Tutto l’itinerario speculativo di Hegel è contraddistinto da un confronto serrato con le nozioni chiave della filosofia di Spinoza e, in particolare, da un ripensamento del suo concetto di sostanza. È tuttavia nella Scienza della Logica che avviene ‘la resa dei conti’ finale. Il confronto con la sostanza spinoziana non ha qui valore episodico o marginale, ma incarna la questione teoretica che è al cuore dell’opera: il rapporto tra il finito e l’infinito, tra l’individuale e l’assoluto. Il volume esamina questo punto cruciale, ponendo l’accento sull’operazione hegeliana di riabilitazione dell’individuale, del finito e, in genere, delle differenze, in una prospettiva che si discosta dalle tradizionali interpretazioni storiografiche del tema.
Note sull'autrice
Francesca Michelini ha conseguito il dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università degli Studi di Genova nel 2001. Ha svolto attività di ricerca alla Ludwig-Maximilians-Universität di München e al Centro per le Scienze religiose di Trento (ITC-isr). Si è occupata, in particolare, di soggettività e nichilismo nella filosofia classica tedesca. Attualmente è titolare di un assegno di ricerca presso il Centro per le Scienze Religiose di Trento, con un progetto riguardante il dibattito sul materialismo nella seconda metà dell’Ottocento.
Il motto della vita benedettina ora et labora evidenza l’importanza dell’equilibrio tra attività e preghiera. La Regola di Benedetto utilizza tre parole-chiave nel trattare la problematica: vocazione, ovvero l’essere chiamati a ‘fare’; ministerialità, ovvero il prendersi cura di ciò che è stato dato; obbedienza nel servirsi reciprocamente. Il volume sviluppa questi temi, applicandoli all’esperienza di lavoro nel mondo moderno, nello sforzo di testimoniare come ancora oggi il lavoro ci faccia collaboratori di Dio nel portare a compimento l’intera creazione.
Note sull'autore
Il motto della vita benedettina ora et labora evidenza l’importanza dell’equilibrio tra attività e preghiera. La Regola di Benedetto utilizza tre parole-chiave nel trattare la problematica: vocazione, ovvero l’essere chiamati a ‘fare’; ministerialità, ovvero il prendersi cura di ciò che è stato dato; obbedienza nel servirsi reciprocamente. Il volume sviluppa questi temi, applicandoli all’esperienza di lavoro nel mondo moderno, nello sforzo di testimoniare come ancora oggi il lavoro ci faccia collaboratori di Dio nel portare a compimento l’intera creazione.
Il volume ha l’intento di scoprire il volto di Anna, la madre di Maria. Su di lei la Bibbia tace e l’autrice, invece di seguire i sentieri della riflessione pia e gratuita, focalizza la ricerca sul dato originario fondamentale: Anna è madre per eccellenza, per capire Anna bisogna «scoprire il volto della Madre». Costruisce quindi in modo biblicamente ineccepibile un profilo teologico sulla base dell’Antico Testamento. Rintraccia con grande sapienza i tratti dell’“eterno femminino” presenti nelle Scritture, distinguendo di volta in volta l’alone ideale delle grandi figure, quali Ester, Giuditta, Debora, dalle donne comuni della Bibbia, non meno interessanti ai fini della ricostruzione di un volto femminile biblico. Le une e le altre, le grandi figure e quelle anonime, sono oggetto di un’attenta disamina dalla quale l’autrice ricava quadri a soggetto femminile capaci di sorprendere.
Il suo procedimento è sempre vigile, non indulge in debolezze devozionali o intimistiche e la sua frequentazione di testi specialistici sulla materia è evidente. Ciò nondimeno le riflessioni si nutrono di una grande passione anzitutto per il popolo ebraico, da cui vengono Anna, Maria e Gesù, e poi per la spiritualità della sua congregazione religiosa.
L’opera nasce dall’esigenza specifica dell’Istituto delle «Figlie di sant’Anna» di delineare in modo rinnovato i tratti della propria spiritualità. Ma si nutre dei lunghi soggiorni e delle profonde impressioni di Sefforis, Haifa e Nazaret ove l’autrice volle tornare, «attratta da inesplicabile nostalgia», per immergersi nella luce della parola di Dio.
Sommario
Presentazione. Un lungo desiderio. Premessa: il volto che cerchiamo. 1. Da Sara a Edna. 2. Da Rebecca a Miriam. 3. Piccole grandi storie di donne. 4. Donne sacrificate e donne sagge. 5. La moabita antenata. 6. Le donne di Davide I. 7. Le donne di Davide II. 8. Giuditta, onore del popolo. 9. Ester: fiaba tragedia profezia. 10. Susanna la casta. 11. Una madre coraggio. 12. Le donne e la donna negli scritti sapienziali. Conclusione.
Note sull'autrice
Natalina (Annettina) Sotgia (Sorgono - NU, 1912-2000), suora delle Figlie di s. Anna, laureata in lettere all’Università Cattolica, insegnò e tenne la presidenza nelle scuole medie dell’Istituto a Cercola (NA) e a Matera. Dal 1966 al 1978 fu vicaria generale, e nel periodo 1979-89 diresse in Israele le comunità di Haifa e Nazaret. Visse intensamente il decennio in Israele e vi maturò una sintonia sempre più profonda con il popolo ebraico: contatti significativi con persone e istituzioni, affetto al paese e servizio ai poveri (in grandissima maggioranza arabi). Rientrata in Italia nel 1989 lavorò nel Centro studi e nell’Archivio storico della congregazione; molto apprezzato fu il suo contributo nel gruppo romano dell’Amicizia ebraico-cristiana dove il ricordo di lei è ancora vivo. Annie Cagiati espresse nel libro Settanta domande sull’ebraismo la propria gratitudine a sr. Natalina che collaborò alla revisione del testo. È morta il 21 luglio del 2000 a Roma dopo aver vissuto gli ultimi due anni nella sofferenza di una grave malattia.
Lo studio parte da un’analisi delle forme d’itineranza presenti nella storia d’Israele, popolo in cammino, per poi concentrarsi sull’esperienza dell’itinerante Gesù e sui motivi che la sostengono. Una breve rassegna storica sull’esperienza dell’itineranza sopravvissuta nella Chiesa dei primi secoli e nel monachesimo medievale, sia pure con una valenza ascetica, introduce a cogliere la centralità che san Francesco ha riconosciuto all’essere “pellegrini e forestieri”. Egli ha caricato di contenuti e di nuove intenzionalità l’andare per il mondo, espressione di un bisogno di comunione e di relazionalità che si può tradurre nella volontà di ‘essere per gli altri’ e di ‘essere con gli altri’. L’itineranza francescana appare così una forma di testimonianza da leggere entro un’ecclesiologia di comunione, L’attenzione alla storia successiva della famiglia francescana mostra come l’ideale di Francesco abbia trovato espressioni diversificate nel tempo. Emerge con chiarezza la necessità di recuperare il senso della vita come pellegrinaggio, in controtendenza rispetto al modo comune di vivere la mobilità con la mentalità del turista.
Il volume avvia una nuova collana a cura dell’Istituto francescano di spiritualità del Pontificio Ateneo Antonianum.
Sommario
«Pellegrini e forestieri in un’epoca di mobilità»: storia e senso odierno dell’itineranza francescana (L. Padovese). Itineranti alle origini, itineranti nel tempo: una visione biblica (F. Raurrell). L’itineranza di Gesù e dei suoi discepoli: storia e vangeli (S. Légasse). Alcune riflessioni sull’itineranza di discepole nel NT e sul farsi eunuchi per il regno dei cieli (Mt 19,12) (M.L. Rigato). La sequela Christi: forme d’ascesi itinerante nel primo cristianesimo (L. Padovese). Itinerari e itineranti nell’alto medioevo (secoli VIII-XII) (C.G. Bove). L’itineranza alla luce degli Opuscoli di san. Francesco d’Assisi (O. Schmucki). L’itineranza francescana nelle opere di Tommaso da Celano (N. Kuster). Essere uomo - essere itinerante: un’ontologia dell’itineranza in prospettiva francescana (J. Freyer). Significati e rapporti dell’itineranza francescana (C. Cargnoni). Spunti per una fondazione giuridica dell’itineranza nella legislazione del I Ordine francescano: tra memoria, attualità e “profezia” (P. Etzi). Attualità dell’itineranza fraterna come forma testimoniale della fede (P. Martinelli). La dimensione antropologica dell’itineranza francescana: un valore? (G. Salonia). Itineranti “glocali”: tra la libertà del turista e la schiavitù del vagabondo. Stimoli per una riflessione sull’itineranza francescana oggi (H. Punsmann). “Itinerare” nel mondo dei media per una nuova evangelizzazione (R. Giannatelli).
Note sul curatore
Luigi Padovese, nato a Milano nel 1947, religioso cappuccino, professore ordinario di patristica, insegna all’Istituto francescano di spiritualità del Pontificio Ateneo Antonianum dove è preside, alla Pontificia Università Gregoriana e alla Pontificia Accademia Alfonsianum. Tra le sue pubblicazioni segnaliamo: Turchia. I luoghi delle origini cristiane, Piemme 1987; Il problema della politica nelle prime comunità cristiane, Piemme 1998; Cercatori di Dio: sulle tracce dell’ascetismo pagano, ebraico e cristiano dei primi secoli (Uomini e Religioni), Mondadori 2002. Ha inoltre curato le seguenti edizioni: Massimo di Torino, Sermoni, Piemme 1989; Agostino di Ippona, Sermoni per i tempi liturgici, Paoline 1994.
La Bibbia non appartiene solo ai credenti: è un testo fondamentale della nostra cultura. Pur pensate per l'IRC, le Schede - corredate di poster per la classe - costituiscono un primo approccio alla Bibbia dal punto di vista culturale, storico e religioso, utile a tutti gli alunni. Il libro sacro della tradizione ebraico-cristiana viene accostato per coglierne il messaggio e insieme calarne i contenuti nella realtà di tutti i giorni.
Lo sviluppo generale del volume prevede una scheda introduttiva, 20 schede tematiche (10 sull'Antico Testamento e 10 sul Nuovo Testamento), 10 domande di approfondimento, una sintesi dei principali libri della Bibbia, un dizionario illustrato.
Ogni scheda costituisce una piccola unità didattica: presenta il testo con una prima spiegazione (pag. 1), un approfondimento (pag. 2), un'attualizzazione che tiene conto del contesto scolastico e dell'età dei destinatari (pag. 3), un momento di riflessione e verifica (pag. 4).
Nella certezza che i passi della Scrittura proposti siano in grado di stimolare l'interesse dei ragazzi e le loro domande, l'impostazione metodologica delle Schede prevede la lettura in classe del testo biblico onde sollecitare gli studenti ad esprimere le proprie osservazioni sul brano. A partire dagli spunti raccolti, l'insegnante può allargare la discussione, o approfondire alcuni aspetti.
Poster a corredo del volume di Sergio Bocchini Schede bibliche per l'insegnamento della religione cattolica nella scuola superiore.
Paolo di Tarso ha dedicato parte della sua vita a spiegare esistenzialmente ai suoi contemporanei che cosa fossero giustizia e amore. Egli ha delineato le ragioni e i contenuti di una logica di vita che ancora oggi viene proposta in tutti gli angoli della terra e che presenta tre suoi spunti decisivi nella tensione alla giustizia, nella realizzazione dell’amore e nel rapporto costruttivo e vivificante tra questi due valori.
Lo scopo dello studio è quello di sondare i testi dell’epistolario paolino al fine di far emergere anzitutto i caratteri distintivi di giustizia e amore secondo l’interpretazione che Paolo ne offre. L’autore pone inoltre a confronto i dati esegetici ed ermeneutici acquisiti con le problematiche più scottanti del nostro tempo in ordine alle modalità in cui giustizia e amore appaiono essere vissuti in Occidente. Egli fa particolare riferimento al ruolo dell’economia e dei codici giuridici nell’esistenza degli individui e delle collettività e alle dinamiche relazionali all’interno dei rapporti di coppia e di famiglia.
Egli individua infine una grande responsabilità per i cristiani credenti: quella di testimoniare la giustizia dell’amore come via possibile e costruttiva per tutti gli esseri umani.
Sommario. Introduzione. 1. Alle radici del discorso paolino. 2. La giustizia secondo Paolo. 3. L’amore secondo Paolo. 4. La giustizia dell’amore secondo Paolo. 5. Giustizia e amore da Paolo all’umanità di oggi. Conclusione: per proporre oggi la giustizia dell’amore. Bibliografia. Indici.
Note sull’autore
Ernesto Borghi (Milano 1964), laico coniugato, ha studiato a Milano e Fribourg (CH) con laurea in lettere classiche e dottorato in teologia. Ha insegnato introduzione al Nuovo Testamento all’Università degli Studi di Milano (1992-1994); è stato assistente presso la cattedra francofona di Nuovo Testamento dell’Università di Fribourg (1994-1997), docente presso la Facoltà di Teologia di Lugano (1996-2003); è professore invitato presso il Centro per le Scienze Religiose di Trento e presso la Facoltà di Teologia torinese della Pontificia Università Salesiana.
Ha pubblicato Contributo ad una lettura critica del Nuovo Testamento, Milano 21995; Il senso della vita. Leggere Romani 12-13 oggi, Milano 1998; La forza della Parola. Vivere il vangelo secondo Marco, Milano 1998; La responsabilità della gioia. Vivere il vangelo secondo Luca, Milano 2000; (a cura di) Leggere la Bibbia oggi, Milano 2001; La coscienza di essere umani, Milano 2001; Il cuore della giustizia. Vivere il vangelo secondo Matteo, Milano 2001.
Il volume si concentra sulle radici della morale cristiana, sulle sue fondamenta. L’autore ribadisce il fondamento antropologico della morale cristiana, su cui da anni lavora e a cui ha dato un significativo contributo, e lo perfeziona con l’orizzonte teologale.
La ‘novità’ annunciata nel titolo riguarda sia il contenuto proposto – una trattazione della base epistemologica del discorso teologico-morale – sia la prospettiva utilizzata – l’articolazione di un unico progetto di dinamismo circolare, in cui la teologalità conduce alla secolarità e questa, a propria volta, si completa tornando a quella. Per l’autore, la morale cristiana si fonda infatti sul dinamismo espresso dalle tre categorie che fungono da titolo alle prime tre sezioni del volume: teologalità o disegno di Dio; ecclesialità o mediazione della Chiesa; secolarità o trasformazione del mondo. La quarta e ultima parte affronta la questione della costituzione del discorso teologico-morale, che ha conosciuto grande sviluppo nel corso degli ultimi tre decenni.
La poderosa opera oltrepassa certamente i limiti del trattato di morale fondamentale e si presenta come una summa, un bilancio della teologia morale all’inizio del terzo millennio dell’era cristiana.
Sommario. Presentazione. Introduzione generale. I. La morale nel disegno di Dio. II. La morale nel tempo della Chiesa. III. La morale nello scenario del mondo. IV. Il discorso teologico sulla morale.
Note sull’autore
Marciano Vidal García è nato a S. Pedro de Trones (Léon, Spagna) nel 1937; è professore ordinario alla Pontificia Università Comillas (Madrid) e professore invitato all’Accademia Alfonsiana (Roma). Il suo nome è legato in modo indissolubile al rinnovamento della morale teologica dopo il Vaticano II. È autore noto a livello internazionale e le sue opere sono tradotte nelle principali lingue.
L’ospite è colui che accoglie un forestiero o un amico nella sua casa e, al tempo stesso, colui che viene ospitato. La vita è ospite per eccellenza: colei che accoglie, nutre, protegge, ferisce; colei che è ospitata, abitata, accolta, ferita. In questo senso, la vita trattiene qualcosa di divino: viene affidata da Dio come un quasi sacramento che l’uomo ospita ed è chiamato ad abitare.
I sette capitoli del volume sono un invito sommesso a ospitare e abitare la vita nella sua profonda e provocatoria quotidianità. Sono sentieri per rintracciare, nella debolezza, le tracce di un Dio che, abitando in ciascuno, nella storia, nel cosmo, prende l’uomo per mano affinché sia ‘vitale’, custode del passato e generatore di futuro.
Il primo ‘dolce ospite’ del cuore umano è il Dio Trinità: imparando a ospitare la vita, l’uomo non dovrà più attendere, più o meno passivamente, la pienezza di un aldilà, ma, pronto ad accogliere il dolore del mondo, potrà anticipare quell’umanità nuova che è già presente nell’opacità del quotidiano.
Sommario. Introduzione. 1. Ospitare la sequela di Cristo Signore. 2. Ospitare le «ferite». 3. Ospitare la bellezza. 4. Ospitare la relazione. 5. Ospitare la preghiera. 6. Ospitare l’educazione. 7. Ospitare la mitezza e la pace. Conclusione. Bibliografia.
Note sull’autore
Marcello Brunini, nato nel 1951, è presbitero della Chiesa di Lucca dal 1975. Già parroco e padre spirituale del seminario diocesano, attualmente insegna teologia e scienze umane presso lo Studio teologico interdiocesano di Camaiore. Collabora, come docente, con l’Istituto Edith Stein (Edi.S.I.). Ha pubblicato saggi di psicologia, sociologia e spiritualità e i volumi: La preghiera del cuore nella spiritualità dell’Oriente cristiano, EMP, Padova 1997; Lettura pastorale della Prima lettera ai Corinzi. Vangelo e comunità, EDB, Bologna 2001, Maestro, dove abiti? Donne e uomini alla sequela di Gesù nel Vangelo di Giovanni, EDB, Bologna 2003.
L’amore costituisce il primo comandamento dell’essere cristiani, ma poter amare in pienezza è tanto desiderato quanto difficile. Saper amare è infatti il frutto di un cammino di maturazione lungo tutta la vita e l’esperienza quotidiana insegna che ben difficilmente si diviene capaci di amare senza un adeguato cammino di crescita.
L’autore propone un itinerario già sperimentato fruttuosamente in più contesti, che vuole essere strumento utile per un laboratorio di crescita personale e comunitaria sulla capacità di amare, di incarnare il dono della carità nella concreta persona e nel gruppo. Il percorso è suddiviso in cinque tappe, a ciascuna delle quali viene riservato un fascicolo autonomo: 1. Chiamati; 2. Le relazioni; 3. Gli alleati; 4. I freni; 5. La crescita.
Ogni tappa è costituita da un’introduzione, vari esercizi da fare personalmente e in gruppo, un apporto di chiarificazione teorica. Il lavoro è orientato a coinvolgere non solo il livello del capire e del fare, ma piuttosto del sentire e dell’essere. Dopo aver preso in considerazione gli elementi costitutivi dell’identità di sé (vol. 1), l’impianto delle proprie relazioni interpersonali (vol. 2) e ciò che aiuta la capacità d’amare di ciascuno (vol. 3), il quarto tratto del percorso è dedicato a identificare e snidare quanto frena il cammino, impoverendolo o depistandolo fino alla strumentalizzazione dell’altro e al blocco affettivo.
Sommario
Introduzione: ciò che frena il cammino. 1. I parassiti della capacità di amare. 2. Le mie maschere. 3. Il misconoscimento di sé.
Note sull'autore
Giuseppe Sovernigo, psicologo e psicoterapeuta, ha approfondito in particolare lo studio delle acquisizioni psicologiche nei settori liturgico, pastorale, educativo e vocazionale. Docente di psicologia e celebrazione liturgica presso l’Istituto di liturgia pastorale S. Giustina di Padova, di psicologia e azione pastorale presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, sezione di Padova, e altri istituti teologici, è collaboratore di varie riviste e autore di varie pubblicazioni, tra cui ricordiamo: Progetto di vita (1980), Eccomi, manda me (21985), Rito e persona. Simbolismo e celebrazione liturgica: aspetti psicologici (1998) e per i tipi delle EDB: Vivere la carità (32003), Religione e persona (42003), Poter amare (32003), Senso di colpa, peccato e confessione (22001), Educare alla fede (32002), L’umano in confessione (2003).