Frutto di un'approfondita indagine sociologica condotta all'interno di un progetto di ricerca internazionale sul pluralismo morale e religioso, il volume traccia un profilo dell'attuale realtà italiana. Essa è stata caratterizzata in questi ultimi anni da un aumento della presenza di religioni diverse da quelle del ceppo ebraico-cristiano, cui si è unita una progressiva pluralizzazione della presenza cattolica stessa. La ricerca qui presentata analizza gli atteggiamenti e i comportamenti degli italiani relativi a una serie di tematiche, quali l'esperienza religiosa, la pratica e l'appartenenza, la morale individuale e familiare l'etica sociale ed economica.
Mons. Cagna, primo nunzio della santa Sede nella Jugoslavia di Tito e nell'Est Europa, arriva a quella sede attraverso una carriera diplomatica che lo porta, dopo i primi anni in America Latina, alla nunziatura d'Italia, poi a Tokio. Attraverso i saggi di alcuni importanti specialisti del settore vengono indagati gli ambienti e le linee delle relazioni internazionali del Vaticano, di cui Cagna (che concluderà la sua carriera a Vienna) sarà una figura significativa. Questo volume apre inoltre la collana di studi dedicata alle relazioni fra la chiesa cattolica e gli stati nel Novecento, nella quale verranno analizzati figure e problemi il cui impatto sulla scena internazionale è spesso sconosciuto.
Maria Teresa, arciduchessa d'Austria, regina d'Ungheria e di Boemia, si volle considerare madre dei propri Stati, creò un rapporto personale con i sudditi e con il suo carisma riaffermò l'autorità degli Asburgo nel vario mosaico dei territori imperiali. Malgrado tre guerre, Maria Teresa ha posto i fondamenti dell'Austria moderna e ricollocato Vienna nel concerto delle grandi potenze europee. Nel contempo è riuscita a sposare l'uomo che amava, a partorire sedici figli, a seguirne l'educazione, a tessere per loro e in pro dell'Austria, avveduti matrimoni. Di questa imperatrice il volume fornisce un ritratto vivido sia sul versante pubblico sia su quello privato.
Espressioni come "implementazione", "politica pubblica", "valutazione delle politiche", "agenda", "network" fino a qualche tempo fa erano completamente assenti dal lessico dei mass-media e nel gergo politico-amministrativo: oggi sono comunemente utilizzate non solo nel linguaggio della politica, ma anche dagli studiosi di altre scienze sociali, economisti, sociologi e giuristi. È successo che l'analisi delle politiche pubbliche ha assunto un rilievo crescente nello studio dei fenomeni politico-sociali, affermandosi come un filone tra i più innovativi della scienza politica. Ma che cosa sono le politiche pubbliche? Questo manuale introduttivo presenta gli elementi costitutivi dell'azione di policy: attori, interazioni, strumenti, regole.
Per quali ragioni le società umane hanno bisogno del diritto? Quali sono i beni e i valori che danno senso ai vincoli e ai limiti posti alla libertà umana dalle regole giuridiche? Quali sono le istituzioni politiche e giuridiche fondamentali che sostengono queste regole? E le principali pratiche giuridiche che consentono di perseguire e realizzare gli obiettivi del diritto? Non limitandosi ad esporre le diverse teorie filosofico-giuridiche succedutesi nel tempo, questo volume presenta i temi principali della filosofia del diritto, mostrando come essi emergano dalla vita sociale e dalla concreta pratica giuridica.
In questo libro si esplorano da una parte la nozione di linguaggio come capacità umana, dall'altra quella di lingua nei suoi molteplici aspetti: funzionamento, articolazioni, divenire. Quali sono le proprietà che distinguono il linguaggio umano da altri "linguaggi"? Quali sono le caratteristiche essenziali della nozione tecnica di "lingua"? In base a quali criteri si possono raggruppare le varie lingue del mondo? Dopo aver affrontato tali interrogativi, gli autori introducono gli strumenti fondamentali per l'analisi dei suoni del linguaggio, della struttura delle parole, della combinazione delle parole e del significato.
In questo manuale introduttivo Pearce, Turner e Bateman affrontano il rapporto economia-ambiente nei suoi molteplici aspetti. Gli autori analizzano le cause del degrado ambientale e le politiche di controllo, con particolare attenzione alla formulazione delle scelte collettive, alla valutazione dei beni ambientali, alle diverse metodologie di regolamentazione, alla gestione sostenibile delle risorse naturali. In questa nuova edizione il lettore troverà, accanto a una più estesa informazione sui problemi ambientali emersi negli ultimi anni, una rassegna aggiornata dei nuovi metodi dl controllo, di valutazione e di regolamentazione.
Due sono i principali obiettivi del volume. Il primo è illustrare le maggiori teorie sulla devianza, da quelle classiche ai filoni più recenti e di frontiera. Il secondo è fornire un quadro empiricamente fondato dei principali temi della ricerca, come la prostituzione, i reati violenti, i reati contro la proprietà, il suicidio, il consumo di sostanze legali e illegali, i tipi di sanzione e il funzionamento dei sistemi di sanzione, primo fra tutti quello penale. Punti di forza del testo, pensato soprattutto per gli studenti universitari, sono l'adozione di una prospettiva storica e la scelta di privilegiare il contesto europeo.
Il volume si apre con l'entrata in guerra della Francia nel 1914 e si chiude con l'avvio della presidenza Chirac; gli autori, per attraversare un secolo che annovera due guerre mondiali, quattro regimi politici successivi, la decolonizzazione, individuano come linea guida la storia politica, ma con un'attenzione marcata anche alle trasformazioni socio-economiche del paese particolarmente dell'epoca seguente la seconda guerra mondiale, periodo a cui è dedicata oltre la metà del libro.
Nell'antichità l'aborto era fondamentalmente una questione di donne, il feto era considerato una sorta di appendice del corpo della madre, e l'aborto era perseguibile solo nei casi in cui ledeva un interesse maschile. È il cristianesimo che per primo equipara l'aborto all'omicidio, ma ci vorranno secoli per codificare il momento in cui avviene l'animazione del feto. La situazione muta radicalmente tra il Sei e Settecento quando il feto acquista una sua autonomia, grazie alle acquisizioni scientifiche, e con la Rivoluzione francese, dopo il 1789, entra nella sfera pubblica. Con il movimento femminista e con la depenalizzazione dell'aborto oggi molti segnali ci dicono che qualcosa sta cambiando: l'aborto è una questione di tutti, donne e uomini.
I testi di psicologia dello sviluppo si fermano di norma all'adolescenza, ma sempre più si impone l'idea che questa trattazione sia monca e che lo sviluppo sia un processo esteso all'intero arco di vita. Le diverse fasi della crescita o "compiti di sviluppo" sono qui considerati come "sfide" cui l'individuo può rispondere in modo positivo o negativo. I capitoli centrali trattano in questa chiave le sfide tipiche della fanciullezza, dell'adolescenza, della maturità e della vecchiaia. Sono così discussi una serie di passaggi critici come la socializzazione, la "tempesta" adolescenziale, la crisi di mezza età, la menopausa, l'accettazione dell'invecchiamento.
Gli psicologi sociali e dello sviluppo sono ormai concordi nel ritenere che i bambini non sono individui passivi da "plasmare" attraverso il processo educativo, bensì agenti attivi della propria crescita. Ma i bambini hanno una loro cultura? Nell'arco di diversi anni, attraverso il ricorso al modello etnografico, l'autore ha partecipato alla vita dei bambini di numerose scuole dell'infanzia e scuole elementari, anche italiane, nell'intento di mettere a fuoco la loro esperienza nel mondo e degli altri. Ne ha ricavato la convinzione che anche i bambini - proprio come gli adolescenti - creano "culture dei pari" con caratteristiche specifiche, diverse da quelle delle culture adulte.