Dove sono finiti gli intellettuali
irregolari, gli unici che possano
resuscitare la cultura italiana?
Uno spettro si aggira per l’Italia: solo questo è rimasto della vittima eccellente del nostro tempo, la cultura. Si è spenta, o a essere ottimisti è in coma, l’idea di pensiero come valore civico e civile, come vero sforzo di comprensione del reale, come libertà. Avevano già inflitto un serio colpo alla cultura i linciaggi di partito come quello a Hannah Arendt. L’hanno ridotta in fi n di vita terribili silenzi come quello sul caso Solzenicyn. Le stanno dando il colpo di grazia le dietrologie, dall’11 settembre alle intercettazioni telefoniche; l’inesausta rivalutazione dei dittatori altrui, da Castro a Chávez; il pensiero doppio di un Nobel come Saramago che tuona contro la censura di un libro fotografico blasfemo (per i cattolici) dopo averla invocata per vignette altrettanto blasfeme (ma per gli islamici). Che ne è stato degli irregolari come George Orwell e Albert Camus, dei grandi intellettuali anticonformisti come Georges Bernanos e Simone Weil, che tradirono la loro appartenenza per non tradire se stessi? L’arma del delitto ultimamente è sempre il conformismo, che strumentalizza la realtà e distrugge gli individui a colpi d’ideologia. E come in un romanzo giallo troppo sperimentale, alla fine l’assassino coincide con la vittima: è la casta culturale italiana che, con il suo strabismo e i suoi pregiudizi, ha ucciso la cultura. La penna pungente di Pierluigi Battista individua e spietatamente trafigge la miopia intellettuale e l’incubo revisionista, i nuovi oscurantismi e il laicismo sfrenato, i germi del conformismo responsabili della cancrena del dibattito italiano. Ma con questo libro cerca anche di iniettarli come un antidoto nel pensiero di politici, scrittori, artisti, filosofi , intellettuali. Colpirne cento per educarne almeno uno.
In un giorno di febbraio degli
anni di piombo, Valerio muore
assassinato in casa sua. Sua
madre cerca ancora la verità.
E` il 22 febbraio 1980. Valerio, diciannove anni, viene ucciso con un colpo di pistola alla nuca nella sua casa di Monte Sacro a Roma. I genitori sono nella stanza accanto, legati e imbavagliati. Dopo svariati tentativi di depistaggio l’assassinio è rivendicato dai Nuclei armati rivoluzionari, un’organizzazione neofascista, ma gli esecutori non saranno mai identificati. Chi era Valerio Verbano? Perché è stato ucciso? Vicino all’area dell’Autonomia operaia, stava raccogliendo un dossier sui collegamenti tra alcuni gruppi dell’estrema destra e settori della malavita cittadina, incluse vicinanze e coperture degli apparati statali. Il materiale, sequestrato durante una perquisizione, scompare dagli archivi alla morte del ragazzo. Ricompare sotto gli occhi del giudice Mario Amato, responsabile dell’indagine, che poche settimane dopo muore in un agguato. Alcune prove smarrite e altre, inspiegabilmente, distrutte; infine l’inchiesta si arena in un fascicolo denominato “atti contro ignoti”. Del dossier Verbano non si è più saputo nulla. Intanto la mamma di Valerio, dallo stesso salotto in cui si svolse la tragedia, continua a chiedere giustizia: non solo per sé, ma per tutte le famiglie devastate dalle raffiche degli anni di piombo. Carla a sessant’anni ha imparato a sparare, a ottanta a navigare in Internet; ha incontrato poliziotti, carcerati, ex terroristi, e non rinuncia a inseguire il colpevole. Oggi racconta quel giorno di trent’anni fa, il fuoco incrociato di un quartiere in preda alla guerra civile, la sua indagine sui retroscena di un delitto impunito: è una storia di dolore e di coraggio, uno sguardo rivelatore sui misteri di un’epoca oscura. E un messaggio per l’assassino che un giorno, lei lo sa, verrà a bussare alla sua porta.
L’intelligenza e la tenacia
di un solo giovane
possono illuminare
l’intero villaggio.
“Prima che scoprissi i miracoli della scienza, era la magia a governare il mondo.” A sei anni William scampa a una maledizione, a quindici vuole diventare ingegnere: gli piace studiare, quasi quanto andare a caccia e in giro per la foresta con l’amico Gilbert. Ma nel Malawi, dove è nato, l’istruzione e` un lusso, la tecnologia è una forma inaffidabile di stregoneria, e comunque prima viene il lavoro nei campi, la lotta quotidiana per sopravvivere. Quando il villaggio viene colpito dall’ennesima carestia, William conosce la fame più nera; e mentre lottano per sfamare le bocche di casa, i genitori non possono più permettersi una retta di 80 dollari all’anno né un figlio improduttivo. Il ragazzo sa che per tornare sui libri deve risolvere nientemeno che l’emergenza principale del Paese: la siccità. Ebbene, le uniche cose che non mancano mai nel Malawi sono il vento e i rifiuti? Armato di un mucchietto di vecchi manuali, di una mezza bicicletta, ingranaggi di trattore e pezzi di metallo raccolti in una discarica, William si impegnerà per realizzare la sua personale magia: imbrigliare la forza del vento e trasformarla in luce, acqua, vita. Da un’infanzia ancora intrisa di leggende alla promessa di un brillante futuro nella tecnologia, la storia di William e del suo piccolo sferragliante miracolo ha conquistato il mondo diventando un simbolo di riscatto. I libri di fisica, le difficoltà economiche e lo sconforto, il sostegno degli amici, l’incredulità dei compaesani e la fiducia dei familiari: fino a quella prima lampadina tremolante che si accende tra le mani del giovane inventore. Il ragazzo che tutti chiamavano misala, “pazzo”, ha catturato il suo sogno e incarnato le speranze di un intero continente.
Oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo "monumento della plebe di Roma", Belli ha scritto pagine in prosa, qui proposte, il cui valore letterario è ancora tutto da scoprire e che lo collocano tra i grandi umoristi del suo secolo. La "Vita di Poliremo" e il "Ciarlatano", la "Storia cefalica" e "Un fenomeno vivente", con le lettere alle amiche e agli amici fidati, ci offrono una prosa divertita e irriverente, sorretta da una smisurata cultura: vi coabitano il piacere ludico e la satira sociale o letteraria, il pastiche linguistico e gli ammiccanti doppi sensi, il realismo fiammingo e la deformazione grottesca. A Pietro Gibellini si deve il discorso critico introduttivo; le presentazioni dei singoli testi e le note di Edoardo Ripari chiariscono ogni aspetto e ogni possibile difficoltà del testo.
Pensi anche tu di essere più sincero e più intelligente della media? Eppure, senza rendertene conto ricordi cose che non sono mai successe e non vedi ciò che hai davanti agli occhi. Non temere: prima o poi capita a tutti di cadere in trappola. Colpa di come siamo fatti, delle nostre intuizioni, dei nostri pseudo ragionamenti e dei nostri cortocircuiti cerebrali; colpa di come i nostri processi mentali si sono evoluti - o forse non si sono evoluti dall'età della pietra a oggi. Matteo Motterlini mostra come sia possibile difendersi dalle proprie involontarie idiozie quotidiane. Lo fa rivelando gli abbagli e smontando le illusioni che ci portano sistematicamente fuori strada quando formuliamo dei giudizi o prendiamo delle decisioni. Il risultato è un manuale ricco di casi concreti, rompicapo, piccoli e grandi esperimenti; un manuale simile a quello della nostra gioventù in cui i protagonisti erano Qui, Quo, Qua, i perfetti piccoli boy scout amanti dell'avventura. In questo libro, però, i protagonisti siamo noi, il nostro modo di pensare, i nostri ragionamenti, i nostri pregiudizi.
Se dovessi morire anch’io, lo saprei, una voce interna me lo direbbe, ma non ho mai sentito in me niente di simile: sia io che i miei amici abbiamo sempre saputo che per noi era diverso.
– Lev N. Tolstoj (1828 - 1910)
Nessuno torna indietro dalla morte per raccontarla. Solo l’invenzione letteraria, quindi, può condurci lungo la strada che si percorre una volta sola, e in una sola direzione: quella verso il momento supremo — ultimo e chiarificatore — di ogni esistenza. E lungo questa strada, la fede e la ragione, la formalità e la sostanza, l’amore e l’egoismo, il passato e il presente... tutti i conflitti esigono una composizione: ma quanto può essere definitiva?
Un percorso di preghiera con la santa di Calcutta
Gesù è il mio Tutto in Tutto.
Gesù è Ogni Cosa per me.
Gesù, Ti amo con tutto il mio cuore,
con tutto il mio essere.
A Lui ho dato tutto, persino i miei peccati e
Lui mi ha sposata a Se stesso in tenerezza e amore.
Adesso e per tutta la vita io sono
la sposa del mio Sposo Crocifisso.
Amen.
Questa novena è composta dalle parole di Madre Teresa. Lasciare che il suo messaggio e il suo esempio penetrino nel nostro cuore con spirito di intensa devozione è fondamentale per fare memoria della sua vita e della sua santità. Meditare il semplice ma profondo insegnamento di Madre Teresa ci può aiutare a crescere nel nostro amore per Gesù e nella nostra sete di Lui, e insegnarci ad amare e a servire come ha fatto lei: “Tutti per Gesù attraverso Maria”, facendo “piccole cose con grande amore”. […]
Che la via della santità tracciata da Madre Teresa sia luce per ciascuno di noi, e porti frutto nel nostro stesso desiderio di santità e nel nostro gioioso servizio a Gesù, presente in tutti i nostri fratelli e sorelle, specialmente nei più bisognosi.
(dalla prefazione di Padre Brian Kolodiejchuk, M.C.)
È difficile, nella produzione di Jean-Jacques Rousseau, separare le opere di narrativa da quelle di saggistica, la riflessione politica da quella pedagogica, la filosofia dall'autobiografia. Tutte sono percorse dagli stessi temi, in ognuna di esse Rousseau è insieme autore, personaggio, pensatore, narratore. In bilico tra romanzo di formazione e trattato di pedagogia, "Emilio o dell'educazione" si colloca esattamente in questa zona di intersezione. A una trama complessa e seducente si sovrappone una teoria dell'educazione altrettanto affascinante, e i due livelli rinviano continuamente l'uno all'altro, in un'armonia capace di coinvolgere il lettore anche sugli argomenti più complessi. Trattato sull'educazione suddiviso in quattro parti, ognuna corrispondente a una diversa fase della crescita del fanciullo, Emilio resta ancora oggi una pietra miliare nella riflessione relativa a che cosa vuoi dire occuparsi della formazione di un giovane.
SFIDE, INVENZIONI E SCOPERTE
NELLE PAGINE DEL CORRIERE DELLA SERA
Scrivere di scienza per un quotidiano significa trovare un equilibrio fra tecnicismi e divulgazione, tra narrazione e competenza specialistica, saper passare agilmente dal reportage al ritratto biografico, dal commento al pezzo curioso, popolare, di varietà. Le pagine del “Corriere” sono state in questo una vera palestra, che ha prodotto giornalisti di grandissima levatura, ma ha anche sapientemente messo a frutto firme eccentriche, non strettamente legate al mondo della scienza, misurando così l’impatto che scoperte e invenzioni hanno avuto sui modi del pensiero e del vivere sociale. Ma prima di ogni analisi, nell’avventura della scienza, spiccano sempre gli uomini e le donne che ne sono stati protagonisti, con le loro sfide, i loro dubbi, i trionfi e le sconfitte. E così la cronaca in presa diretta diviene una affascinante storia di vita, quella del rapporto dell’uomo con se stesso e con la sua evoluzione su questo pianeta.
La Fondazione Corriere della Sera ha tra i suoi compiti istituzionali quello di promuovere e di diffondere presso il pubblico la conoscenza del patrimonio storico del “Corriere della Sera”.
La collana Il Corriere racconta, diretta da Angelo Varni e realizzata in collaborazione con la casa editrice Rizzoli, si propone di ricostruire alcuni dei temi che hanno connotato il formarsi della società italiana nei suoi aspetti culturali, economici, politici, ideali, di costume, dall’ultimo scorcio dell’Ottocento a oggi. A tal fine si utilizza la traccia offerta dalle pagine del quotidiano, con le sue firme più illustri, le sue fonti iconografiche, i materiali documentari e illustrati tratti dal suo archivio e dal suo fondo di disegni originali.
Una storia, dunque, affidata all’immediatezza della testimonianza della cronaca giornaliera, alla sua vivacità, alla sua capacità di riprodurre atmosfere e sensazioni. E proprio per questo capace di uscire dalla caducità del quotidiano per assumere il valore di un insostituibile ritratto del tempo narrato, in grado di darci ancora oggi le sfumature e i toni più vividi degli eventi, dei personaggi, dei luoghi con un’immersione nel passato affidata alla guida di chi li colse e li narrò con la tempestività del giornalista di razza.
Nella stessa collana:
UN PALCO ALL’OPERA
Il Teatro alla Scala nelle pagine del Corriere della Sera
L’ITALIA IN NERA
La cronaca nera italiana nelle pagine del Corriere della Sera
RACCONTI DI GLORIA
L’epica dello sport italiano nelle pagine del Corriere della Sera
MILANO IN PICCOLO
Il Piccolo Teatro nelle pagine del Corriere della Sera
DAI NOSTRI INVIATI
Inchieste, guerre ed esplorazioni nelle pagine del Corriere della Sera
“La sinistra non è in una botte piena di ferro. Come si dice nel tecnichese della city, sta tutto in piedi con lo sputo, di fronte alle spinte della globalizzazione, immigrazione compresa. Oggi la sinistra deve avere il coraggio di dire che i poveri danno fastidio e fanno schifo. Chiamiamo le cose con il loro nome. Non è tutto uguale. Essere immigrati fa pure parte di un atteggiamento, un modo di porsi. Guarda i palestinesi, che sembrano immigrati pure se stanno a casa loro.”
Sabina Guzzanti / Lucia Annunziata
Saggio introduttivo di Ezio Raimondi
A cura di Davide Monda
“Nel cammino verso l’Europa, l’esperienza manzoniana rappresentava a un tempo una promessa e una conferma, con la forza vitale di una voce e di un luogo.”
Ezio Raimondi
Alessandro Manzoni fu il primo grande scrittore italiano di respiro europeo. Lo testimoniano le sue prose, nelle quali il lavoro compositivo e l’impegno etico-civile e spirituale offrono i frutti migliori. Fra Sette e Ottocento, gli ideali romantici che circolavano in Europa, anche propugnando una letteratura intesa come attiva partecipazione al divenire politico e sociale, si diffondono specialmente in Lombardia. Vedono così la luce opere come le Osservazioni sulla morale cattolica, in cui Manzoni delinea l’intima esigenza di saggiare la forza del proprio cristianesimo. Nel contempo, va articolandosi la meditazione su cui si fonda la Storia della Colonna infame, cupamente dominata dagli amari dilemmi della giustizia umana e della responsabilità individuale. Dall’amicizia quasi trentennale con Antonio Rosmini nascono poi il Dialogo dell’Invenzione e – a opera di Ruggiero Bonghi – le Stresiane, quattro dialoghi filosofici di rara profondità di pensiero e sentimento. Infine, diversi punti nodali della concezione manzoniana dell’arte e dell’esistenza sono espressi con vivida efficacia nei Pensieri sparsi, dati alle stampe dopo la morte. L’essenza più viva e universale di un tale sforzo enciclopedico converge e si armonizza nella prosa limpida e calibrata dei Promessi sposi, un romanzo davvero europeo nel quale gli abissi della storia e i labirinti del cuore si dischiudono con trasparenza ineguagliata.
Ezio Raimondi, professore emerito di Letteratura italiana presso l’Università di Bologna, è uno dei maggiori filologi italiani.
Davide Monda ha dedicato numerosi volumi alla civiltà letteraria europea dal Rinascimento al Romanticismo.
Come esser certi di prendere sempre la decisione giusta al momento giusto?
Questo manuale presenta 50 modelli che propongono schemi di comportamento e riflessioni per affrontare una situazione confusa, catalogarla e capirla, e per poter intraprendere un percorso decisionale chiaro e lineare.
Un libro che vi aiuterà ad affrontare le situazioni più intricate, senza proporre soluzioni preconfezionate, ma inducendovi a trovare quella più adatta per le piccole e grandi sfide della vita.