Tornano i personaggi di "Tre uomini paradossali" e "Scirocco" in un romanzo che mette in scena la civiltà della televisione trash e del sensazionalismo, della retorica culturale e dei salotti letterari: razzista, ipocrita, senza scrupoli, soggiogata a denaro e potere. Un delitto orrendo si consuma in un piccolo borgo di montagna, un luogo qualunque dell'Italia di oggi. Un luogo amorale, corrotto, pervertito dalla ricchezza: un micro-mondo nel quale sembra riflettersi l'intero Paese. Il parroco attribuisce la colpa dell'assassinio al diavolo, che si annida nelle condotte di tutti gli abitanti del borgo. Sul muro della chiesa una terribile accusa. E una serie di minacciose lettere anonime sono spedite alle persone più influenti. Andrea Vannini, in montagna per curare la sua asma, forse il minore tra i mali che il G8 di Genova gli ha lasciato, si troverà a scoprire gli scheletri negli armadi di tutto il borgo, tra cocaina, Epo, eventi culturali che si trasformano in scambi sessuali, segreti sussurrati e losche complicità. A partire dall'infanticidio di una bambina spaccata in due con una accetta, si intuisce una catena delittuosa senza fine, che porta davvero lontano. De Michele ricalca linguaggi e gesti di tipi e situazioni sociali, con una mimesi tanto precisa da demistificarli. E E il ritratto dell'Italia che si compone, cupo e dolente, risulta alla fine illuminato da una nerissima, comica, stralunata luce.
Nella scena politica e culturale dell'Atene democratica del V-VI secolo a. C. erano venute alla ribalta nuove e ambigue figure di intellettuali, che si proponevano quali maestri a pagamento di formazione politica, retorica e culturale della gioventù. I sofisti costituiscono sin dall'inizio uno dei principali obiettivi polemici di Platone. Già nei primi dialoghi il suo sforzo è volto a differenziare queste figure da Socrate, mettendo in luce la natura ingannevole della loro pretesa sapienza. Ciò porta Platone ad affrontare in modo radicale questioni fondamentali per il pensiero occidentale: come è possibile il falso nel pensiero e nel discorso? E cos'è l'Essere?
Al pari di altri fondamentali ambiti disciplinari, la cultura architettonica odierna è esposta al rischio della progressiva perdita di memoria storica, e della mancanza di comprensione dei fenomeni. Questo volume intende essere una approfondita riflessione di una disciplina che ha sempre più un ruolo di primo piano nella società. Marco Biraghi ripensa la storia dell'architettura contemporanea non solo per aggiornarla rispetto alle altre opere di questo genere - inevitabilmente invecchiate dal punto di vista del metodo oltre che cronologico - ma sopratutto per leggere i molteplici aspetti che caratterizzano il secondo dopoguerra, rispettandone la complessità, e ponendo la materia sotto una precisa angolazione critica.
Quando alla fine degli anni Cinquanta fu inventato Carosello, che offriva tutte le sere un ventaglio di scenette con i migliori attori - da Gassman a Manfredi, da Fabrizi a Virna Lisi - o geniali cartoni animati, gli italiani scoprirono improvvisamente di essere un solo Paese. Fu un successo immenso. Carosello inventò moltissimi tra i personaggi più amati della televisione. Questo DVD raccoglie tutto ciò che è davvero indispensabile vedere, e che è rimasto indimenticabile nella memoria degli italiani. I due saggi introduttivi di Aldo Nove ed Edmondo Berselli commentano gli anni di Carosello, e non mancano le interviste ai protagonisti, agli attori e ai realizzatori, da Tognazzi ad Arbore, da Baudo ad Armando Testa, a Luciano Emmer.
Alcuni contenuti speciali:
Speciale a colori del 1953 (3 minuti)
“Lezione di animazione”, da “I persuasori animati” del 1971 (8,5 minuti)
In allegato alla confezione anche “Tutto il meglio di Carosello - 1957-1977″, un libro di 240 pagine di Guia Croce, con prefazioni di Edmondo Berselli e Aldo Nove, che raccoglie la storia del Carosello, tra jingle, attori, registi, sceneggiatori, interviste, ricordi ed un’appendice con dati e cifre.
I fasti del ventennio di “Carosello” in un cofanetto libro + DVD di ottima qualità, che ricostruisce la storia di un programma amatissimo dagli ultraquarantenni di oggi ed entrato a pieno titolo nella storia del costume e della cultura del nostro Paese. Il DVD comprende oltre due ore scelte con alcuni tra i più bei Caroselli, ovvero dei pezzi di spettacolo in cui il messaggio pubblicitario occupa solo i secondi finali, lasciando il resto dello spazio alla recitazione di tanti importanti protagonisti: segnalo tra gli altri il western “Penne rosse” con Lilli Cerasoli, “Le gaffes” con Carlo Dapporto, “Diciamoci la verità” con Franca Valeri, “La trovata del produttore” con Vittorio Gassman e Anna Maria Ferrero, “C’è sotto qualcosa” con Paolo Ferrari, “Il samurai” con il Doppio Rascel, Mike Bongiorno in “L’economia domestica”, Bice Valori e Paolo Panelli in “In Riviera”, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini in “Fuga verso la salvezza”, Cesare Polacco in “L’infallibile ispettore Rock”, più alcune chicche animate come “Calimero il pulcino nero”, “Toto e Tata”, “L’arma infallibile delle donne”, “Il gigante amico”, “Pippo l’ippopotamo”, “Mammut Babbut e Figliut”, “Lancillotto” e “L’omino coi baffi”, tutti presentati con buona qualità audio e video, considerata l’età dei filmati. Il libro a corredo, curato come il DVD dall’esperta regista e pubblicitaria Guia Croce, è utilissimo come extra cartaceo per rileggere la storia di Carosello anche dalle parole degli stessi creatori, registi, sceneggiatori ed interpreti: un vero salto nel passato che farà piacere anche ai giovani che non hanno avuto modo di assistere “in diretta” al fenomeno Carosello.
L'etica consiste essenzialmente in un giudizio sulla nostra azione. La psicoanalisi apporta qualcosa che si pone come misura della nostra azione, ma lungi dal proporre un ritorno agli istinti o una ripresa degli ideali della morale tradizionale, essa pone l'accento sul rapporto dell'azione con il desiderio che la abita. Il desiderio non si confonde né con il volere né con il potere, né con il piacere né con l'utile. Comporta invece la dimensione dell'inconscio. In questo seminario Lacan illustra come il desiderio inconscio ruoti attorno a un vuoto di senso: Freud lo chiama "das Ding", Lacan la "Cosa". Questo vuoto, esemplificato nelle forme della sublimazione dell'amor cortese e dell'arte, Lacan lo delinea nel rapporto paradossale che egli stabilisce tra il Kant dell'imperativo categorico e il de Sade del fantasma perverso. Di questo vuoto Lacan svela l'orrore, esemplificato nella tragica figura di Antigone e celato dal comandamento dell'amore verso il proprio prossimo.
Il nuovo terrorismo fondamentalista è un fenomeno per definizione sovranazionale; ma le legislazioni antiterrorismo rimangono incardinate sullo Stato nazionale. Con quali strumenti giuridici affrontare la nuova minaccia senza mettere in discussione le nostre concezioni di libertà. Dove comincia il bisogno di sicurezza? Come deve essere ridefinito il concetto di garanzia individuale nelle nuove condizioni? Come lavorano le istituzioni internazionali su questi temi? L'autrice, un magistrato da anni impegnato in questo campo, accompagna il lettore tra i molti interrogativi che attraversano la nostra coscienza civile e giuridica nel tempo nuovo del terrore globale.
Una dolente, umanissima coppia di detective: l'investigatore Stubo e la criminologa Vik. Lui, che ha appena perso moglie e figlia in uno stupido incidente, sa che l'unico modo per venire a capo del caso dei bambini rapiti è convincere Vik a partecipare alle indagini. Lei non ne ha proprio voglia, ma non può restare indifferente di fronte al crescente orrore, e alla fine accetta. Tempo da perdere proprio non ce n'è, almeno finché c'è una speranza. Il primo di una serie di thriller investigativi caratterizzato da una sottigliezza psicologica degna delle "grandi" del giallo inglese, dal gusto per la precisione e il respiro romanzesco, che alterna i colpi di scena a una comprensione profonda e pietosa della natura umana. In una atmosfera rarefatta dove, senza accorgersene, dalla prima all'ultima scena si trattiene il respiro.
Tre storie di apprendistato e di eterno vagabondare di cavalli e cavalieri, tra deserti di sale, montagne innevate e pianure d'erba alta, attraverso la leggendaria frontiera fra il Texas e il Messico. Con "Cavalli selvaggi" siamo nel Texas del 1949. Lacerato ogni legame che lo stringeva alla terra e alla famiglia, John Grady Cole sella il cavallo e insieme all'amico Rawlins si mette sull'antica pista che conduce alla frontiera e più in là nel Messico, inseguendo un passato nobile, e forse, mai esistito. In "Oltre il confine", quando il destino gli offre l'occasione di passare la frontiera, il giovane Billy Parham compie la sua scelta e dirige il cavallo verso il Messico insieme al fratello Boyd. Billy ha appena catturato una lupa ferita che si stava accanendo sul bestiame della famiglia e ha deciso di non consegnarla al padre, che la ucciderebbe, ma di riportarla sulle montagne messicane per restituirla al suo mondo. "Città della pianura" inizia dove arrivavano i primi due romanzi. All'inizio degli anni Cinquanta John Grady Cole e Billy Parham lavorano in un ranch tra il Texas e il Messico. Insieme allevano cavalli, ascoltano sotto le stelle i racconti dei vecchi cowboys, si divertono al bar o al bordello. E al bordello John Grady incontra una sedicenne così bella da cambiargli la vita. Così contesa da costringerlo a scontrarsi con il suo protettore-filosofo Eduardo, in un duello allo stesso tempo epico e metafisico.
La scoperta dell'io e della coscienza, le riflessioni sull'amore e l'eros, l'impegno politico, la descrizione della morte e della vecchiaia: ecco alcuni temi che trovano nei poeti qui presentati i primi immortali cantori. I lirici dell'età arcaica (Tirteo, Archiloco, Saffo, Alceo, Anacreonte, Alcmane, Ibico) insieme ai maestri della poesia corale classica (Simonide, Bacchilide, Pindaro) hanno creato un patrimonio immenso, e dato vita a un intero universo in cui si alternano elegia e invettiva, canti eroici e conviviali, odi civili e carmi religiosi, inni e cori epinici per i vincitori delle gare sportive. Un volume nel quale si disvela l'anima greca.
L'apparato di 186.668 soldati delle forze armate italiane non serve più alla difesa della patria. Non c'è un solo soldato a guardare le frontiere e non si sa neppure da chi venga la vera minaccia. Il problema della sicurezza è planetario, per affrontarlo dovremmo integrare le forze almeno in Europa e avere una nostra politica. Lo stesso senso della guerra è cambiato. Si combatte per i cicli produttivi: in tutto il globo e senza fine. Gli eserciti ne escono trasformati. Ai soldati di leva si affiancano i professionisti, ai militari i civili: mercenari o contractors. Un testimone d'eccezione, interno alla macchina militare, ci restituisce il quadro mutato dei nuovi professionisti della sicurezza: che quando cadono commuovono, al più spaventano, quasi sempre appaiono impotenti. Fabio Mini è stato Capo di Stato maggiore del Comando Nato delle forze alleate Sud Europa e al vertice della Kfor in Kosovo.
Nel Dvd, una docufiction di 100 minuti. Ideata da Claudio Canepari e dal commissario-scrittore palermitano Piergiorgio Di Cara e realizzata anche grazie al contributo dell'inviato de "La Stampa" Francesco La Licata, è un montaggio di video inediti girati dalla polizia, intercettazioni ambientali e telefoniche e di elementi presi a prestito dal teatro e dal cinema e ripercorre gli ultimi 39 giorni della caccia a Provenzano, il re della mafia, il latitante piú famoso d'Italia. "Binnu", cui il giallista Andrea Camilleri presta la voce nel film documento, fu arrestato l'11 aprile 2006, dopo ben 43 anni di clandestinità. Nel libro Carlo Lucarelli e Giancarlo De Cataldo, con molti altri, fanno il punto sulla nuova stagione di mafia.
Saba viene data in sposa, appena quindicenne, al più maturo Ymer, già vedovo di sua sorella. La giovane, malvista da suocera e cognate, dovrà imparare da sola a gestire marito e figli, specialmente dopo lo sterminio dei suoi fratelli da parte dei nazisti. Nel difficile compito, Saba ha come alleate dapprima le figlie e poi le nipoti, in un'epopea tutta al femminile che attraverserà anche la lunghissima parentesi del comunismo. La fine del comunismo è raccontata dalle sue discendenti, non senza rimpianti, perché per loro, pur tra tanti lati oscuri, la dittatura riuscì a sollevare l'Albania da uno stato di arretratezza feudale. Le vicende più vicine a noi sono raccontate da una nipote di Saba.