L’etica clinica costituisce una nuova branca della bioetica, che si va sviluppando oggi in maniera consistente. Essa riguarda la dimensione clinica della medicina, ossia quella che si esercita al letto del paziente e che fa riferimento al rapporto tra chi cura – sia questi medico, infermiere o operatore sanitario – e il malato.
Il percorso proposto dallo studio è quello di una ricostruzione storica e di un’analisi critica dei diversi modelli di etica clinica presenti oggi nel panorama internazionale.
Note sull’autore
Lucia Galvagni si è laureata in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano, perfezionandosi poi in bioetica. Si è occupata degli aspetti etici della nuova genetica, di consulenze etiche, di bioetica clinica e comitati etici. Dal 1998 svolge attività di ricerca in bioetica presso il Centro per le Scienze Religiose dell’Istituto Trentino di Cultura (TN).
Aiutare le persone che si accostano al sacramento della riconciliazione è il desiderio di ogni confessore. Fa parte del suo compito ministeriale ed è ciò che il penitente si aspetta. Ma non è cosa che va da sé: fretta, superficialità, carenza di preparazione, resistenze varie, da parte sia del penitente sia del confessore, indeboliscono l’efficacia e la celebrazione del sacramento. Quali atteggiamenti possono renderlo più vero e credibile? Quali avvertenze il confessore deve avere per essere occasione di grazia e non di insoddisfazione? Cosa deve fare di fronte a casi di immaturità e di impreparazione?
Il volume mette al centro dell’interesse l’‘umano’ in confessione: la persona e l’azione del confessore e del penitente in quanto tali. Nella certezza che la cura del fattore umano faciliti l’azione primaria della grazia di Dio, che resta la fonte e il mistero celebrato.
Gli aspetti psicopedagogici del sacramento sono stati considerati dall’autore nel precedente studio Senso di colpa, peccato e confessione (EDB 22001). Di quel lavoro il presente testo costituisce il completamento: una specie di seconda parte, in cui si approfondisce il lato umano dei protagonisti della celebrazione, analizzando alcuni momenti chiave del loro rapporto.
Sommario. Introduzione. 1. Riconciliazione e maturità cristiana: l’aspetto medicinale della penitenza.
2. Peccato, colpa e celebrazione della riconciliazione. 3. La relazione confessore penitente. 4. I casi difficili davanti al confessore. 5. Alcuni errori ricorrenti nel confessore. 6. Le risposte della psicoterapia e del cristianesimo di fronte al male. Conclusione.
Note sull'autore
Giuseppe Sovernigo, psicologo e psicoterapeuta, ha approfondito in particolare lo studio delle acquisizioni psicologiche nei settori liturgico, pastorale, educativo e vocazionale. Docente di Psicologia e celebrazione liturgica presso l’Istituto di liturgia pastorale S. Giustina di Padova, di Psicologia e azione pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, sezione di Padova, e altri istituti teologici, è collaboratore di varie riviste e autore di varie pubblicazioni, tra cui ricordiamo: Progetto di vita (1980), Eccomi, manda me (21985), Rito e persona. Simbolismo e celebrazione liturgica: aspetti psicologici (1998), e, per i tipi delle EDB, Vivere la carità, 21997, Religione e persona, 31993, Poter amare, 21994; Senso di colpa, peccato e confessione, 22001, Educare alla fede, 32002.
Il lavoro intende inserirsi nel grande impegno di rinnovamento dei segni della fede, delle preghiere e dei canti in atto nella Chiesa a partire dal Vaticano II, in quello sforzo di mediazione culturale volto ad avvicinare la preghiera alla sensibilità dei credenti del nostro tempo. Spesso i cristiani di oggi manifestano infatti l’esigenza di avere tra le mani degli strumenti semplici e agili per una preghiera personale, familiare e di gruppo, che aiuti l’uomo moderno a riscoprire la gioia di dialogare con Dio con le parole e i gesti della vita quotidiana. E il quotidiano è ormai segnato dalla fretta, dai minuti contati, dall’assillo di molti impegni: anziché demonizzare questo atteggiamento, l’autore ha scelto di tenerne conto nell’impostare il suo libro. Propone quindi uno schema semplice di preghiera, per il mattino e per la sera, formato da un pensiero introduttivo, un salmo, un cantico, alcuni versetti biblici e un’orazione spontanea. Il percorso è modulato su sei temi di riflessione-contemplazione per ognuno degli otto itinerari di attualizzazione della preghiera biblica proposti.
Note sull'autore
Sergio Carrarini, prete dal 1969, parroco in diocesi di Verona da quindici anni e prima membro della comunità presbiterale “La Madonnina” a San Giovanni Lupatoto. Per sei anni è stato prete operaio e per altri sei è stato responsabile nazionale dell'Associazione dei preti del Prado. Ha lavorato come educatore professionale presso una comunità di recupero per le tossicodipendenze e poi presso una Cooperativa per il sostegno a persone portatrici di handicap. Segue vari gruppi di volontariato e promuove gruppi di lettura popolare della Bibbia. Ha pubblicato Salmi d’oggi, Mazziana, Verona 1985 e per le EDB Se uno scriba diventa discepolo… Parrocchia e volontariato in ascolto della Parola, Bologna 2000.
La tesi che il lavoro sottende è la necessità di cambiare la prassi formativa dei catechisti, non solo proponendo contenuti diversi, ma individuando anche una struttura formativa nuova, che parta proprio dalla definizione dei formatori dei catechisti. Gli operatori preparati a tale compito sono infatti pochi e non sempre hanno le abilità necessarie ad accompagnare i catechisti. Tuttavia, solo formatori in grado di proporre formazione catechistica in modo rinnovato potranno assicurare un reale cambiamento e una coerente valorizzazione del movimento laicale dei catechisti, così come si è arricchito in questi ultimi tempi.
La riflessione dell’autrice si dipana in tre momenti: un’analisi della situazione che consente di cogliere le questioni più urgenti; un fondamento teorico all’impostazione della proposta formativa; una proposta per i formatori dei catechisti. Questa terza parte, la più ampia, si sviluppa maggiormente sul versante della metodologia del percorso che sui contenuti formativi, presenta l’ipotesi del passaggio dalle scuole ai laboratori formativi e individua alcune strutture a sostegno di una formazione continua per i catechisti.
Il volume, insieme al testo di R. Paganelli, Formare i formatori dei catechisti (EDB 2002), apre una strada dalla quale possono nascere proposte e itinerari rinnovati.
Sommario. Sommario. Introduzione. I. La situazione della formazione dei catechisti in Italia. 1. Alcuni dati delle ultime ricerche. 2. Definizione del bisogno formativo. 3. Il contesto culturale esige un nuovo tipo di formatore. II. Riflessioni su alcuni progetti formativi presenti nella realtà ecclesiale. 4. Progetti formativi presenti nella realtà ecclesiale. 5. Caratteristiche e scansioni dei progetti formativi. III. Verso una proposta formativa per i formatori dei catechisti. 6. Una scelta formativa per l’educazione alla fede. 7. La figura del formatore dei catechisti. 8. Il passaggio dalle scuole di formazione ai laboratori. 9. Presentazione di un’ipotesi possibile e realizzabile. Conclusioni: una storia che può iniziare. Bibliografia. Indici.
Note sull'autrice
Giancarla Barbon, religiosa della Congregazione delle Maestre di santa Dorotea di Venezia, laureata in catechetica e pastorale giovanile presso l’Università pontificia salesiana, è membro della consulta dell’Ufficio catechistico nazionale, collabora con l’Ufficio catechistico di Brescia. Ha pubblicato, oltre a diversi sussidi curati con la diocesi di Lucca, in collaborazione con R. Paganelli, Cammino per la formazione dei catechisti, EDB, Bologna 2000, Annunciare a partire dal cuore, EDB, Bologna 2002 e con M. Lucchesi e R. Paganelli, Verso l’unità, EDB, Bologna 1992.
Per un quarto di secolo, Bede Griffiths è vissuto in India. Nel volume offre il risultato di anni di meditazione, descrivendo quelli che egli chiama i «miti» religiosi – indù, ebraici, cristiani – ossia quei testi sacri antichi che attraverso il linguaggio dei simboli comunicano una sapienza intuitiva circa i valori di ogni umana realtà. Ed essi portano alla comune consapevolezza che Dio è presente nell’uomo e nella natura: «Quando un uomo incontra Dio, la realtà, la verità, l’amore, anche se è formalmente un ateo o un agnostico, egli incontra la grazia di Dio in Cristo».
Note sull’autore
Bede Griffiths è stato monaco benedettino. Nato in Inghilterra, ha studiato al Christ’s Hospital e a Oxford. Dopo vent’anni di vita monastica in Gran Bretagna si è recato in India per «cercare l’altra metà della sua anima». La sua testimonianza profetica ha fatto dell’ashram cristiano di Shantivanam, nel Tamil Nadu, da lui diretto, un centro mondiale di unità spirituale. È morto nel 1993.
Dopo avere esaminato il Vangelo (2001), gli autori affrontano ora un’altra opera di Luca: gli Atti degli apostoli. Ancora una volta la ricerca si dispiega su due coordinate: biblica e teologica. Ne è scaturito uno studio composito e avvincente, incentrato soprattutto sulla persecuzione, cifra fondamentale che attraversa tutto il percorso narrativo di Atti. Ci si chiede come sia possibile che, mentre infuriano le opposizioni, la Chiesa cresca e si diffonda rapidamente, fino a constatare che proprio l’intento di stroncare il cristianesimo sul nascere sembra divenire efficace strumento della sua espansione.
Lo studio si sofferma su tre elementi chiave emergenti dal libro degli Atti – la missione, la persecuzione e la Chiesa –, non presi separatamente, ma visti nel loro misterioso cooperare allo svolgimento della storia salvifica.
Sommario. Prefazione. Premessa. I. Persecuzione, missione e Chiesa: visione d’insieme. 1. La persecuzione nella sua globalità. 2. La persecuzione e l’evangelizzazione. 3. La persecuzione contro la comunità cristiana. 4. La Chiesa e l’apostolo nella persecuzione. II. Chiesa missionaria e perseguitata: sguardo sui particolari. 5. La persecuzione e la crescita della Chiesa. 6. L’esistenza della Chiesa e la persecuzione. 7. La persecuzione di fronte al compimento salvifico. 8. La persecuzione e la rivelazione della Chiesa. Appendice: il vocabolario. Bibliografia.
Note sull'autore
Renzo Lavatori, sacerdote dal 1964, laureato in teologia e filosofia, è docente di teologia dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana, la Pontificia Università della Santa Croce e il Centro di teologia per laici del vicariato di Roma. Tra le sue pubblicazioni: L'Unigenito dal Padre, EDB, Bologna 31999; Dio e l'uomo, un incontro di salvezza, EDB, Bologna 51999; Lo Spirito Santo e il suo mistero, LEV, Città del Vaticano 1986; Il mistero di Cristo, EDB, Bologna 21990; Signore, mostraci il Padre, Ancora, Milano 21998; Gli Angeli, Marietti, Genova 22000; Il dono di Dio, EDB, Bologna 21997; Satana un caso serio. Studio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Lo Spirito Santo dono del Padre e del Figlio, EDB, Bologna 21998; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; in collaborazione con Giacomo Campanile, Voi sarete il mio popolo. La chiesa alla luce del Vaticano II, EDB, Bologna 1990.
Luciano Sole (1953), sacerdote dal 1980 nella diocesi di Senigallia, licenziato in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico in Roma, licenziato in S. Teologia alla Pontificia Università Lateranense, docente a Roma di Esegesi biblica presso l'Ateneo Pontificio «Regina Apostolorum», il Pontificio Istituto «Regina Mundi», il Centro diocesano di Teologia e Formazione dei laici all'Apostolato. Nell'anno di dottorato all'Istituto Biblico le sue ricerche si sono orientate sui libri sapienziali sotto la guida del prof. M. Gilbert.
Insieme per le EDB i due autori hanno pubblicato: Qohelet l'uomo dal cuore libero, 21999; Gesù Cristo venuto nella carne. Il criterio dell'identità cristiana secondo la Prima Lettera di Giovanni, 1999; Ritratti dal Vangelo di Luca. Persone e relazioni, 2001.
Privilegiando l’incontro tra Gesù e alcuni personaggi, il Vangelo di Giovanni ci mostra una sequela al maschile e al femminile. In questi incontri, costituiti con grande raffinatezza letteraria, è possibile cogliere la fondazione originaria della Chiesa, in cui si articolano due istanze: quella maschile-ministeriale e quella femminile-comunionale.
A partire da questa prospettiva, il volume rilegge dieci incontri di Gesù riportati dal Quarto Vangelo attraverso l’itinerario della lectio divina. Tale cammino pone a contatto con diverse forme di discepolato, facendo permanere nell’ascolto del testo (lectio), permettendo di sostare sulle intuizioni della tradizione e di confrontare le istanze antropologiche attuali (meditatio), aprendo alla supplica, al grazie, alla lode (oratio).
Il testo è ricco di attualizzazioni sul versante della spiritualità personale, che possono trovare adeguato spazio anche nel contesto ecclesiale.
Sommario. Introduzione. 1. «Maestro dove dimori?». I primi discepoli di Gesù (Gv 1,35-51). 2. «Se uno non nasce dall’alto». Nicodemo nelle difficoltà della nuova nascita (Gv 2,23-3,21). 3. «Gesù si fermò a sedere sul pozzo». La donna di Samaria e l’acqua viva della parola (Gv. 4,1-30). 4. «Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo». La donna adultera: la misericordia (Gv 7,5-8,2). 5. «Io sono la resurrezione e la vita». Marta e Maria: la fede nella vita attraverso la morte (Gv 11,1-44). 6. «Lasciala fare!». Marta di Betania: il profumo e la bellezza (Gv 12,1-11). 7. «Se non ti laverò non avrai parte con me». L'amore di Gesù e il rifiuto di Pietro (Gv 13,1-17). 8. «E Satana entrò in lui». Nostro fratello Giuda (Gv 13,18-32). 9. «Donna, ecco tuo figlio… Ecco tua madre». La “madre” presso la croce: il silenzio (Gv 19,25-27). 10. «Maria, Maestro». Maria di Magdala: la parola e il desiderio (Gv 20,1-2.11-18). Conclusione.
Note sull'autore
Marcello Brunini (1951) è presbitero della Chiesa di Lucca dal 1975. Già parroco e padre spirituale del seminario diocesano, attualmente insegna teologia e scienze umane presso lo Studio teologico interdiocesano di Camaiore (LU). Collabora come docente coll’Istituto Edith Stein. Ha pubblicato saggi di psicologia, sociologia, spiritualità, nonché i volumi: La preghiera del cuore nella spiritualità dell’Oriente cristiano, Messaggero, Padova 1997; Lettura pastorale della Prima lettera ai Corinzi, EDB, Bologna 2001.
Il Dio della vita si mette in cammino per i molti sentieri della storia e dei tempi: non per esservi posseduto stabilmente, ma come un nascente che coglie sempre di sorpresa. Egli sorge quale desiderio, rinvio, attesa, evento toccante, viaggio, scoperta, fedeltà, immagine di un domani al di là dell’immediato.
La domanda evangelica “Quando ti abbiamo visto?” rimanda a una realtà abitata da mille presenze e assenze; rende sensibili agli innumerevoli passaggi di Dio nei paesaggi dell’anima, negli arcipelaghi delle emozioni, nei voli e nei naufragi della mente, nelle vicende drammatiche e liete dei nostri giorni...
Nell’incontro tensionale tra l’umano andare e il divino venire l’autore ricerca alcune tracce e alcune voci – un poeta, un artista, un Dio orientale, una scrittrice – in cui coglie che Avvento è il nome di Dio. Tracce e voci diventano invito a un atteggiamento di accoglienza verso Dio che passa.
Note sull'autore
Ivan Nicoletto (Vo’ Euganeo [PD] 1958), monaco all'Eremo di Camaldoli, si è laureato in filosofia all'Università di Padova e si è licenziato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Accanto ai servizi che svolge nella propria comunità, si interessa principalmente dell'intreccio fra fede, pensiero ed espressione artistica.