Dimensione sociale e dimensione politica sono così strettamente interconnesse da non poter essere studiate separatamente. Questa sovrapposizione chiama in causa la sociologia politica, nella quale confluiscono gli apporti del sapere sociologico e di quello politologico. Tra stato e società si colloca una serie di fenomeni - potere, legittimità, partecipazione, ideologia, opinione pubblica - che sono oggetto elettivo di studio della sociologia politica. Questo manuale, in una nuova edizione aggiornata con particolare attenzione al contesto italiano, costituisce una introduzione a questa disciplina di "confine".
Questo volume presenta in forma aggiornata e rielaborata i concetti di base della articolazione tra mondo privato e mondo pubblico, tra psichico e sociale. Frutto di un lungo percorso intellettuale nella studio e nella ricerca, l'autore affronta i temi di fondo della disciplina e propone un quadro in cui gli aspetti teorici trovano la loro realizzazione nella realtà fisica in una relazione circolare cognizione-azione-comunicazione. Tutti i temi portanti della materia vengono presentati secondo uno stile attento alle esigenze didattiche imposte dagli attuali ordinamenti della disciplina. Ne emerge un utile manuale che segna i principali confini della psicologia sociale: dalle sue origini storiche ai processi di conoscenza del mondo sociale, alla formazione degli atteggiamenti e delle rappresentazioni sociali, fino alla comunicazione, alla costruzione del Sé e dell'identità, ai gruppi e all'influenza sociale.
Chi avrebbe mai pensato al momento della sottoscrizione dei Trattati di Roma, mezzo secolo fa, che le istituzioni europee si sarebbero occupate non solo della libera circolazione di lavoratori, merci e capitali ma anche della pretesa di due cittadini britannici di vedere riconosciuti diritti pensionistici conseguenti al mutamento della propria identità sessuale? In Europa si è andato sviluppando un complesso sistema di tutela multilivello da parte della Corte dei diritti dell'Uomo e della Corte di giustizia delle Comunità europee da Lussemburgo di cui il volume coglie dinamiche ed evoluzione.
Da oltre mezzo secolo la figura di Adolf Hitler non cessa di catalizzare l'attenzione degli storici e l'interesse, persino morboso, del pubblico più largo. Del resto, è indubbio che Hitler sia stato il personaggio storico che con la sua azione ha avuto la maggiore influenza, di segno negativo, sul corso delle cose europee e mondiali nel secolo ventesimo. Sulla biografia di Hitler si contano ormai molti contributi importanti, dalla biografia di Fest a quella vastissima di Rershaw. In questo quadro, il volume di Corni si presenta come un'equilibrata e aggiornata esposizione che mette a frutto e discute la più recente ricerca sia sulla vita e l'azione del Führer sia sulle caratteristiche dello stato nazista, ponendo in rilievo le questioni e i nodi interpretativi salienti che il lavoro degli storici ha fatto emergere.
Da più parti si ritiene che Alcide De Gasperi vada considerato insieme a Cavour il massimo statista dell'Italia unita. Negli ultimi anni, il cinquantesimo anniversario della sua morte ha dato occasione a una rinnovata stagione di studi degasperiani, di cui si va ora raccogliendo i frutti. Con appassionata precisione, Pombeni ricostruisce tutte le tappe dell'apprendistato degasperiano, dall'esperienza di studente universitario nella Vienna di fine secolo, dove viene a contatto con molti fermenti culturali e sociali, alla direzione del quotidiano cattolico di Trento, all'ingresso nel parlamento dell'Impero nel 1911. Basato su una minuziosa ricerca originale, il libro getta luce sulla parte più controversa e meno conosciuta della vita del grande uomo politico, costituendo al tempo stesso un viaggio nei meccanismi di formazione di una leadership politica e nelle asperità di un periodo storico in cui si scontrano nazionalismi, identità culturali e religiose e declinanti sistemi politici di antico regime.
Si può comunicare con il pensiero? È possibile muovere gli oggetti solo con un atto di volontà, senza toccarli? Qualcuno riesce davvero a prevedere il futuro? È per rispondere a domande come queste che 125 anni fa è stata organizzata un'attività di ricerca che ha assunto, nel tempo, la denominazione di "parapsicologia" e che si è sviluppata, da un lato, con l'analisi delle esperienze che si impongono spontaneamente nel corso della vita; dall'altro, con lo studio di effetti "anomali" indotti sperimentalmente in laboratorio. Dopo aver ripercorso le linee essenziali della storia di questa disciplina, il volume si incentra in particolare sulle indagini sperimentali in parapsicologia, valutando il "peso" delle evidenze a partire dai risultati di studi e ricerche disponibili sulle riviste scientifiche. Sulla base di quel che si può ormai considerare accertato, vengono infine tratteggiate le spiegazioni e teorie più suggestive oggi discusse in ambito scientifico.
I lavori di Kurt Gödel (1906-1978), considerato il più grande logico dopo Aristotele, uniscono la trasparenza della logica agli oscuri miraggi della magia, una combinazione da cui deriva il fascino tutto speciale del loro autore, un personaggio schivo e imprevedibile che, con Einstein, Schrödinger, von Neumann, Crick e pochi altri, ha a buon diritto un posto tra i protagonisti del Novecento responsabili della chiusura definitiva con il passato e della proiezione nel futuro. Ma queste grandi figure della scienza sono spesso ridotte a simboli caricaturali di una divulgazione semplificata, così che, se per Einstein si dice che tutto è relativo, nel caso di Gödel si citano i limiti della ragione, o addirittura la giustificazione della fede. Evitando ogni imprecisione e approssimazione, Gabriele Lolli sgombra il campo dalle versioni inesatte ed esagerate del pensiero gödeliano facendo luce, con uno stile chiaro e accessibile, sui temi che più colpiscono i non specialisti: la completezza logica, l'incompletezza e l'indecidibilità della matematica formale, la teoria degli insiemi, le origini dell'informatica, la filosofia della matematica.
Dalla dissoluzione della Democrazia cristiana sono nate alcune formazioni politiche - Partito popolare (Ppi), Centro cristiano democratico (Ccd), Cristiani democratici uniti (Cdu) - che nel 2002 hanno dato vita da un lato all'Unione dei democratici cristiani e di centro (Udc), dall'altro alla Margherita. Che cosa si sa, oggi, su queste due componenti decisive degli schieramenti politici che si confrontano in Italia? Nel volume si mostra come i post-democristiani abbiano fatto proprio il "partito di correnti" che fu tipico della Dc, incentrato sulle reti di potere personale facenti capo ai notabili locali. Questa tradizione, però, è stata innovata attraverso il modello del "partito in franchising": i leader nazionali si occupano di pubblicizzare e vendere ai potenziali elettori-acquirenti il "marchio" del partito sui mass media, mentre dirigenti, parlamentari e amministratori locali hanno una notevole autonomia nel gestire la "rete commerciale" sul territorio (sezioni, circoli, comitati provinciali e regionali ecc.). In questo scenario, quali prospettive si aprono per l'Udc dopo l'uscita di Marco Follini e lo "sganciamento" dalla tutela di Berlusconi voluto da Casini? E, sull'altro versante, quali saranno gli effetti che il modello di partito della Margherita potrà avere sulla nascita e sul consolidamento del Partito democratico?
La guerra dei cento anni fu un conflitto che oppose Inghilterra e Francia, a più riprese, fra il 1337 e il 1453. Ragioni dinastiche, politiche ed economiche concorsero a generare e tener viva questa guerra che incise nel profondo sui due paesi, e soprattutto la Francia sul cui territorio fu combattuta, in un'epoca segnata in tutta Europa anche dal disastroso incrudelire della peste e dalla conseguente crisi demografica ed economica. Massimo specialista di storia della guerra medievale, Contamine in questo libretto ha sintetizzato origini, andamento e conseguenze della guerra dei cento anni, districandosi con semplicità nei complicati alti e bassi del conflitto, nel mutevole gioco delle alleanze, nel succedersi di accordi volatili e paci instabili fino all'equilibrio finale che portò il Regno di Francia a ottenere il pieno dominio del proprio territorio.
In questo libro Bernard Williams si confronta con l'etica antica, ritrovata più in Omero e nei tragici che nei filosofi. Nell'intento di sottolineare alcune somiglianze - tradizionalmente non riconosciute - tra le concezioni antiche e quelle moderne, l'autore concentra l'attenzione sulle fonti letterarie antiche per tracciare una sorta di mappa concettuale di idee quali quelle di agente morale, azione responsabile, vergogna, rimorso e necessità. Ciò che ne risulta è una sostanziale identità di contenuti tra quei concetti e i loro corrispondenti moderni: le idee morali di oggi sono, in realtà, più vicine a quelle dei greci di quanto non si possa credere. Pur senza voler in alcun modo negare l'alterità o sopravvalutare la modernità dei greci del V secolo, l'autore sottolinea come il mondo in cui si vive sia, in ultima istanza, una creazione europea guidata dal passato greco.
Una storia prima della storia: ossa, denti, fossili, manufatti, siti preistorici e dati genetici, per ricostruire la storia naturale di un gruppo di scimmie antropomorfe che, intorno a 6 milioni di anni fa, intraprese un lungo percorso evolutivo che diede origine alla specie Homo Sapiens.
Lingue, parlanti, società: il volume ruota intorno a questi tre poli e, soprattutto, intorno ai rapporti reciproci e mutevoli che legano gli idiomi a determinati gruppi di individui e a particolari ambiti sociali e spaziali. Come gli altri titoli della stessa serie, anche questo manuale prende le mosse dall'osservazione dei dati linguistici concreti, per giungere solo in un secondo momento a focalizzare l'attenzione sulle nozioni teoriche e metodologiche di base. Tre le prospettive adottate: la vita dei singoli individui vista attraverso i loro comportamenti linguistici, la dinamica storica e sociale dell'Italia linguistica dall'unificazione del 1861 ai più recenti rilevamenti Istat (2006), le lingue o, meglio, i repertori come insiemi di varietà (lingua, dialetto, standard, neostandard e così via). Ne risulta un profilo chiaro e aggiornato sulla situazione sociolinguistica dell'Italia di oggi.