L'autore descrive il funzionamento del sistema proporzionale in Italia fino al 1993. Poi spiega come e perché il proporzionalismo sia entrato in crisi e attraverso quali vicende si sia arrivati all'attuale sistema elettorale. Il corpo centrale del volume è dedicato all'attuale legislazione per la Camera e per il Senato, in tutti i suoi aggrovigliati dettagli, compresa la legislazione di contorno. L'autore dà poi alcune valutazioni sull'esperienza delle elezioni politiche del 1994 per concludere sulle ulteriori ipotesi di modifiche. In particolare illustra i collegamenti tra questi aspetti e il tema più generale delle riforme costituzionali con riferimento ai rapporti tra corpo elettorale, governo, parlamento e capo dello Stato.
Tre capitoli analizzano i risultati della neoavanguardia nella poesia, nel romanzo e nel dibattito teorico-critico; un quarto capitolo segue gli sviluppi dei protagonisti e delle idee della neoavanguardia dopo che il gruppo ebbe cessato di esistere. Per la poesia Barilli prende in esame i "Novissimi": Giuliani, Pagliarani, Sanguineti, Porta, Balestrini; per il romanzo il discorso si allarga alle prime forzature della barriera naturalistica in Pavese e Vittorini, agli esiti di Bassani, Cassola, Pratolini, Moravia e al caso Gadda, per rintracciare l'impronta del "nuovo romanzo italiano". Il capitolo sulla riflessione teorica fa parte dell'estetica fenomenologica di Anceschi che con il "Verri" è tra i padri spirituali della neoavanguardia.
L'espressione "federalismo fiscale" è divenuta, nel linguaggio corrente di questi anni, una sorta di bandiera. Si tratta però di analizzarne i contenuti concreti. Questi infatti possono essere i più diversi a seconda di come viene definito il ruolo dello Stato centrale rispetto a quello degli enti decentrati. Il volume di Giarda tenta di fare chiarezza su questo punto. Per capire l'importanza del problema basti un solo dato: le regioni italiane gestiscono, con vari gradi di responsabilità, più di 120.000 miliardi di lire, pari a circa un quinto del totale delle spese del settore pubblico. L'autore fornisce anche alcune simulazioni, per il breve e medio periodo, sui possibili effetti della riforma.
Questo manuale presenta il complesso della letteratura romanza medievale seguendone l'evoluzione genere per genere. L'ambito non è solo quello tradizionale francese e provenzale, ma si allarga anche alle zone laterali dell'Italia e della Spagna per dare un panorama completo di quel più ampio e ricchissimo spazio romanzo che precedette la formazione delle singole letterature nazionali. Il volume è corredato da una bibliografia tematica e da un apparato di riferimento che comprende i riassunti delle opere principali. Ai quattro generi principali dell'epica, della lirica, del romanzo e del racconto, si aggiungono capitoli sui generi minori: la letteratura allegorica e didattica, la storiografia, la letteratura di viaggio, il teatro, la scrittura soggettiva.