Gaudium et Spes è un testo dirompente; approvato nel 1965 al termine del concilio Vaticano II, impone di aprire la chiesa al confronto con il mondo. La «nuova stagione» sinodale trova la sua radice in questa consapevolezza della chiesa come «popolo di Dio», chiamata a divenire per tutti un luogo di dialogo e d’esperienza personale di Cristo. I contributi qui raccolti cercano di attualizzare il testo alle questioni di oggi e costituiscono un articolato approfondimento di quelle domande antropologicamente nodali che il concilio aveva colto e che, mediante il lavoro della SIRT, si è cercato di riportare alla luce per una ricezione più ampia e rinnovata.
Cosa accade quando un popolo, assediato dalla paura e dalla guerra, eleva a Dio una preghiera? Questo libro guida il lettore dentro tre pagine decisive della storia biblica, in cui i re di Giuda - Ezechia, Giòsafat e Asa - affrontano invasioni militari straniere non con strategie belliche, ma con l’arma potente della preghiera. Le loro parole, tramandate nei libri storici dell’Antico Testamento, sono, dalla storia della monarchia divisa in poi, le uniche preghiere esplicite dei re di Giuda durante un assalto militare: grida di fiducia che cambiano il corso degli eventi e aprono una via di pace. L’autore, con un’analisi rigorosa dei testi biblici e un attento confronto con le fonti extra-bibliche, mostra come la preghiera sia molto più di un gesto religioso: diventa strumento narrativo, svolta letteraria e chiave teologica. Nel periodo esilico - quando il tempio non esisteva più e il sacrificio era impossibile - e durante la successiva era della ricostruzione, la preghiera assume un ruolo centrale, diventando, insieme alla Torah, il cuore della fede e il luogo in cui Israele rielabora la propria identità. Il lettore scoprirà così come le suppliche dei re, nate tra assedi e minacce, abbiano forgiato la memoria d’Israele e offerto alla comunità post-esilica un modello di formazione, di speranza e comprenderà che queste antiche invocazioni parlano ancora oggi: insegnano ad affidarsi a Dio nelle crisi personali e collettive, a riscoprire la preghiera come forza capace di trasformare il cuore e gli eventi storici, di aprire sentieri di luce anche nelle notti più oscure.
Il testo dei vangeli e dei salmi nella versione ufficiale a cura della CEI con nuove introduzioni e nuovo apparato critico di note. Un assaggio della nuova Bibbia di Gerusalemme, un commento esegetico rinnovato a partire dalle più recenti ricerche esegetiche e archeologiche è accompagnato da un vero e proprio tesoro: sono miniature provenienti dall'Occidente latino e germanico e dall'Oriente armeno ed etiopico; uniscono il loro splendore arcaico a una chiarezza contemporanea, dimostrando in ciò l'unità sinfonica della chiesa. Non intendono illustrare, ma attestare. L'alleanza tra parola, nero su bianco, e linea, oro su porpora, fa di quest'opera un volume alla maniera spirituale degli antichi manoscritti monastici. Tradizionalmente, vangeli e salmi sono il percorso essenziale per coloro che si mettono in cammino per incontrare Dio, la sua Parola e il suo Spirito. Ecco un lezionario per l'oggi, una fonte costantemente nuova di conoscenza e preghiera, di contemplazione e lode.
Dilexi Te, ti ho amato, è la prima e attesissima esortazione apostolica di papa Leone XIV. Il testo mette al centro l’amore verso i poveri, in dialogo con la Dilexit nos di papa Francesco. È solo nella cura dei poveri che la chiesa può restare fedele al Vangelo, e in questa fedeltà le sue opere, le sue istituzioni e le sue esperienze diventano atti profondamente politici. La prefazione di don Mattia Ferrari nasce dall’incontro tra la sua testimonianza quotidiana al servizio dei migranti e quella di Francesco e Leone, che nei loro scritti consegnano un Vangelo vissuto prima ancora che pensato.
Questa raccolta dei maggiori interventi dell'arcivescovo sudafricano è stata pubblicata per festeggiarne il 50° anniversario di consacrazione episcopale. Sono articoli e capitoli di libri composti tra il 1960 e il 1996, con alcuni dei discorsi pronunciati durante il concilio Vaticano II. L'autore pone nel cuore delle sue proposte alcuni aspetti fondamentali del suo episcopato, affrontando tematiche centrali nella sua azione: l'importanza della comunicazione della fede; la connessione tra spiritualità e società; l'impegno verso sfide sociali quali Apartheid, AIDS e aborto; la tutela dei diritti; i rapporti tra religione e politica; il rinnovamento della vita cristiana; il concilio Vaticano II.
La questione del male interroga costantemente il pensiero filosofico e religioso e sollecita a sciogliere l'enigma: come è possibile che un Dio buono e potente ci lasci soffrire?
La Bibbia non fornisce una risposta univoca. Bisogna invece portare fondo l'interrogazione che ogni credente solleva a Dio, fino tentare di scoprire se si possa rintracciare l'origine del male in Dio stesso, inteso come un fondamento oscuro, come una tremenda potenza del sacro, che la luce della sua libertà divina dissolve, scegliendo per sempre il bene. Sulla scorta del pensiero di Schelling e Pareyson, è legittimo fondare una teologia cristiana della cura per Dio: Dio desidera condividere con noi la sua gioia di vivere e lotta contro il male. Noi ci sentiamo donati a noi stessi e siamo chiamati: rispondere alla promessa di liberazione dal negativo, una promessa che le Scritture ci invitano a decifrare negli eventi di pienezza che ci sorprendono e affascinano.
Riscoprire il pensiero dimenticato di Maria Montessori a proposito dei bambini e della religione. Tre scritti che indagano lo sviluppo del sentimento religioso nell'infanzia. Riscopriamo l'insegnamento del Vangelo secondo cui la religione, prima ancora che fatto culturale e di dottrina, è un sentimento, un rapporto vitale dell'anima con Dio; e che un misterioso legame di amore unisce Dio e il bambino. Prefazione di Monica Amadini.
La notte può contenere momenti di disorientamento e di chiarezza riflessiva, perdite difficili e sorprendenti nuovi inizi; può metterci in contatto con le domande che riguardano l’identità (chi siamo in noi stessi e in rapporto con gli altri), la realtà (che cosa viviamo e che cosa vorremmo vivere), il significato (perché siamo qui e qual è lo scopo di ciò che ci accade), la comunità (alla quale apparteniamo) e il tempo (quando accadranno sviluppi positivi). Per ciascuna di queste domande, che hanno una rilevanza sia individuale che sociale, il volume esplora storie e riflessioni che possono aiutare a coltivare e vivere la speranza. È difficile definirla, la speranza, così come è difficile definire l’amore. È più facile conoscerla vivendola.
Note sull'autore
Luca Badetti insegna al John Felice Rome Center della Loyola University Chicago. Coniugando la sua formazione in teologia, psicologia clinica e disability studies, con la sua esperienza di leadership comunitaria inclusiva, propone un approccio alla crescita individuale e sociale attento ai bisogni psicologici e spirituali della persona. Ha scritto Io Credo in Te (San Paolo, 2021).
«Quando la domanda riguarda la violenza e, in particolare, la violenza che le Scritture attribuiscono a Dio con maggiore o minore reticenza, l'unione dei punti di vista biblici e antropologici non può che stimolare. È comunque questa la sfida che abbiamo accettato, quando abbiamo deciso di scrivere il libro a più mani e ci siamo messi al lavoro, ognuno a partire dal proprio campo specifico, su questa questione lancinante, che chiunque apra la Bibbia non può schivare, una questione con effetti a volte allarmanti nella vita reale delle nostre società» (dalla Prefazione).
Animati dalla convinzione che l'esegesi biblica abbia grande interesse a nutrirsi di un dialogo con le scienze umane, specialmente con la psicoanalisi, nell'affrontare il tema della violenza di Dio gli autori alternano lo sguardo esegetico e la riflessione antropologica, indagando prima l'Antico e poi il Nuovo Testamento.
Sommario
Prefazione. I. «Adonai è un guerriero» (Es 15,3). La violenza divina nell'Antico Testamento. II. La violenza arcaica e il paradosso del sacrificio agli dèi oscuri. III. Violenza degli uomini, violenza di Dio. Uno sguardo su alcuni testi del Nuovo Testamento. IV. La religione dell'amore: una risoluzione della violenza divina? Alcuni libri per andare oltre.
Autori
JEAN-DANIEL CAUSSE è psicanalista e studioso di etica, docente alla Facoltà di teologia di Montpellier e all'Università Paul-Valéry-Montpellier III.
ÉLIAN CUVILLIER è docente di Nuovo Testamento alla Facoltà di teologia di Montpellier.
ANDRÉ WÉNIN, dottore in scienze bibliche, insegna greco, ebraico biblico ed esegesi dell'Antico Testamento all'Università Cattolica di Louvain-la-Neuve. È professore invitato alla Pontificia Università Gregoriana, dove insegna teologia biblica. Presso le EDB ha pubblicato: Entrare nei Salmi (2003), Non di solo pane... Violenza e alleanza nella Bibbia (2004), Da Adamo ad Abramo o l'errare dell'uomo. Lettura narrativa e antropologica della Genesi. I. Gen 1,1-12,4 (2008), L'uomo biblico. Letture nel Primo Testamento (22009), Il Sabato nella Bibbia (2006), Giuseppe o l'invenzione della fratellanza. Lettura narrativa e antropologica della Genesi. IV. Gen 35-50 (2007), con C. Focant La donna la vita. Ritratti femminili della Bibbia (2008). Collabora con la rivista Parola Spirito e Vita.
In queste riflessioni spirituali sui racconti di passione l'arcivescovo di Firenze scandisce le varie tappe dei racconti di passione inserendo in filigrana al testo evangelico il contributo dell'esegesi storico-critica. In questa trama appaiono spunti essenziali di taglio teologico e spirituale, perché quelle pagine sono destinate a proporre significati che coinvolgono il lettore provocando una sua scelta esistenziale. Gli scritti evangelici sono un «grande codice» della nostra cultura occidentale. Senza di essi sarebbe indecifrabile un'immensa porzione delle opere artistiche letterarie, musicali. Per questo conoscere quelle pagine è necessario anche a chi ha lasciato alle spalle la sua matrice cristiana.
Le fragilità del sacerdote vanno tenute in considerazione non per giustificare i suoi errori, ma per prevenirli, così che possano anche essere d'aiuto nella sua formazione personale. Partendo dal tema della vanità, intesa come il rischio di perdere l'essenza del proprio servizio, l'autore arriva a esplorare la sfida dell'affettività, considerando che una formazione eccessivamente rigida può generare distacco e freddezza nei rapporti con la propria comunità. Lungo il cammino, si affronta anche il pericolo dell'ipocrisia, una maschera che può celare la vera identità del presbitero, minando la sua autenticità e indebolendo l'efficacia di ogni azione evangelica. Attraverso le pagine si illuminano aspetti nascosti del ministero ordinato, delineando un itinerario di crescita interiore che invita all'umiltà, alla trasparenza e a una rinnovata autenticità.
Il discorso biblico sulla paternità evidenzia la complessità del tema e gli interrogativi che solleva. Partendo dalle grandi figure bibliche e dalle loro vicende umane, questo testo ne mette a fuoco i tratti essenziali e percorre le principali tappe della vita di un padre: dare un nome, circoncidere i maschi, educare, lasciar andare. Allo stesso tempo, esplora le insidie in cui egli può cadere: assenza, violenza, comportamenti che rendono difficili i rapporti fra generazioni. I figli fanno parte di una discendenza e da questa appartenenza alla famiglia ricavano un'eredità, che insieme è peso e grazia. Per questa ragione, ubbidire al precetto che richiama ad onorare il padre può apparire a volte un'impresa delicata.