"In ogni carta d'identità c'è la propria fotografia. Durante la sua vita Gesù non ha voluto essere ritratto da pittori. Le Beatitudini sono il suo ritratto, la sua stupenda fotografia" (dalla Prefazione). Il testo descrive il volto di Gesù, come appare dalle Beatitudini e dal Vangelo, e lo propone all'imitazione di coloro che da lui prendono il nome di cristiani. Non è un libro di studio, ma è destinato alla preghiera, alla meditazione e alla contemplazione di quanti lo vorranno aprire.
Note sull’autore
Giovanni Nervo (Casalpusterlengo -MI, 1918), sacerdote della diocesi di Padova dal 1941, è stato vicepresidente della Caritas italiana dal 1971 al 1986 e poi coordinatore dell'Ufficio Chiesa-territorio della CEI. Attualmente è responsabile per questo incarico nella sua diocesi e presidente onorario della Fondazione "Emanuela Zancan" di Padova. Per le EDB ha pubblicato Educare alla carità. Per una chiesa credibile (1990); Parrocchia e carità. Schede su Evangelizzazione e testimonianza della carità (1993); Anziani, problema o risorsa? (1994); Il consenso democratico rafforza le disuguaglianze? Riflessioni sulle politiche sociali (1995); La scelta preferenziale dei poveri (1996); Immigrati: un'emergenza o un futuro? (1996); Obiettori di coscienza: imboscati o profeti? Riflessioni sulla pace (1996); Dio Padre, voi tutti fratelli (21999).
"Gesù che grida al Padre dalla croce: è questa l’immagine della passione per l’umanità del terzo millennio. […] È questa la nostra contemplazione di Gesù nazareno re dei Giudei, perché primaria per noi è l’esperienza del silenzio di Dio. Di quella esperienza sono consapevoli le immagini di Rouault e le parole di Martini che ci guidano in questa via della croce. […] Mai come oggi l’umanità credente - ammaestrata dalle tragedie della modernità - ha appreso a piangere su di sé prima che sul Cristo condannato a morte, avviandosi forse a comprendere che quanto accade a Gesù accade a ogni uomo e ciò che ogni uomo patisce lo patisce Dio" (dalla Presentazione).
L’approssimarsi della fine del mandato dell’arcivescovo di Milano è stata l’occasione che ha indotto a omaggiare il cardinale con questa Via Crucis ispirata ai suoi testi. Egli ci propone un Gesù che vive l'angoscia dell'umanità, la solitudine dell'uomo e rabbrividisce sentendo su di sé le violenze e le crudeltà che continuano a ripetersi, ma nel contempo offre risposte di significato all'inquietudine che accompagna i nostri giorni. Tutto il percorso è impreziosito dalle essenziali incisioni monocrome della serie "Miserere" di Georges Rouault, il maggior pittore di arte sacra dell’epoca moderna.
L’elegante confezione e la bellezza delle immagini fanno di questo testo un piccolo gioiello.
Note sul curatore
Rinaldo Paganelli, sacerdote dehoniano, licenziato in catechetica e pastorale giovanile presso l’Università Pontificia Salesiana. Redattore di Settimana, insegna teologia pastorale e catechetica presso lo Studio teologico francescano S. Antonio di Bologna. Ha pubblicato, oltre a numerosi sussidi per la pastorale e la catechesi, il volume Formare alla fede adulta, EDB, Bologna 1996; in collaborazione con V. Giorgio, Il catechista incontra la Bibbia, EDB, Bologna 21996; in collaborazione con G. Barbon, Cammino per la formazione dei catechisti, EDB, Bologna 52000, "Io ho scelto voi" EDB, Bologna 21994, Annunciare a partire dal cuore, EDB, Bologna 1998 e con M. Lucchesi e G. Barbon, Verso l’unità, EDB, Bologna 1992.
Descrizione dell’opera
Confessione, penitenza, riconciliazione, perdono: la ricca terminologia con la quale viene designato questo sacramento mette in evidenza le diverse forme che la penitenza ha assunto nella storia, al punto che ci si può chiedere se la realtà di cui si parla sia sempre stata la medesima. Tutto l’itinerario storico del rito della penitenza mostra infatti la fatica di conciliare la necessità dell’assoluzione con quella della conversione descritta dal Nuovo Testamento. E, allorquando l’equilibro tra le due componenti si è incrinato, è prontamente comparsa una crisi della forma storica della penitenza, producendosi, con il subentro di nuove forme, l’evoluzione dei riti penitenziali.
Con un approccio storico-teologico e liturgico, il volume presenta un percorso sintetico dei riti lungo i secoli, dedicando particolare attenzione al rito della penitenza di Paolo VI (1974), di cui vengono difesi il valore e l’attualità.
Di fronte all’odierna crisi del sacramento l’autore denuncia l’assenza di una vera pastorale della conversione, che potrebbe viceversa essere rilanciata anche attraverso le celebrazioni penitenziali non sacramentali, come strumento di educazione in grado di incidere sulla prassi liturgica della Chiesa.
Note sull’autore
Enrico Mazza, presbitero della diocesi di Reggio Emilia, insegna storia della liturgia all’Università Cattolica di Milano e liturgia nel seminario interdiocesano della sua città. Ha pubblicato Le odierne preghiere eucaristiche, 2 voll., EDB, Bologna 21991; La celebrazione eucaristica: genesi del rito e sviluppo dell'interpretazione, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 1996; quattro titoli presso le Edizioni Liturgiche su collette e prefazi, le catechesi liturgiche, l'anafora e, nel 2001, Continuità e discontinuità.
Rivista dedicata alla storia del cristianesimo e alla storia dell'interpretazione cristiana ed ebraica della Bibbia, dall'antichità ad oggi, tema centrale per le scienze umane e teologiche. "Annali di storia dell'esegesi" riserva sempre più spazio ai temi più attuali della storia del cristianesimo e dei fenomeni religiosi con una prospettiva interdisciplinare, nell'intento di seguire lo sviluppo contemporaneo della riflessione scientifica. Gli articoli sono attenti ai diversi ambiti culturali, dall'esegesi alla storia delle dottrine, dall'antropologia culturale alla letteratura, dalla storia dell'arte all'archeologia. In ogni fascicolo appaiono anche recensioni e rassegne critiche. Ogni anno si pubblicano numeri monografici. La rivista è aperta a una forte collaborazione internazionale come mostra il suo comitato scientifico.
Una guida verso la scoperta di un libro appassionante come il Qohelet, opera di un israelita che intende confrontarsi con il suo Dio alla luce dell’esperienza della vita, della tradizione e della cultura del suo tempo, nella Giudea del III secolo a.C. Il lettore vi troverà tre cose: uno status quaestionis della ricerca intorno al Qohelet e ai principali problemi che il testo presenta; l’esegesi di alcuni brani scelti, ritenuti particolarmente significativi, con un particolare approfondimento del contesto storico, culturale e religioso con cui l’autore sacro è in rapporto; uno sguardo sui temi fondamentali della riflessione teologica di Qohelet attorno ai concetti chiave del libro.
Note sull’autore
Luca Mazzinghi, presbitero fiorentino, parroco di S. Lucia a Trespiano, dottore in esegesi biblica, dopo gli studi al Pontificio istituto biblico e all'École biblique di Gerusalemme, insegna presso la Facoltà teologica dell'Italia centrale (FI) e, come professore invitato, al Pontificio istituto biblico di Roma. Redattore della rivista Vivens Homo, di Parola, Spirito e Vita e di Parole di vita, ha pubblicato Storia di Israele, Piemme, Casale Monferrato 1991; Notte di paura e di luce. Esegesi di Sap. 17,1-18,4, Analecta biblica 134, Editrice Pontificio Istituto Biblico, Roma 1995; La Sapienza. Tra Antico e Nuovo Testamento, San Paolo, Cinisello Balsamo 1998. Ha collaborato, inoltre, al 4o volume di Logos. Corso di studi biblici. Sapienziali e altri scritti, Elle Di Ci, Leumann (TO) 1997.
Presso le EDB, assieme a Stefano Tarocchi, ha pubblicato: Matteo. Il Vangelo del Regno dei cieli (1998), Marco. Il primo Vangelo (1999), Luca. Il Vangelo della salvezza (2000).
Il volume, profondamente rinnovato rispetto alla prima edizione, è frutto del corso che da sette anni l’autore tiene al primo anno di teologia della Pontifica Università Gregoriana e insieme di una ricerca avviata da più di trentacinque anni. La metodologia usata per affrontare i testi dei Vangeli, l’“analisi retorica”, rileva i rapporti esistenti tra le pericopi evangeliche. Il confronto con i testi paralleli non deve limitarsi dunque a mettere in parallelo le pericopi, ma anche gli insiemi composti di pericopi, le “sequenze” e “sottosequenze”. L’efficacia di questa lettura per grandi quadri, nei quali il particolare è colto nella sua funzione prospettica di creare spazio e profondità, verrà percepita dal lettore nei paragrafi di sintesi teologica e dottrinale, che concludono le pagine di analisi.
Sommario
Presentazione. Introduzione. I. Il passo in se stesso. II. Il passo nel contesto immediato (la sottosequenza). III. Il passo nel contesto largo (la sequenza). Epilogo. Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
Roland Meynet, nato nel 1939 a Thonon-les-Bains (Francia), è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1959. Ha conseguito le licenze in lettere, linguistica, teologia, scienze bibliche; la laurea in lingua e letteratura araba; il dottorato di terzo ciclo e il dottorato di ricerca in linguistica. Ha lavorato quattordici anni all’Università San Giuseppe dei gesuiti a Beirut dove è stato direttore del Centro di ricerche e di studi arabi e ha fondato il Centro di studi delle lingue moderne e la Scuola di traduttori e interpreti. Ordinario di teologia biblica e titolare del corso di Vangeli sinottici alla Facoltà di teologia dell’Università Gregoriana, è stato anche per parecchi anni professore invitato all’Università degli studi di Torino e alla Facoltà di teologia del Centre Sèvres di Parigi. Dirige, con Pietro Bovati, le collane «Rhétorique biblique» alle Éditions du Cerf e «Retorica biblica» alle EDB. Ha pubblicato per le EDB: Una nuova introduzione ai Vangeli sinottici (2002), La Pasqua del Signore (2002), Morto e risorto secondo le Scritture (2003), Il Vangelo secondo Luca. Analisi retorica (2003), Leggere la Bibbia. Un’introduzione all’esegesi (2004).
Ininterrottamente nei secoli la Chiesa ha generato un complesso di beni, letterari e documentali, figurativi e architettonici, spesso artistici e liturgici insieme, che in epoca recente sono stati denominati beni culturali. Questi hanno per la Chiesa un valore strumentale attuale – vengono infatti utilizzati per la liturgia, l’annuncio della Parola e le opere di carità –; tuttavia, in quanto espressione di cultura, appartengono al patrimonio di tutta la nazione italiana e, per volontà della Chiesa stessa, sono a disposizione di chiunque intenda goderne e visitarli a scopo di studio, ricerca, turismo o contemplazione. Ne deriva che i beni culturali ecclesiali sono oggetto, da parte di Chiesa e Stato, di interessi diversi e tra loro connessi: interessi che in una società secolarizzata devono essere armonizzati per favorire, anche attraverso l’ordinamento canonico e l’ordinamento civile, la tutela e la valorizzazione del ricco patrimonio esistente. Si tratta di un impegno che richiede fattiva e sincera collaborazione tra le comunità cristiane e gli enti pubblici, secondo i principi e i valori della Costituzione.
Lo studio presenta una ricostruzione, giuridicamente rigorosa e libera da polemiche, dei rapporti tra Chiesa e Stato in ordine a tali beni.
Note sull’autore
Carlo Azzimonti, sacerdote diocesano, è nato nel 1960 a Milano ove si è laureato in giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha compiuto gli studi teologici nella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, sezione del Seminario Arcivescovile di Milano. Si è perfezionato in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma dove ha presentato e difeso una tesi ad doctoratum sulla disciplina dei beni culturali ecclesiali nell’ordinamento canonico e nella legislazione concordataria italiana. La tesi, rielaborata e aggiornata, costituisce l’oggetto della presente ricerca. Attualmente è collaboratore dell’ufficio Avvocatura della Curia di Milano e scrive su riviste specializzate di settore.
Il manuale è il prodotto di oltre 25 anni di insegnamento ed ha lo scopo di offrire un quadro essenziale di sintesi, nel quale collocare anche i temi nuovi o di approfondimento specifico. I temi trattati sono infatti stati oggetto di vivaci discussioni negli ultimi decenni: basti pensare al controverso rapporto tra legge e coscienza. Tuttavia il corso privilegia lo sviluppo sistematico della materia rispetto alla sua presentazione in forma problematica.
Le sei parti del volume sintetizzano altrettanti trattati, ormai classici nell'insegnamento della morale cattolica: la storia della teologia morale, la sua fondazione, il soggetto dell'agire morale e le sue espressioni, la coscienza, la legge morale e, infine, il peccato nella prospettiva della riconciliazione.
Della didattica, da cui è nato, il volume conserva un andamento semplice e schematico, allo scopo di facilitare la comprensione dei concetti e dei problemi di tutta l'area della teologia morale fondamentale e generale.
Note sull’autore
Bruno Fabio Pighin, nato nel 1944, è presbitero della diocesi di Concordia-Pordenone; ha conseguito il dottorato in teologia morale, la licenza in diritto canonico e il diploma in psicologia; insegna teologia morale e diritto canonico nel seminario diocesano, affiliato alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale, e all'ISSR di Padova in Portogruaro. Nella sua attività pastorale e nei suoi scritti si è interessato anche di pastorale sanitaria. Tra le opere ricordiamo Psicologia generale. Sintesi introduttiva (1977), Diritti del malato e assistenza ospedaliera (1986), Assistenza al malato "terminale" (1987), Comunicazioni difficili nella sanità (1988), La sanità nell'era tecnologica (1989) e, con S. Corrà, Il vescovo emerito. Riflessioni confidenziali e profilo giuridico (2001). Ha collaborato a numerose riviste, tra le quali Rivista di teologia morale e Orizzonte medico.
L’approssimarsi della fine del mandato dell’arcivescovo di Milano è stata l’occasione che ha indotto a omaggiare il cardinale con questa Via Crucis ispirata ai suoi testi. Egli ci propone un Gesù che vive l'angoscia dell'umanità, la solitudine dell'uomo e rabbrividisce sentendo su di sé le violenze e le crudeltà che continuano a ripetersi, ma nel contempo offre risposte di significato all'inquietudine che accompagna i nostri giorni. Tutto il percorso è impreziosito dalle essenziali incisioni monocrome della serie "Miserere" di Georges Rouault, il maggior pittore di arte sacra dell’epoca moderna.
Note sul curatore
Rinaldo Paganelli, sacerdote dehoniano, licenziato in catechetica e pastorale giovanile presso l’Università Pontificia Salesiana. Redattore di Settimana, insegna teologia pastorale e catechetica presso lo Studio teologico francescano S. Antonio di Bologna. Ha pubblicato, oltre a numerosi sussidi per la pastorale e la catechesi, il volume Formare alla fede adulta, EDB, Bologna 1996; in collaborazione con V. Giorgio, Il catechista incontra la Bibbia, EDB, Bologna 21996; in collaborazione con G. Barbon, Cammino per la formazione dei catechisti, EDB, Bologna 52000, "Io ho scelto voi" EDB, Bologna 21994, Annunciare a partire dal cuore, EDB, Bologna 1998 e con M. Lucchesi e G. Barbon, Verso l’unità, EDB, Bologna 1992.
Dal 1980 il periodico Parola Spirito e Vita si è affermato come prezioso strumento di lettura spirituale della Bibbia. Ogni sei mesi un numero monografico di Parola Spirito e Vita conduce all'incontro con le Scritture, non solo come libro di riferimento per i fedeli, ma come parola viva capace di portare l'uomo contemporaneo alla scoperta di Dio: un appuntamento di riflessione essenziale per gruppi biblici, comunità, operatori pastorali e per tutti coloro che aspirano a una conoscenza più intima e profonda della Parola.