Dopo la pubblicazione della sua opera più celebre, "La struttura delle rivoluzioni scientifiche" (1962), Thonias Ruhn ribadì i principi fondamentali della sua teoria in una serie di interventi. È ciò che fa anche in questo piccolo libro, destinato all'ampio pubblico dei non specialisti e tuttora inedito in italiano. L'autore vi sostiene che il cammino della scienza verso la verità non procede per gradi, ma è soggetto periodicamente a rivoluzioni che comportano un mutamento del paradigma di riferimento, cioè dell'insieme di teorie, leggi e strumenti universalmente accettati. Il cuore del volume è dedicato alla presentazione di tre esempi di cambiamento scientifico rivoluzionario: il passaggio dalla concezione aristotelica del moto a quella newtoniana; il passaggio dalla teoria delle forze di contatto a quella chimica per spiegare la pila di Volta; infine il passaggio dalla derivazione di Planck della legge sulla radiazione di corpo nero a quella comunemente adottata oggi. Tre momenti cruciali nella storia della scienza, che Ruhn illustra con grande chiarezza e semplicità, per poi definire su questa base i tratti comuni che individuano la categoria di "rivoluzione scientifica".
Oggi assai diffusi, i gruppi di sostegno, di auto e mutuo aiuto, di supervisione rappresentano uno strumento efficace per contrastare gli effetti dello stress psicologico. Dalle persone con problemi di abuso di sostanze ai famigliari di malati cronici, alle varie figure professionali che lavorano con la malattia e il disagio fisico e psichico (infermieri, medici, psicologi): per tutti costoro il gruppo di sostegno si rivela uno strumento indispensabile nell'alleviare il disagio, purché condotto con perizia e consapevolezza. Questo volume si propone come una utile guida pratica per capire che cosa sono, perché sono importanti, come sono formati e come funzionano i gruppi di sostegno, di cui illustra con ricchezza di esempi concreti caratteristiche, strategie e dinamiche di conduzione. Un vademecum indispensabile per tutti i professionisti delle relazioni di aiuto: consulenti, psicologi, psicoterapeuti e operatori nel campo della salute e del sociale.
Keith Nichols ha insegnato nell'Università di Exeter; attualmente è Consultant Clinical Health Psychologist nel Royal Devon and Exeter Hospital. John Jenkinson, psicoterapeuta, lavora come counsellor per vari organismi fra cui il Cornwall Alcohol and Drugs Agency.
Se l'obiettivo di una valida psicoterapia è quello di portare i pazienti ad ottenere "il massimo beneficio terapeutico nel modo più efficace possibile", la psicoterapia psicoanalitica, che può contare su una tradizione ormai consolidata, si pone oggi come una delle forme di cura più valide e sostenibili. Tale orientamento si segnala per la flessibilità, l'importanza attribuita all'alleanza consapevole fra terapeuta e paziente quale ingrediente fondamentale del processo terapeutico, l'apertura ad altre forme di trattamento. Forti di una lunga esperienza nel campo sia della ricerca sia della pratica clinica, gli autori illustrano in questo libro i principi, i metodi e le tecniche dell'approccio supportivo-espressivo, ricorrendo anche a numerosi esempi concreti. Approfondiscono poi il tema dell'integrazione con altri tipi di psicoterapie, e infine sintetizzano gli aspetti cruciali del legame vitale fra ricerca e psicoterapia. Una solida e consistente risorsa per tutti i professionisti che operano nel campo del benessere e della salute mentale.
Lester Luborsky è professore emerito dell'Università della Pennsylvania, dove ha svolto a lungo attività di ricerca sulla psicoterapia. Tra i suoi libri segnaliamo: "Principi di psicoterapia psicoanalitica" (Bollati Boringhieri, 1989) e "Capire il transfert" (con P. Crits-Christoph, 1992). Ellen Luborsky, psicologa clinica, si occupa di tematiche relative allo sviluppo primario ed è autrice di numerosi contributi sulla ricerca in psicoterapia e sulla terapia del gioco.
Con "giustizia di transizione" si intende il processo legale e amministrativo che ha luogo dopo una transizione politica, generalmente da un regime autoritario verso uno democratico: lo scopo è quello di punire i responsabili dei regimi precedenti e i loro sostenitori oltre che di risarcire le vittime. Si tratta di un'esperienza più volte occorsa nella storia degli ultimi sessant'anni, basti pensare ai processi avviati alla fine della Seconda guerra mondiale in Germania, Francia, Italia e Giappone o alle transizioni, più recenti, avvenute nei paesi dell'Europa orientale dopo il 1989. Il volume offre un contributo fondamentale alla comprensione del tema in prospettiva storica, attraverso l'analisi di un'ampia serie di casi concreti, dalla Grecia classica alle Restaurazioni francesi dell'Ottocento, a Norimberga, all'Africa e all'America Latina. Sulla base delle continuità e delle differenze individuate nel lungo periodo, l'autore provvede poi ad analizzare gli elementi e i meccanismi che caratterizzano la giustizia di transizione: la struttura, gli attori (colpevoli e vittime), i vincoli (politici ed economici), il ruolo delle emozioni (rabbia, indignazione, desiderio di vendetta), la sua relazione con la memoria degli eventi e, infine, il ruolo centrale della politica nei processi di democratizzazione.
Jon Elster insegna Scienze sociali nella Columbia University di New York e al Collège de France. Il Mulino ha tradotto diverse sue opere: "Il cemento della società" (1995), "Come si studia la società" (II ed. 1999), "Sensazioni forti" (2001), "Ulisse liberato" (2004) e "Ulisse e le sirene " (II ed. 2005).
Con la "direttiva Bolkestein" si intende realizzare, nell'Unione europea, un mercato integrato per la prestazione di servizi. Ciò implica la rimozione di tutti gli ostacoli che limitano la libertà di prestare servizi, inclusi quelli che impediscono alle imprese lo spostamento di manodopera tra gli Stati. Per favorire tale spostamento, il diritto comunitario garantisce ai lavoratori distaccati sul territorio di uno Stato ospite un nucleo minimo di tutele, ma pone così anche le premesse per una erosione degli standard sociali riconosciuti negli Stati "importatori" di servizi labour intensive. Il libro affronta questi temi alla luce del nuovo Trattato di Lisbona e del diritto derivato, evidenziando una tensione - forte e difficilmente componibile - tra il rafforzamento della mobilità del fattore lavoro, imposta dalla liberalizzazione dei mercati, e il mantenimento di alti livelli di protezione sociale negli Stati nazionali.
Indice: Premessa. - I. Le prestazioni di servizi "labour intensive": la fornitura di lavoro altrui. - II. Le prestazioni di servizi "labour intensive": l'impresa dematerializzata. - III. Le prestazioni di servizi nell'Unione europea. - IV. L'impatto della liberalizzazione dei servizi sul diritto del lavoro nazionale. - V. La disciplina del distacco nella direttiva 96/71/CE. - VI. La mobilità del lavoro fra territorialità e sradicamento. - Riferimenti bibliografici.
Fabrizio Bano è professore di Diritto del lavoro nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Sassari. Fa parte della redazione della rivista "Lavoro e diritto". Con il Mulino ha pubblicato "Il lavoro senza mercato. Le prestazioni di lavoro nelle organizzazioni "non profit"" (2001).
Il volume, qui presentato in una nuova edizione aggiornata, offre una panoramica completa delle tematiche costitutive della scienza politica. I primi capitoli propongono una definizione della disciplina, delineandone l'oggetto, il metodo e le linee evolutive. Sono poi analizzati le grandi architetture della politica, i regimi, la loro successione storica, e ancora i repertori e gli attori della partecipazione politica. Si passa quindi a descrivere le principali istituzioni della democrazia rappresentativa e ad esaminare il versante della implementazione delle politiche pubbliche. Infine, si dà conto della dimensione tipica dello stato nazionale e delle sue interazioni con l'esterno.
Una informata sintesi che dà conto della riflessione elaborata sia dagli antichi sia dalla storiografia classica e contemporanea sul tema dell'impero romano. L'obiettivo è quello di illustrare le stratificazioni che contribuiscono a formare le diverse interpretazioni e rappresentazioni della parabola imperiale.
Antonio Baldini insegna Storia romana nell'Università di Bologna. Tra i suoi libri: "Storie perdute. III secolo d.C." (2000) e "Ricerche di tarda storiografia" (2004), usciti da Pàtron.
Pensata come complemento della "Storia della letteratura italiana", questa serie di "profili" ne ripropone la formula introduttiva. Collocandolo nel quadro storico e sociale della sua epoca, ogni volume presenta uno dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, ne discute le opere e ne illustra la poetica. Questo primo volume è dedicato a Dante Alighieri.