mercenari, l'apprendistato delle armi, la struttura delle compagnie, il rapporto con la gente e i committenti, il denaro, gli strumenti del mestiere e la trasformazione delle compagnie di ventura in eserciti regolari.
Il volume affronta i temi di fondo della letteratura greca arcaica e classica, dalla tradizione orale dell'epica arcaica, la figura di Omero e la genesi dell'Iliade e dell'Odissea, fino alle riflessioni sulla poesia di Aristotele, attraverso i grandi generi della lirica e del teatro greco.
Furono necessari ventuno anni per comporre l'Enciclopedia, dal 1751 al 1772. L'opera completa consta di ventotto volumi per un totale di settantaduemila articoli scritti da un numero mai documentato di contributori e dalle firme più prestigiose della cultura dei Lumi. Questa antologia a cura di Paolo Casini, che firma anche l'introduzione, rende disponibile una campionatura di tutta l'opera che include gli articoli più significativi e gli autori più notevoli. Vi si presentano i testi indispensabili per comprendere la storia politica e ideologica dell'Enciclopedia e i conflitti cui essa dette luogo, ma anche i temi generali di argomento filosofico, morale e scientifico che dopo due secoli conservano intatta la loro attualità.
Nessun autore spagnolo del Novecento ha mai stimolato tanti studi e tanti commenti come Jorge Luis Borges: a nemmeno vent'anni dalla sua morte è universalmente considerato un classico della grande letteratura. Queste pagine di Savater non sono un altro capitolo di studi letterari dedicati al maestro della duplicazione: «In queste pagine - dice l'autore - racconto l'effetto che Borges ha avuto su di me, uno dei suoi tanti lettori: come mi colpì ciò che lessi e seppi di lui, quali piaceri e quali riflessioni gli devo, qual è stato il mio Borges e in che senso sono stato trasfigurato dalla sua frequentazione, dal suo contagio». Queste pagine sono quasi un'agiografia, un atto di devozione in cui molto viene rivelato di Borges, ma molto anche di Savater.
L'Olimpo occidentale è minacciato. I vecchi dèi - le potenze statali e sovrastatali - non sono più in grado di dominare il mondo. Lo stesso Zeus americano è prigioniero dei Titani che hanno dato l'assalto all'Olimpo, i grandi poteri occulti delle multinazionali che si sono spartiti la terra e la stanno divorando. La loro vittoria coinciderà con la distruzione non solo del mito democratico ma anche dell'ordine giuridico internazionale. Sarebbe (sarà?) la morte di Astrea - la dea della Giustizia - l'avvento del caos, la sparizione della possibilità di controllo dell'esercizio del potere e della partecipazione comunitaria alle decisioni di governo.
In dieci brevi capitoli Massimo Salvadori compie una panoramica dei grandi problemi del mondo contemporaneo: il divario economico tra Nord e Sud del pianeta, i danni di un capitalismo selvaggio e monopolistico, il fondamentalismo e il terrorismo, la violenza contro l'ambiente, la manipolazione della vita, l'incapacità dei governi di affrontare i problemi. AI centro del saggio, una critica serrata e ragionata della logica di potenza seguita dagli Stati Uniti e dell'irresponsabilità dei grandi potentati economici.
Due magistrati, diversi per età e opinioni, riflettono sul loro mestiere senza pregiudizi e senza reticenze. Un libro coraggioso, per discutere in pubblico di una funzione essenziale per tutti, decisiva per lo Stato di diritto.
Un'analisi storica di ampio respiro che parte dal crollo della Prima Repubblica, dovuto secondo Follini all'immobilismo del sistema politico, e arriva fino alle questioni più rilevanti dell'attualità politica. Convinto assertore della democrazia dell'alternanza, l'autore esprime le sue preoccupazioni su un dibattito tutto gridato. Riconosce a Berlusconi il merito di aver aggregato un polo alternativo al centro sinistra, ma gli chiede di portare la sua maggioranza fuori da una concezione proprietaria delle istituzioni, neutralizzando l'estremismo di alcune sue componenti.
Perché in Italia sono tutti d'accordo sul federalismo? Forse perché si discute sempre di poteri e si rinvia il nodo dei costi del decentramento. Ma siamo sicuri che una riforma epocale possa essere fatta a costo zero? Ed è vero che solo il Sud deve temere un taglio di risorse? In questo volume Marco Esposito rispnde a queste e ad altre domande.