Nel linguaggio comune sentiamo spesso dire di questa o quella persona, così come di certi comportamenti o di certi sistemi sociali, che sono "autoritari". Per spiegare in che cosa consiste l'autoritarismo, il libro si richiama alla nozione di personalità autoritaria elaborata da Adorno in riferimento al totalitarismo nazista. Nell'illustrare gli usi e le metamorfosi di tale nozione nello studio dei sistemi sociali complessi, gli autori analizzano anche il ruolo che l'autoritarismo svolge nel gioco delle interazioni sociali (relazioni fra gruppi, pregiudizi, conflitto, competizione, stereotipi).
Jean-Pierre Deconchy è professore emerito di Psicologia sociale nell'Università Paris X-Nanterre. Vincent Dru insegna Psicologia sociale nell'Università Paris X-Nanterre.
Sono tante le ragioni che possono spingere a rivolgersi a uno psicoterapeuta: eventi stressanti e dolorosi, disturbi come attacchi di panico, ansia incontrollata, anoressia nervosa, disagi di coppia. Lo psicoterapeuta può rappresentare un supporto per scongiurare il ripetersi di episodi che hanno turbato la nostra vita, ma anche per migliorarsi ed affrontare le sfide quotidiane. Cosa significa intraprendere una psicoterapia? Quali implicazioni ed esiti può avere? Come si svolgono le sedute e per quanto tempo si protraggono? L'autore illustra le diverse prassi terapeutiche e spiega che tipo di aiuto ci possono offrire.
Ezio Sanavio insegna Psicologia clinica nell'Università di Padova. Per il Mulino ha pubblicato "Psicologia clinica" (con C. Cornoldi, II ed. 2010) e "I test di personalità" (con C. Sica, 1999).
Cosa sono le cellule staminali? E perché molti scienziati non si accontentano di studiare le staminali adulte e continuano ad interessarsi alle embrionali? Considerate da molti una speranza per risolvere patologie incurabili, queste cellule sono da qualche anno uno dei temi caldi del dibattito pubblico, poiché le loro potenzialità applicative rappresentano un terreno di scontro tra diverse concezioni etiche, giuridiche e religiose. Il libro ci spiega tutto quello che abbiamo finora scoperto sull'ultima frontiera della medicina rigenerativa, mettendoci anche al riparo dalle false illusioni suscitate da istituti di paesi in cui la sanità non è sottoposta a un rigoroso controllo scientifico.
Maurilio Sampaolesi insegna Anatomia umana nell'Università di Pavia ed è direttore del Laboratorio di Cardiomiologia traslazionale nello "Stem Cell Research Institute" di Leuven in Belgio. E' autore di numerosi saggi comparsi su riviste internazionali e della voce sulle cellule staminali dell'Enciclopedia Treccani (2010).
Che cosa significa studiare la comunicazione da un punto di vista estetico? Da un lato significa considerarla non una semplice trasmissione di informazioni, ma una relazione coinvolgente che attiva sensibilità, emozione e intelligenza, facendo interagire immaginazione, gusto e intuizione. Dall'altro, significa riflettere su come i media, vale a dire tutti quei mezzi che danno forma alla comunicazione e la rendono condivisibile, finiscono per trasformare la nostra esperienza sensibile, e dunque estetica. Attraverso un'accurata selezione di testi dagli inizi del Novecento ai giorni nostri, il presente volume esplora questi due grandi versanti, contribuendo a definire l'identità, il perimetro e la genealogia di un campo di ricerca assai ricco e stimolante.
Roberto Diodato insegna Estetica, Etica ed estetica dei media, e Filosofia dell'esperienza estetica nell'Università Cattolica di Milano; Estetica generale ed Estetica applicata nella Facoltà di Teologia di Lugano. Tra i suoi libri "Estetica del virtuale" (Bruno Mondadori, 2005) e "Percorsi di estetica. Arte, bellezza, immaginazione" (con E. De Caro e G. Boffi, Morcelliana, 2009). Antonio Somaini insegna Cinema e arti visive e Storia delle teoriche del cinema nell'Università di Genova. Recentemente ha curato la nuova edizione italiana di "Pittura fotografia film" di L. Moholy-Nagy (Einaudi, 2010) e, con A. Pinotti, l'antologia "Teoria dell'immagine. Il dibattito contemporaneo" (Cortina, 2009).
Quale fu il ruolo svolto, nella radicale trasformazione ottocentesca dell'Impero ottomano, dai cristiani ottomani (greci, slavi, armeni e arabi)? Essi rappresentarono comunità dinamiche, colte e cosmopolite, decisive nella modernizzazione dell'Impero grazie anche ai loro rapporti con il mondo europeo. Ma la coabitazione tra le diverse comunità etniche e religiose, su cui si fondava la costruzione imperiale, fu messa in crisi dall'irrompere del modello occidentale di nazione. Il contributo dei cristiani ottomani alla modernizzazione finì così per ritorcersi contro di loro. Ai primi del Novecento, prevalse un nazionalismo turco anti-occidentale che li considerava complici dell'imperialismo europeo. La crisi del pluralismo ha segnato la fine della civiltà ottomana, i cui effetti si fanno sentire ancora oggi, aprendo la strada ad una prevalenza dell'Islam nei paesi del Mediterraneo orientale e meridionale.
Giorgio Del Zanna insegna Storia dell'Europa orientale nella Facoltà di Lettere dell'Università Cattolica di Milano. Fra i suoi libri: "Roma e l'Oriente. Leone XIII e l'Impero ottomano" (2003) e "Il mondo visto dall'Italia" (con A. Giovagnoli, 2004), pubblicati da Guerini.
E' la passione della libertà che cambia il mondo: lo sanno bene quanti, rischiando la vita, si oppongono alla verità del potere. Questo libro parla delle icone eroiche della libertà: da quelle che difendono la propria libertà contro chi la minaccia dall'esterno (Bruto, Giovanna d'Arco) a quelle, più moderne, che lottano per un sogno, alla ricerca di una libertà mai posseduta (Martin Luther King, Che Guevara). Oggi le figure eroiche si svuotano nelle immagini dei supereroi digitali e nelle imprese virtuali. Come fare per sperimentare ancora la libertà se non ascoltare le voci di quanti - uomini liberi come Ambrosoli, Impastato o Saviano - senza sentirsi eroi hanno il coraggio di combattere per una libertà che coincide con la propria vita?
Laura Bazzicalupo insegna Filosofia politica nell'Università di Salerno. Tra i suoi libri "Il governo delle vite. Biopolitica ed economia" (Laterza, 2006), "Biopolitica" (Carocci, 2010) e, con il Mulino, "Superbia" (2008).
Le imposte sono un tema di grande rilievo, nella vita dei cittadini così come nel dibattito politico, ma conoscere e comprendere i meccanismi dei tributi non è semplice. La normativa è complessa e in continua evoluzione. Il volume, aggiornato alle disposizioni più recenti, dopo un'ampia introduzione sull'evoluzione del sistema tributario italiano, fornisce una chiara esposizione delle imposte esistenti nel nostro paese, interpretate alla luce dei principi dell'efficienza e dell'equità.
Nel processo che portò alla nascita dello Stato unitario italiano Mazzini svolse un ruolo decisivo, accreditando l'idea (per nulla scontata all'epoca) che l'Italia dovesse essere "una" dalle Alpi alla Sicilia. Contribuì come pochi altri a creare il bagaglio di valori e di simboli che avevano sostenuto la lotta per l'indipendenza nazionale. L'idea che quell'indipendenza corrispondesse a un disegno divino, l'etica del dovere, il richiamo pressante e ultimativo al popolo come protagonista della rivoluzione nazionale, l'esaltazione tipicamente romantica del sacrificio per la propria patria: sono questi alcuni dei temi che, nella storia risorgimentale, restano intimamente connessi alla predicazione mazziniana.
Giovanni Belardelli insegna Storia del pensiero politico contemporaneo nell'Università di Perugia. Tra i suoi libri: "Nello Rosselli" (Rubbettino, 2007), "Il Ventennio degli intellettuali" (Laterza, 2005). Con il Mulino ha pubblicato "Miti e storia dell'Italia unita" (con L. Cafagna, E. Galli della Loggia, G. Sabbatucci, 1999).
Il volume ripercorre la storia della guerra in Vietnam dalle sue lontane premesse storiche negli anni Quaranta sino al disimpegno statunitense nel 1973 e all'arrivo dei nord-vietnamiti a Saigon nel 1975. Il resoconto si concentra non solo sugli avvenimenti militari ma anche sul contesto internazionale dell'intervento americano e sulle ripercussioni interne agli Stati Uniti, dove l'opposizione alla guerra fu uno degli elementi forti attorno a cui, alla fine degli anni Sessanta, si coagularono la rivolta giovanile e un vasto movimento di opinione.
Mitchell K. Hall insegna Storia nella Central Michigan University. Ha pubblicato anche "Crossroads: American Popular Culture and the Vietnam Generation" (2005) e "Historical Dictionary of the Nixon-Ford Administrations" (2008).
Nata sotto la cattiva stella dell'arma che può distruggere il mondo, l'energia nucleare ha sempre attirato grandi consensi e grandi rifiuti. Da qualche anno si parla di "rinascimento nucleare" poiché questa fonte sembra rispondere non solo alla crescente domanda di energia mondiale, ma anche all'esigenza di produrre elettricità senza emettere gas serra. Ma è vero che il nucleare conviene e può contribuire allo sviluppo sostenibile? Oppure il rischio di emissioni radioattive e il problema delle scorie da smaltire ce ne devono tenere lontani? Le risposte a queste domande sono fondamentali anche per decidere se convenga al nostro paese riprendere la strada interrotta più di venti anni fa, dopo i tre referendum del 1987.
Luigi De Paoli insegna Economia dell'energia e dell'ambiente all'Università Bocconi di Milano. Dirige la rivista "Economia delle Fonti di Energia e dell'Ambiente".
Quando si parla del Risorgimento le donne dove sono? La memoria di quelle, non poche, che lo animarono è pressoché cancellata. Eppure si trattò spesso di figure di grande notorietà, poi celebrate da statue e lapidi. Queste pagine presentano al lettore alcune di quelle protagoniste dimenticate: quattordici profili narrativi restituiscono la vicenda biografica e l'azione politica di altrettante donne, da Colomba Antonietti a Clara Maffei, da Sara Nathan ad Anita Garibaldi, dalla nobile Cristina Trivulzio di Belgiojoso a Peppa "la cannoniera", da Enrichetta Caracciolo ad Antonietta De Pace. Ripercorrendo insieme il racconto della vita di lavandaie e giornaliste, aristocratiche e massaie, italiane e straniere, il libro riconosce in queste "donne del Risorgimento" anche una comune disposizione, in senso proto-femminista, che le portò volta a volta a impegnarsi in battaglie sociali, a lottare contro la prostituzione, a prendere le armi vestite da uomini, accanto agli uomini.
Le autrici del volume fanno parte di Controparola, un gruppo di giornaliste e scrittrici nato nel 1992 per iniziativa di Dacia Maraini. Come opere collettive hanno pubblicato anche "Piccole italiane" (Anabasi, 1994), "Il Novecento delle italiane" (Editori Riuniti, 2001), "Amorosi assassini" (Laterza, 2008).
Intelligenza, coscienza, memoria, emozioni affondano le radici nel nostro cervello. Oggi la relazione tra mente e cervello sembra ovvia ma in realtà sono stati necessari molti secoli per affermarla con certezza. Dopo un affascinante excursus storico dalla Grecia antica ai nostri giorni, l'autore ci spiega come è fatto il cervello, come si forma, come funziona, cosa succede quando si guasta e come (e se) è possibile ripararlo. Ricordandoci infine che usiamo il cervello anche quando riteniamo di agire con il cuore.
Carlo Umiltà ha insegnato Neuropsicologia nell'Università di Padova, dove ha diretto la Scuola Galileiana di Studi Superiori. Con il Mulino ha pubblicato: "Manuale di neuroscienze" (a cura di, 1999), "Il cervello. Anatomia e struttura del Sistema nervoso centrale" (con M. Matelli, 2007) e "Neuro-mania" (con P. Legrenzi, 2009).