"Immaginate un tavolo pieno di libri aperti, di fotocopie, di appunti, e poi ancora tazze di caffè e bicchieri d'acqua. Immaginate una montagna di libri in disordine e poi moltiplicate per tre e avrete un barlume d'idea del lavorio e del disordine che c'è dietro a questo libro". È con queste parole che Elena Granata, architetto e docente del Politecnico di Milano, Chiara Granata, musicista e dottore in filosofia, Anna Granata, ricercatrice in pedagogia interculturale all'Università di Torino, aprono il racconto del loro approccio felice al sapere. Un originalissimo libro che nasce dall'insofferenza verso un'idea convenzionale di sapere che ignora le relazioni e le comunanze e si trincera dietro codici e discipline, una ricerca che fa vibrare la bellezza e l'emozione della scoperta culturale partendo da un'intuizione feconda: tutte le idee sono sorelle, non ha senso recintare il sapere in orticelli chiusi.
Quando la politica si incontra e si scontra con il luogo della formazione e della ricerca. Il diario del prorettore che si è dimesso non "contro" la politica, ma contro un certo modo di "mettere le mani" sull'Università da parte di una potente Provincia autonoma. Il racconto della svolta all'ateneo di Trento, così come è stato vissuto da uno dei protagonisti, in prima linea per difendere la libertà dell'università. Una storia italiana, quasi un "giallo politico", che entra nelle contraddizioni della politica senza fare sconti ai difetti e alle incoerenze della classe accademica. Con una ricca appendice di documenti.
Max Picard, singolare medico filosofo svizzero (1888-1965), ancora poco noto in Italia, rappresentava il mondo del Novecento come minacciato dal rumore continuo, dalla chiacchiera vuota, da "parole corrotte", dall'inarrestabile alleggerimento della realtà e delle relazioni. Secondo Picard occorre volgersi di nuovo alle cose e ai volti per imparare ad ascoltarne il silenzio originario e a dirlo in parole integre e in immagini pregne. La severa critica di Max Picard alla modernità fa uso di un linguaggio ricco di metafore, poetico ed evocativo, ma nel contempo rigoroso e stringente, del quale sono splendidi esempi opere quali" La fuga davanti a Dio", "Hitler in noi stessi" e "Il mondo del silenzio". Jean-Luc Egger ricostruisce in queste pagine i cardini del pensiero picardiano a partire proprio dal silenzio, senza il quale la parola, le cose e l'uomo stesso sono destinati a smarrire la propria identità.
Mito del pacifismo, voce limpida e passionale, inarrivabile, maestra del folk, Joan Baez è l'artista della scena musicale della seconda metà del Novecento che più ha contribuito alla formazione di un'opinione pubblica antimilitarista e "democratica" in America e in Europa. Il libro ripercorre le instancabili battaglie civili e politiche della Signora del Folk, dall'opposizione alla guerra del Vietnam alla Cecoslovacchia, dal Cile alla Cambogia, gli amori (Bob Dylan) e i maestri (Pete Seeger), le lotte per l'ambiente e per l'eguaglianza, fino alle nuove frontiere nell'era Bush e anche sotto Obama, dalla parte di Occupy Wall Street. Sempre in prima linea.
Alexander Langer, sudtirolese di lingua tedesca, è nato nel 1946 nel profondo nord di Sterzing/Vipiteno, attraverso le esperienze nella gioventù francescana e in Lotta continua, diventa uno dei leader dei Verdi italiani. Ed europei, con l'approdo al Parlamento di Strasburgo. Le cento battaglie di un nonviolento, la sua testimonianza in prima linea contro la guerra di Bosnia, la scelta di stare dalla parte dei deboli sulla scia di don Milani e padre Balducci, la sofferenza personale di fronte alle contraddizioni della politica e della storia, fino alla morte sulle colline fiorentine, nel 1995, a 49 anni d'età. Il combattente inerme si è sentito sconfitto, impotente. Ma ha lasciato un biglietto ai mille amici: continuate in ciò che era giusto. E lo è ancora. Esce con una nuova introduzione, il ritratto di Langer di Florian Kronbichler (Was gut war. Ein Alexander-Langer-Abc, Raetia 2003). L'autore è un giornalista, e oggi deputato di Verdi-Sel, che lo conosceva molto bene. E ne racconta la storia, le idee, le vittorie e le sconfitte di uno dei politici più anomali, geniali e amati del secondo Novecento.
Un viaggio tra i capisaldi del pensiero (e della mistica) del Novecento che insegna la libertà e la profondità dell'esistenza, i ritratti di testimoni indimenticabili, che continuano a regalare molte risposte e ancora più numerose domande a noi, donne e uomini di oggi. Dal teologo protestante Dietrich Bonhoeffer al vescovo dei poveri Oscar Romero, dall'indimenticabile don Milani a Hannah Arendt. E ancora: Dorothy Day, Madeleine Delbrêl, Antonietta Giacomelli, Etty Hillesum, Primo Mazzolari, il cardinale John Henry Newman, David Maria Turoldo. E l'immensa Simone Weil, l'indomabile.
Sono ancora gli anni dell'Austria felix quando, intorno al 1870, ha inizio la saga degli Jost, una famiglia che, ricca di aspirazioni, dal Tirolo scende a Gorizia, paradigma di vivace modernità, di fermenti economici e culturali, città di progetti e opportunità: nella "Nizza austriaca" gli Jost creeranno, in breve tempo, un piccolo impero alberghiero. Nei sessant'anni abbracciati dal racconto, le vicende della famiglia si sviluppano parallele ai grandi eventi che trasformeranno questo angolo d'Europa fino agli anni del fascismo. I traumi del passaggio epocale segneranno la vita degli Jost: il piccolo impero frutto delle loro aspirazioni si sgretolerà, i rapporti familiari e affettivi si deterioreranno, il muro dell'incomunicabilità si ergerà tra le due generazioni ma anche tra sposi e fratelli, l'eros gioioso, giocoso, talora "peccaminoso" che tanta parte ha nella loro educazione sentimentale, si trasfigurerà gradualmente nell'altra sua faccia, thanatos.
Questo volume offre al lettore un quadro dell'ultimo capitolo della Finis Austriae visto dall'interno. L'autore, infatti, traccia la storia della Prima guerra mondiale su un fronte finora del tutto trascurato: quello del Basso Isonzo e del Golfo di Trieste, cui fa da sfondo il Carso. Viene ricostruita, secondo l'ottica particolare consentita dall'analisi di documenti conservati in Austria, la lunga serie delle battaglie combattute sull'Isonzo a partire dai primi scontri nella località di Porto Buso fino all'allentamento della pressione militare su questo fronte seguito alla 12ª battaglia sull'Isonzo, passando per le battaglie per il controllo di Monfalcone e i combattimenti sul Monte San Michele. Jung si occupa quindi del successivo spostamento delle operazioni belliche a Grado e della fase finale della presenza austroungarica nella città di Trieste. La seconda parte del libro prende in esame alcuni aspetti del conflitto di particolare interesse storico: l'attività degli idrovolanti, la guerra delle mine nel golfo di Trieste, le azioni della flottiglia lagunare. Arricchiscono il volume un centinaio di foto provenienti dal Kriegsarchiv di Vienna.