"In questo momento della storia, le donne e gli uomini cercano ciò che li accomuna, superando le differenze. Però hanno anche diverse sensibilità, diversi desideri, diverse fantasie. Entrambi, spesso, immaginano l'altro come, in realtà, non è, e pretendono cose che egli non può dare. L'erotismo ci si presenta sotto il segno dell'equivoco e della contraddizione. Eppure gli incontri avvengono, eppure esiste l'attrazione reciproca, esiste l'innamoramento. Come è possibile? Qual è la strada che conduce dalle differenze all'intesa, alla comprensione, all'incantesimo dell'amore?"
Dov'eri, la notte in cui cadde il Muro? È una domanda che percorre ancora il cielo sopra Berlino. La ritroviamo nelle parole di scrittori cardine della memoria tedesca come Günter Grass ma anche di autori simbolo del dopo-89 come Ingo Schulze. La ripetono le trame di film ormai diventati di culto come "Good bye Lenin!" e le mille espressioni artistiche di una città che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei maggiori centri della creatività europea. Berlino è ben lontana dall'essere pacificata, la cicatrice del Muro l'attraversa ancora, dopo quella notte di novembre in cui sembrava che i suoi abitanti fossero già diventati 'ein Volk', un solo popolo. Per questo la ricostruzione appassionata di quei giorni scritta "a caldo" dagli inviati Rai Lilli Gruber e Paolo Borella oggi sembra una cronaca in presa diretta, che ci riporta immediatamente a quelle atmosfere e a quei retroscena. E per questo, oltre a riproporne qui le pagine più avvincenti, gli autori ci riaccompagnano a Berlino, vent'anni dopo. C'era una volta il Muro. E quando c'era il Muro, non c'era Berlino. Questo libro ci porta a toccare con mano il laghetto dove trafficavano le spie e i memoriali del passato nazista, il cuore un tempo spezzato di Potsdamer Platz e i luoghi della Ostalgie, l'eco delle voci di politici e cantanti, agenti e fuggiaschi. E poi le testimonianze di berlinesi vecchi e nuovi, e cantieri ancora aperti e strade cambiate per sempre.
Il pilota del Cessna ha un malore e la moglie, seduta accanto a lui, riesce a far atterrare l'aereo grazie ai consigli di un veterano del volo, che le parla via radio...
Un manuale illustrato con fotografie e disegni per imparare a valorizzarsi. Dopo le lezioni su YouTube, Clio Zammatteo scrive un libro spiegando la giusta cura per ogni tipo di pelle e i segreti del make-up: a partire dalle diverse forme del volto e degli occhi, i pennelli da usare, quale fondotinta scegliere e come applicarlo, e poi la cipria, il fard, gli ombretti, gli eyeliner, i rimmel, i rossetti... Tanti esempi di trucco da imitare per essere perfette in ogni occasione: dalla mattina alla sera, a scuola o al lavoro, per un pomeriggio di shopping, un appuntamento galante, o una serata in discoteca. E per tutte le età.
Quando si chiede agli italiani cosa pensano della politica, ormai la reazione più moderata è il disgusto, più spesso l'anatema. E non sono solo i cittadini a fuggire dalla politica: anche svariati politici la disertano. Non contenti di dar vita a un confronto pubblico di ineguagliata rozzezza e astiosità, dimostrano anche un sovrano disprezzo, per non parlare della crassa ignoranza, per le regole base della democrazia parlamentare. Ecco allora dilagare il populismo alla vaccinara di chi pretende di fare e disfare senza rendere conto a chicchessia, minando le istituzioni alla base del bilanciamento dei poteri; ecco il potere giudiziario definito "illegittimo" e il parlamento inondato di decreti. Una deformazione grottesca del sistema democratico che culmina nella figura di Silvio Berlusconi, con il suo esplosivo connubio di inadeguata formazione politica e totale assenza di una cultura del limite. Il popolo identificato con il leader, un capo che si crede investito di una missione divina, veste più volentieri i panni del benefattore che quelli del buon amministratore e usa il suo immenso potere nel più disinvolto dei modi. Queste sono le caratteristiche attuali della democrazia italiana; ormai alla deriva. La domanda è: i cittadini sono ancora in grado di ribellarsi a chi li vuole "popolo bue", acriticamente "intruppati" dietro al leader-padrone? La "buona politica" e la normalità non sono mai sembrate tanto lontane.
Alle donne è affidato il messaggio di speranza per il nuovo millennio.
“Lasciamo che i valori femminili sboccino nella nostra società affinché cambino la mentalità delle persone. È indispensabile per costruire una pace duratura e per il futuro dell’umanità.”
«La prossima sarà l’era della donna!» Con questa profezia il Dalai Lama allo stesso tempo rassicura e sollecita alla rinascita un universo femminile da tempo in crisi e disperso, alle prese con le troppe richieste e pressioni del quotidiano. L’eterna tensione tra figli e lavoro, le difficoltà della coppia, il tempo che manca: dov’è lo spazio per ascoltarsi, per realizzarsi, per ricercare il proprio equilibrio e la felicità? Sensibile alle inquietudini del mondo occidentale, il Dalai Lama offre parole di speranza: solo salvando se stesse le donne potranno salvare il mondo. La loro sensibilità le porta infatti a cercare l’armonia con il prossimo e a considerare la felicità degli altri come parte integrante della propria, una lezione di altruismo e apertura che si iscrive perfettamente nei valori millenari del buddismo. E questa sensibilità, coltivata e accresciuta, è l’unica e forse l’ultima speranza per costruire una società di pace e raggiungere l’autentica serenità.
In questo libro è raccolto per la prima volta il messaggio del Dalai Lama alle donne. Attraverso discorsi e interviste in cui ha espresso la sua posizione sul ruolo femminile nelle sfide della contemporaneità, si affrontano grandi problemi morali come l’aborto, l’eutanasia, la famiglia, l’amore. E si delinea l’accorata esortazione del grande capo spirituale: avviare una rivoluzione etica che, nutrita di compassione, generosità e tenerezza, consenta di rifondare la società su principi ispirati al vero benessere dell’umanità.
Negli anni difficili della guerra del Peloponneso, Atene è governata da un demagogo arrogante e vigliacco, che asseconda i peggiori istinti e la credulità della massa. Liberare il paese da questo individuo è il compito assegnato all'azione comica, che tuttavia può venire realizzato solo applicando un paradosso, che scaturisce da una lettura acuta e amara della realtà: il demagogo, scelto dal popolo con libere elezioni, può essere scalzato solo da chi adoperi le sue stesse armi, e sia dunque peggiore e più spregevole di lui. Proprio questo avviene in una scintillante successione di scontri verbali condotti con la coerenza fantastica che caratterizza Aristofane; ma da questo successo germoglia in modo miracolistico e commovente il sogno di un popolo "ringiovanito" che ritrova di colpo i suoi poteri e soprattutto la sua dignità. Nell'introduzione Guido Paduano illustra i temi della commedia inquadrandola nel contesto storico, e ne offre una nuova e limpida traduzione.
Da un grande studioso, due volte premio Pulitzer, un'opera fondamentale capace di guidarci lungo il processo evolutivo e le sue brusche interruzioni, per farci aprire gli occhi sul futuro del nostro pianeta.
Questa è la storia di Titan Paul,
il ragazzo dal ginocchio bionico.
Ha avuto paura, in questi mesi:
paura di non farcela. Ma ha imparato
a tener duro. Ha capito che deve
continuare a ridere sfrontatamente
di fronte alle sfighe della vita e a
sognare come ha sempre fatto.
Un giorno farà lo chef
sulle navi da crociera.
NON MOLLARE TITAN PAUL!
Paolo ha appena finito la seconda media quando, nell’estate del 2008, mentre è in campeggio con gli amici, si accorge che qualcosa non va, il suo ginocchio sinistro è gonfio. Una volta a casa gli esami lo mettono di fronte all’ultima cosa che si sarebbe aspettato: ha un osteosarcoma… Cento casi all’anno in Italia: “Ma proprio a me?” Da quel momento cambia tutto: niente basket, niente computer (perché in ospedale non ci si può connettere), niente uscite con gli amici. Paolo capisce di dover mettere in campo una risorsa che non gli manca: un po’ di sfrontatezza; il coraggio di affrontare la “sfiga” tra impegni e distrazioni. Una lotta che decide di raccontare prima in un blog e poi in questo libro. Quattordici cicli di chemioterapia, quattro interventi chirurgici, sfilze di esami e terapie di riabilitazione sono narrati, da questo quattordicenne costretto a maturare troppo in fretta, in presa diretta e con incredibile leggerezza di sguardo. La vita d’ospedale (le sveglie all’alba, i deprimenti menù prosciutto-purè), l’antidoto del gioco (le bische clandestine coi compagni di stanza, le sgommate in carrozzina, gli scherzi dei clown). La paura, lo sconforto, e persino il dolore si possono superare grazie all’affetto di chi gli sta vicino e con la caparbia riconquista di spazi di normalità. Paolo rientra in classe dopo mesi di lezioni a domicilio, torna sui campi di basket a tifare per la sua squadra, esce coi compagni per una pizza. L’antidoto più potente, però, è la sua incredibile volontà di non lasciarsi sopraffare dalla malattia e non rinunciare mai ai propri sogni: vuole diventare un grande chef e lavorare sulle navi da crociera. Insieme alla capacità di andare incontro ai giorni con il sorriso sulle labbra.
Parte del ricavato dei diritti d’autore sarà devoluto all’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.
Segnata fin dall’infanzia da un amore per la lettura che aveva tutti i tratti di una passione fatale, Elisabetta Rasy ha dedicato il suo nuovo libro ad alcune donne che con le loro parole hanno plasmato il Novecento e cambiato la nostra coscienza.
Memorie di una lettrice notturna è un viaggio personale tra le scrittrici predilette, con soggettive e imprevedibili inclusioni ed esclusioni. Insomma quanto di più simile a un album di famiglia, con tanto di fotografie. Ma è anche una insolita e utile guida alle autrici di questo tempo lontano e vicino, suggerita dalla convinzione che il XX secolo è stato il secolo del talento delle donne, l’epoca in cui la loro voce, ribellandosi a un lungo silenzio, ha illuminato con una luce nuova il mondo delle emozioni e dei corpi. Per questo c’è anche una pittrice, Frida Kahlo, che lavorando sul suo corpo ha proposto un’immagine sconosciuta e sorprendente della femminilità.
Anna Achmatova – Ingeborg Bachmann – Nina Berberova – Elizabeth Bishop – Cristina Campo – Alice Ceresa – Marina Cvetaeva – Marguerite Duras – Etty Hillesum – Frida Kahlo – Jamaica Kincaid – Agota Kristof – Mary McCarthy – Carson McCullers – Elsa Morante – Alice Munro – Flannery O’Connor – Anna Maria Ortese – Sylvia Plath – Barbara Pym – Muriel Spark – Magda Szabò – Wis³awa Szymborska – Edith Wharton – Marguerite Yourcenar – Zhang Ailing
Non mangia, non dorme, ha paura...
... il racconto giusto per ogni piccolo, grande problema
Che favola raccontare a vostro figlio?
Che messaggio deve avere?
Come accendere la sua fantasia?
Da sempre il linguaggio metaforico e magico della favola
viene utilizzato da genitori ed educatori per raggiungere il
cuore e la mente dei bambini e rispondere ai loro quesiti
sui temi fondamentali della vita. Anna Oliverio Ferraris
fornisce esempi di storie che gli adulti possono adattare
alle esigenze dei loro figli o servirsene come canovacci per
crearne di nuove.
Quindici storie per altrettante situazione diverse: una guida all’uso della favola, oltre a numerosi consigli pratici sulle tecniche di narrazione e le letture consigliate.
Per secoli, anzi millenni, gli adulti hanno raccontato ai bambini delle storie per intrattenerli e divertirli, ma anche per trasmettere loro dei messaggi utili a scoprire e capire il mondo. Non c’è strumento migliore di una favola per suscitare l’interesse di un bambino, specialmente quando risponde alla sua curiosità, al bisogno di trovare dei modelli da imitare, all’esigenza di vivere delle avventure attraverso l’immaginazione. Nella storia, letta da un libro o inventata al momento, egli trova una piccola “cura” quotidiana contro le sue paure e insicurezze, e una guida che gli spiega come superare i pericoli, come reagire alle minacce e come ritrovare l’ordine quando c’è il caos. Anna Oliviero Ferraris consiglia i giusti strumenti per parlare ai bambini nel modo più semplice e leggero: raccontando loro una storia.
A CENTOCINQUANT’ANNI DALLA PUBBLICAZIONE
DELL’ORIGINE DELLE SPECIE, L’ANALISI DI UN GENETISTA
DI FAMA MONDIALE SULLA TEORIA PIÙ LONGEVA,
FRAINTESA E CONTESTATA DELLA SCIENZA MODERNA.
Il suo editore avrebbe preferito un libro sull’allevamento dei piccioni viaggiatori, argomento molto in auge all’epoca, eppure centocinquant’anni dopo, l’opera fondamentale di Charles Darwin, L’origine delle specie, è rimasta praticamente intatta – caso più unico che raro nel dinamico ambito scientifico – divenendo il perno concettuale attorno a cui ruota tutta la biologia moderna.
Senza la teoria darwiniana non potremmo spiegare la presenza dell’uomo sulla Terra e non potremmo comprendere appieno i meccanismi che regolano la vita, frutto di un lento, ma inesorabile, processo di mutazioni genetiche e di selezione.
Edoardo Boncinelli, con chiarezza e competenza, dimostra l’inconfutabilità dell’evoluzionismo e spiega le varie fasi che hanno condotto alla nascita di nuove specie di esseri viventi, da quando ha avuto origine la vita, attraverso una catena ininterrotta di generazioni. Non tutti gli individui si affermano, ma tutti ci provano. E alla generazione successiva si ricomincia.
Il risultato è un saggio appassionato che libera la teoria dell’evoluzione dalle false interpretazioni e la restituisce alla scienza senza nasconderne i punti deboli, ripercorrendo le tappe che hanno portato a scoperte (come quella dei “geni dell’evoluzione” nei moscerini della frutta, le drosofile) che la migliorano e la completano; perché il darwinismo non è una filosofia, né una teologia. E se resistono degli aspetti ancora poco chiari è perché si parla di scienza; se spiegasse tutto sarebbe una professione di fede.