Scritta nel 1919 e mai consegnata al destinatario, "Lettera al padre" ripercorre la storia di un rapporto assolutamente squilibrato tra un padre troppo forte e un figlio troppo debole. Una lotta impari. Da una parte c'è una figura che incarna l'autorità assoluta, distante e brutale, dall'altra un figlio pieno di paure, che desidera con tutto se stesso l'affetto del padre, ma che non ha il coraggio di conquistarselo. Così, in pagine di forte impatto emotivo, Kafka confessa la sua natura di figlio incompreso, insicuro e inadeguato, schiacciato dalla personalità di un uomo che ha l'aspetto enigmatico del tiranno. Uno spietato atto d'accusa, e insieme l'accorato appello di chi non può rinunciare alla speranza di una riconciliazione. Con un'introduzione di Klaus Wagenbach.
«Di tutti i ricordi, le memorie, le rievocazioni che ho letto sulla guerra civile, questa per me è senza alcun dubbio la piú commovente, la piú saggia, la piú bella. Sono pagine di una verità immediata e insieme meditata, di convulsa cronistoria e di pacificato, anche ironico, distacco.
Un capolavoro».
Billy Twillig è un premio Nobel, il più geniale matematico della sua epoca, il massimo esperto in un campo di studi cosi specializzato ed estremo da coincidere, praticamente, con la sua sola persona. E ha quattordici anni. È stato prelevato da forze non meglio precisate e condotto in una località segreta dell'Asia centrale per partecipare all'Esperimento sul campo numero uno: un enorme centro di ricerca in cui studiosi di tutto il mondo cercano di raggiungere "la conoscenza. Studiare il pianeta. Osservare il sistema solare. Ascoltare l'universo. Conoscere noi stessi". Billy è stato convocato perché rappresenta l'unica speranza per decifrare il mistero supremo: tempo fa, proveniente dalla lontana stella di Ratner, è giunto un segnale radio che ha tutta l'apparenza di un messaggio da un'intelligenza aliena. Ma nemmeno la più alta concentrazione di scienziati del pianeta è riuscito a decodificarlo. Finora. "La stella dì Ratner" è, fin dal suo apparire nel 1976, tra tutti i romanzi di Don DeLillo l'oggetto del culto più tenace, enigmatico e sotterraneo. Qualche anno più tardi, tentando di spiegarne il segreto, lo stesso DeLillo dirà: "Ho provato a scrivere un romanzo che non solo avesse la matematica tra i suoi argomenti, ma che, in un certo senso, fosse esso stesso matematica. Doveva incarnare un modello, un ordine, un'armonia: che in fondo è uno dei tradizionali obiettivi della matematica pura".
Cellulari, internet ed e-mail hanno reso le nostre attività maggiormente accessibili all'analisi quantitativa, trasformando la nostra società in un immenso laboratorio di ricerca alimentato da un'impressionante mole di dati, che tracciano costantemente i nostri movimenti, le nostre decisioni, le nostre vite. L'analisi di tali elementi consente di esplorare in profondità il ritmo con il quale facciamo qualsiasi cosa. Scopriremo cosí che gli esseri umani lavorano, combattono e giocano seguendo un andamento a lampi, ovvero brevi raffiche di azioni seguite da pause piú o meno prolungate. Il nostro agire non è dunque casuale: Lampi scopre nelle nostre attività un ordine sorprendente, che ci rende molto piú prevedibili di quanto ci piace pensare.
Per illustrare i principî di questa scienza rivoluzionaria, Barabási raccoglie e svolge parallelamente le storie di alcuni particolari esempi di attività umana: una sanguinosa crociata che ha avuto luogo in Transilvania nel XVI secolo, le vicende di un artista contemporaneo ricercato dall'Fbi nel clima ossessivo seguito ai fatti dell'11 settembre, gli spostamenti delle banconote da un dollaro negli Stati Uniti, la quantità e il ritmo di spedizione delle e-mail, la diffusione delle epidemie, le traiettorie del volo degli albatri¿ Da tutti questi fenomeni emerge un'identica forma, l'andamento a lampi, che è il riflesso dell'universale comportamento umano.
Amstetten, capoluogo di provincia della Bassa Austria. Nell'agosto del 1984 Josef Fritzl rapisce la figlia diciottenne e la rinchiude in un bunker antiatomico da lui progettato e costruito nelle fondamenta della propria abitazione. Terrà prigioniera Elisabeth per quasi ventiquattro anni, e dai ripetuti rapporti incestuosi a cui la costringerà nasceranno sette figli.
Il disturbante romanzo d'esordio di Paolo Sortino ricostruisce uno dei casi di cronaca più feroci degli ultimi anni, innestando nella spina dorsale di una storia vera e insostenibile una capacità affabulatoria che diventa fin dalle prime pagine il sistema nervoso della vicenda, il labirintico percorso obbligato attraverso il quale è possibile esplorare ogni aspetto di questo orrore domestico velato di complessi chiaroscuri.
L'autore invade la cronaca (gli atti del processo al «mostro di Amstetten» sono secretati) reinventando alcuni episodi, e altrove sceglie invece di riportarli così come sono avvenuti, grazie a una voce narrante che non esprime giudizi né attribuisce colpe. Elisabeth, tenuta prigioniera come un animale nutrito nel caldo di una tana, è la protagonista assoluta di una vicenda che afferra il lettore e lo trascina di peso nel bunker, senza permettergli mai di uscire.
Quello che rimane è una storia di amore e follia, terrore e desiderio: ma il valore delle semplici parole che appartengono al mondo «di sopra» - incapaci da sole di decifrare ciò che davvero può essere accaduto in quel bunker - è destinato a svanire.
«Se Elisabeth poté perfezionarsi fu perché il mondo creato da suo padre era perfetto. Le cose che si trovavano fuori dal bunker non esistevano più; o erano tutte lì raccolte, oppure non erano mai esistite».
Con il suo formato anticonvenzionale, che presenta i libri selezionati in ordine alfabetico e non cronologico, una varietà di approcci critici e uno stile limpido quanto appassionato, questo libro evita formule ed etichette accademiche mettendo in evidenza, attraverso la lettura ravvicinata, l'originalità rivoluzionaria dei singoli libri. Di pagina in pagina scaturiscono suggestioni, riflessioni, «incontri» rivelatori; nuove prospettive si aprono all'interpretazione; dettagli apparentemente marginali si dimostrano essenziali e ricchi di senso. Ne risulta un'immagine inedita di letteratura italiana: la letteratura di una nazione che, attraverso l'esercizio delle parole, ha sviluppato il pensiero e l'impegno civile, meditando sull'essenza degli individui e della società, convinta che libri e biblioteche siano un baluardo sicuro contro il dilagare dell'ingiustizia e dell'egoismo e una delle vie principali al raggiungimento della felicità.
«L'importanza che Benjamin attribuiva a L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica (e da ciò l'esigenza di una edizione come questa, che finalmente permettesse di comprendere nel loro insieme la sua genesi e tutte le sue "varianti") risulta evidente dalla nota lettera a Kraft del dicembre del 1935: egli afferma con enfasi di ritenere di avervi fissato la cifra dell'"ora del destino" che è scoccata per l'arte. Non può trattarsi, quindi, di una semplice fenomenologia delle piú recenti tendenze, né dell'apprezzamento del loro carattere rivoluzionario rispetto alla espressione artistica tradizionale, e neppure di una teoria delle nuove Muse: fotografia e cinema. L'ambizione è incomparabilmente maggiore: si tratta di comprendere la crisi del fatto artistico, dell'arte in quanto tale, di una filosofia della crisi dell'arte, destinata, per ciò stesso, ad assumere i toni di una vera e propria filosofia della storia».
Federico Tonioni in questo volume spiega e svela con estrema chiarezza le patologie che, soprattutto nel mondo degli adolescenti, sono legate alla straordinaria diffusione di internet. Il libro è cosí uno strumento prezioso per aiutare i genitori che, appartenendo a generazioni «pre-digitali», spesso non sono abituati all'uso del computer e alla navigazione in rete, e si scoprono impreparati alla comprensione dei disturbi che internet può arrecare ai loro figli. Allo stesso modo viene trattata la dimensione on-line del gioco d'azzardo e dei siti per adulti, patologie compulsive che coinvolgono persone di ogni età. Quando internet diventa una droga rappresenta cosí una guida chiara ed efficace sui rischi della dipendenza da internet.
«Mi occupo di dipendenze patologiche da diversi anni e nel corso del mio lavoro ho avuto modo di ascoltare e condividere storie sofferte, rivelazioni sconcertanti, idee deliranti; ma qualche ringraziamento autentico e spontaneo ha reso improvvisamente leggero il peso delle responsabilità che sono chiamato a sostenere. Ho imparato che chi manifesta una dipendenza patologica non vuole soffrire per forza ma vuole soffrire di meno, e che la droga per il tossicodipendente, come la cioccolata per la bulimica o il video poker per il giocatore d'azzardo, non sono desideri ma bisogni, che a volte travalicano la forza di volontà e la logica del pensiero».
Quante sono state le mancanze e i ritardi nel processo, forse non del tutto ancora riuscito, che ha portato l'Italia a essere una nazione unita giusto centocinquanta anni fa? Ma se l'Italia è giovane e fragile, l'italiano è una lingua che trova la sua forza e la sua ricchezza in una fulgida tradizione letteraria, una lingua che ci ha insegnato cosa significasse essere italiani, e non soltanto fiorentini o lombardi, piemontesi o siciliani. Le diversità sarebbero rimaste tali se non ci fossimo confrontati e uniti sotto il segno di una lingua comune.
Gian Luigi Beccaria percorre con passo leggero la storia delle patrie lettere con l'obiettivo di mostrare che le radici del nostro paese affondano innanzitutto nella continuità e nella durata di una lingua, nei grandi capolavori del passato, nella ricchezza dello scambio tra la lingua colta e i dialetti materni.
Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo, Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l'odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l'autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l'orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l'austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.
Il romantico ed enigmatico Jay Gatsby organizza feste sontuose nella speranza di avvicinare la donna amata in gioventù, Daisy, che ha sposato un uomo ricco e rozzo. Ne diventerà l'amante, ma un incidente automobilistico darà una tragica svolta al loro amore. Una descrizione spietata e partecipe del mondo fastoso e frivolo degli anni Venti nelle pagine indimenticabili dello scrittore simbolo della "generazione perduta".
Forse la prova più esplicita della compatibilità, e della sostanziale interdipendenza, tra scienza e arte - intendendo questi termini nella loro accezione più ampia - è fornita dalla matematica, che nell'uno e nell'altro caso costituisce un ideale di bellezza e di essenzialità, di armonia e di perfezione. Alle parole di Galileo, il quale in un celebre passo del Saggiatore (1623) dichiara che «il grandissimo libro» dell'universo «è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, e altre figure geometrice, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola, possiamo far corrispondere quel che scrive Cézanne in una lettera del 1904, riconoscendo nella matematica il linguaggio dell'arte: «trattare la natura attraverso il cilindro, la sfera e il cono, il tutto messo in prospettiva».
La consonanza di queste affermazioni non deve affatto sorprendere.
dall'introduzione di Claudio Bartocci e Piergiorgio Odifreddi
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Con Suoni, forme, parole - quarto e ultimo volume in uscita in libreria - si completa la pubblicazione della Grande Opera dedicata al sapere matematico curata da Claudio Bartocci e Piergiorgio Odifreddi.
Inaugurata nel 2007 con I luoghi e i tempi - una storia della scienza dei numeri a partire dalle sue scuole di pensiero, dall'antica Babilonia ai nostri giorni -, seguita nel 2008 da Problemi e teoremi - una rassegna dei principî fondamentali e delle sfide irrisolte della ricerca matematica d'ogni tempo - e nel 2010 da Pensare il mondo - un'analisi dei rapporti e degli intrecci tra la matematica e le altre scienze -, la Grande Opera si chiude con questo terzo volume, affrontando le affinità tra cultura scientifica e cultura umanistica al fine di superare la tradizionale contrapposizione tra i due mondi e collocare «numeri» e «arte» sotto il medesimo cappello, quello del pensiero, nelle sue più alte vette espressive.
Dallo studio delle relazioni tra composizione musicale e computer di Jean-Claude Risset al saggio di Michael Frame sulle applicazioni dei frattali nell'arte, dall'analisi di J. V. Field dello sguardo matematico nella pittura rinascimentale italiana alla strategia scacchistica di Martin Kreuzer, fino all'incontro descritto da Giulio Giorello tra geometria e filosofia: venticinque contributi d'eccezione - tra cui anche uno scritto di Umberto Eco e una riflessione di Hans Magnus Enzensberger -, per una panoramica eclettica sulle relazioni tra matematica, architettura, gioco, poesia, musica e cinema, «per indagare la realtà e per inventare altri mondi possibili, per affinare l'intelligenza e per sbrigliare l'immaginazione, per imporre vincoli e per aprire nuovi spazi di libertà».
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