"Non c'è un limite a tutto. Non è vero che c'è un limite a tutto. Allo scempio, a quanto pare, non c'è limite. Perché lo scempio ci circonda, ci perseguita, ci assale in ogni luogo. Sai che cos'è lo scempio? Lo scempio è tutto quello che non eravamo e che siamo diventati, che non desideravamo ma che c'è stato imposto, che non avremmo mai immaginato e che invece si è materializzato, si è concretizzato, è divenuto il nostro volto e il nostro incubo. Il volto e l'incubo del nostro paese, la faccia orribile dell'Italia. Perché è lo scempio, ormai, il carattere dominante dell'Italia" (Vittorio Sgarbi).
Siamo alla fine della Storia e all'ultimo uomo e alla fine quindi di tutta la società umana e planetaria? Questa domanda ha suscitato polemiche tra gli studiosi. Le due forze motrici della storia, "la logica della scienza moderna" e "la lotta per il riconoscimento", portano al collasso di ogni totalitarismo. Ma nasce un'altra domanda: sono sufficienti la libertà e l'uguaglianza, sia politica sia economica a garantire una condizione sociale stabile e soddisfacente?
Dal lettino di psichiatra all'invenzione letteraria. Da quarant'anni Vittorino Andreoli analizza i fenomeni della diversità, della sofferenza psichica e della devianza non solo con le armi della ricerca e della scienza, ma anche, benché segretamente, con lo strumento straordinario della narrativa. I casi da lui raccontati si trasformano così da fredde cartelle cliniche in una ricostruzione fantastica che ci mette davanti agli occhi situazioni violente, tragiche, bizzarre, mostrandoci come esse nascano e crescano all'interno dei suoi personaggi (non si sa fino a che punto inventati). Una serie di racconti che ci faranno capire quanto vicino a noi corra la sottile linea rossa che separa la normalità dalla follia.
Qual è il plurale di goccia o di ciliegia? Quando mettere l'apostrofo e quando l'accento? Quale preposizione usare? Come distinguere il congiuntivo dal condizionale? Dubbi e crucci di tal fatta spesso bloccano, con la penna a mezz'aria, chi desidera scrivere in un italiano decente. Una lingua complessa per gli stranieri che la studiano, e ignota ai tanti italiani che non l'hanno mai studiata davvero. Questo volume conduce il lettore fra i trabocchetti della grammatica, gli ostacoli della sintassi e i misteri dell'etimologia, spiegando regole, eccezioni ed evoluzioni della lingua.
Il Preambolo della nuova Costituzione europea non fa riferimenti espliciti all'eredità religiosa cristiana. Secondo Weiler si tratta di un'importante questione di principio poiché "un'Europa cristiana è un'Europa che rispetta ugualmente in modo pieno e completo tutti i suoi cittadini: credenti e laici, cristiani e non cristiani. È un'Europa che, pur celebrando l'eredità nobile dell'Illuminismo umanistico, abbandona la sua cristofobia e non ha paura né imbarazzo a riconoscere il Cristianesimo come uno degli elementi centrali nell'evolvere della sua civiltà". Un saggio che va oltre la circostanza dell'attuale processo costituente, ed esplora la rilevanza del magistero cristiano rispetto a questioni cruciali nel dibattito sull'integrazione.
Il potere della tecnica - come essenza dell'Occidente e manifestazione estrema di quel nichilismo che è la sua vera natura - è da anni al centro della filosofia di Emanuele Severino. In questo libro l'autore affronta il tema nella prospettiva del cosiddetto "scontro di civiltà" tra Islam e Occidente. In verità, come dimostra Severino, l'Islam appartiene a pieno titolo alla tradizione occidentale; tuttavia, contrariamente al cristianesimo, non ha ancora fatto i conti con la razionalità tecnico-scientifica. Ma alla fine anche l'Islam - come ogni forma della tradizione occidentale - sarà costretto a cedere il passo alla potenza della tecnica e al suo apparato.
Pubblicato per la prima volta nel 1987, Jura è uno dei libri in cui Meneghello dispiega più compiutamente le sue doti di studioso del dialetto vicentino e delle sue particolarità più bizzarre, in cui dà conto di vicende personali tra la terra natale e l'Inghilterra, il "Paese degli Angeli", in cui ci lascia stupiti e ammirati per i suoi virtuosismi verbali, per il suo sense of humour, per la sua capacità di condurci per mano attraverso un labirinto linguistico cangiante come le immagini di un caleidoscopio.
Una lunga conversazione in cui Camilleri, sollecitato dal giornalista Lodato, mette a nudo la sua esperienza di scrittore e di uomo di spettacolo, ma anche di uomo impegnato politicamente. Un'intervista-confessione con pagine dense di ricordi sull'infanzia siciliana, sull'universo familiare, sugli anni del fascismo e della guerra, sulla mafia vecchia e nuova; pagine di grande intensità, a volte pungenti sino all'invettiva, in cui si intrecciano riflessione politica, conoscenza della storia e alta tensione morale.
"Cari amici lettori, i brani che compongono questo libro non sono articoli di giornale. Sono tessere di un mosaico italiano. Anzi, sono le Polaroid di questi ultimi anni (1996-2002). E sapete? Talvolta le Polaroid sono meglio delle altre fotografie. Più efficaci e immediate. In questi sei anni il mondo è mutato, e l'Italia, anche se ogni tanto se ne dimentica, fa parte del mondo. Eppure non troverete in questo libro riferimenti diretti ai grandi avvenimenti che hanno segnato la nostra epoca. Troverete invece le ricadute di quegli avvenimenti sulla nostra vita quotidiana. Le considerazioni che leggerete, ne sono certo, le avete fatte spesso anche voi: io vi aiuto semplicemente a fissarle." (Beppe Severgnini)
James Hillman si interroga su cosa sia il potere. L'indagine di Hillman si incentra sulla vera religione universale del nostro tempo: l'Economia, che ha imposto i suoi principi fondamentali. L'Economia detiene il potere assoluto, governa la nostra esistenza attraverso idee che guidano i nostri pensieri. Sono queste idee l'oggetto del libro di Hillman, in cui si parla dunque di fenomenologia del potere. Le riflessioni contenute in queste pagine insegnano come utilizzare al meglio il potere di cui disponiamo sul lavoro, negli affari, nella vita quotidiana.
Dieci mesi di lucida follia assassina nel più assurdo massacro della prima guerra mondiale: quasi un milione di morti, il campo di battaglia con la maggiore densità di caduti per metro quadrato. Tramontata definitivamente la strategia del movimento e dell'aggiramento, la Germania aveva individuato in quella del logoramento l'arma vincente per eliminare la Francia. Ma dopo il primo attacco a Verdun lo Stato Maggiore francese ragionò alla stessa maniera di quello tedesco: attirare nello stesso carnaio nuove truppe tedesche per metterle fuori combattimento. Il massacro ebbe cosi inizio: una leggendaria battaglia che chiuse un'epoca, decisiva per le sorti della guerra e il futuro politico e militare della Francia.
Sofonisba Anguissola è una figura unica nella pur straordinaria stagione del Rinascimento italiano. Nata in una famiglia nobile di Cremona intorno al 1530 fu avviata dal padre, insieme alle sei sorelle, allo studio delle arti, e in particolare della pittura. Ben presto la sua fama valicò i confini d'Italia e nel 1559 Sofonisba fu invitata da Filippo II in Spagna, dove divenne dama di corte, pittrice ufficiale e insegnante della giovanissima regina Isabella di Valois. A quarant'anni, Sofonisba si sposò per procura con un nobile siciliano, che morì durante un attacco di pirati mentre si recava in Spagna; in seguito conobbe un giovane capitano di nave genovese, lo sposò contro il parere della famiglia e della corte e visse con lui tra Genova e Palermo.