“La formula dell’itinerario al significato ultimo della realtà qual è?
Vivere il reale. L’unica condizione per essere sempre e veramente religiosi è vivere sempre intensamente il reale, senza rinnegare e dimenticare nulla.”
Il senso religioso è il volume primo del PerCorso, nel quale don Giussani riassume il suo itinerario di pensiero e di esperienza. Riproposto ora integralmente come audiobook in formato mp3, il testo identifica nel senso religioso l’essenza stessa della razionalità e la radice della coscienza umana. Il senso religioso si colloca secondo l’Autore a livello dell’esperienza elementare di ciascun uomo, là dove l’io si pone domande sul significato della vita, della realtà, di tutto ciò che accade. È la realtà, infatti, che mette in moto gli interrogativi ultimi sul significato esauriente dell’esistenza. Il contenuto del senso religioso coincide con queste domande e con qualunque risposta a queste stesse domande. Monsignor Giussani guida il lettore alla scoperta di quel senso originale di dipendenza che è l’evidenza più grande e suggestiva per l’uomo di tutti i tempi. Una scoperta che esalta la ragione come capacità di rendersi conto della realtà secondo la totalità dei suoi fattori. Nell’ultimo capitolo del libro don Giussani mostra che l’uomo – la cui natura è esigenza di verità e di compimento, cioè di felicità – impegnato con la propria umanità intuisce la risposta implicata nel proprio dinamismo originale: si introduce, a questo punto, l’ipotesi della rivelazione, che cioè il Mistero ignoto prenda l’iniziativa e si faccia conoscere incontrando l’uomo. Il cristianesimo ha a che fare con il senso religioso proprio perché si propone come risposta imprevedibile, eppure pienamente ragionevole, al desiderio dell’uomo di vivere scoprendo e amando il proprio destino.
Il DVD: "Oggi come oggi anche solo leggere i primi dodici articoli della Costituzione crea imbarazzo. Sono concetti di buon senso, ma sembrano essere diventati un manifesto dell'utopia." Ecco perché, durante i suoi concerti, Luciano Ligabue proietta su uno schermo i testi di quegli articoli "scandalosi". Ed ecco perché Piergiorgio Gay è partito proprio dalla voce del rocker emiliano per raccontare in un docufilm la sua Italia, fra testamento biologico, terrorismo, disoccupazione, razzismo, ma anche impegno civile, coraggio, solidarietà ed entusiasmo. Dal collage fra i testi del Liga, i racconti di uomini e donne comuni, le testimonianze di personalità dello spettacolo o del mondo civile e i filmati di eventi che hanno segnato gli ultimi trent'anni di storia italiana, "Niente paura" disegna un paese migliore, capace di risvegliare il trasporto e l'orgoglio di sentirsi parte di una nazione. Nei contuti extra: l'Italia, la Costituzione, i Credo, le canzoni di Ligabue e le nostre vite. Il libro con le interviste ad alcuni dei protagonisti - da Ligabue a Verdone a Rodotà, da Soldini a Zanetti a Englaro accanto a esperienze personali intrecciate al qui e ora del nostro paese, estratte dalle centinaia di lettere ricevute durante la lavorazione. In chiusura, una cronologia parallela racconta la carriera di Ligabue sullo sfondo delle date fondamentali della nostra storia.
Il dono del Battesimo, custodito e coltivato dai genitori e dalla comunità cristiana, è per i figli un seme che germoglia e cresce fino a portare frutto.
L’arrivo di un bambino segna un tempo speciale nella vita di un uomo e di una donna. Per questo, l’arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi scrive una lettera ai genitori che chiedono il Battesimo per i loro figli, rivolta non solo alle famiglie già impegnate nella vita delle parrocchie, ma anche a coloro che esitano ad avvicinarsi alla Chiesa per timore di essere respinti o giudicati. Perché tutti i genitori, accompagnando il loro bambino nell’esperienza del primo sacramento, intraprendono un cammino nuovo verso la pienezza dell’incontro con il Signore.
Con Il dono più grande il cardinale Tettamanzi ci illumina sul significato più profondo del Battesimo e ci rivela che è un dono per tutti, l’inizio di un’amicizia profonda tra le famiglie e Dio, attraverso la Chiesa.
Lettera di Natale del Card. Tettamanzi ai Bambini-
Edizione rilegata
Il cardinale Dionigi Tettamanzi (Renate, 1934) è stato docente di Teologia morale e sacramentaria, rettore del Pontificio Seminario Lombardo in Roma, arcivescovo di Ancona-Osimo, segretario e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana, arcivescovo di Genova. Dal 2002 è arcivescovo di Milano.
Il rapporto tra "Corriere della sera" e televisione è una storia affascinante e curiosa, che prende le mosse negli anni Cinquanta, quando si comprende che la tv non va presa sottogamba e che occorre qualcuno che aiuti il lettore (e il quotidiano) a capire il nuovo mezzo di comunicazione. È un racconto tanto ricco di singolari aneddoti quanto generoso di spunti per comprendere la funzione di un'attività sulla quale gravano, fin dalle origini, non poche incomprensioni. Il percorso verso la definizione dei criteri su cui si deve fondare la critica televisiva è stato lungo e tortuoso: la lettura delle critiche apparse sul "Corriere", dal 1954, anno di nascita della tv italiana, fino alla fine degli anni Ottanta, apre un universo inesplorato che aiuta a comprendere come e quanto è stata importante la televisione e la sua evoluzione in Italia.
I frammenti qui presentati appartengono a opere di logica e di filosofia. Si tratta di testi di estremo interesse per capire ed approfondire aspetti fondamentali del pensiero di Aristotele, anche se alcuni studiosi ritengono che non siano direttamente attribuibili al filosofo. Due scritti, e cioè quello "Sulle idee" e "Sul bene", senza dubbio autentici, testimoniano come Aristotele interpretò e criticò le teorie platoniche delle Idee e dei principi. Altri testi sono invece dedicati a celebri protagonisti della storia del pensiero antico, come Pitagora e i Pitagorici, Democrito e Archita; in altri ancora, si riflette su temi concernenti il linguaggio (Appunti) e il mondo fisico (Problemi). I frammenti di ogni trattato, tradotti con estrema cura filologica, sono preceduti da una nutrita introduzione storico-esegetica, che s'affianca all'introduzione generale e a due apparati di indici.
Michelangelo Merisi da Caravaggio cent’anni fa non era per niente amato, oggi invece è diventato un mito popolare, un mito noir, uno degli eroi necessari all’Olimpo dei maledetti, come il maudit- Modì-Modigliani o come i poeti della Beat Generation americana. In questo libro si compie un affascinante viaggio dentro le immagini per scoprire le storie e i segreti nascosti nelle sue opere. I volumi della collana “Simboli e Segreti”, per un certo verso, hanno il sapore dei libri per l’infanzia, dei calendari dell’Avvento: chi guarda tornerà nella magia d’un tempo nel quale i dipinti si guardavano con lentezza, e se per caso o fortuna avrà l’occasione d’incontrare l’originale, in un museo, un palazzo o una chiesa, avrà il sentimento d’incontrare una vecchia conoscenza, un amico.
Philippe Daverio
Caravaggio emoziona, commuove, avvince: davanti ai suoi quadri non si può restare indifferenti, si prova quasi istintivamente il brivido di una presenza, il senso della realtà, un coinvolgimento profondo. Nessun maestro del passato riesce a comunicare altrettanto direttamente con il pubblico di oggi, come dimostra il grande successo riscosso dalle iniziative legate alle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte. Partendo dai personaggi, dagli oggetti, dalle messe in scena dell’artista lombardo, l’analisi dei particolari dei dipinti apre delle “finestre” sulla comprensione delle immagini, spiegando i simboli e i significati più segreti, nascosti e stratificati da cinque secoli sulla tela. Scopriamo quindi curiosità e storie inedite, ad esempio che nel celebre Amore Vincitore, il pittore ha utilizzato delle ali d’aquila conservate nel suo studio come modello e che, una volta entrato il dipinto nelle raccolte d’arte di un cardinale, la vistosa nudità del ragazzo veniva velata da una tenda verde, scostata solo davanti ad amici fidati. Questo volume analizza nel dettaglio cinquantuno capolavori di Caravaggio in ordine cronologico, dal Bacchino malato al San Giovanni Battista, con una lettura guidata dell’immagine attraverso finestre che inquadrano e raccontano i dettagli. In pagine a tema vengono inoltre messi in luce elementi ricorrenti, quali i fiori e i frutti, il linguaggio delle mani, le spade e i pugnali o gli autoritratti, legati alle vicende artistiche e biografiche del pittore. Come il primo volume della collana “Simboli e Segreti”, questo libro monografico su Caravaggio ci accompagna in un affascinante viaggio dentro le immagini attraverso una lettura a più livelli di significato, per scoprire le storie e i segreti nascosti nelle opere del “maestro della luce”.
Trattamento e attendibilità dei pentiti, carcere duro ai mafiosi, intercettazioni telefoniche, separazione delle carriere: le proposte di Giovanni Falcone nella lotta alla mafia hanno contribuito allo sviluppo democratico del nostro Paese. A distanza di anni il suo pensiero sempre lucido è rimasto assolutamente attuale, e la sua lungimiranza lo ha portato ad affrontare quelle questioni che sono oggi al centro del dibattito politico.
Oltre al Maxiprocesso e al patrimonio di conoscenze che ci ha tramandato su Cosa Nostra, questa raccolta di scritti ne restituisce le opinioni, le intuizioni, i progetti e le strategie per gestire e migliorare l’organizzazione della giustizia italiana. Finalmente un’immagine a tutto tondo del grande magistrato, ulteriore testimonianza della straordinaria passione civile che l’ha sempre animato e della sua perspicacia nell’individuare debolezze e criticità del nostro Stato.
Una nuova edizione, perché le sue parole e le sue conquiste non siano perdute, dimenticate o, peggio, piegate a interessi particolari.
Gli uomini passano, le idee restano.
Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
— Giovanni Falcone
A bordo del Gypsy Steamboat, il battello che attraversa il Bosforo danzando come uno zingaro, una scrittrice incontra lo sguardo della donna che le siede accanto: giovane ma con il viso segnato, due bambini chiassosi a cui badare e un terzo che cresce dentro di lei. Una madre: tutto quello che la scrittrice non sarà mai. O almeno così crede. Perché anche a Elif Shafak, autrice di romanzi tradotti in tutto il mondo, toccherà l'esperienza più emozionante e com plicata che una donna possa affrontare: la maternità. Elif ci accompagna in un viaggio pieno di storie, poesia e colori, dentro le emozioni contrastanti che l'hanno attraversata dopo la nascita della sua bambina. Nel tentativo di conciliare le tante versioni di sé che la abitano: il "piccolo harem" che è in ogni donna. Shafak ci conduce nel luogo magico in cui maternità e letteratura si incontrano, regalandoci una storia sofferta eppure luminosa, scritta con "latte nero e inchiostro bianco".
Il peccato è non sapere amare.
Nelle parole di una santa che ha provato a essere anzitutto madre per chiunque le abbia chiesto aiuto, una via per riscoprire l’amore per noi stessi e per il prossimo.
La prima raccolta di meditazioni e scritti inediti di Madre Teresa dopo il bestseller internazionale Sii la Mia luce.
Quando vai in un negozio a comprarti un vestito nuovo, invece di scegliere il migliore, prendine uno che costa meno e dona ciò che hai risparmiato: questo è il consiglio che diede Madre Teresa a un uomo pronto a rinunciare a tutto pur di aiutare gli altri. La santa di Calcutta è colei che più di ogni altro ha ridefinito il concetto di amore per il prossimo come un impegno quotidiano, declinato nelle forme semplici di una dedizione costante e tenace, lontana dall’ostentazione e dall’urgenza dell’impulso. Questo intendeva dicendo che il Vangelo sono le nostre cinque dita: mani attive che si adoperano in soccorso di chi ha bisogno perché riconoscono in lui l’immagine di Cristo in Terra. Ma anche mani giunte in preghiera che trovano nel fervore della meditazione la strada per avvicinarsi a Dio e reclamare con umiltà la Sua presenza al nostro fianco.
Oltre alla testimonianza concreta dell’opera missionaria, Madre Teresa ha lasciato un ricco patrimonio di testi, illuminati dalla grazia della semplicità. Padre Brian Kolodiejchuk, postulatore della causa di canonizzazione, ha raccolto e riordinato quelli sul tema dell’amore, arricchendoli con episodi e aneddoti che tratteggiano una vita consumata nella pienezza della fede. Emerge l’autenticità di una vocazione non descritta in senso teorico, ma messa ogni giorno alla prova a contatto con i poveri, i moribondi, gli ammalati e i tanti — credenti di ogni religione o atei — che in lei hanno riconosciuto un faro di umanità. In questo diario dell’anima, la riflessione maturata nel mondo si apre a tutte le facce dell’amore — dalla famiglia alla maternità, dal lavoro alla solitudine, dal peccato alla redenzione — seguendo un intenso percorso spirituale che ha eletto come propria missione “dare, dare sino a soffrire”.
La figura di Garibaldi, eroe del Risorgimento, spirito libero, che col suo entusiasmo e la sua immaginazione riuscì a far diventare realtà il sogno di un'Italia unita.
Ishtar 2 è un reparto di Rianimazione, dove Antonia Arslan, inghiottita dal coma all’improvviso, è stata ricoverata per 20 giorni, angoscianti per chi le voleva bene e spaventosi per lei, che forse non era così assente. Eppure in quella nuova dimensione la sua vita si è accesa come per incanto, l’ospedale si è fatto ora castello in cui si aggirano dolci presenze capaci di fugare paure e solitudine, ora giardino dove l’erba è un tappeto morbido. Il lento recupero ha avuto il sapore di una rinascita. La gola, come carta vetrata subito dopo il risveglio, ha ritrovato il respiro e restituito la voce a una generosa e affascinante cantastorie. Le sue dita si sono messe a correre sulla pagina trasformando quell’esperienza in racconto.
Ne sono nate queste pagine toccanti e allegre perché, persino tra le pareti di quella stanza d’ospedale, Antonia Arslan è rimasta una bambina capace di osservare il mondo con lo sguardo rapito di chi ancora non sa. Quello sguardo che le ha permesso di commuovere i suoi lettori narrando l’eccidio armeno e l’incendio di Smirne. E di dirci oggi ciò che ha visto dalle finestre di quel castello sul mare.
Antonia Arslan è autrice di saggi fondamentali sulla narrativa popolare e la letteratura femminile tra Ottocento e Novecento. Ha riscoperto le proprie origini armene traducendo le opere del grande poeta Daniel Varujan. Nel 2004 ha dato voce alle memorie familiari ne La masseria delle allodole, premiato con moltissimi riconoscimenti e tradotto in 15 lingue, da cui i fratelli Taviani hanno tratto l’omonimo film.