Edizione critica degli Atti capitolari della Provincia Romana dal primo della serie celebrato a Roma nel 1243 all'ultimo celebrato ad Orvieto nel 1344, la cui consultazione è peraltro facilitata da un iniziale indice cronologico-geografico. Nella nota introduttiva si descrivono, fra l'altro, i tre manoscritti conservati presso l'Archivio generale dell'Ordine a Roma, la Biblioteca nazionale di Firenze e l'Archivio di Stato di Napoli. Chiude il volume un indice dei frati e degli altri personaggi citati e/o presenti nel testo.
Edizione critica del Regestum actorum regiminis Rmi. P. Fr. Thomae de Vio Caietano primum così come ci è stato tramandato dal codice manoscritto IV.18 conservato a Roma nell'Archivio generale dell'Ordine. Un articolato indice finale consente un'agevole consultazione dell'opera.
Attraverso l'esame di inedita documentazione si delinea la storia della riforma della provincia domenicana di Spagna, che si sviluppò anche nelle province di Aragona e Portogallo.
Il ruolo svolto dal domenicano Giovanni di Montenero nei concili di Basilea (1431) e Firenze (1439), sviluppando il tema dei rapporti fra i privilegi dei Mendicanti e l'elaborazione della dottrina sul potere pontificio.
Storia delle fondazioni domenicane nella regione baltica della Livonia dal 1234, quando il vescovo di Riga Nicola diede ai frati "palacium nostrum lapideum [?] iuxta Rygam [?] per eorum studium et latore in Lyvonia [?]", fino agli inizi del Cinquecento, quando con l'incombere della Riforma protestante si assistette alla loro definitiva diaspora.
Svolgimento del processo inquisitoriale istruito contro il domenicano inglese Thoma Waleys, che il 3 gennaio 1333 aveva pronunciato in Avignone un sermone in cui attaccava la tesi teologico-dottrinale pronunciata da Giovanni XXII nel 1331, in cui il papa affermava che le anime dei santi in cielo non vedevano e non avrebbero visto Dio prima del giudizio universale. In appendice edizione della documentazione processuale.
I contributi dei docenti Martuccelli e Palumbo scalano, da due versanti diversi, quello teologico e quello giuridico-pastorale, la montagna del Matrimonio per incontrarsi felicemente in vetta benché la santa montagna sia oggi dai più percepita più come una "via crucis" che come "mons gaudii". Questo testo si inserisce in una variegata e stimolante discussione che Papa Francesco ha innescato con l'indizione di due Sinodi sul tema della famiglia e si pone nel mezzo del guado tra quello straordinario (ottobre 2014) e quello ordinario (ottobre 2015), in un periodo definito "rosso" per la confluenza dei lavori del Sinodo, del Giubileo della Misericordia e, per la Chiesa italiana, del Convegno di Firenze.