Sesto di nove sussidi per riflettere su alcuni segni di tutti i giorni. Offrono schemi per celebrazioni comunitarie e testi per la preghiera personale
Settimo di nove sussidi per riflettere su alcuni segni di tutti i giorni. Offrono schemi per celebrazioni comunitarie e testi per la preghiera personale.
Ottavo di nove sussidi per riflettere su alcuni segni di tutti i giorni. Offrono schemi per celebrazioni comunitarie e testi per la preghiera personale.
Ultimo di nove sussidi per riflettere su alcuni segni di tutti i giorni. Offrono schemi per celebrazioni comunitarie e testi per la preghiera personale.
Una consolidata tradizione vede l'oratorio impegnato a vivere in maniera speciale la domenica! Ripartire dalla Celebrazione Eucaristica: è l'intuizione che dà il via alle 8 domeniche speciali presentate in questo testo. Molti sono gli ingredienti proposti: incontri di preghiera a tema, avventure e racconti, giochi, attività manuali, speciale preadolescenti ... e molto altro ancora!
«Se m'avessi detto che dovevi venire stasera, maestro, avrei fatto preparare un pasto degno di te, un festino regale, con molti invitati, come piace a te. E noi ti avremmo ascoltato, sospesi alle tue labbra, abbagliati dalla tua saggezza. Ma tu arrivi così, da solo e senza preavviso. Hai la faccia stanca. Oh, capisco che sei stanco, stanco delle folle, dei discepoli, di tutto!» Attraverso la riproposta drammatizzata della narrazione evangelica, Bellet ci offre la lettura avvincente di un incontro che inquieta e segna in profondità l'uomo Zaccheo, pubblicano, peccatore disprezzato.
Lo scopo del Colloquio, svoltosi a Camaldoli dal 31 ottobre al 2 novembre 2003, non è stato quello di commemorare l'enciclica Pacem in terris del beato papa Giovanni XXIII, ma di mettere in relazione il documento con l'oggi. L'enciclica segnò un modo di considerare il mondo e le cose del mondo con occhio buono, libero da pregiudizi e da ripulse con cui la chiesa l'aveva fino ad allora guardato. Per questo, non solo destò stupore, ma soprattutto registrò lo stupore del papa stesso, che affidava a tutti gli uomini "di buona volontà" un compito possibile e urgente: costruire e favorire la pace, come metodo e fine dell'esistere singolo e collettivo nella storia.
Il matrimonio è un’avventura. Chi intraprende una traversata di questo tipo ha preso una decisione, ha fissato una rotta. Per questo è necessaria ferma convinzione, volontà, fiducia. L’opera dei coniugi Chovelon è una guida pratica e spirituale che raccoglie le indicazioni provenienti da un’esperienza, nella quale vengono proposti alcuni mezzi per affrontare e superare le mille difficoltà con le quali inevitabilmente ci si scontra nella vita coniugale. Questo libro è in particolare una testimonianza resa alla speranza, che è molto più che una felice prospettiva o un atteggiamento ottimistico. Essa consiste nel superare la rassegnazione al destino, e nel credere che ci sia sempre un futuro aperto. Per chi crede nell’amore che sgorga dal cuore di Dio, le prove possono essere dure, sembrare lunghe, ma è sempre possibile ripartire da capo. Non è mai troppo tardi.
Bernadette (1934) e Bernard Chovelon (1933) sono due coniugi francesi con una lunga esperienza professionale in campo educativo. Da quarant’anni sono membri delle Équipes Notre-Dame. Bernadette Chovelon è anche autrice di apprezzati saggi su Sarah Bernhardt, George Sand e sulla lingua francese.
“Ti supplichiamo di renderci realmente vivi!”
Serapione di Thmuis
Tutti noi conosciamo il desiderio profondo di essere realmente vivi, il bisogno di essere qualcosa di più che “semplici sopravvissuti” o “semplici osservatori” nel nostro mondo. Se siamo in cerca di guide affidabili, spesso le scopriremo in luoghi inattesi e in figure non convenzionali. Un luogo dove uomini e donne ricercarono intensamente il senso profondo e la piena misura dell’esistenza umana fu senz’altro il deserto egiziano del primo monachesimo. Questo libro vuole essere una prima introduzione ai padri del deserto. Sotto la guida di padre Chryssavgis, il lettore è condotto a riscoprire e a gustare la pienezza della propria umanità: quell’umanità che i monaci egiziani cercarono con assiduità e che ancor oggi, in mezzo al deserto della nostra quotidianità, anche noi possiamo cercare e trovare.
John Chryssavgis (Australia 1958) si è laureato in teologia ad Atene e ha conseguito il dottorato in patristica all’Università di Oxford. Dopo essere stato segretario personale del primate greco-ortodosso di Australia e aver fondato il St. Andrew Theological College a Sydney, si è trasferito nel 1995 a Boston, dove insegna teologia presso l’istituto Holy Cross. È autore di diversi studi molto apprezzati sui padri e sulla tradizione ascetica della chiesa antica.
Il concilio della chiesa ortodossa russa, celebrato a Mosca tra il 1917 e il 1918 con la partecipazione di tutte le componenti ecclesiali, fu “uno degli eventi più importanti della chiesa russa nel xx secolo”, come si è espresso il patriarca di Mosca Aleksij II nel messaggio all’XI Convegno ecumenico internazionale di Bose, di cui il presente volume raccoglie gli atti. Vero e proprio “spartiacque epocale” tra il crollo dello zarismo e l’epoca delle persecuzioni, il concilio di Mosca rappresenta un momento di sintesi della tradizione, una fonte d’ispirazione per le chiese nella ricerca di vie nuove di dialogo e di risposte comuni alle sfide del mondo contemporaneo. I migliori specialisti ci offrono qui la presentazione, basata su documenti d’archivio, del ricco e incompiuto dibattito conciliare, la storia della ricezione del concilio e una riflessione teologica a più voci sulla conciliarità quale può essere vissuta oggi nelle chiese.