Con Filastrocche in cielo e in terra Gianni Rodari ha portato nelle case di milioni di bambini versi indimenticabili, capaci, a un tempo, di far riflettere e divertire: personaggi bizzarri, sorridenti filastrocche sulla punteggiatura, "favole a rovescio" capaci di sorprendere per le straordinarie conclusioni, versi di serio, ma non drammatico impegno sociale. Le filastrocche del libro aprono molte strade alla fantasia dei lettori e invitano a non separare mai il potere dell'immaginazione dalla voglia di conoscere il mondo per cambiarlo e renderlo migliore. Età di lettura: da 6 anni.
Lo scultore Riccardo scolpisce statue che appena finite saltano giù dal piedistallo e vanno a scoprire il mondo, il signor Venceslao usa la casa come un aeroplano e s'alza in volo, il signor Boemondo compie strane magie per stupire i bambini, un albero di mele si mette a produrre pantofole, una penna fa da sola i compiti delle vacanze... Sono alcuni dei prodigi nati tanti anni fa dalla fervida fantasia giovanile di Gianni Rodari, già abilissimo nell'inventare storie paradossali e agili filastrocche capaci di suscitare il riso, ma anche di far riflettere i giovani lettori di ieri e di oggi. Età di lettura: da 7 anni.
Qualcuno ha dato fuoco al piccolo Club di Sedar. Anche gli Sharks sono tra i sospettati, proprio adesso che tutte le energie servono per battere i Templari e guadagnare punti in campionato. Tornano Stekko, Fiacca, Silvia, i ragazzi e le ragazze di "Due sotto canestro", mostrando i denti e non solo in campo. Stavolta la partita più importante è la loro amicizia. Età di lettura: da 10 anni.
Paolo non sa ancora che sta per diventare re. D'altronde è solo un ragazzo di tredici anni come tanti altri: vive con la famiglia in una masseria del Salento immersa fra gli olivi, e passa il suo tempo libero con gli amici Antonio, Laerte, Beatrice ed Elena. Quell'estate però sarà diversa da tutte le altre. Un giorno Paolo trova sotto terra un antico baule, e scopre di essere l'ultimo discendente del famigerato brigante Giovanni, detto il "distruggitore di nemici". Centocinquant'anni prima, il brigante aveva dichiarato l'indipendenza della masseria dal neonato regno d'Italia. Paolo decide di ripercorrere le orme dell'antenato, e con i suoi amici fonda il Libero Regno dei Ragazzi. Gestire una nazione non è facile come sembra: bisogna creare un governo, scrivere la Costituzione, organizzare un esercito e pattugliare i confini. E quando il regno comincerà a coinvolgere anche gli abitanti del paese, arriveranno i primi nemici. Fra cui il perfido sindaco Leo Palamà, che ha messo gli occhi sulla masseria del padre di Paolo ed è pronto a tutto per impossessarsene. Età di lettura: da 12 anni.
Sulla magia delle maschere italiane e sul palcoscenico di una Venezia animata e mercantile Gianni Rodari costruisce un romanzo vivacissimo e divertente: il figlio di un califfo tenuto prigioniero, una misteriosa gondola che naviga da sola sulla laguna, equivoci, scambi di persona contribuiscono a far vivere uno straordinario congegno narrativo cui non mancano l'umorismo, l'ironia, i giochi di parole... Il sorprendente finale, poi, ci permette di trovare ancora una volta in un'opera del "favoloso Gianni" il sapore dell'allegria, il colore della fantasia, il senso della libertà.
Boscodirovo si trova l'altra riva del ruscello, tra i campi. Se riuscite ad arrivarci, e osservate attentamente tra i rami e le radici aggrovigliate, potrete scorgere un sottile filo di fumo uscire da un minuscolo camino, oppure, attraverso una porticina aperta, vedrete una ripida scala che sale all'interno di un tronco d'albero. È qui che abitano i topi di Boscodirovo. Età di lettura: da 6 anni.
Belle da raccontare: perché? Innanzitutto, perché scritte, fatte per la voce e per l'ascolto della voce, con parole che suonano e giocano, alcune che imitano persino i rumori, con battute sonore e divertenti come quelle del teatro, con nomi che sono piccole maschere. Belle da raccontare, poi, perché abbastanza corte da non stancare, ma abbastanza lunghe da contenere una storia, certi personaggi rotondi, delle immagini godibili e degli avvenimenti emozionanti. Belle da raccontare, infine, perché contengono tutte, come un segreto molto facile da scoprire, la figura della libertà. Età di lettura: da 6 anni.
Topi che pilotano sommergibili di vetro, tartarughe grandi come colline, gatti che possiedono enormi biblioteche, elefanti scalatori di montagne: i protagonisti di questo libro sono animali senza zoo, che si muovono tra tane confortevoli e invenzioni fantasiose, tra rifugi improvvisati e viaggi avventurosi, dove le trovate imprevedibili e l'ottimismo dei personaggi creano un mondo di fiaba dolce e divertente. Età di lettura: da 6 anni.
La poetessa e narratrice Vivian Lamarque conosce bene i bambini e il loro mondo, che è vero e immaginato nello stesso tempo. E in questa raccolta di piccole storie ci presenta, così come sono e come loro si immaginano, i bambini di oggi. Bambini con brutti vizi, come la bambina sirena dalle urla continue, e bambini con strane passioni, come il bambino domatore di zanzare; bambini particolari come la bambina di cognome Maestra e bambini che tutti hanno in mente, come quello che consuma un metro di cerotti a settimana. E bambini buoni e bambini meno buoni, che l’autrice non esita a chiamare cattivi. In questa sorta di catalogo divertente e un po’onirico, la grande poetessa gioca con le immagini e il linguaggio, ma è molto seria quando attribuisce tanta importanza all’allegria, alla buona educazione, al senso dell’umorismo, alla capacità di rispettare gli altri, e quando sottolinea con forza quali siano i modelli validi e quali debolezze si celino nei modelli da non imitare, come nel caso del bambino bullo.
“Il gioco dei perché è il più vecchio del mondo. Prima ancora di imparare a parlare l’uomo doveva avere nella testa un gran punto interrogativo”: le parole di Gianni Rodari chiariscono bene il senso dei “perché” di questo libro e ci portano all’interno di un’officina letteraria dove razionalità e fantasia, scienza e poesia convivono. Nati da due rubriche giornalistiche in cui lo scrittore rispondeva alle più disparate domande dei suoi giovani lettori, i “perché” danno ancora una volta una misura della grandezza di Gianni Rodari, che con vivacità e ironia sapeva far riflettere lettori piccoli e grandi.
Chi lo dice che ogni storia deve avere un finale?
A Gianni Rodari non piacevano le regole date senza motivo, e che una storia fosse obbligata ad avere uno e un solo finale, gli sembrava una regola da mettere alla prova, per vedere se era una regola buona o no. Ed ecco il risultato: Tante storie per giocare, un libro di racconti bizzarri, a volte fiabeschi a volte surreali, dal finale aperto. L’anima fiabesca e surreale dei racconti è stata interpretata in maniera straordinaria da Annalaura Cantone che ha realizzato nuove illustrazioni per questa edizione.
Niccolò ha un dono particolare: quando tocca qualcosa questa si rompe. Tutti pensano che sia un bambino maldestro, ma uno zio pittore gli rivela che non è lui che fa guai, ma alcuni folletti che gli stanno attorno. Sono invisibili a tutti, ma non a lui, che ha lo sguardo speciale degli artisti, capace di “bucare” la realtà, di vedere oltre il visibile. Niccolò, aiutato da due amici, frequenta la Galleria degli Uffizi: dopo parecchie settimane passate davanti ai quadri del museo, anche lui comincia a “bucare” la realtà e finalmente riesce a vedere i folletti. A quel punto è in grado di affrontarli uno a uno e di liberarsi di tutti loro.