Creare un capo di abbigliamento comodo e piacevole da indossare non è l'improvvisato affaccendarsi tra stoffe e aghi, ma un'arte che richiede competenze e conoscenze. Ogni bravo sarto lo sa.
Allo stesso modo, entrare personalmente e direttamente in dialogo con un testo biblico è il risultato di un percorso di apprendistato, talvolta lento e impegnativo, per imparare a maneggiare strumenti semplici ma efficaci per una lettura competente. Dall'accostamento di queste due arti, nasce l'idea di un Atelier della Bibbia, una sorta di breve corso di «sartoria biblica» strutturato in piccoli passi guidati, arricchiti dall'esempio di lettura di una pagina del Vangelo secondo Matteo.
Dietro la leggerezza della metafora, il testo propone un percorso lineare ed efficace per apprendere, da soli o in gruppo, un processo interpretativo, applicato soprattutto ai testi narrativi del Nuovo Testamento. Il libro è rivolto ai gruppi biblici, ai centri di ascolto del Vangelo, ai gruppi liturgici, ai catechisti, agli operatori pastorali e a quanti, affascinati dalla Bibbia, desiderano divenirne lettori consapevoli, perché il «tessuto della Scrittura» possa aprirsi alla possibilità di farsi «Parola da indossare» per la vita di ogni giorno.
Sommario
Presentazione (M.Grilli). UNA SARTORIA BIBLICA. Un percorso di abilitazione alla lettura biblica. Chiacchiere in Sartoria: Ne varrà la pena? LE FORBICI E LA STOFFA. ESERCIZIO. Forbici alla mano! DOPO il nostro esercizio. LA TRAMA DEL TESSUTO. Riconoscere scene e struttura dell'unità testuale. Qualche attrezzo del mestiere: una traduzione affidabile. ESERCIZIO. L'ago in mano! DOPO il nostro esercizio. Qualche osservazione utile. L'intreccio della trama. Chiacchiere in Sartoria: Troppa fatica! LA STOFFA E LA SUA PEZZA. Riconoscere contesti testuali e immaginari del lettore. Collocazione del nostro tessuto nella sua pezza. Confronto con stoffe simili. Fantasie già note. Aspettative. Chiacchiere in Sartoria: Troppa incertezza! L'IMBASTITURA DEL VESTITO. Riconoscere i significati. Fili e matasse. Trama e ordito. Un sarto per amico. CUCIRE IL VESTITO. Riconoscere la strategia del testo. Il testo ha una strategia. La comunità alla quale parla il testo. La strategia del testo. Nei panni dei personaggi.
Note sull'autrice
ANNAMARIA CORALLO, originaria di Trani, è una Figlia della Carità di san Vincenzo de' Paoli dal 1995. Ha conseguito la licenza in Teologia biblica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - sez. S. Luigi e ha completato, col tirocinio, la Scuola per formatori all'evangelizzazione e alla catechesi promossa dalla rivista Evangelizzare in collaborazione con l'Ufficio Catechistico Nazionale. Varie le sue esperienze pastorali e formative: percorsi di lectio divina popolare per operatori pastorali, l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole, i laboratori biblico-teatrali, i cammini spirituali per giovani e adulti, i corsi di metodologia laboratoriale, gli esercizi spirituali, gli itinerari di alfabetizzazione biblica. Tra le sue pubblicazioni: Le chiavi di casa. Laboratorio di formazione biblica di base, EDB, Bologna 2010, e Rivestirsi di Cristo. Il look del cristiano secondo Matteo, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2013. Attualmente vive a Roma ed è dottoranda in teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana. Continua le sue attività di formazione biblica presso varie realtà ecclesiali soprattutto del Sud Italia.
Dedicato sia a chi frequenta quotidianamente la Messa, sia a chi non può prendervi parte, il libretto tascabile contiene la liturgia della Parola e le parti proprie delle celebrazioni eucaristiche feriali e festive, affiancate dal commento di fratel MichaelDavide Semeraro osb e da una preghiera quotidiana. Segnala i Santi del giorno e le feste, giornate e ricorrenze della Chiesa cattolica, delle altre confessioni e religioni; propone inoltre una lectio continua della Bibbia. Ogni mese offre il rito della Messa, il calendario liturgico, quattro modelli di santità, due catechesi mistagogiche per calarsi in un tempo e in gesto liturgico. Le letture e il salmo sono proposti in corpo più grande per rendere più agevole la lettura. Uno strumento prezioso per chi desidera ogni giorno confrontarsi con la Parola di Dio.
La nuova Bibbia di Gerusalemme nel formato studio viene arricchita da una placca argento con inserti in oro posta sulla copertina.
Ogni sei mesi la rivista presenta la raccolta completa degli Atti dei convegni di studio sull'Antico e sul Nuovo Testamento, organizzati a cura dell'Associazione Biblica Italiana (ABI) con la partecipazione dei migliori docenti delle università ecclesiastiche e statali. Ricerche storico bibliche pubblica inoltre gli Atti delle Settimane bibliche dell'ABI. Uno strumento scientifico indispensabile per chi si interessa agli sviluppi che il messaggio biblico ha conosciuto nella storia e vuole tenersi aggiornato; importante per studiosi e docenti, necessario per istituti di ricerca e biblioteche.
Cardinali, vescovi, teologi, filosofi, biblisti, storici, giornalisti, scrittori, donne e uomini di cultura: più di 200 nomi autorevoli, del mondo ecclesiale e non, hanno aderito con sollecitudine all'invito di commentare succintamente, a partire dalla propria singolare prospettiva, 365 citazioni brevi tratte dai documenti del Vaticano II.
Ne è scaturita una "collana di perle" - una perla al giorno per un intero anno -, la cui luce testimonia il fascino e la bellezza del messaggio del Concilio per l'uomo contemporaneo.
A 50 anni di distanza, siamo di fronte a un evento che continua a segnare la vita della comunità cristiana, un albero ancora carico di frutti copiosi da saper cogliere. In ascolto del magistero, occorre propiziare un ritorno alle fonti del Vaticano II, per recuperarne lo spirito e riassaporarne la lezione. Le "perle" sono occasione per riconsegnare al popolo di Dio questo patrimonio prezioso e aiutarlo a riscoprirne l'attualità.
Ora in edizione in brossura.
Sommario
Una grande forza per il futuro della Chiesa (Benedetto XVI). Il Concilio Vaticano II: una memoria da onorare. (C.M. Martini - M. Vergottini). I. I papi del Concilio (A. Zambarbieri). II. Le perle del Concilio (J.W. O'Malley). III. Perle bibliche nel Concilio (C. Ghidelli). Indice degli autori.
Note sul curatore
MARCO VERGOTTINI, teologo laico, già vice-presidente dell'Associazione Teologica Italiana dal 2003 al 2011, è docente di Introduzione alla teologia e di Storia della teologia contemporanea presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale di Milano. Autore di saggi sul concilio Vaticano II, su Paolo VI e sulla teologia dei laici, è coordinatore del sito-web: www.vivailconcilio.it.
L'ultimo numero (Regno-doc. n.11, 2013)
Documento
Uscite verso le periferie dell’esistenza. Veglia di Pentecoste con movimenti, associazioni e laici
di Francesco
Regno-doc. n.11, 2013, p.321
«Quante volte Gesù è dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire, per le nostre sicurezze, perché tante volte siamo chiusi in strutture caduche, che servono soltanto per farci schiavi, e non liberi figli di Dio?». È risuonato con forza e ripetutamente l’invito perentorio del papa a «uscire fuori», verso le «periferie esistenziali», durante la veglia di Pentecoste celebrata – lo scorso 18 maggio – insieme ai movimenti, alle nuove comunità, alle associazioni e alle aggregazioni laicali, in pellegrinaggio a Roma in occasione dell’Anno della fede. Dopo il saluto del presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, mons. Fisichella, Francesco ha risposto a quattro domande sul tema della fede, ribadendo l’assoluta centralità di Gesù nella vita del credente, l’importanza della preghiera, l’urgenza della testimonianza, soprattutto verso i poveri, fino al martirio. «Noi non possiamo restare tranquilli! Non possiamo diventare cristiani inamidati (…), che parlano di cose teologiche mentre prendono il tè, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo (…), toccare la carne di Cristo, prendere su di noi il dolore per i poveri».
Documento
Contro le attività illegali in campo finanziario/3. 1° rapporo Autorità informazione finanziaria
di R. Brülhart
Regno-doc. n.11, 2013, p.326
Il 22 maggio l’Autorità d’informazione finanziaria (AIF), istituita da Benedetto XVI (dicembre 2010) e presieduta dal card. Attilio Nicora (gennaio 2011), ha presentato il 1o Rapporto, relativo all’anno 2012, nella persona del suo direttore René Brülhart, nominato il 7 novembre scorso dallo stesso Nicora. L’AIF, come istituzione collegata alla Santa Sede che per statuto opera per la trasparenza finanziaria e contro il riciclaggio, vigilando su tutte le «attività di natura finanziaria» dei «dicasteri della curia romana» – cosicché anche lo IOR, si specifica, è «sottoposto alla vigilanza dell’AIF» – e degli altri enti vaticani che collaborano con questi ultimi, rende noto che nel 2012 sono state 6 le segnalazioni di attività sospette e che il flusso di denaro in uscita, che dal 2010 viene registrato (1.782 «dichiarazioni in uscita»), è molto maggiore di quello in entrata (598). Dopo il vaglio delle istituzioni comunitarie europee, l’AIF ha firmato protocolli d’intesa con Belgio e Spagna, ha fatto domanda per entrare nel Gruppo di Egmont e ha emanato 5 regolamenti e 6 istruzioni.
Documento
Pulsare con il cuore di papa Francesco. LXV Assemblea generale della CEI
di Francesco, Episcopato italiano
Regno-doc. n.11, 2013, p.332
«Il dialogo con le istituzioni culturali, sociali, politiche, è un compito vostro (…). Anche il lavoro di fare forte le conferenze regionali, perché siano la voce di tutte le regioni (…). Anche il lavoro, (…) per ridurre un po’ il numero delle diocesi tanto pesanti. Non è facile, ma c’è una commissione per questo». Le parole del papa ai vescovi italiani, che indicano un cammino e assegnano responsabilità precise alla Conferenza episcopale, sono state al cuore della LXV Assemblea generale della CEI, celebrata a Roma dal 20 al 24 maggio. Il gesto significativo e solenne di rinnovare la professio fidei insieme al successore di Pietro (23 maggio) ha suggellato i lavori, durante i quali i vescovi si sono confrontati con un paese «segnato dalla povertà di prospettive e dalla mancanza di lavoro, che lacerano la carne della gente». Una situazione che richiede assistenza, ma anche «segni di prossimità», molto spesso già «posti dai parroci e dalle comunità cristiane», e un «rinnovato impegno per il compito educativo», direzione nella quale è stata approfondita la figura degli educatori nella comunità cristiana. L’Assemblea generale ha definito inoltre tema e titolo del prossimo Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015, che sarà: «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo».
Documento - Parte / Inserto
Pulsare con il cuore di papa Francesco. Il papa ai vescovi italiani
di Francesco
Regno-doc. n.11, 2013, p.332
«Il dialogo con le istituzioni culturali, sociali, politiche, è un compito vostro (…). Anche il lavoro di fare forte le conferenze regionali, perché siano la voce di tutte le regioni (…). Anche il lavoro, (…) per ridurre un po’ il numero delle diocesi tanto pesanti. Non è facile, ma c’è una commissione per questo». Le parole del papa ai vescovi italiani, che indicano un cammino e assegnano responsabilità precise alla Conferenza episcopale, sono state al cuore della LXV Assemblea generale della CEI, celebrata a Roma dal 20 al 24 maggio. Il gesto significativo e solenne di rinnovare la professio fidei insieme al successore di Pietro (23 maggio) ha suggellato i lavori, durante i quali i vescovi si sono confrontati con un paese «segnato dalla povertà di prospettive e dalla mancanza di lavoro, che lacerano la carne della gente». Una situazione che richiede assistenza, ma anche «segni di prossimità», molto spesso già «posti dai parroci e dalle comunità cristiane», e un «rinnovato impegno per il compito educativo», direzione nella quale è stata approfondita la figura degli educatori nella comunità cristiana. L’Assemblea generale ha definito inoltre tema e titolo del prossimo Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015, che sarà: «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo».
Documento - Parte / Inserto
La gioia di un incontro atteso
di A. card. Bagnasco
Regno-doc. n.11, 2013, p.333
Giovedì 23 maggio, alle ore 18, papa Francesco ha presieduto la solenne Professione di fede dell’episcopato italiano, riunito nella LXV Assemblea generale. All’inizio della celebrazione nella Basilica vaticana il presidente della CEI, card. Angelo Bagnasco, ha rivolto al papa il seguente indirizzo di saluto.
Documento - Parte / Inserto
Pulsare con il cuore di papa Francesco. Comunicato finale (della LXV Assemblea generale)
di Episcopato italiano
Regno-doc. n.11, 2013, p.334
«Il dialogo con le istituzioni culturali, sociali, politiche, è un compito vostro (…). Anche il lavoro di fare forte le conferenze regionali, perché siano la voce di tutte le regioni (…). Anche il lavoro, (…) per ridurre un po’ il numero delle diocesi tanto pesanti. Non è facile, ma c’è una commissione per questo». Le parole del papa ai vescovi italiani, che indicano un cammino e assegnano responsabilità precise alla Conferenza episcopale, sono state al cuore della LXV Assemblea generale della CEI, celebrata a Roma dal 20 al 24 maggio. Il gesto significativo e solenne di rinnovare la professio fidei insieme al successore di Pietro (23 maggio) ha suggellato i lavori, durante i quali i vescovi si sono confrontati con un paese «segnato dalla povertà di prospettive e dalla mancanza di lavoro, che lacerano la carne della gente». Una situazione che richiede assistenza, ma anche «segni di prossimità», molto spesso già «posti dai parroci e dalle comunità cristiane», e un «rinnovato impegno per il compito educativo», direzione nella quale è stata approfondita la figura degli educatori nella comunità cristiana. L’Assemblea generale ha definito inoltre tema e titolo del prossimo Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015, che sarà: «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo».
Documento
La vita vera di un chicco di grano. Beatificazione di don Giuseppe Puglisi
di I vescovi di Sicilia, P. Romeo
Regno-doc. n.11, 2013, p.338
«La sua mitezza – hanno scritto i vescovi siciliani il 23 aprile scorso – e la sua incessante azione missionaria, evangelicamente ispirata, si scontrò con una logica di vita opposta alla fede, quella dei mafiosi i quali ostacolarono la sua azione pastorale, con intimidazioni, minacce e percosse fino a giungere alla sua eliminazione fisica, in odio alla fede», il 15 settembre 1993. Per questo, vent’anni dopo, don Giuseppe Puglisi, parroco a Brancaccio (Palermo), è stato proclamato beato (cf. riquadro a p. 339 e Regno- att. 10,2013,267ss). Il rito di beatificazione si è svolto nel capoluogo siciliano il 25 maggio scorso, presieduto dall’arcivescovo di Palermo, card. Romeo, che nella sua omelia ha sottolineato: «Per portare frutto, il chicco di grano deve morire. “Gesù ha portato molto frutto quando è morto” spiegava il beato Puglisi ad alcuni giovani in ricerca vocazionale… In ogni sua scelta di discepolo, e nei 33 anni della sua vita sacerdotale, il beato Puglisi fu “chicco” perché ogni giorno accolse di morire poco alla volta nel quotidiano spendersi al servizio dei fratelli: in tutti i ministeri confidatigli dal vescovo, il suo fu un donarsi senza riserve, “per Cristo a tempo pieno”, come era solito ribadire».
Documento - Parte / Inserto
La vita vera di un chicco di grano. Beato un mite (Messaggio dei vescovi di Sicilia)
di I vescovi di Sicilia
Regno-doc. n.11, 2013, p.338
«La sua mitezza – hanno scritto i vescovi siciliani il 23 aprile scorso – e la sua incessante azione missionaria, evangelicamente ispirata, si scontrò con una logica di vita opposta alla fede, quella dei mafiosi i quali ostacolarono la sua azione pastorale, con intimidazioni, minacce e percosse fino a giungere alla sua eliminazione fisica, in odio alla fede», il 15 settembre 1993. Per questo, vent’anni dopo, don Giuseppe Puglisi, parroco a Brancaccio (Palermo), è stato proclamato beato (cf. riquadro a p. 339 e Regno- att. 10,2013,267ss). Il rito di beatificazione si è svolto nel capoluogo siciliano il 25 maggio scorso, presieduto dall’arcivescovo di Palermo, card. Romeo, che nella sua omelia ha sottolineato: «Per portare frutto, il chicco di grano deve morire. “Gesù ha portato molto frutto quando è morto” spiegava il beato Puglisi ad alcuni giovani in ricerca vocazionale… In ogni sua scelta di discepolo, e nei 33 anni della sua vita sacerdotale, il beato Puglisi fu “chicco” perché ogni giorno accolse di morire poco alla volta nel quotidiano spendersi al servizio dei fratelli: in tutti i ministeri confidatigli dal vescovo, il suo fu un donarsi senza riserve, “per Cristo a tempo pieno”, come era solito ribadire».
Documento - Parte / Inserto
Beato tra due papi
di I vescovi di Sicilia; P. Romeo
Regno-doc. n.11, 2013, p.339
Documento - Parte / Inserto
Mi appello a voi, uomini della mafia!
di S. Nunnari
Regno-doc. n.11, 2013, p.341
Lasciatevi riconciliare con Dio!». Facendo sua l’esortazione paolina il vescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, si è rivolto lo scorso 8 settembre 2012 ai mafiosi con una dura riflessione pastorale dal titolo «Mi appello a voi, uomini della mafia » (cf. Regno-att. 18,2012,594). In essa ha ricordato più volte la figura di don Puglisi. Ne riportiamo di seguito ampi passaggi.
Documento
Il dono della fede: l’icona dei Magi. 36° Convegno delle Caritas diocesane, Montesilvano (PE)
di B. Forte
Regno-doc. n.11, 2013, p.343
«Educare alla fede per essere testimoni di umanità. “La fede che si rende operosa per mezzo della carità” (Gal 5,6)» era il titolo del 36o convegno nazionale delle Caritas diocesane (Montesilvano [PE] 15-18.4.2013), dove mons. Bruno Forte è intervenuto con una relazione di taglio teologico-
pastorale. Dopo aver preso in considerazione la possibilità di un’educazione alla fede come «cammino coinvolgente» all’incontro con un Dio-fatto uomo, attraverso «l’itinerario catecumenale» rappresentato dal Vangelo di Marco, l’arcivescovo di Chieti – Vasto ha esplicitato il percorso ricorrendo a un’icona biblica: i Magi che giungono a Betlemme «guidati da una stella». Il loro cammino, concluso nel tempo del racconto evangelico, viene dilatato nel l’oggi attraverso la suggestiva riproposizione di versi sulla ricerca della fede scritti da alcuni letterati e poeti del Novecento italiano: Margherita Guidacci, Renzo Barsacchi, Elena Bono, Ada Negri, Giovanni Papini.
Articolo
Ristrutturazioni aziendali: scegliere il dialogo sociale. Commissione famiglia e società
di Conferenza dei vescovi di Francia, J.-L. Brunin
Regno-doc. n.11, 2013, p.349
La crisi che colpisce duramente l’Europa rende necessarie, con frequenza sempre maggiore, ristrutturazioni aziendali dolorose in termini di occupazione. A questo proposito, la Commissione famiglia e società della Conferenza episcopale di Francia, facendo seguito alla riflessione avviata col documento Crescere nella crisi (Regno-doc. 15,2011,458ss), ha pubblicato – lo scorso 17 aprile, durante l’Assemblea plenaria dell’episcopato francese (Parigi, 16-18.5.2013) – una dichiarazione sul tema: Ristrutturazioni aziendali: scegliere il dialogo sociale. Dopo aver richiamato alcuni principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa (il valore del lavoro per la dignità umana e la corresponsabilità di imprenditori, dipendenti e azionisti nella ricerca del «bene comune dell’impresa »), il testo suggerisce – in vista di una buona gestione delle situazioni critiche – di «tenere vivo un dia logo costante fra le parti», orientato soprattutto alla «va lutazione della viabilità delle attività aziendali e dei cambiamenti professionali che possono essere richiesti per la stabilità dello svi luppo dell’azienda». Una pratica d’informazione e confronto che tocca la qua lità delle relazioni uma ne, e nella qua le dovrebbero essere coinvolti anche lo stato e le comunità locali.
Documento
Il Regno Documenti 11 2013. La rivista in un unico file pdf
di Redazione
Regno-doc. n.11, 2013, p.352
A disposizione dei nostri abbonati la possibilità di scaricare il numero completo in un unico file pdf. Buona lettura!
Documento
2017: la Riforma. Dal conflitto alla comunione
di Commissione luterana - cattolica romana sull'unità
Regno-doc. n.11, 2013, p.353
«Cattolici e luterani si rendono conto che… appartengono allo stesso corpo di Cristo. In essi sta germogliando la consapevolezza che il conflitto del XVI secolo è finito. Le ragioni per condannare reciprocamente la fede gli uni degli altri sono tramontate». Nel 2017 ricorreranno i 500 anni dall’affissione delle tesi di Lutero a Wittenberg, e per le Chiese sarà l’occasione da un lato per rievocare l’inizio della Riforma, e dall’altro per riflettere sulla profonda frattura che ne derivò in seno alla Chiesa d’Occidente. Dopo un secolo di ecumenismo e 50 anni di dialoghi tra luterani e cattolici, oggi non vi sono più scomuniche reciproche ma crescente comprensione, rispetto e collaborazione. Con il documento Dal conflitto alla comunione. La commemorazione comune luterana-cattolica della Riforma nel 2017, reso pubblico il 17 giugno, la Commissione luterana - cattolica romana sull’unità propone un racconto condiviso della Riforma e riflette sulle due sfide del 2017: quella della purificazione e guarigione delle memorie, e quella della restaurazione dell’unità cristiana secondo la verità del Vangelo di Gesù.
Annunciata e attesa da giorni, finalmente esce la prima enciclica di Papa Francesco.