Arte di persuadere attraverso il discorso e teoria di questa stessa arte, la retorica è divenuta dai Greci in poi tratto costitutivo della nostra cultura umanistica. Dopo una lunga eclissi la disciplina è tornata in auge, estendendosi, al di là dello studio letterario, ad altri ambiti: pubblicitario, musicale, cinematografico. Questa introduzione fornisce una presentazione del sistema retorico a partire dalla sua genesi, dall'antichità ai giorni nostri; descrive in una esposizione metodica i procedimenti retorici, figure, argomenti, tipi di argomentazione; mette a disposizione del lettore alcuni esempi di analisi retorica di testi letterari e non letterari, in cui vengono mostrati i differenti dispositivi retorici in atto; infine traccia le linee di una filosofia della retorica che mostra perché di tali procedimenti non si possa fare a meno. Per questa edizione la curatrice Gabriella Alfieri ha approntato alcuni esempi di letture retoriche di classici italiani.
Il volume affronta, in maniera organica e insieme agile, l'ordinamento giuridico della Chiesa cattolica nelle sue basi positive, alla luce del Codice di diritto canonico promulgato da Giovanni Paolo II nel 1983 e della legislazione successiva. Il testo del manuale è stato interamente e accuratamente rivisto dall'autore nell'intento di offrire agli studenti uno strumento aggiornato e adeguato alla conoscenza del diritto della Chiesa nel quadro del nuovo assetto degli studi giuridici determinato dalla recentissima riforma universitaria. In particolare si sono adottate formulazioni che, senza venir meno al necessario rigore terminologico, facilitino la comprensione; si è tenuto conto della più recente legislazione canonica (fra le altre, delle disposizioni che, nel 1996, hanno cambiato le modalità di elezione del Pontefice); e si è prestata attenzione alle problematiche di maggiore attualità, quali ad esempio le esperienze di corresponsabilità a livello parrocchiale e le prospettive ecumeniche di nuove forme di esercizio del primato pontificio. Ne risulta, in forma rigorosa e insieme affabile, un quadro chiaro della legge canonica: delle strutture giuridiche della Chiesa, del sistema, centrale e periferico, di esercizio del potere, della condizione giuridica del clero e dei laici, dei diritti fondamentali dei fedeli. All'indirizzo www.mulino.it/aulaweb docenti e studenti troveranno.per ogni capitolo un'ampia bibliografia periodicamente aggiornata.
L'idea di uno spazio europeo con un'identità propria fa parte ormai del discorso quotidiano, nella misura in cui procede e diventa tangibile l'integrazione economica e politica del continente. Ma l'idea di Europa ha una vita più che millenaria, e l'Europa ha gradatamente tracciato i propri confini e definito la propria identità differenziandosi da quanto le stava intorno. Il volume di Mikkeli da un lato ripercorre dunque questa storia; dall'altro ricapitola quegli aspetti che maggiormente hanno contribuito a foggiare l'identità europea: la contrapposizione con i barbari e il rapporto con l'altro d'oltreoceano, l'incerto confine orientale, la Mitteleuropa, infine gli aspetti culturali, politici, religiosi.
Nel 1942 le forze dell'Asse nazifascista erano vittoriose ovunque; nel 1944 divenne evidente che un esito della guerra favorevole agli Alleati era solo questione di tempo. Cosa rese possibili questo rovesciamento di equilibri? In questo libro Overy analizza i grandi settori in cui gli Alleati seppero volgere a proprio favore le sorti del conflitto: la guerra sul mare, le grandi battaglie del fronte orientale, la guerra aerea, lo sbarco in Normandia. Ma risalendo a monte, Overy mostra dove ebbe origine la superiorità militare alleata: nella maggiore capacità di riconvertire alla guerra il sistema economico, nella superiorità tecnologica, nella maggiore efficienza della dirigenza militare, e infine nella mobilitazione morale delle popolazioni.
Il saggio identifica nel pensiero di Lutero uno dei passaggi fondamentali di quella radicale trasformazione filosofica, religiosa, politica, giuridica ed etica, che segna l'aprirsi dell'età moderna. Se la visione politica di Machiavelli consegna un'immagine della natura umana ancora ambivalente, in Lutero i presupposti antropologici si radicalizzano in un pessimismo destinato a creare importanti conseguenze in campo politico, sociale, etico. L'antropologia luterana pone al centro l'intrinseca malvagità degli uomini, e dunque la loro inevitabile conflittualità, secondo una visione di cui Hobbes trarrà le conseguenze filosofiche e politiche.
Il volume spazia tra la fine del Settecento e l'Unità - l'epoca convenzionalmente definita Risorgimento - e delinea una ricostruzione del periodo a partire dall'angolo visuale delle istituzioni politiche operative nei vari stati della penisola prima nell'età delle riforme, poi in quella rivoluzionario-napoleonica, infine in quella della restaurazione e nel cosiddetto "decennio di preparazione". L'attenzione al mutamento delle forme istituzionali (apparati statali, amministrazioni locali, rappresentanze di corpo o territoriali) offre la possibilità di indagare sulle peculiarità della transizione italiana dall'antico regime allo stato di diritto ottocentesco.