L'opera, gli scritti e la vita di Marcel Duchamp, per risalire alle radici storiche di scelte e processi che sono ancora oggi al centro del dibattito teorico e critico sul significato dell'opera d'arte. Sotto la lente analitica dell'autrice ogni elemento della vita e dell'opera di Marcel Duchamp si rivela connesso e indispensabile per comporre una visione integrale del suo essere artista, dai disegni dei primi anni ai successivi dipinti, al ready-made, al Grande Vetro, all'Étant Donnés, passando per gli scritti, le numerose interviste, l'abbandono della pittura, il gioco degli scacchi. Muovendosi tra i temi duchampiani più noti - il possibile, l'oggetto 'già fatto', l'arte come atto mentale, l'erotismo, l'ironia, il caso - Carla Subrizi ne rilegge l'intera parabola artistica, dall'atto di nominare opera d'arte un oggetto qualsiasi alla realizzazione di un'opera ai confini tra immagine e parola, alla decisione estrema di mantenere segreta un'opera per più di venti anni e rivelarla al pubblico solo dopo la propria morte.
Contro l'omologazione industriale di McDonald e del fast food occorre preservare la qualità artigianale dell'alimentazione, nella sua grande biodiversità locale. È questa l'idea centrale di Slow Food, un'associazione fondata nel 1990 da Carlo Petrini e un gruppo di amici dell'Arcigola. Da Bra, piccolo centro piemontese ai margini delle Langhe, l'associazione si sviluppa rapidamente prima in tutte le regioni d'Italia, poi nei principali paesi d'Europa e infine in tutto il mondo, arrivando a contare oggi più di 70.000 soci. In questo libro il leader storico del movimento ne enuncia la filosofia e ne racconta la pratica.
Sulla figura mitica di Marco Aurelio, l’imperatore filosofo, mite, fedele al Senato e rispettoso del popolo, si allungano oggi le ombre del dubbio. Il suo regno è in realtà costellato di gesti e provvedimenti inquietanti: basti pensare alla volontà, che si rivelò tanto imperterrita quanto di fatto impossibile, di conquistare ampi settori del libero mondo di Germania, alle persecuzioni contro i Cristiani, ad alcune sue disposizioni di carattere sociale. In queste pagine il più amato imperatore della Roma antica è ritratto alla cruda luce dello sguardo imparziale della storia.
Il Mediterraneo, un mare da dominare. L’Italia (con le sue isole), un lungo approdo da proteggere. I castelli, l’emblema d’un potere da esercitare: dall’amalgama di questi tre elementi scaturisce una storia fluida. Storia di fortezze acquatiche che cambiano aspetto col mutare delle condizioni politiche e tecnologiche, adattandosi gradualmente alle armi da fuoco. Storia di repubbliche marinare, di merci da scambiare, di imperi terracquei da consolidare e di assalti saraceni (od ottomani) da schivare. Storia di grandi battaglie e scaramucce quotidiane, di personaggi famosi e povera gente. E di pellegrini, crociate, pirati: è tutto un universo che si muove lungo le rotte mediterranee, all’ombra di imponenti fortificazioni marittime, nel segno di rocche appartenenti a sistemi castellari ben definibili. Normanni e Svevi, Angioini e Aragonesi, Spagnoli e Turchi, Fiorentini e Veneziani: il libro non è una parata oleografica di manieri, ma il racconto delle ragioni economiche e delle dinamiche storico-sociali che, fra medioevo ed età moderna, hanno condotto alla costruzione dei grandi castelli sul mare.
Scritti in latino da Locke tra il 1660 circa e il 1664 nelle forme tradizionali delle discussioni accademiche, i "Saggi" rimasero inediti fino al 1954, anno in cui von Leyden curò l'edizione critica del testo, corredata dalla traduzione inglese. Su questa edizione è stata condotta la traduzione italiana. Una volta pubblicati, questi scritti hanno ribaltato molte erronee interpretazioni del pensiero di Locke e continuano a essere di fondamentale importanza per l'esatta comprensione dello sviluppo del suo pensiero politico. Il saggio introduttivo di Giuseppe Bedeschi mette a fuoco i temi centrali dell'opera e la loro influenza sulle opere successive.
Italia figlia benedetta della Provvidenza, o piuttosto Italia incorreggibile pecora nera del Vecchio Continente? Da quando è nata tra alti clamori sconvolgendo l'equilibrio geopolitico europeo - la più giovane delle grandi nazioni occidentali è una fucina di ambizioni e frustrazioni, slanci e sconfitte. "Fin dal principio, la nazione italiana è stata difficile da definire e ancora più difficile da costruire; e malgrado gli sforzi di poeti, scrittori, artisti, pubblicisti, rivoluzionari, soldati e politici di vario colore, la fede nell'ideale dell'Italia non ha avuto lo sviluppo auspicato da tanti patrioti. È d'altronde possibile che l'insistenza con cui il progetto di 'fare gli italiani' è stato perseguito fino alla seconda guerra mondiale abbia finito col risultare controproducente, contribuendo a erodere la credenza nei valori nazionali collettivi. Al principio del nuovo millennio, l'Italia continua ad apparire un'idea troppo malcerta e contestata per poter fornire il nucleo emotivo di una nazione, o almeno di una nazione in pace con se stessa e capace di guardare con fiducia al futuro." Christopher Duggan ricostruisce oltre due secoli di storia italiana, dalla deludente invasione napoleonica di fine Settecento ai nostri giorni.
Le donne nello sport e nei riti funebri, nell'amore e nella vecchiaia, le donne e l'ebbrezza dionisiaca, la prostituzione, la schiavitù, le donne in guerra e di fronte alla morte, le sacerdotesse, le donne "speciali". Una raccolta di saggi di altissimo livello inquadra il variegato panorama della condizione femminile nel mondo greco antico. Ogni contributo si concentra sullo status delle donne lungo le varie fasi della loro parabola biologica, con particolare attenzione a pratiche e rituali atti a marcare il "passaggio" da una tappa alla successiva, o più semplicemente la momentanea evasione femminile dalla realtà, come nel caso del menadismo con la sua temporanea "follia".
L'arte moderna ha utilizzato e assorbito l'intero assortimento dei colori messi in commercio dall'industria chimica, da quelli artificiali in tubetto ai coloranti industriali. Attraverso i colori si è misurata con gli oggetti, le materie e i materiali ordinari, tentando di darne una resa estetica. Negli anni centrali della seconda metà del Novecento sì è assistito a una significativa compresenza tra la nuova astrazione americana - e dunque la pittura pura in un'espressione assoluta - e l'arte povera italiana, ovvero la libera manipolazione dei materiali e degli elementi naturali. In entrambi i casi il risultato è stato quello di una vistosa inflazione coloristica, una vera 'pancromia' che riflette la chiassosità multicolore della metropoli, eletta a orizzonte di riferimento dall'arte odierna. Alberto Boatto rilegge le svolte e le rivoluzioni, il meglio dell'arte odierna in chiave coloristica e propone al lettore una serie di itinerari attraverso le opere dei più grandi artisti contemporanei.
Vi piace mangiare, avete i vostri piatti preferiti e cucinarne degnamente alcuni è il vostro più grande desiderio ma non sapete nemmeno fare le uova strapazzate? I vostri amici sono soliti presentarsi alla porta inattesi, spesso di domenica, e preferibilmente ore pasti, mandandovi nel panico? Amate la buona cucina e provate una certa felicità di fronte a un piatto preparato con cura, specie se accompagnato dal vino giusto, ma la vostra inettitudine ai fornelli è ormai leggenda? 'Sfamarsi' da soli è proprio triste? Vorreste essere ricordati e non dimenticati, per un risotto? Siete ancora sotto shock per il vostro ultimo tracollo culinario? La cucina della zia è davvero irripetibile? Questo è il libro perfetto per voi. Arguto, originale, tutto da leggere, zeppo di idee inconcepibilmente semplici, "Q.B." di Sapo Matteucci è scritto per quelli che, a dirla tutta, non saprebbero cucinare (e forse non avrebbero nemmeno il tempo per imparare a farlo davvero) o temono se stessi in cucina, ma non per questo hanno intenzione di privarsi di un piacere tanto sociale, mondano, raffinato quanto intimo, estetico, esistenziale. Concreto e quotidiano.
Progresso tecnologico, sviluppo economico, potere sulla natura, controllo sul proprio destino: in poco più di un centinaio di anni la modernità sconvolge una condizione umana legata ad assetti millenari. Eppure quelle conquiste sono segnate da un ambiguo marchio di contraddittorietà. La civiltà moderna, mentre emancipa gli uomini da epidemie, carestie, servitù e ignoranza, produce nuove miserie e innesca guerre sempre più letali; mentre esalta il principio dell'eguaglianza e della sovranità popolare, si fa culla di una nuova forma di tirannide politica, il totalitarismo. L'Italia fascista è il primo fra i paesi occidentali a vivere un'esperienza del genere (tanto che il termine 'totalitarismo' è di conio italiano). In questo libro alcuni tra i maggiori storici nazionali e internazionali illustrano il carattere del regime fascista come espressione di una modernità totalitaria. La loro tesi è che il fascismo sia stato un esperimento politico moderno nato da tensioni e conflitti caratterizzanti la modernità, con la capacità di proporre in molti suoi aspetti, dalla sacralizzazione della politica alla mobilitazione delle arti, dalla organizzazione del consenso all'antagonismo con il bolscevismo, soluzioni politiche, culturali e sociali che gli italiani giudicarono più efficaci del liberalismo e del comunismo nell'affrontare e guidare i processi sconvolgenti della modernizzazione.
I test psicologici conoscono oggi una grandissima diffusione. Diviene dunque utile, e in certi casi indispensabile, saper riconoscere lo spartiacque fra una psicologia approssimativa e pseudo-scientifica - che purtroppo dilaga sui mass-media e persino nelle aule dei tribunali - e una seria psicologia scientifica impegnata nella comprensione del funzionamento della mente umana e nel prudente tentativo di "misurarne" alcuni aspetti. Questo libro fornisce le essenziali coordinate teoriche e metodologiche alla base dell'uso dei test e ne esamina le principali categorie, offrendo una gamma di esempi nei diversi campi di applicazione. I diversi capitoli approfondiscono le categorie di test intellettivi, attitudinali, di profitto e di personalità (inclusi i tanto discussi "proiettivi"), indicando il loro possibile utilizzo: dall'esame neuropsicologico alla valutazione della disabilità, dall'orientamento professionale alla psicologia del lavoro, dalle perizie agli accertamenti in ambito giuridico-forense.
"Vieni con me, partiamo per un viaggio avventuroso indietro nei secoli, fra il 1160 e il 1220 sotto il regno di Filippo Augusto, nella Francia del Nord. È là, in quell'epoca e in quel paese che ci trasferiremo, raccogliendo tutti i segni che i cavalieri hanno lasciato al loro passaggio. Di quell'epoca rimangono qualche pergamena conservata negli archivi, racconti, storie vere o inventate. Ed è proprio uno di questi testi che ci permette di vedere abbastanza da vicino un cavaliere. Sarà lui il nostro testimone principale." Georges Duby racconta la vita appassionante di Arnulfo di Ardres, tra amori, tornei e battaglie. E lui il vero eroe del racconto. Età di lettura: da 11 anni.