Un'ottica eurocentrica e coloniale vizia il nostro sguardo di occidentali, inducendoci ad accostare i popoli islamici con categorie falsate dal pregiudizio. Chiara, densa di riflessioni e argomentazioni, questa prima storia sistematica dei musulmani, raccontata alla luce delle loro tradizioni e della loro evoluzione politica e sociale, è uno strumento prezioso per avvicinare una realtà spesso percepita come ostile.
Oggi si vive più a lungo e in miglior salute di sempre, grazie anche - se non soprattutto - ai progressi delle conoscenze e delle tecnologie biomediche. Eppure la medicina sta affrontando un disagio diffuso, nonché impegnative sfide pratiche e teoriche. Di fronte a una sorta di crisi fondativa, Gilberto Corbellini avanza un'ipotesi interpretativa che può contribuire alla costruzione di un nuovo panorama di riferimento: un inquadramento storico pertinente dei problemi medici, insieme a un approccio evoluzionistico, consente di puntualizzare l'organizzazione concettuale e metodologica della medicina, la definizione della malattia e della salute, nonché le strategie più utili.
Come si formula un'ipotesi di ricerca e la si sottopone a verifica. Cosa vuol dire misurare una caratteristica osservabile e quali errori si possono commettere. Quali sono gli approcci prevalenti della ricerca, dal disegno sperimentale ai disegni quasi sperimentali, all'approccio correlazionale e osservativo. Com'è strutturato il sistema delle pubblicazioni scientifiche psicosociali. Quali sono le norme deontologiche di chi fa ricerca. Queste le principali questioni affrontate dagli autori.
"Non sono rimasti molti terreni solidi su cui gli individui possano edificare le loro speranze di salvezza. Non possiamo più sperare seriamente di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere; non possiamo neppure rendere veramente sicuro quel posto migliore nel mondo che, forse, siamo riusciti a ritagliare per noi stessi. L'insicurezza c'è e resterà, qualunque cosa accada." Rendere l'incertezza meno terribile, la felicità più permanente. Ecco la grande utopia inseguita dagli abitanti del mondo liquido. Zygmunt Bauman rapisce la nostra attenzione e affronta la paura più inconfessabile: che futuro ci aspetta?
Tempi legali, di trasporto, di scadenza, tempo libero, tempi morti. La nostra vita quotidiana è governata da un convulso conto alla rovescia; intratteniamo con gli orologi un rapporto di conflittualità difensiva. Già nel 1865 il matematico Lewis Carroll faceva dire al Cappellaio Matto del suo Paese delle Meraviglie: "Se tu conoscessi il Tempo come lo conosco io, non ne parleresti con tanta confidenza. Non gli va di essere battuto. Se invece ti fossi mantenuta in buoni rapporti con lui, lui farebbe fare al tuo orologio tutto quello che vuoi tu". La frenetica idea del tempo come un oggetto naturale che ci sfugge è il risultato dell'intrecciarsi di una molteplicità di storie, da quella religiosa a quella delle invenzioni tecniche, dal corso dell'astronomia a quello della fisica, della biologia e della psicologia. Pietro Redondi ripercorre il concetto di tempo, della sua misurazione e raffigurazione nella storia della cultura, dell'arte e della letteratura occidentali.
Gli umani sono ciò che sono - diversi dagli animali non umani - a causa del linguaggio. Questa tesi, ormai generalmente accettata, è spesso utilizzata per attribuire loro uno statuto di specialità. Francesco Ferretti affronta il controverso tema del rapporto tra linguaggio e natura umana e dimostra come la parola ci renda 'specifici', ma non 'speciali'. Francesco Ferretti insegna Filosofia del linguaggio all'Università Roma Tre. È autore di saggi di filosofia della mente e del linguaggio.
L'incontro tra Ulisse e Nausicaa, quello tra Leopold Bloom e Gerty MacDowell, l'incontro di Lucia con l'Innominato e quello tra Emilio e Angiolina, in Svevo: nelle narrazioni di ogni genere e tempo l'incontro non è solo tema molto vitale dell'intreccio ma anche artificio della trama, contenuto e forma. Se i personaggi di Balzac e Manzoni vivono gli incontri come momenti decisivi dell'esistenza, desiderati, programmati o indotti, nel modernismo europeo e in buona parte della successiva letteratura del Novecento, con il prevalere di un senso di caos e incontrollabile casualità, la fecondità narrativa dell'incontro si 'svuota'. Non più effetto di azioni consapevoli, si stempera nella gamma intangibile degli incontri mancati, sostituiti o impossibili, faccia a faccia perturbante con una imprendibile alterità, o prodotto di inconfessabili pulsioni. Dietro l'incontro interpersonale si percepisce, in filigrana, la condizione dello scrittore e il suo rapporto incerto e problematico con la realtà. Da Manzoni a Joyce, da Flaubert a Proust, da Maupassant a Svevo, Pirandello e Kafka, Romano Luperini guida il lettore in una suggestiva e densa indagine alle radici della rappresentazione letteraria del motore capriccioso che governa l'esistenza.
"Questo libro è uscito per la prima volta nel 1993, è il mio primo libro. Prima di internet, prima dei cellulari, prima dei reality show. C'erano ancora i gettoni del telefono, c'era ancora l'Usl. Sembra trascorsa un'intera era geologica a guardarla così (...) Forse la mia gita di oggi viene dal bisogno segreto di verificare se anche a Villa Bisutti il futuro ha disatteso le aspettative o se invece, in totale controtendenza, ha rispettato le previsioni, assumendo i connotati di un presente positivo, di un presente presentabile." In una nuova edizione completamente riveduta, questo è il diario immaginario di sei mesi trascorsi presso il Dipartimento di salute mentale di Pordenone.
L'immigrazione è divenuta, in Italia, oggetto di un dibattito pubblico solo alla fine degli anni Settanta, quando la politica ha intrapreso i primi incerti tentativi di regolarizzazione del fenomeno attraverso una legislazione in grado di conciliare la necessità di un controllo da parte dello Stato con le aspirazioni dei migranti e la domanda di lavoro proveniente dalle imprese e dalle famiglie. Gli anni Novanta hanno assistito a una forte politicizzazione del dibattito, con l'introduzione di nuovi argomenti, dalla esigenza d'integrazione alla devianza, ai rapporti internazionali sempre più complessi con l'Unione europea da un lato e i paesi di origine dall'altro. Su un lasso temporale straordinariamente ampio, che dal 1861 arriva fino a noi, Luca Einaudi ricostruisce le evoluzioni economiche, demografiche e giuridiche del fenomeno immigrazione in Italia e lo inserisce nel quadro degli aspri dibattiti che hanno influenzato le politiche di accoglienza.
L'autobiografia è un genere sfuggente, dalla natura ambigua, sempre in bilico sulla tentazione del romanzesco e affetto dalla congenita tendenza a contrarre debiti con le tecniche narrative della finzione. Analizzando i brani di alcuni tra i più illustri autobiografi della letteratura mondiale, Ivan Tassi delinea un'ampia panoramica delle principali teorie del testo autobiografico e ne svela paradossi teorici e artifici.
La scienza può spiegare tutto? Qual è il rapporto tra ipotesi e osservazioni? Che differenza c'è tra una teoria scientifica e una filosofica? Se le teorie scientifiche mutano nel tempo, come possiamo definirle vere? In questa introduzione alla filosofia della scienza, si mettono in evidenza con chiarezza e sistematicità gli snodi concettuali e i punti di contatto tra scienza e filosofia, due modalità inseparabili di interpretazione del mondo.
Marino Regini è professore ordinario e Prorettore dell'Università degli Studi di Milano, dove insegna vari corsi nell'area della sociologia economica, delle relazioni industriali e della political economy. Dal 1973 al 1996 ha insegnato nelle Università di Urbino, Cagliari, Milano e Trento. È stato inoltre "visiting professor" nella Johns Hopkins University, nell'Istituto Universitario Europeo di Firenze, nella Duke University, nell'Instituto Juan March di Madrid, nella Central European University di Budapest, nell'Università Pompeu Fabra di Barcellona, e "visiting scholar" nella Harvard University e nel M.I.T. Ha svolto numerose ricerche sui temi delle relazioni industriali, della formazione e del mercato del lavoro, e più in generale dei rapporti fra politica ed economia.