Un po' graphic novel, un po' romanzo, questo libro ripercorre la storia della criminalità organizzata in Italia, i delitti, le strategie, le infiltrazioni. Ma anche i modi per combatterla, le leggi, l'organizzazione della magistratura e delle forze dell'ordine, le associazioni antimafia. Età di lettura: da 10 anni.
Età di lettura: da 3 anni.
La strega Malumore tenta da anni di accaparrarsi il titolo di Strega più Cattiva del Mondo. Costruire una casa di marzapane, attirarvi due bambini, metterli all'ingrasso e poi mangiarli dovrebbe garantirle la vittoria. Questo è il suggerimento di Hansel e Gretel! Età di lettura: da 8 anni.
Martina e Marco sono amici per la pelle, sempre in sella alle loro bici seguiti da Bullo: un terranova gigantesco, con una testa così grande che sembra un aereoporto per le pulci! Un giorno però Bullo si ammala misteriosamente e i detective in bicicletta vogliono capire perché... Età di lettura: da 8 anni.
Il percorso lavorativo di Pariante scivola con la piacevolezza di scoprire nuove cose su film dei quali si pensava di conoscere molto. Il suo racconto è piano, pacato, appassionato anche quando traspare una certa amarezza. Ma più forte di tutto appare sempre la volontà di fare il film, dei portarlo alla fine. Era il lavoro per cui era pagato. Ma era anche una scelta di vita. Sono stati uomini come lui a fare grande il nostro cinema. E di conseguenza sono anche quelli come lui che lo sanno raccontare meglio.
Dalle pagine qui di seguito allineate, tratte da romanzi, racconti, pagine di diario di scrittori italiani più o meno frequentati del secolo scorso, ma che lambiscono pure la nostra contemporaneità, si affacciano personaggi "diversamente eroi", come recita il titolo. Che magari non vantano certe eccezionali qualità fisiche, tra le quali sicuramente la bellezza, il vigore, una floridezza immarcescibile (punti di forza immancabili nel curriculum del perfetto eroe); che non si distinguono per imprese titaniche, gesta prodigiose. Si tratta di protagonisti o figure laterali, colpiti da qualche menomazione, diversi per aspetto fisico, non allineati dunque rispetto alla schiera di quanti si fregiano di una normalità conclamata, troppe volte tirata in ballo, evocata a sproposito, quasi alla stregua di un talismano. "Ai disabili che lottano non per diventare normali ma se stessi" si legge non a caso nella dedica che apre il romanzo "Nati due volte" di Giuseppe Pontiggia. Insomma, questi eroi diversi rappresentano l'altra faccia della medaglia letteraria.
Il fantastico, inteso come genere, o "modo", caratteristico della narrativa occidentale a partire dalla fine del XVIII secolo, è stato negli ultimi decenni oggetto di numerosi studi, analisi, inquadramenti teorici, precisazioni classificatori e da parte della critica letteraria. Manca invece, in relazione al teatro moderno (sia al livello dei testi che degli allestimenti scenici), un'attenzione critica strutturata nei confronti della componente fantastica, che solo di recente ha cominciato a essere oggetto di qualche specifico interesse da parte di alcuni studiosi, prevalentemente in ambito francese e spagnolo. Questo volume intende mettere in luce, attraverso l'analisi dell'opera di drammaturghi, registi, musicisti di vari paesi europei, le diverse anime del moderno fantastico teatrale, che offre, rispetto al fantastico letterario, un panorama più complesso e variegato soprattutto in ragione della sua destinazione spettacolare. Così, da una parte il teatro tra la fine del Settecento e il primo Novecento concede un'ospitalità maggiore di quanto non faccia la narrativa per adulti alla presenza del meraviglioso, declinata sul piano dei contenuti (mitologici o fiabeschi) quanto su quello della messa in scena (spesso propensa a perpetuare gli effetti barocchi di meraviglia attraverso l'uso di macchine e trucchi ottici); dall'altra accoglie, in modo ora sottilmente inquietante ora più esplicito, quella componente "negativa", demoniaca e tenebrosa, perturbante e trasgressiva...