Le pratiche disumane di Guantanamo o l'occupazione militare dei territori in Afghanistan e in Iraq hanno alimentato - e non prosciugato - l'odio verso l'Occidente, il fervore nazionalista e l'estremismo religioso, miscela esplosiva del terrorismo del nuovo millennio. Domenico Tosini analizza lucidamente questo panorama desolato, e sostiene che il solo modo per combattere - e vincere - la nuova guerra al terrorismo passa per la comprensione della sua logica e delle sue motivazioni politiche e religiose. Il primo capitolo affronta il problema della definizione di terrorismo. I due capitoli successivi esplorano le forme che esso ha assunto dal secondo dopoguerra a oggi e il terzo capitolo ne analizza le cause. Gli ultimi due capitoli sono dedicati alle reazioni delle società colpite dal terrorismo e agli 'errori' della guerra americana.
Il modello sociale europeo - il suo sistema di welfare e di protezione sociale -, considerato da molti il fiore all'occhiello del Vecchio Continente, è entrato in grave sofferenza in molti Stati dell'Unione. La sua riforma è una questione urgente insieme alla necessità di riawiare la crescita economica. I paesi europei che hanno registrato i risultati peggiori hanno molto da imparare da quegli Stati che hanno saputo gestire in modo più efficace le nuove sfide. Di fronte all'impatto della globalizzazione, bisogna affrontare cambiamenti radicali: la trasformazione dello stile di vita deve entrare a pieno titolo nella definizione di welfare e le problematiche ambientali devono essere messe in rapporto diretto con gli altri doveri del cittadino.
Dopo il lungo decennio khomeinista del 1979-89, nella Repubblica Islamica dell'Iran si è verificata una lenta transizione normalizzatrice. Il doppio mandato presidenziale di Khatami, eletto nel 1997 da un blocco politico e sociale molto variegato, è stato l'apice di quella transizione, espressione piena del desiderio nazionale di lasciarsi la rivoluzione alle spalle. Nell'estate del 2005 l'illusione riformista si è scontrata però con l'ascesa politica del 'partito dei militari', coronata dall'elezione presidenziale di Ahmadinejad. In questo nuovo libro Renzo Guolo delinea un'analisi storica, politica e sociologica della complessa realtà iraniana, dagli orientamenti religiosi e politici delle fazioni di regime alle loro rivisitazioni, a fini politici, della tradizione religiosa; dal ruolo dei diversi attori in campo (intellettuali religiosi, donne, studenti) ai mutamenti della sfera familiare indotti dal regime; dalle alleanze internazionali, alle esigenze energetiche del paese, alla questione del nucleare, al conflittuale rapporto con l'Occidente.
"Alla notizia della morte di Annibale, Scipione era stato colto da una sensazione presaga: non gli sarebbe sopravvissuto a lungo. Non gli era stato amico, il Cartaginese; era stato il più grande e il più nobile dei suoi nemici e le loro vite si erano intrecciate più e più volte, legate sempre con il filo doppio del destino, quasi che l'esistenza dell'uno traesse motivo e giustificazione da quella dell'altro." Scipione e Annibale: antagonisti, affini, speculari. Giovanni Brizzi racconta le loro vite tangenti in un saggio storico che ha il passo del romanzo.
Libri, cattedre universitarie, riviste, dibattiti accademici: tutto ciò che un tempo costituiva la fonte principale di informazione storica appare sovrastato da nuove forme di comunicazione. L'uso pubblico della storia si è oggi dilatato oltremisura, e se fino a qualche tempo fa erano gli storici a informare le opinioni comuni sul nostro passato, oggi sono i soggetti politici, i mass media, gli opinionisti della carta stampata a svolgere questo ruolo. Stefano Pivato si interroga su come stia cambiando, oggi, il mestiere di storico e quanto sia necessario che gli specialisti comincino a mettere la divulgazione al centro delle proprie riflessioni e dei propri dibattiti. La vera domanda non è infatti tanto a che serve la storia, quanto, piuttosto, a chi serve.
Intorno al delicato nodo del significato e della pratica della cittadinanza in relazione alle migrazioni ruotano molte delle tensioni che sono venute alla luce negli ultimi anni. Attraverso una panoramica internazionale dei più recenti studi sull'argomento, l'autrice delinea le differenti soluzioni di fuoriuscita dall'impasse in cui versa l'istituto della cittadinanza in una società in cui la comunità dei residenti non coincide più con la comunità dei nazionali: naturalizzazione degli stranieri lungo-residenti, appartenenza transnazionale (che si concretizza nel fenomeno dei titolari di doppia cittadinanza), cittadinanza cosmopolitica o post-nazionale, sopranazionale (oggi esemplificata in particolare dalla cittadinanza europea) o multiculturale.
La prima funzione del medico consiste nel curare la malattia e prolungare la vita oppure nell'alleviare la sofferenza umana? Nell'assoluta maggioranza dei casi le due funzioni coincidono. Ma cosa accade quando non si può né curare né prolungare la vita e il medico si trova davanti a una sofferenza che sembra incontrollabile? Nuland affronta uno dei problemi etici più dibattuti di questo tempo, l'eutanasia, e la natura del coinvolgimento che sta alla base del guarire.
Computer, telefonini, Internet, videogiochi, fotografia, tv, lettori mp3, navigatori satellitari: la nostra vita quotidiana è invasa dalle tecnologie digitali, sempre più miniaturizzate, economiche, alla portata di tutti. Si sta realizzando una complessiva ricollocazione dell'intero sistema mediale, con intrecci reciproci sempre più facili e intensi, nell'ambiente generato dal computer, diffuso tramite Internet, incorporato nei mass media. Questo manuale spiega, con linguaggio accessibile e rigore scientifico, che cosa sono e come funzionano i media digitali, in cosa consiste la convergenza multimediale e quali sono le sue conseguenze, le pratiche sociali, i problemi. Vi si troverà non solo il complesso quadro tecnologico in continua evoluzione dei nostri anni, ma anche l'interazione del digitale con i media esistenti e il suo impatto sulle tendenze culturali.
"Qualche volta può capitare di guardare il mondo in modo diverso, di meravigliarsi che le cose stiano in un certo modo. In questi momenti accade di guardare il mondo 'con occhi greci' ovvero con gli occhi dei Greci." La meraviglia è consapevolezza della propria ignoranza e desiderio di sottrarvisi, cioè di apprendere, di conoscere, di sapere. Ecco perché proprio la meraviglia, secondo Aristotele, è l'origine della filosofia, ovvero della ricerca disinteressata di sapere. Stato d'animo raro e prezioso, la meraviglia è la sola espressione della vera libertà. Enrico Berti rilegge il pensiero dei grandi filosofi della classicità e costruisce un sorprendente percorso attraverso le domande senza tempo che la filosofia occidentale ha continuato a porsi, formulate per la prima volta dai Greci: che cos'è l'uomo, che cos'è la felicità, chi sono gli dèi, qual è il nostro destino?
Gli autori hanno adottato una diversa periodizzazione, fra le molte possibili per segnare il problematico termine a quo della storia contemporanea, e di partire dall'ondata rivoluzionaria del 1848 - evento senza dubbio epocale a livello europeo, e avvertito come tale anche dai contemporanei - per raccogliere in un unico volume l'intera materia che comunemente viene ricompresa in questa disciplina. Rispetto ad altre altrettanto legittime (come quelle che fanno riferimento alle grandi rivoluzioni di fine Settecento, al congresso di Vienna o all'unificazione tedesca), presenta alcuni indubbi vantaggi: consente di includere in un'unica e organica trattazione, problemi ed eventi imprescindibili per la comprensione del mondo contemporaneo.
La biografia avvincente di un personaggio che ha dominato la scena africana e mondiale per tutta la prima metà del Novecento. Un ritratto completo, sorretto da una rigorosa ricerca documentaria, che ha il passo del romanzo. Angelo Del Boca, narratore, saggista e storico del colonialismo italiano, è stato per molti anni inviato speciale della "Gazzetta del Popolo" in Africa e in Medio Oriente, presidente dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Piacenza e direttore della rivista "Studi Piacentini". Attualmente dirige la rivista di storia contemporanea "I sentieri della ricerca".
Un classico della filosofia riproposto in una nuova traduzione filologicamente rigorosa, accompagnata da un commento autorevole, chiaro e approfondito. Le confutazioni sofistiche sono il sesto e ultimo trattato delle opere aristoteliche concernenti la logica e la dottrina della scienza che la tradizione ha radunato sotto il titolo di Organon.