Da ammalati si è pronti a credere a qualsiasi cosa, ad affidarsi a qualunque rimedio pur di guarire. Ampolle di vetro incandescenti, aghi e sassolini proposti dalle tradizioni "orientali" vanno e vengono dalle pagine delle riviste e dalle abitudini dei più modaioli. Balsami della nonna si susseguono nelle vetrine delle erboristerie. Tutto questo senza che, per legge, sia necessaria alcuna sperimentazione scientifica. Mentre migliaia di pazienti ogni anno si convertono alla medicina alternativa, i medici tradizionali rimangono scettici e invitano alla cautela: orientarsi nell'offerta ormai vastissima del mercato e scoprire i truffatori prima che facciano danni diventa sempre più difficile. In questa panoramica completa della medicina non convenzionale, Simon Singh e Edzard Ernst portano le varie terapie sul banco degli imputati e le sottopongono a test scientifici, come quelli obbligatori per tutti gli altri tarmaci. Avvalendosi dei più recenti trial clinici e di casi reali, fanno chiarezza su agopuntura, omeopatia, chiropratica, erboristeria e molte altre discipline: dalle origini all'attuale diffusione, dalla teoria alle applicazioni pratiche, dimostrano quali rimedi sono efficaci, a chi servono, che disturbi curano e in base a quali principi attivi. E per contro, quali medicamenti miracolosi sono semplici placebo che funzionano solo grazie a buone strategie di marketing. Efficacissimi sì: nel prosciugare le tasche di malati troppo pazienti.
Peter Sís ci guida alla scoperta del mondo che lo ha visto crescere: la Cecoslovacchia durante la Guerra Fredda. La seconda guerra mondiale è finita, i tedeschi se ne sono andati, ma la Cecoslovacchia è ancora un Paese occupato, questa volta dai Russi. Mentre sale la tensione tra l'Europa dell'Est e il mondo libero, i confini a Ovest vengono rafforzati con muri e reti divisorie: è calata la Cortina di Ferro. Dall'altra parte sono in tanti a desiderare di essere liberi. Il bambino Peter diventa grande e scopre di essere uno di loro. In questo libro racconta la sua storia attraverso disegni e ricordi: l'infanzia felice, poi l'adolescenza, quando le notizie dall'Occidente filtrano lentamente nel Paese. Peter e i suoi amici sentono parlare di blue jeans, Coca-Cola, poesia beat, rock'n'roll. E dei Beatles. I frutti proibiti del mondo libero esercitano un'attrattiva irresistibile sui giovani, l'eccitazione sale, le barriere cominciano a crollare. È il 1968, la Primavera di Praga, e la vita è bella. Poi l'Unione Sovietica impone di nuovo il suo controllo totalitario, e il semplice, complicato desiderio di Peter - essere libero - diventa insopprimibile. Età di lettura: da 13 anni.
Per la prima volta, Oscar Pistorius racconta la sua storia straordinaria di ragazzo normale: gli scatenati giochi d'infanzia, il primo amore, le varie esperienze sportive con il tennis, la pallanuoto, il rugby e infine l'atletica leggera, in cui ha ottenuto risultati che mai nessun amputato aveva raggiunto. E poi le difficoltà - sempre superate grazie al sostegno di una famiglia che gli ha insegnato il coraggio, l'orgoglio e l'ironia -, i momenti bui, la dura battaglia per conquistare il diritto a poter partecipare alle Olimpiadi, e in assoluto a non essere considerato un atleta disabile, ma semplicemente un atleta. E un uomo. Perché, come dice lui, "Tutti abbiamo una disabilità. Magari un problema mentale o fisico. Ma possediamo anche milioni di altre abilità, di talenti che ci possono permettere di superare i nostri limiti e le difficoltà". Questo è il suo sogno. Il sogno che ciascuno di noi dovrebbe avere.
I segreti di un mondo crudele, una foresta popolata dì elfi, gnomi, cavalieri e mostri sanguinari, sono racchiusi in un misterioso volume, il "Libro delle Cose Perdute". In quel mondo si è perso David, ragazzino inglese di 12 anni: la seconda guerra mondiale è alle porte, la madre, che gli leggeva ogni sera libri di fiabe, è morta dopo una lunga malattia, e il padre, un matematico impegnato nel tentativo di decifrare i codici tedeschi, si è risposato con un'altra donna, ora madre di un fratellino che per David è un intruso. Smarritosi nella foresta, David dovrà sconfiggere i fantasmi della sua immaginazione per tornare a casa e ritrovare la pace.
La Sicilia è una terra aspra e difficile, che concede poco, ma che ha regalato nel corso del tempo grandi storie, scritte da chi ha saputo coglierne il nucleo incandescente e metterlo in scena in forma narrativa. Tra questi, un posto di primissimo piano spetta a Giovanni Verga, l'autore dei "Malavoglia" e di Mastro don Gesualdo, ma anche di un numero eccezionale di novelle nelle quali si sperimenta un nuovo modo di fare racconto, ricorrendo ai criteri di un realismo asciutto e crudo in grado dì far avvertire al lettore le condizioni di vita - i costumi e le prassi sociali - della Sicilia del secondo Ottocento.
Descrizioni, esclamazioni, dichiarazioni di intenti. Minacce, insulti, promesse. Appellativi, ordini, maledizioni. Attilio Bolzoni entra nel gergo della mafia, rivelando cosa significano davvero per Cosa Nostra parole come omertà, denaro, dignità, famiglia, affari, religiosità, amicizia. Le regole e i "valori" degli uomini d'onore, patti, ricatti e tradimenti, ascoltati dalla parlata di chi li ha dettati, imposti, vissuti. Un libro in cui ogni pagina di appunti è il volto di un mafioso. O lo specchio del suo modo di vivere. Di un suo "ragionamento". Ogni voce è una lente di ingrandimento con cui si osserva una scena, si segue una vicenda, si comprende un mondo. E dove le parole della mafia, rimaste impigliate tra gli appunti di un cronista, si intrecciano agli sguardi, ai gesti di protagonisti e comparse per comporre un grande e rigoroso romanzo che da voce a mezzo secolo di storia.
Viaggio alla scoperta di Cesare Pavese: i luoghi, la natura, l'aria, la luce, le voci.
Ognuno di noi è unico, così come assolutamente unici sono i tipi di dipendenza che portano a fumare o le motivazioni che spingono a smettere. È puntando alla singolarità di ognuno che questo manuale propone un metodo antifumo su misura, dove chiunque può scoprire il proprio senza doversi adattare a sistemi preconfezionati, allo stesso tempo utili per tutti e per nessuno. Per questo nella prima parte del libro vengono narrate dieci storie di fumatori-tipo (la pensionata di 65 anni, il tassista, l'adolescente, un manager rampante...) e di ogni protagonista viene tracciata una carta d'identità "del fumatore". Da quest'analisi si traccia un diagramma che lo posiziona secondo i valori di "motivazione a smettere" e "dipendenza dal fumo". La seconda parte è una raccolta di test scientificamente riconosciuti che permettono al lettore di posizionarsi a sua volta nel diagramma, per poi scoprire quale percorso seguire.
L’ultimo rifugio di Sandokan era un bunker sotterraneo, protetto da tre mastini napoletani, in cui il boss ingannava il tempo dipingendo e leggendo libri su Napoleone e il regno delle Due Sicilie.
Alla sentenza d’appello del processo Spartacus i protagonisti di questo libro hanno totalizzato 16 ergastoli e 336 anni e tre mesi di reclusione.
Due dei giornalisti e scrittori che si sono occupati di Casal di Principe vivono sotto scorta.
Dopo l’esplosione dello scandalo delle discariche in Campania e la sentenza d’appello del processo Spartacus, i Casalesi sono balzati alla ribalta della cronaca. Come nel caso dei Corleonesi in Sicilia, il clan più potente e sanguinario della camorra non viene dalla città ma dalla campagna: il paese di Casal di Principe, in provincia di Caserta. E proprio un’alleanza organica con la mafia è all’origine del trionfo dei Casalesi, che incarnano lo spirito e i riti della vecchia camorra e insieme dimostrano una straordinaria capacità di adattarsi al presente. Fin dagli anni Ottanta hanno sviluppato un controllo paramilitare del territorio, esigono percentuali sulla vendita di droga, sulla prostituzione, sul gioco d’azzardo, esercitano estorsioni su ogni attività commerciale, si infiltrano in tutti gli appalti pubblici, governano gli investimenti immobiliari, diversificano le loro attività in settori che vanno dalle pompe funebri alla produzione di mozzarella di bufala fino al calcio, riciclano milioni di euro e si arricchiscono col business dei rifiuti tossici e delle discariche abusive, allargando sempre più la loro influenza in Italia e nel mondo; e tutto questo in mezzo a delitti eccellenti, lupare bianche, sanguinose guerre fra clan.
Attraverso documenti, atti giudiziari, testimonianze, cronache giornalistiche e una serrata ricostruzione storica, Gigi Di Fiore, che dalle pagine del “Mattino” segue anche le vicende di quella “periferia della periferia dimenticata”, compone con L’impero il primo racconto complessivo di un’agghiacciante realtà criminale che ha superato i confini della cronaca nera ed è diventata un vero e proprio cancro sociale.
Dopo lo scandalo internazionale suscitato da "Pasque di sangue", sui possibili omicidi rituali in alcuni circoli ebraici tra Medioevo ed età moderna, Ariel Toaff affronta oggi un altro tabù dell'ebraismo contemporaneo: l'antisemitismo (e l'Olocausto) come elemento fondante dell'identità ebraica. Secondo Toaff, l'insistenza sull'Olocausto, e il conseguente vittimismo consolatorio, hanno creato un ebraismo virtuale, passivo e autoreferenziale, che ha un peso non solo politico ma anche culturale: annulla tutto ciò che è accaduto prima e dopo la Shoah, ed è il principale responsabile dell'incapacità degli ebrei della diaspora di confrontarsi con temi più urgenti, come il ruolo di Israele e l'inadeguatezza attuale di una coscienza storica consensuale e monolitica.
Se c'è qualcosa che a noi italiani riesce davvero bene, sicuramente questo qualcosa è l'imperfezione. Essere imperfetti, per noi, è una vocazione, una missione, un diritto continuamente rivendicato, la debolezza della quale non possiamo fare a meno. Lo sa bene Beppe Severgnini che nel corso del tempo ha brillantemente documentato il nostro destino di esseri imperfetti, da una prospettiva, al contempo ironica e malinconica, tagliente e controintuitiva. Questi sono due dei suoi atipici "manuali" aggiungendo un nuovissimo, inedito "Manuale dell'uomo sociale", un vero e proprio "bonus book", una raccolta di istantanee di questo inizio secolo nelle quali Severgnini descrive un'Italia sempre ossessionata dai cellulari, stretta tra stipendi balcanici e prezzi inglesi, tra aperitivi serali e outlet. Tre manuali che sono un unico libro sugli italiani che ragionano, mangiano, viaggiano, giocano, stanno in casa e sempre, in ogni caso, si complicano la vita.
Emanuele Severino affronta la filosofia morale, la "ragion pratica", e discute della "virtù" sollevando il velo dei luoghi comuni sulla buona fede, l'etica della tradizione, il matrimonio cattolico, la preghiera, la volontà di verità. Dalla corruzione pubblica alle marce contro i pedofili, dalle implicazioni del "Padre nostro" ai fondamenti dell'etica laica, dalle pratiche contraccettive ammesse dalla Chiesa all'indifferenza dei popoli ricchi per le sofferenze di quelli poveri, tutti argomenti noti ma visti per la prima volta da una prospettiva radicalmente nuova, quale è quella di Severino. Attraverso l'analisi e la critica del pensiero di giganti come Platone, Aristotele, Spinoza, Kant, Bergson, Nietzsche, si snoda un intenso percorso di riflessione sull'essenza e sulle contraddizioni della ragion pratica, che conduce allo smascheramento e alla presa di coscienza della "follia dell'Occidente".