Gli interrogativi intorno al tema della profezia, in particolare la domanda circa la presenza e l'azione del carisma profetico nei diversi momenti della storia del cristianesimo, non cessano di costituire motivo di interesse. Il fenomeno profetico, considerato vitale al tempo delle origini cristiane, fu sottoposto ad un crescente controllo e condannato ad una inesorabile marginalizzazione? Il paradigma storiografico prevalente alla luce del quale si è sviluppata la ricerca è quello del declino o della "estinzione" della profezia. Esso situa la fase discendente della parabola profetica nel II secolo e la descrive in termini di contrasto tra carisma/istituzione o di sostituzione sociologica della figura profetica. Alla luce di un rinnovato approccio alle fonti e di nuova documentazione presa in considerazione, si rivela oggi indispensabile problematizzare questo modello. Vanno dunque riconsiderate le peculiarità locali, come quelle sirio-antiochena, dell'Asia Minore, romana e cartaginese: rilette le relazioni del profetismo cristiano con quello israelitico-giudaico e con quello greco-romano; riesaminati il tipo di profezia che si esprimeva nei gruppi minoritari e marginali, il ruolo della profezia femminile e dei martiri cristiani, il rapporto tra vescovi e profeti. Frutto della collaborazione di ricercatori napoletani e di alcuni tra i più autorevoli studiosi italiani di cristianesimo antico e giudaismo, focalizzando l'attenzione sui soggetti storici concreti, su singole figure e sui movimenti, il testo apre nuove e interessanti prospettive di ricerca.
La silloge di iscrizioni cristiane latine e greche che qui si presenta si riferisce a Neapolis, a Stabiae, ad Aenaria, e a Capri. Si tratta di epigrafi spesso note singolarmente, ma mai studiate complessivamente. La gran parte delle epigrafi di Napoli proviene dalle catacombe di San Gennaro e dagli altri cimiteri suburbani della città; il restante numero di titoli, invece, deriva dai vari monumenti urbani o da occasionali ritrovamenti. Le epigrafi di Stabiae funo trovate per la maggior partenegli scavi eseguiti alla fine dell'Ottocento nei pressi della cattedrale cittadina, mentre quelle di Aenaria provengono dal sito di Santa Restituta, a Lacco Ameno. La maggior parte del materiale epigrafico è pertinente ai secoli fine IV, V e VI, e sembra manifestare la situazione, le credenze, la composizione di comunità di fedeli oramai mature e completamente sviluppate. Non a caso, il latino è la lingua della maggior parte delle iscrizioni qui esposte, tranne poche eccezioni. È stato possibile raccogliere, specialmente per Napoli, un interessante numero di iscrizioni cristiane certae originis, prendendo atto asclusivamente dei dati sicuri attraverso il contatto diretto con i materiali; oppure, quando ciò non è stato possibile, confontando le diverse posizioni degli studiosi, specialmente di quelli che hanno realmente visto le iscrizioni. Le epigrafi studiate, giudicate globalmente, possono certamente aggiungersi alla documentazione tardo-antica di questi centri...
Età di lettura: da 5 anni.
Il libro della collana dedicata alla teologia cattolica è il terzo che, nella parte generale è riservato al tentativo di ricomprensione della sacramentalità cristiana in dialogo con le istanze degli uomini del nostro tempo; riconducendo il settenario sacramentale all'evento del Cristo nello Spirito, se ne coglie la specificità come festa di Dio, a Dio, tra gli uomini secondo le modalità della ritualità cristiana (in genere ritus), rilevando che il linguaggio liturgico dà da pensare alla teologia; nella parte specifica viene presentata l'analisi di singoli sacramenti; i sacramenti dell'iniziazione cristiana (battesimo, cresima-confermazione, eucaristia) viene compresi come costitutivi dell'esistenza cristiana; la penitenza e l'unzione degli infermi vengono situati nella 'cura' della precaria condizione umana; il ministero ordinato viene interpretato come servizio, promanante dal Cristo, alla comunione della Chiesa ed il matrimonio come tipicizzazione dell'alleanza di amore tra Cristo e la Chiesa.
La storia di Noè, che costruì l'Arca e salvò gli animali dal diluvio, raccontata per i più piccoli. Nei bellissimi disegni, i suoni da ripetere: splish della pioggia, cuu della colomba, rroar del leone e Urra di Noè!
Ripeti i suoni della storia del Natale: clip clop dell'asinello, il canto degli angeli, aah dei pastori e muu della mucca!
Il cristianesimo per bambini e ragazzi in un bellissimo cofanetto che contiene due libri, scritti con semplicità e illustrati con disegni allegri e colorati. Un dono pensato per i più piccoli, ideale da regalare anche a Natale. Le storie più amate della Bibbia raccontate rispettando il testo originale. Deliziose preghiere per tutte le cose presenti nel mondo di un bambino: la scoperta di se stesso, la famiglia, gli amici, l'amore di Dio nella giornata luminosa e nella notte oscura e silenziosa...
Dieci piacevoli racconti, raccontati con parole semplici e illustrati con disegni allegri e vivaci, che condurranno bambini e ragazzi in un'atmosfera natalizia piena di gioia e di amore. Età di lettura: da 3 anni.
Questo libro racconta la storia dimenticata di due donne rivoluzionarie, Katherine Evans e Sarah Cheevers, quacchere inglesi che intorno alla metà del Seicento furono imprigionate dall'Inquisizione a Malta e che dopo più di tre anni fecero ritorno in Inghilterra toccando l'Italia, la Spagna e il Marocco. Predicatrici, profetesse, visionarie, indomite viaggiatrici eretiche, mentecatte e streghe per i cattolici le due donne affidano alla scrittura il racconto delle loro avventure per mare e sofferenze in carcere, in un testo a quattro mani che è insieme resoconto di viaggio e di prigionia, autobiografia spirituale, epistolario, profezia, visione. Il testo, tradotto per la prima volta in italiano, oltre ad essere un esempio di letteratura radicale femminile dell'Inghilterra rivoluzionaria, è un documento illuminante sui rapporti tra protestanti e cattolici e sulle pratiche dell'Inquisizione romana che, al tempo stesso, offre un movimentato quadro del Mediterraneo cosmopolita del XVII secolo, popolato da ebrei, portoghesi, "mori", turchi, inglesi e olandesi. Un quadro delineato attraverso la prospettiva eccentrica e marginale di due eccezionali scrittrici.