Assumere giudizi preconfezionati, avvalersi di conoscenze non verificate, accontentarsi di spiegazioni semplicistiche, lasciarsi persuadere da impressioni superficiali: a questo in parte siamo costretti sia dalla sovrabbondanza di informazioni e contatti, sia dalla necessità di organizzare le nostre idee sulla realtà. Se questo è un formidabile meccanismo di difesa, dobbiamo tuttavia guardarci dalla sua rigidità che ci conduce a pietrificare uomini e cose, fmo a rifiutarli e trasformarli in nemici. La discriminazione, il pregiudizio etnico e il razzismo ne sono il conseguente riprovevole sviluppo.
Benché la maggior parte delle persone si sposi e abbia dei figli, la famiglia tradizionale oggi appare in difficoltà. Nuovi modi di stare insieme si affacciano. Si può nascere in una famiglia tradizionale e poi, dopo il divorzio dei genitori, acquisire un nuovo padre o una nuova madre. Oppure continuare a vivere con un solo genitore. Una volta grandi, si può scegliere di convivere con la persona del cuore, rifiutando il matrimonio, o decidere di vivere da soli. Quante sono e come sono le nuove famiglie oggi? Cosa succede quando ci sono dei figli? Nel volume, ripresentato in edizione aggiornata, l'autrice risponde a queste e ad altre domande, tenendo conto anche della nuova realtà delle "famiglie omosessuali" e del numero sempre crescente di unioni tra persone provenienti da paesi diversi.
La terza edizione di questo volume, la cui prima pubblicazione risale al 1985, è sia strumento di primo indirizzo per principianti che testo di consultazione e studio per studenti più avanzati. L'opera di revisione per la nuova edizione ha comportato, oltre all'indispensabile aggiornamento bibliografico, la riscrittura di alcuni capitoli e la risistemazione grafica del volume.
Dopo una succinta introduzione che definisce l'etica e chiarisce quali siano i contorni del dibattito odierno, l'autrice tratta brevemente degli antecedenti filosofici (Spinoza, Kant, Nietzsche, Wittgenstein, Heidegger), per esporre poi la serie di principi, nuovi e vecchi, che l'etica contemporanea deve mettere in campo. Conclusa questa parte d'inquadramento generale, l'autrice passa in rassegna tutti i maggiori contributi che ha prodotto la filosofia contemporanea: da Lèvinas a Jonas, da Apel a Habermas, a Rawls; e infine i vari settori della cosidetta etica applicata: la bioetica, l'etica dell'ambiente, l'etica degli affari e l'etica applicata ai media e alla politica.
Qual è la verità della storia? Quali sono i suoi gradi e i suoi limiti? Quali le condizioni per l'opera storiografica? In altre parole: qual è il corretto atteggiamento della ragione nella ricerca storica? Ponendo queste essenziali domande, Marrou mira a individuare i caratteri della ricerca storica e le regole pratiche che la devono informare: di fatto, nelle sue parole, egli compone una deontologia, "una sorta di trattato sulle virtù dello storico". Marrou sviluppa il suo discorso a partire dalla definizione generale di storia, per riflettere sul carattere intellettuale e creativo dell'attività dello storico, sull'uso dei documenti e sul cruciale passaggio che va dall'interpretazione del documento alla comprensione del passato.
Oggetto dello studio di Ritter è la fondamentale polarità da lui individuata alle origini del pensiero politico moderno tra Machiavelli e Moro, ovvero tra modello continentale e insulare di Stato: Stato di potenza e Utopia. Sulla base di questo contrasto Ritter traccia una parabola della politica europea che giunge fino alla suprema degenerazione della politica di potenza, la guerra mondiale scatenata dall'hitlerismo. Ma la riflessione di Ritter travalica ampiamente una mera questione di storia del pensiero politico: egli si interroga infatti su quel rapporto tra politica e morale che "tormenta l'umanità da secoli", sull'aspetto "demoniaco" del potere che non può non porsi l'obiettivo del successo ma è sempre a rischio di degradarsi.