Il titolo di questo volume potrebbe essere: "Accompagnamento nell'anno liturgico" e, più precisamente, nei tre cicli del rito domenicale e festivo. Dopo il volume fondante e ad un tempo introduttivo della sezione "Spirito e Liturgia" dell'Opera Omnia, vale a dire "Liturgia, Sacramenti, Feste" seguono i volumi che, per così dire, ci prendono per mano conducendoci nel vivo dei Tempi liturgici. In tre circostanze Biffi ha steso un commento alle domeniche e alle feste liturgiche, ogni volta percorrendo i tre cicli offerti dalla Messa romana. Ognuno di questi percorsi di accompagnamento al tempo sacro viene ora raccolto in un volume dell'Opera Omnia, inserendosi nella sezione "Spirito e Liturgia", inaugurata con Liturgia, Sacramenti, Feste. I titoli dei tre tomi, come dal piano delle Opere, sono: I giorni del Signore, Lungo il tempo di Dio, L'Anno di Dio. Mentre il primo e il terzo di questi tomi hanno già avuto una edizione, il presente è invece inedito. Sebbene non ogni Domenica e non ogni Festa di tutti e tre i cicli si trovino qui commentati, si è ritenuto opportuno raccogliere qui quanto scritto dall'autore, essendo egli particolarmente felice in questo "genere letterario", sia nello stile sia nel modo con cui sa "accompagnare" il lettore nel cuore del sacramento e nell'intimo delle Scritture...
Matilde di Canossa ha esercitato grande fascino nei secoli, attraendo un pubblico formato anche da non specialisti. Se possiamo conoscere e far rivivere ancora oggi il mito di Matilde lo dobbiamo soprattutto a Donizone, che nella Vita Mathildis ha descritto i momenti salienti della sua esistenza, dei suoi antenati, e insieme le tappe fondamentali del dissidio tra impero e papato che è stato alla base della nascita dell'Europa medievale. Il codice miniato di Donizone, elaborato nel monastero di Canossa nel 1115 e ora conservato nella Biblioteca Vaticana, viene qui edito sia nel testo latino, completamente rivisto, che in una nuova traduzione poetica, verso perverso, di Paolo Golinelli, autore anche dell 'Introduzione e delle note esplicative. Completa il volume un saggio di Vito Fumagalli, a ricordo del grande medievista e della precedente edizione di commento al Facsimile del codice stesso, pubblicato da Jaca Book e Belser Verlag nel 1984.
"È una notte piuttosto fredda per un miracolo". Chi pronuncia questa frase è il protagonista Malachia Murdoch, un vecchio benedettino scozzese che si è appena lanciato in una sfida temeraria contro un ministro della Chiesa riformata. Bruce Marshall è abile nel far emergere le pesanti contraddizioni di una società che si allontana, quasi senza rendersene conto, dai fondamenti di una mentalità cristiana, ma non risparmia neppure i lati angusti e cedevoli del mondo cattolico, in particolare del clero. Le sue narrazioni sono sempre giocate sul filo di un lungimirante equilibrio e di un divertito realismo, che risultano tanto più accattivanti quanto più le situazioni si fanno paradossali. È il caso del protagonista di questo romanzo. Trascinato in una discussione con il più "moderno" e avveduto reverendo Hamilton, Malachia abbandona la sua indole mite e, lanciata la sfida, avvenimenti e reazioni si susseguiranno con tagliente umorismo fino alla sera fatidica del miracolo annunciato, in cui l'eccezionale entrerà nella quotidianità di un'esistenza cristiana.
Il mutualismo costituisce un grande tema suggestivo, quasi un mito delle origini, radicato nella memoria delle classi lavoratrici e popolari, ricordo di un tempo in cui le traversie e le sventure di una condizione avversa venivano affrontate insieme. Mito di una solidarietà immediata, diretta, viva, e proprio per questo simbolo di un ideale che non può tramontare, in quanto rappresentativo non solo di un passato glorioso, ma anche di un orizzonte futuro, irraggiungibile nella sua pienezza, ma degno di essere perseguito. In questo libro gli autori tracciano una sintesi storica delle società di mutuo soccorso prima e dopo la nascita dello Stato unitario, seguendone gli sviluppi lungo tutto il XX secolo nei diversi percorsi dei movimenti di ispirazione socialista e cattolica. Oggi il mutualismo torna di attualità in quanto si evidenziano carenze nel sistema sociale istituzionalizzato e del pari si manifestano nuove esigenze e visioni che premono per percorrere altre strade. Il mutualismo segnala l'opportunità di muovere verso soluzioni che abbiano al centro i rapporti tra le persone, la solidarietà, la capacità di crescere e costruire assieme. Accanto a uno stato sociale che deve garantire a tutti i fondamentali diritti sociali, è necessario che sia la società stessa a organizzarsi in modo solidale affinché nessuno si senta escluso o non riconosciuto. Il mutualismo evoca tutto ciò e indica forme concrete e attuali di solidarietà.
Nel regno di Mirador, pochi avevano visto la belva in carne e ossa, ma tutti tremavano sentendo il suo nome: Gola di Fuoco! Il re Mosco non parlava d'altro, sempre e solo Gola di Fuoco: - Un giorno, la belva verrà ad addentare i vostri bambini! Brr... che paura! Piuttosto che fare la guardia giorno e notte, sempre armati fino ai denti, gli abitanti del regno avrebbero preferito pensare a qualcosa di più divertente... Ed ecco che un bel mattino di aprile, tre musicanti e un cane fanno il loro ingresso in città... Età di lettura: da 6 anni.
L'idea di un nuovo inizio per la filosofia è al centro del percorso di questo libro, contrassegnato da tre grandi aree tematiche. Anzitutto il confronto con la scienza a partire da quello che Husserl, al termine della vita, chiamò "un piccolo inizio". Poi l'analisi del potere invisibile delle cose e delle azioni, con il suo intreccio imprevedibile e gli effetti di ritorno sulle metamorfosi dei viventi, sui loro contesti di senso e sui nostri pensieri. Infine il grande tema dei discorsi come luogo primario del processo di ominizzazione e del cammino plurimillenario della cultura, caratterizzata oggi dall'esigenza di una "nuova alleanza" tra sapere filosofico, impresa scientifica e figure culturali operanti in varie forme sul pianeta. Questo chiarimento delle figure del sapere e dello stesso procedere della filosofia in base alla dinamica dei discorsi mira a cancellare quel dualismo cartesiano mente-corpo che ancora domina sottilmente l'organizzazione ideologica della grande impresa della conoscenza. La costruzione della oggettività scientifica in cammino trova qui il suo definitivo chiarimento di senso, grazie all'originale interpretazione del carattere strumentale del lavoro umano e della sua natura originariamente tecnica.
Considerato già un "classico" dieci anni dopo la pubblicazione, poi soggetto a polemiche e dimenticanze, riproponiamo un testo pioniere del XIX secolo. Oggi che un nuovo interesse si è acceso attorno a quella cerniera fra Otto e Novecento in cui per tanta parte ancora affondano le nostre radici, Camillo Sitte, accanto a Semper e Viollet-le-Duc, occupa nel campo che gli è proprio, una posizione di rilievo. In connessione con lo sviluppo della critica alla monotonia delle architetture urbane, con il precisarsi di ideali e ideologie di rinascita dei centri storici, il contributo dell'architetto viennese alla trasformazione dell'immagine della città può rivelarsi una lettura significativa per l'operatore come per lo storico o il semplice curioso.
La serie di questi studi è attraversata da tre prospettive filosofiche. Nella prima, viene ricercato per il sé uno statuto che sfugga alle alternanze della esaltazione e della decadenza, che affettano le filosofie del soggetto alla prima persona: dire sé non è dire io. Ritenuto il riflessivo di tutte le persone grammaticali, il sé postula la deviazione attraverso analisi che portino ad articolare in modo diverso la questione chi? Chi è il parlante del discorso? Chi è l'agente o il paziente dell'azione? Chi è il personaggio del racconto? A chi viene imputata l'azione posta sotto l'egida dei predicati "buono" od "obbligatorio"? Indagini essenzialmente improntate alla cosiddetta filosofia analitica, con la quale l'ermeneutica del sé entra in un dibattito molto serrato. Seconda prospettiva: l'identità suggerita dal termine "même" va scomposta in due principali significazioni: l'identità-idem di cose che permangono immutate nel tempo, e i'identità-ipse di colui che mantiene se stesso soltanto sul modo di una promessa mantenuta. Infine l'antica dialettica del Medesimo e dell'Altro deve essere rinnovata se l'altro da sé si dice in molti modi: il "come" dell'espressione "sé come un altro" può significare, allora, un legame più stretto rispetto a qualsiasi comparazione: sé in quanto altro.
"Nei Santi diventa ovvio: chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece ad essi veramente vicino". È con questo giudizio che papa Benedetto XVI ha voluto concludere la sua prima lettera enciclica "Deus Caritas est". In questo libro l'autore offre una esemplificazione di questo "duplice movimento" dell'amore. Due principi (Elisabetta d'Ungheria, Viadimir Ghika), un soldato (Lorenzo della Risurrezione), un professore universitario (Federico Ozanam), un'educatrice (Elisabetta Anna Seton), una suora della carità (Caterina Labouré), una fanciulla (Laura Vicuña), due protagonisti della vita sociale e politica (Dorothy Day e Giorgio La Pira) rappresentano un campionario storico molto variegato, ma tutti hanno assecondato lo stesso duplice "movimento": quello dell'amore di Cristo che li affascinava e li attraeva (un vero irmamoramento) e quello dell'amore del prossimo al quale si sentivano interiormente destinati. Diversi erano i poveri - incontrati nella spianata di un castello medievale, o nelle carceri di regime, o alle porte di un convento, o in un corteo di operai -, ma identica fu la passione (come quella di Cristo, che fu un intreccio di operosa attività e di patimento salvifico e di indicibile trasporto d'amore) vissuta dai santi.
Outsider art, art brut, raw art o arte psicopatologica, comunque la si chiami, siamo di fronte ad arte vera, palpitante di simboli, forme e colori emersi dall'immaginazione di artisti fuori dagli schemi, dotati di una libertà di espressione, spesso inconsapevole, in grado di rivoluzionare l'ambiente artistico del proprio tempo. Arricchito dalle tavole a colori della Collezione Fabio e Leo Cei, il volume apre al lettore la conoscenza di questa particolare espressione artistica tramite i testi degli autori che mettono in dialogo psicoanalisi, psichiatria, storia dell'arte, sociologia con le prospettive degli artisti e del collezionista.
Oggi si sta comprendendo una cosa di cui il XIX secolo non poteva avere nemmeno un presentimento, ovvero che il simbolo, il mito, l'immagine appartengono alla sostanza della vita spirituale, che è possibile mascherarli, mutilarli, degradarli, ma che non li si estirperà mai... Le immagini, i simboli, i miti, non sono creazioni irresponsabili della psiche; essi rispondono a una necessità e adempiono una funzione importante: mettere a nudo le modalità più segrete dell'essere. Ne consegue che il loro studio ci permette di conoscere meglio l'uomo, l'"uomo tout court", quello che non è ancora sceso a patti con le condizioni della storia. Ogni essere storico porta con sé una grande parte dell'umanità prima della Storia. [...] Oggi si comincia a vedere che la parte anti-storica di ogni essere umano non affonda, contrariamente a quanto si pensava nel XIX secolo, nel regno animale e, in fin dei conti, nella "Vita"; anzi, al contrario deriva e si innalza ben al di sopra di essa: questa parte astorica dell'essere umano porta, come una medaglia, l'impronta del ricordo di un'esistenza più ricca, più completa, quasi beatifica.
Un classico contemporaneo, un libro tutt'oggi fondamentale per la comprensione del dibattito sul Mezzogiorno. Zitara svela la contraddizione soggiacente al processo unitario, che combina alla conquistata indipendenza di un Paese la drammatica trasformazione in colonia interna del suo Mezzogiorno. Affermazione di una nazione e insieme condanna alla dipendenza di una sua parte. Perché ci portiamo dietro la cosiddetta "questione meridionale"? Perché né governi, né opposizioni, né riforme sono riusciti a venire a capo di un continuo deterioramento sociale, economico e culturale. Senza cogliere le origini della contraddizione storica insita nell'evento unitario, nessuna "cura" è possibile. Il tema è più che mai attuale in un'Europa che sta creando sacche coloniali nei suoi margini orientali. Ma è attuale e cruciale per lo stesso sistema culturale italiano, poiché ci porta alle radici dei fenomeni di degrado, illegalità e violenza che letteratura e giornalismo costantemente documentano.