Il volume propone elementi di riflessione preliminare e due prospettive di analisi strategiche riguardanti i musei e i teatri lirici che sono realtà diverse ma associabili nell'istituto del bene culturale come istituto della memoria, come attività eminentemente creativa e come futuro nel presente. Gli autori sono due docenti universitari e una dirigente di un teatro lirico.
Alla metà dell'Ottocento la comunità dei cattolici inglesi era caratterizzata da una rinnovata e vivace presenza nella società, nella cultura, nelle opere dell'educazione e della carità, e da una crescita impetuosa che provocò virulente reazioni da parte del blocco di potere formato dallo Stato e dalla Chiesa Anglicana. Tuttavia le circostanze specifiche che rendono significativa sul piano storico l'analisi di Newman in questi Discorsi sono secondarie rispetto al carattere esemplare della sua testimonianza. Essa vale per ogni tempo, e in particolare per il nostro, in cui la presenza e l'attività dei cristiani sono segno di contraddizione e talvolta oggetto di contestazione. Queste pagine lucide, incisive, ironiche e insieme caritatevoli, formano quella che è stata definita la sua opera più alta sotto il profilo stilistico/letterario; e sono uno specchio eloquente per comprendere il travaglio spirituale del nostro stesso mondo, e la missione di salvezza affidata ai cristiani nei suoi confronti.
Straordinario periodo di creatività archistica fu il passaggio tra primo e secondo millennio. Il cuore dell'impero ottomano, che coinvolse soprattutto regioni della Germania, Milano e la Lombardia, fu attraversato da una corrente artistica di alto profilo, stilizzatat e colta, che è rimasta documentata in alcune esperienze architettoniche, in pochi affreschi, come quelli di Galliano a Cantù, ma soprattutto nelle miniature, negli oggetti di culto e nei simboli del potere. Appare evidente l'influsso di Bisanzio, ma prevalgono i segni di una nuova sensibilità e di un nuovo gusto propriamente occidentali. Il volume affronta lo stesso periodo in Francia, nell'Inghilterra meridionale e nei regni del nord della penisola iberica.
Il romanzo è un sussulto armonico che si nutre di ritmi talvolta scatenati, talvolta ha i tempi di ballad, ma sempre intensi, traboccanti. La musica percorre il testo dando ampia testimonianza nell'invenzione linguistica che prevale su tutto, ma anche nel refrain che continuamente lo percorre. I personaggi sono protagonisti di storie che si snodano e si intersecano in un viaggio picaresco nel popolo di una Pisa degli anni trenta. Al centro è Paola la Palombara ragazza malinconica e pochissimo versata nella sfera del sesso.