Descrizione dell'opera
«San Francesco non era un sacerdote, ma possedeva in pienezza lo spirito sacerdotale, di dire qualcosa di vitale importanza a tutti i sacerdoti della Chiesa di Dio» (dalla Prefazione).
Il volume si propone di recuperare le linee essenziali dell'autentica spiritualità francescana di cui i sacerdoti del primo ordine sono invitati a nutrire la vita e l'esercizio del ministero. Dopo che, a partire dal concilio Vaticano II, le tre famiglie francescane si sono impegnate a sviluppare la dimensione laicale della loro vocazione, si apre la domanda se si sia fatto abbastanza per illuminare l'altra dimensione, quella sacerdotale.
L'autore offre quindi un contributo di riflessione perché i sacerdoti francescani di oggi e quelli di domani vivano ed esercitino il loro ministero presbiterale nutriti da una spiritualità che appartiene alla propria tradizione carismatica.
Sommario
Prefazione (mons. B.L. Papa). 1. Una vocazione da illuminare: due dimensioni dell'unica fraternità francescana. 2. «Miei signori, figli e fratelli»: Francesco d'Assisi e i sacerdoti. 3. Da francescani sacerdoti a sacerdoti francescani: i secoli della clericalizzazione. 4. Il Vaticano II e la sua ricezione: alla ricerca della grazia delle origini. 5. Ministri di Cristo fratello e servo: per un sacerdozio nutrito di francescanesimo. Bibliografia.
Note sull'autore
Francesco Neri (1959) è frate minore cappuccino nella Provincia di Puglia, ove ora è ministro provinciale, e docente stabile di teologia sistematica presso la sede di Bari della Facoltà Teologica Pugliese.
Giuseppe Angelini è uno dei più noti rappresentati della "scuola" teologica milanese. I due saggi di apertura, che costituiscono la prima parte del volume, tentano di offrire sia una versione abbreviata del suo progetto teologico, sia una sua valutazione critica. La seconda parte del volume rilegge alcuni dei principali temi della morale fondamentale in confronto con il suo pensiero. Complessivamente, il testo raccoglie i frutti di un'attività più che trentennale di studio e di insegnamento della disciplina.
Sommario
Introduzione. I. LA TEOLOGIA MORALE FONDAMENTALE DI G. ANGELINI. UNA VISIONE SINTETICA (G. Quaranta). Premessa. Introduzione. 1. La teologia morale: stato presente della ricerca. 2. La storia della dottrina morale cristiana. 3. Teologia biblica dell'esperienza biblica. 4. Ripresa sintetica. II. IL PROGETTO TEOLOGICO-MORALE DI G. ANGELINI. ESPOSIZIONE E CONSIDERAZIONI CRITICHE. Introduzione. 1. Identità e compiti della teologia morale fondamentale. 2. Considerazioni critiche e valutazione globale. Conclusione. Prospettive per la teologia morale fondamentale. III. LA TEOLOGIA MORALE SI TROVA IN CRISI EPISTEMOLOGICA? UNA LETTURA DELLA TEOLOGIA MORALE FONDAMENTALE DI GIUSEPE ANGELINI ALLA LUCE DEL PENSIERO DI ALASDAIR MACINTYRE SULLE CRISI EPISTEMOLOGICHE (M. McKeever). Introduzione. 1. Che cos'è una crisi epistemologica? (A. MacIntyre). 2. Una rilettura di Angelini in chiave di crisi epistemologica. 3. Il contributo di Angelini al superamento della crisi epistemologica. 4. Fare teologia morale dopo Angelini. IV. IL POSTO DELLA BIBBIA NEI MANUALI DI TEOLOGIA MORALE FONDAMENTALE. Introduzione. 1. Uno sguardo al passato. 2. Bibbia e morale in alcuni manuali di morale fondamentale. 3. Una possibile griglia interpretativa. 4. Bibbia e morale in Giuseppe Angelini. 5. Bibbia e morale: un confronto tra G. Angelini e i manuali post-conciliari di teologia morale fondamentale. Conclusione. V. LA LEGGE MORALE NATURALE IUN GIUSEPPE ANGELINI (S. Zamboni). Introduzione. 1. Le ragioni di una crisi. 2. Una radicale retractatio. 3. La natura escatologica della legge naturale. POSTFAZIONE. CRITICA DELLA DOTTRINA E ASCOLTO DELLA COSCIENZA (G. Angelini). 1. I difetti di incompiutezza. 2. Presenza residuale di vecchi codici. 3. Riflessione sistematica o mera raccolta di appunti? 4. Un indice che si cerca. 5. Le ragioni teoriche del dissenso: teologia e filosofia. 6. La tesi centrale e la teologia della morale. 7. Una critica troppo radicale della tradizione?
Note sugli autori
MARTIN MCKEEVER (Belfast 1958) è sacerdote redentorista. Laureato in filosofia e letteratura inglese alla University College Galway, ha studiato teologia a Dublino e ha conseguito il dottorato in teologia morale a Roma. Dal 1997 è professore di morale sociale all'Accademia Alfonsiana, della quale è attualmente preside. Per sei anni è stato direttore della rivista Studia Moralia.
GIUSEPPE QUARANTA (1971), francescano conventuale, dottorato in teologia morale presso l'Accademia Alfonsiana di Roma, è attualmente docente di teologia morale presso la Facoltà Teologica del Triveneto. La sua tesi di dottorato, La cultura pieno sviluppo dell'umano. Il concetto e la funzione della cultura nel pensiero di Bernhard Häring, è stata pubblicata come primo volume della collana «Tesi Accademia Alfonsiana» (Roma 2006). Rettore della Scuola di formazione teologica dei Frati minori conventuali di Padova dal 2006, dal 2008 è membro della redazione della rivista teologica Credere Oggi.
Preti così raccoglie gli esercizi spirituali predicati da don Primo dal 14 al 17 dicembre 1937 ai seminaristi di Cremona, che si preparavano a ricevere gli ordini sacri, ed è frutto della trascrizione amanuense di alcuni dei partecipanti al corso. Nel descrivere il tipo di prete di cui la Chiesa ha bisogno - uomo delle relazioni, uomo santo, uomo dell'incarnazione e uomo del discernimento -, Mazzolari esprime la propria concezione ecclesiologica. L'attualità delle sue riflessioni consiste nella proposta di una figura di ministero profondamente incarnata nella storia: «In un'epoca di smarrimento, in una comunità ecclesiale chiamata a riscrivere lo stile del prete dentro un mondo in continuo cambiamento, l'insegnamento di Mazzolari è un invito a osare. Ciò che si continua a chiedere al prete è una profonda umanità e una capacità di parlare con la vita. [...] C'è bisogno di vocazioni che interpretino il proprio tempo e sappiano indicare prospettive di futuro» (dall'Introduzione).
Con questo nuovo volume, la Fondazione Don Primo Mazzolari e le EDB proseguono nell'edizione critica delle opere di Mazzolari. I criteri della revisione vengono di volta in volta illustrati dal curatore, nella nota introduttiva di apertura.
Sommario
Introduzione. Nota: criteri editoriali. Presentazione dell'edizione del 1980 (P. Piazza). Note di cronaca. Prefazione alla prima edizione (V. Dondeo). Presentazione della seconda edizione (P. Piazza). Conversazione a tutta la comunità del seminario. Visioni della vita sacerdotale. La preghiera sacerdotale di Gesù/I. Omnes quaerunt te… Per chi chiude gli occhi e il cuore. La preghiera sacerdotale di Gesù/II.
La preghiera sacerdotale di Gesù/III. Realtà che ci stanno dinanzi. Delle nostre impreparazioni all'apostolato. La preghiera sacerdotale di Gesù/IV. La preghiera sacerdotale di Gesù/V. Deficienze del sacerdote moderno. La preghiera sacerdotale di Gesù/VI.
Note sull'autore
Don Primo Mazzolari (1890-1959), prete dal 1912, dopo essere stato cappellano militare al tempo della prima guerra mondiale, trascorse la sua vita come parroco di piccoli paesi di campagna. I suoi scritti e le sue predicazioni lo imposero all'attenzione pubblica, ma attirarono su di lui anche molte misure disciplinari della gerarchia. Don Primo si sforzò di vivere e di proporre il vangelo nella sua integralità, anticipando molte acquisizioni del concilio Vaticano II. Di grande rilievo furono le sue riflessioni sulla parrocchia, sui «lontani» e sui poveri, sulla pace e la giustizia sociale.
Note sul curatore
Bruno Bignami, sacerdote della diocesi di Cremona, ha conseguito il dottorato in teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana. È docente presso lo Studio Teologico Interdiocesano di Crema-Cremona-Lodi-Vigevano e presso l'ISSR di Crema-Cremona-Lodi. Attualmente è anche presidente della «Fondazione don Primo Mazzolari» di Bozzolo. Ha pubblicato Mazzolari e il travaglio della coscienza. Una testimonianza biografica, EDB, Bologna 2007.
«La Bibbia è una casa nella quale siamo invitati, non come ospiti o conoscenti, ma come familiari, come chi ha la confidenza di entrare e uscire quando vuole». Da questa convinzione muove l'autrice, che cerca di fornire a giovani e adulti le chiavi per entrare nel testo sacro.
Attraverso 15 agili schede, pensate per accompagnare persone senza grandi conoscenze bibliche né strumenti culturali elaborati, costruisce con chiarezza e originalità un percorso pratico per fornire gli elementi fondamentali utili a sviluppare una relazione autonoma e matura con la storia della salvezza.
Nato da efficaci esperienze di accompagnamento già ampiamente sperimentate dall'autrice, il sussidio è strutturato come laboratorio formativo, che parte dalla vita vissuta. Lo stile originale e sistematico è particolarmente adatto agli educatori, che potranno accompagnare i gruppi loro affidati attraverso dinamiche di crescita semplici e concrete.
Dopo un primo percorso abilitante, il progetto prevede un successivo percorso tematico.
Il libro è anche un appello a scoprire con stupore la ricchezza che può scaturire dall'incontro con la Parola, perché essa diventi familiare a tutti coloro che la cercano con sincerità, perché possano attingervi agevolmente e sperimentare nella propria vita la sua portata illuminante.
Sommario
Presentazione (G. Barbon - R. Paganelli). Le chiavi smarrite. Un laboratorio biblico per diventare «padroni di casa». Cari formatori… Le schede del percorso laboratoriale. Scheda 1. La Bibbia è la nostra casa. Scheda 2. La Bibbia e i suoi libri. Scheda 3. Le lingue bibliche. Scheda 4. Le traduzioni italiane della Bibbia. Scheda 5. Le citazioni dei libri biblici. Scheda 6. La cronologia biblica. Scheda 7. Il senso della storia biblica. Scheda 8. La rivelazione divina. Scheda 9. Ispirazione divina e interpretazione umana. Scheda 10. Le letture riduttive della Bibbia. Scheda 11. Gli strumenti di approfondimento. Scheda 12. I generi letterari. Scheda 13. I procedimenti eziologici della Bibbia. Scheda 14. La Bibbia e le sue voci. Scheda 15. Antico e Nuovo Testamento. Un invito a entrare nella Bibbia. Aperitivo biblico. Bibliografia.
Note sull'autrice
Annamaria Corallo, originaria di Trani, dal 1995 è Figlia della Carità di san Vincenzo da Paoli. Varie le sue esperienze pastorali e formative: percorsi di lectio divina per operatori pastorali, insegnamento della religione cattolica nelle scuole, laboratori biblico-teatrali, cammini spirituali per giovani e adulti, itinerari di alfabetizzazione biblica. Da alcuni anni conduce sperimentazioni di evangelizzazione popolare col metodo laboratoriale. Nel 2007 ha conseguito la licenza in teologia biblica presso la Pontificia facoltà teologica dell'Italia Meridionale - sez. S. Luigi. Attualmente è la responsabile educativa della Comunità vincenziana Shalom di Napoli che, con le famiglie del quartiere, intraprende percorsi di autopromozione e prevenzione della devianza giovanile.
C’è stato un tempo in cui in Italia l’obiezione di coscienza al servizio militare non era ammessa. «Il 23 dicembre 1972 un piccolo drappello di giovani idealisti usciva dalle carceri militari, dopo aver imposto, con la propria sofferta testimonianza e il sostegno solidale di chi condivideva gli stessi ideali e la stessa lotta, il diritto a servire la patria in altro modo, cioè con il servizio civile a favore delle fasce più deboli della nostra società».
Nel tempo che vede la sospensione della leva obbligatoria e insieme il riaffiorare di una forte contestazione alla cultura della guerra, il volume racconta l’esperienza di un obiettore disposto a pagare di persona con la reclusione la coerenza ai propri ideali. Essa si propone quale messaggio-testimonianza ai giovani che manifestano nelle marce per la pace o nelle assemblee no-global, nonché a tutti i ragazzi e le ragazze che, in base alla nuova legge, si impegneranno volontariamente nel servizio civile nazionale.
Sommario
Presentazione (mons. G. Nervo). Introduzione. 1. Sul treno per L’Aquila. 2. Il rifiuto di indossare la divisa. 3. Da L’Aquila a forte Boccea: la prima volta in un carcere militare. 4. La prima obiezione di coscienza collettiva in Italia. 5. Processo all’obiettore. 6. «Ti sbatto a Gaeta». 7. Ritorno a Peschiera del Garda in attesa dell’approvazione della legge. 8. Il «fucile spezzato». 9. I miei compagni di viaggio.
Note sull'autore
Alberto Trevisan (1947), sposato con due figli, assistente sociale, risiede a Rubano (PD). È stato obiettore di coscienza quando la legislazione italiana non prevedeva ancora questa possibilità e rifiutarsi di indossare la divisa militare era reato. È tra i fondatori dell’Associazione per la pace e fa parte del Coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento. Ha partecipato a spedizioni umanitarie in luoghi di guerra (ex Iugoslavia, Palestina). L’impegno in favore della pace ha orientato anche il suo lavoro nell’amministrazione comunale. Si interessa di problemi di bioetica e ha operato nei servizi psichiatrici e sociali.
Descrizione dell'opera
Tema unico del volume è la libertà, a cui Israele è chiamato. L'autore lo sviluppa in tre tappe - il dono della libertà, la legge della libertà, gli inni alla libertà - di indubbia unità e coerenza, pur associando tre generi letterari così diversi come quelli del racconto, della legge e della preghiera.
La storia di Israele comincia con la liberazione dall'Egitto: attraversando le acque del Mar Rosso una famiglia di schiavi nasce come popolo libero. Accede quindi alla parola, può rivolgersi agli altri e al suo Signore in un canto che celebra «il dono della libertà».
Il Dio che si presenta nel Decalogo si definisce liberatore: «Sono io, il Signore tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa degli schiavi». Secondo la doppia legge positiva del sabato e dell'onore dovuto al padre e alla madre, su cui è incentrato il Decalogo, l'uomo è invitato a non ridurre il proprio figlio/figlia in schiavitù; al contrario, è chiamato a liberare il proprio schiavo/schiava e l'immigrato, trattandoli come figli. Gli viene proposto, come figlio di Dio, di imitare la condotta di quest'ultimo. È «la legge della libertà».
Dall'esodo nasce la Pasqua. I figli di Israele avrebbero via via composto e cantato i sette salmi della «lode di Pasqua» (Sal 113-118) e della «grande lode» (Sal 136), poi ripresi nella celebrazione familiare della festa. Attraverso «gli inni alla libertà» la parola dell'uomo e quella di Dio entrano in un reciproco scambio, costitutivo del rito.s
Prefazione. I. Il dono della libertà. 1. Il passaggio del mare (Es 14). 2. Il Canto del mare (Es 15). II. La legge di libertà. 3. Il Decalogo del libro dell'Esodo (Es 20,2-17). 4. Il Decalogo del libro del Deuteronomio (Dt 5,6-21). 5. Perché due Decaloghi? III. Inni alla libertà. 6. «Chi è come il Signore nostro Dio?» (Sal 113). 7. «Che hai tu, mare, per fuggire?» (Sal 114). 8. «Israele, confida nel Signore!» (Sal 115). 9. «Io credo» (Sal 116). 10. «Lodate il Signore, tutti i popoli!» (Sal 117). 11. «La destra del Signore è esaltata» (Sal 118). 12. «Sì, per sempre la sua fedeltà» (Sal 136). Epilogo. Sigle e abbreviazioni. Lessico dei termini tecnici. Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
Roland Meynet, nato nel 1939 a Thonon-les-Bains (Francia), è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1959. Ha conseguito le licenze in lettere, linguistica, teologia, scienze bibliche, la laurea in lingua e letteratura araba, il dottorato di terzo ciclo e il dottorato di ricerca in linguistica. Ha lavorato quattordici anni all'Università San Giuseppe dei gesuiti a Beirut, dove è stato direttore del Centro di ricerche e di studi arabi e ha fondato il Centro di studi delle lingue moderne e la Scuola di traduttori e interpreti. Ordinario di teologia biblica e titolare del corso di Vangeli sinottici alla facoltà di teologia dell'Università Gregoriana, è stato per parecchi anni professore invitato all'Università degli studi di Torino e alla facoltà di teologia del Centre Sèvres di Parigi. Dirige, con Pietro Bovati, le collane «Rhétorique biblique» alle Éditions du Cerf e «Retorica biblica» alle EDB. Ha pubblicato per le EDB: La Pasqua del Signore (2002), Morto e risorto secondo le Scritture (2003), Il Vangelo secondo Luca. Analisi retorica (2003), Leggere la Bibbia. Un'introduzione all'esegesi (2004), Una nuova introduzione ai Vangeli sinottici (22006), Trattato di retorica biblica (2008); inoltre ha curato con J. Oniszczuk Retorica biblica e semitica 1 (2009).
«"Ho un papà famoso". Questo pensiero si è fatto strada a poco a poco nella mia coscienza, nel corso della vita. Quando passeggiavamo per strada, quante persone lo salutavano, quante telefonate cominciavano a disturbare i rari momenti in cui rimanevamo soli; i viaggi all'estero sempre più frequenti, i contatti con persone "importanti", i bagni di folla cui si sottoponeva volentieri mio padre, sempre così carico di umanità verso tutti; i discorsi pubblici, i riconoscimenti ufficiali della sua attività! Ma che significato dare a tutto ciò, che valore attribuirgli?». La risposta era evidentemente da ricercarsi nell'attività svolta dal professore a favore dei sofferenti di tumore, affinché questi potessero vivere i momenti più difficili della malattia e gli istanti più significativi della vita adeguatamente assistiti e circondati dall'affetto dei propri cari in un ambiente familiare.
Franco Pannuti (1932) e l'ANT costituiscono un binomio inseparabile: primario della Divisione di Oncologia dell'ospedale Malpighi di Bologna, nel 1978 egli fonda con altri dodici amici l'«Associazione Nazionale per la Cura e lo Studio dei Tumori solidi», diventata poi, più brevemente, «Associazione Nazionale Tumori» (ANT). Trasformata nel 2002 in Fondazione ANT Italia Onlus, l'associazione si configura più chiaramente dandosi il Progetto Eubiosia (Progetto Vita buona). Finora l'ANT è riuscita ad assistere fino all'ultimo giorno più di 75.000 sofferenti di tumore e per circa 100 giorni ognuno; l'80% dei malati deceduti è morto in casa, con un decorso a misura d'uomo per paziente e familiari. È presente in 9 regioni italiane: Emilia-Romagna, Puglia, Campania, Marche, Toscana, Lazio, Basilicata, Lombardia, Veneto.
«In occasione della commemorazione del trentesimo anniversario della fondazione dell'ANT ebbi la possibilità di vedere con i miei occhi, attraverso gli applausi scroscianti e sincerissimi di tanta gente in risposta alle parole di affetto di mio padre, rivolte ad un vasto uditorio, la riconoscenza di tante persone a motivo del suo impegno. In seguito ad altre vicende dolorose, sentii il desiderio forte, l'esigenza di dare a mio padre la possibilità di "raccontarsi", affinché la sua figura, ormai inesorabilmente diventata pubblica, potesse rimanere nel ricordo di tante persone che gli vogliono bene e che lo ammirano, così come egli si vede» (dall'Introduzione).
Il testo è arricchito da 4 pagine di fotografie a colori che ripropongono alcuni momenti significativi della storia dell'associazione.
Note sull'autrice
Francesca Pannuti, figlia di Franco, è laureata in filosofia e appassionata di filosofia greca. Ha pubblicato Socrate, la morte di un laico e altri saggi, Aracne, Roma 2009.
Descrizione dell'opera
Le Beatitudini di Gesù non sono una novità per la Bibbia, ma si inseriscono in una tradizione già presente negli scritti profetici e nei Salmi, che proclamano l'uomo beato a partire dal primo versetto del Salmo 1: «Beato l'uomo che non segue il consiglio degli empi».
Sempre le parole delle Beatitudini sono insieme promessa e indicazione di un cammino o di una scelta di vita. Gesù le pronuncia in un contesto di particolare attenzione nei confronti dei discepoli: essi, che hanno seguito il Maestro, come lui saranno perseguitati e rifiutati dal mondo, e proprio su di loro si china lo sguardo compiaciuto del Padre.
Le Beatitudini sono affermazioni paradossali che capovolgono i valori mondani secondo la scala dei valori di Dio, promesse che anticipano un uomo nuovo. Riguardano sì i tempi ultimi, ma chi osserva le cose con lo sguardo di Dio può farne esperienza sin d'ora.
Sulla scia dei due precedenti volumi sulle Opere di misericordia e sui Comandamenti, l'autore offre agili e profonde riflessioni che toccano problematiche e necessità dell'uomo di oggi.
Sommario
Introduzione. I testi in primo luogo. Un confronto con qualche sorpresa. La beatitudine dei giusti. Beati piuttosto…. Sette nell'Apocalisse. Forse Marx…:«Beati i poveri in spirito…». Non piangersi addosso: però «Beati gli afflitti…». Meglio a dorso d'asino: «Beati i miti…». Una giustizia più grande: «Beati quelli che hanno fame e sete…». Non una tautologia: «Beati i misericordiosi…». Ma il sesso non c'entra: «Beati i puri di cuore…». Pace pacifisti pacificatori: «Beati gli operatori di pace…». Non è un proverbio marchigiano: «Beati i perseguitati per causa della giustizia». A mo' di conclusione.
Note sull'autore
Aimone Gelardi, sacerdote dehoniano, ha insegnato teologia morale ed etica filosofica. Ha pubblicato: Parapsicologia. Per una risposta a interrogativi di sempre, Àncora, Milano 1976; Reincarnazione. Un mito che rinasce, EMP, Padova 1987; Direzione spirituale e cristiani comuni, EDB, Bologna 1991; Lettere a Patrizia, EMP, Padova 1989; Reincarnazione?, EDB, Bologna 1995; Dare voce alla morte. Celebrare la speranza, EDB, Bologna 1995; Verso il Giubileo, EDB, Bologna 1996; Pensieri feriali, EMP, Padova 1998; Parole nel vento, EMP, Padova 2003. Nella stessa collana EDB ha pubblicato: «Lo avete fatto a me». Una rivisitazione delle opere di misericordia (2008), Le «dieci parole». Una rivisitazione dei Comandamenti (2010); per EDB Junior ha pubblicato: Le regole del gioco. 10 no? noo!! 10 sì! I dieci Comandamenti (2008), Lo hai fatto a me. Le opere di misericordia a misura di bambino (2009), Il mondo alla rovescia. Le beatitudini (2010) e ha curato i volumi: La mia preghiera di ogni giorno (2005), La festa del perdono (2006), Hai invitato anche me! La Comunione dei bambini (2008).