La "Grande grammatica", pubblicata fra il 1988 e il 1995, costituisce una completa descrizione della nostra lingua. I tre volumi, usciti separatamente e più volte ristampati, sono ora ripresentati insieme, dopo una minuta revisione che ha comportato anche alcuni ampliamenti in particolare nel primo volume, e con una nuova introduzione generale.
La "Grande grammatica", pubblicata fra il 1988 e il 1995, costituisce una completa descrizione della nostra lingua. I tre volumi, usciti separatamente e più volte ristampati, sono ora ripresentati insieme, dopo una minuta revisione che ha comportato anche alcuni ampliamenti in particolare nel primo volume, e con una nuova introduzione generale.
La "Grande grammatica", pubblicata fra il 1988 e il 1995, costituisce una completa e avanzata descrizione della nostra lingua. I tre volumi, usciti separatamente e più volte ristampati, sono ora ripresentati insieme, dopo una minuta revisione che ha comportato anche alcuni ampliamenti, in particolare nel primo volume, e con una nuova introduzione generale.
Che cosa si intende con "politica"? Da quali trasformazioni, da quali diversi significati del termine scaturisce l'attuale esperienza politica? L'opera di Sternberger è dedicata a ricostruire le grandi metamorfosi del significato del concetto di politica. Tre sono state le radici del pensiero politico in Occidente: la "politologia" di Aristotele, la "demonologia" di Machiavelli e l'"escatologia" riconducibile a Sant'Agostino. Aristotele, Machiavelli e Agostino divengono così i tre protagonisti del libro e il percorso dell'autore sfocia nell'orizzonte del contemporaneo, fino ad affrontare il tema del totalitarismo nazista e stalinista. Il volume si chiude con la proposta di un nuovo costituzionalismo.
Il libro fornisce una mappa per orientarsi entro la costellazione di gruppi non conformisti, attivi in particolare nelle Law Schools nordamericane negli ultimi decenni, accomunati da una posizione critica nei confronti delle categorie fondative così come dei presupposti universalistici che caratterizzano la dottrina giuridica tradizionale: "Law and economics", "Critical theory of race" e simili. Questi "movimenti giuridici postmodeni", che costituiscono una sfida per il pensiero teorico tradizionale, risultano particolarmente interessanti per il lettore italiano in quanto delineano molti degli atteggiamenti dottrinali, delle provocazioni intellettuali e delle rivendicazioni politiche che si potrebbero insinuare anche in Italia.
Nella sua puntuale analisi storica, che parte dal 1861, Massimo Salvadori evidenzia tutte le distorsioni che hanno caratterizzato nel nostro Paese il rapporto tra forze di governo e forze di opposizione, impedendo il normale avvicendamento tra due schieramenti stabili e la reciproca legittimazione dei partiti. La transizione incominciata con gli anni Novanta e analizzata in dettaglio nella nuova edizione, pur registrando alcuni significativi passi avanti nel processo di normalizzazione del sistema politico, non può dirsi compiuta. L'anomalia italiana genera ancora i suoi velenosi frutti in un clima di rissosa guerriglia e reciproca delegittimazione.
Franco Cassano ha intrattenuto i lettori dei quotidiani "L'Avvenire" e "L'Unità" con due fortunate rubriche. Il volume riprende e rielabora quegli scritti, riannodandoli attorno a dei temi ricorrenti. L'ispirazione costante trae forza dalla convinzione che esistano nella cultura italiana forme dell'esperienza preziose, che non solo non vanno cancellate dalla modernizzazione, ma vanno tutelate gelosamente, perchè è in quelle esperienze che vi è garanzia di futuro. Il fondamentalismo non appartiene solo alla religione islamica, ma si dà ogni volta che una cultura, ritenendo se stessa il parametro della perfezione, vede la differenza delle altre culture come una patologia da estinguere al più presto.
Gesù che scaccia i mercanti dal tempio, gli strilli di un bambino, le sfuriate del capo, le bizze di una bisbetica: molte sono le immagini della rabbia. Ci si arrabbia per un'ingiustizia, per un fastidio senza motivo, per un ostacolo che si frappone alla realizzazione di un progetto. A seconda delle situazioni, delle persone, dei motivi, si è più o meno disposti a giustificare se stessi e gli altri per aver agito sotto l'impeto della rabbia. Ma arrabbiarsi serve? Questo libro parte dalle immagini della rabbia presenti nella nostra cultura e nel linguaggio comune, per arrivare a mostrare come alcune arrabbiature siano in grado di suscitare energie positive e possano essere molto importanti per il gioco sociale.