Mentre il sapere "storico" corrisponde, si potrebbe dire, all'esistenza dell'umanità e mentre la suddivisione tradizionale, per grandi epoche o grandi ma abituali campi di studio, appartiene alla consuetudine, lo studio della politica internazionale è definibile come cronaca dei fatti contingenti, considerati nel momento in cui essi accadono, nelle loro immediate premesse e nelle conseguenze che ne derivano o se ne possono desumere. Questo testo si sviluppa su tre piani diversi: rispettivamente l'evoluzione degli eventi storici, la riflessione teorica svolta in contemporanea sulla natura e le ragioni di tale evoluzione e i temi che questo doppio ordine di elementi ha posto e pone a chi affronta lo studio della materia.
Questo scritto inaugura una nuova fase della ricerca religiosa di Feuerbach, che ora riconsidera la posizione del cristianesimo all'interno del più vasto orizzonte delle religioni primitive e dell'antichità classica. Esso costituisce allo stesso tempo un importante documento della critica della religione in genere, in quanto individua la radice della religione nel sentimento di dipendenza dalla natura, ovvero da tutto ciò che circonda e limita l'uomo. Questo sentimento di dipendenza o di "finitudine" è visto anche come il nucleo di verità ineliminabile della religione.
In una grande sintesi, l'intera parabola del mondo greco: dal tempo dei palazzi micenei alla nascita della polis, fino alla dominazione romana. Musti legge la grande storia dei greci attraverso i loro occhi e ne illumina la cultura e la mentalità, i valori fondamentali delle comunità greche: libertà, autonomia, "isotes" (equità ed eguaglianza), democrazia, in una parola la grandiosa complessità culturale di un popolo che ha racchiuso in sé un intero inventario di archetipi, esperienze esemplari e comuni a tutte le civiltà. "Il modo più autentico di mostrare rispetto per la storia dei greci - scrive l'autore - è sentirla e trattarla, innanzitutto e semplicemente, come storia di gente che ha vissuto. L'esperienza dei greci non è librata sulla vita e lontana da essa; è la vita stessa e la realtà nella diversità delle sue manifestazioni: con in più però qualcosa che ne fa un precedente grandioso per tutta l'esperienza umana, cioè la coscienza, la riflessione, la teorizzazione, la parola che le ha espresse, la scrittura che ha dato alla parola forma stabile e, a suo modo, definitiva".
La paura della cancellazione ha tormentato le società europee dall'inizio dell'era moderna. Per dominare la loro inquietudine, esse hanno fissato per mezzo della scrittura le tracce del passato. Ma anche il testo scritto non è un'entità data una volta per tutte e cristallizzata: il processo di incarnazione in libro è un percorso collettivo e implica numerosi attori scrittori, copisti, librai editori, stampatori, compositori, correttori - che ad ogni passaggio manipolano e trasformano il testo iniziale. Immaterialità senza tempo del testo e labile materialità del libro sono legate da un rapporto profondo di reciproca influenza, eppure la cultura occidentale, per secoli, le ha considerate come aspetti separati. Un percorso colto e suggestivo, dai manoscritti medievali fino a Diderot e Condorcet, esplora i densi luoghi letterari in cui oggetti e pratiche della cultura scritta sono filtrati nel tessuto testuale, trasformandosi in materiale dell'invenzione creativa.
Quest'opera presenta il sistema dottrinario di Al-Qaeda sulla base dei testi prodotti e fatti circolare dai suoi ideologi: una nutrita letteratura destinata alla cerchia dei militanti e dei potenziali simpatizzanti, che fornisce le basi teoriche delle azioni terroristiche e iscrive la violenza nel quadro di una mobilitazione a finalità politiche, con argomentazioni religiose, storiche, accesamente nazionaliste.
Si vive nella società del consumo dissipativo, assillata dal problema del riciclaggio dei rifiuti, e l'inquinamento del pianeta è oggi arrivato a un livello tale da minacciare la stessa sopravvivenza degli esseri che lo abitano. Come è stato possibile che accadesse? Con il metodo e il rigore dello storico, Bevilacqua ricostruisce la "verità" sull'ambiente, su un arco cronologico che va dalla metà dell'Ottocento a oggi, perché solo additandone le responsabilità alla memoria dei contemporanei sarà possibile indirizzare l'opinione pubblica verso una consapevolezza più avvertita e meno episodica.
Vandalo è chi distrugge l'antico. Ma non solo. Vandalo è chi distrugge l'antico perché la città assuma una fisionomia più consona a interessi privati e non pubblici, perché il suo territorio venga spremuto al pari di una risorsa dalla quale ricavare quanto più reddito possibile. La degradazione della storia e della sua eredità, la manomissione della natura non sono solo violazioni inammissibili di quanto il passato ha elaborato. Sono anche uno dei modi di essere dell'Italia in quegli anni. Questo libro dà il tono di un paese che sarebbe potuto essere diverso da com'é.
Gli Stati Uniti sono il più religioso e il più nazionalista fra i paesi industrializzati dell'Occidente. La religione americana considera la democrazia e il destino del proprio paese una manifestazione della divina provvidenza. Per questo l'attacco terrorista dell'11 settembre ha coinvolto l'atteggiamento degli americani verso Dio, la visione del bene e del male, il senso della missione nazionale. E ha provocato un'esplosione di religiosità e di patriottismo, fusi nella santificazione dell'America come nazione eletta. Con un'analisi originale, Gentile mostra come Bush ha rielaborato i miti della religione americana, identificandoli con l'integralismo della destra religiosa, per giustificare la guerra contro l''asse del male'. Chi è con Bush, è con l'America; chi è con l'America, è con Dio: una nuova, inquietante esperienza di sacralizzazione della politica. Un libro coinvolgente, indispensabile per capire la 'democrazia di Dio' al culmine della sua potenza imperiale.
Milano, Napoli, Bologna, Torino, Roma e Bari: sei periferie degradate, abbandonate, silenziose o semplicemente malinconiche, universi di emarginazione e povertà, modi diversi di vivere "il margine". Il libro, composto da scrittori e artisti, è il frutto di un percorso parallelo tra fotografia, arte e racconto.
Questo volume sostiene che la mancata condanna del regime franchista ha impedito alla Spagna democratica, emotivamente succube di quell'ingiustizia, di prendere le dovute distanze dal proprio passato repubblicano e di individuare in modo obiettivo le responsabilità anche repubblicane nel precipitare della guerra civile. Il senso di colpa nei confronti delle vittime del regime, mai risarcite dalle istituzioni, si è intrecciato al risentimento verso una oligarchia mai veramente costretta a pagare per i propri misfatti e ha prodotto non già la rilettura critica di quello scomodo passato, bensì un'abbondanza di luoghi comuni consolatori e di visioni parziali o edulcorate della parte repubblicana.
Ambiente, Cittadinanza, Commissione europea, Diritti fondamentali, Libera circolazione, Parlamento, Politiche comunitarie, Trattato di Roma, Unione doganale. In più di cento lemmi, i valori, i principi e gli organi della prima Costituzione dei popoli europei. Uno strumento per conoscerla, uno stimolo per renderla operante. Giuseppe Marazzita, avvocato, insegna Istituzioni di diritto pubblico e Diritto pubblico dell'ambiente alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Teramo.
Il volume affronta il tema della comunicazione interculturale nella prospettiva psicosociale articolandosi in due parti. La prima parte è dedicata ai processi cognitivi e motivazionali che entrano in gioco nelle relazioni tra gruppi e alle possibili differenze culturali che emergono nel modo di affrontarli. Nella seconda parte vengono presi in considerazione gli aspetti relativi al contesto, alla relazione e al comportamento di comunicazione. Sulla base del lavoro di alcuni tra i più noti psicologi sociali emerge con chiarezza come la distanza sociale tra il proprio gruppo e il gruppo esterno influenzi le modalità dello scambio comunicativo, intrecciandosi con la tipologia di relazione che lega i due gruppi: una relazione di tipo competitivo può generare incomprensione e difficoltà comunicative anche tra gruppi che condividono molti aspetti culturali.