Un cimitero di campagna, una notte di tempesta, due spiriti corrotti e un fantasma assetato di vendetta. Le pagine più nere di Stevenson spalancano al lettore un mondo di sussulti e sinistri presagi.
Arner Bank, una piccola banca svizzera i cui interessi spaziano dalla Sicilia delle speculazioni criminali alle grandi speculazioni milanesi, e da lì fino ai più inviolabili paradisi fiscali, come l'isola di Antigua. Una banca sconosciuta che annovera tuttavia tra i suoi correntisti personaggi come Ennio Doris, Stefano Previti e, soprattutto, Silvio Berlusconi, titolare del conto numero uno. Attraverso questo conto, Berlusconi gestisce una gran parte del patrimonio personale e della sua famiglia, e da questo stesso conto muove milioni di euro secondo traiettorie misteriose, e tuttavia interessanti per le procure di Milano e Palermo. In questa inchiesta, nata da un servizio di Report che ha generato grande scandalo, Paolo Mondani con l'aiuto di Paola Di Fraia segue per la prima volta, rivelando particolari assolutamente inediti, il flusso di denaro del nostro premier, in un viaggio che tra infinite società di comodo, prestanome di lusso, e pericolosi soci in affari, getta una luce inquietante sul modo in cui Berlusconi gestisce il proprio capitale lontano dagli occhi di tutti, anche da quelli delle autorità.
Un anno con le parole del Papa che ha segnato il nostro tempo e con le immagini della sua vita, dei suoi viaggi e dei capolavori dell'arte religiosa.
Con questo libro si offrono spunti per la riflessione individuale per ogni giorno dell'anno e per la conoscenza del Santo di Pietrelcina. La vita e il pensiero di Padre Pio rivivono in un volume, analogo a quello su Giovanni Paolo II, che accanto alle immagini ispirate ai suoi insegnamenti presenta anche fotografie della sua vita, della devozione popolare e dei suoi luoghi.
Il gioco è semplice: chi perde muore.
È l’Emiro il Nemico Pubblico Numero Uno degli Stati Uniti, l’uomo spietato e inafferrabile che da anni elude le ricerche del Campus, l’agenzia di intelligence creata dall’ex presidente Jack Ryan. A capo di un’impenetrabile e capillare rete del terrore, l’Emiro si sta preparando a sferrare l’attacco definitivo all’Occidente. Mentre il presidente in carica, l’ambiguo e irresoluto Edward Kealty, non trova di meglio che temporeggiare con i governi amici dei terroristi, Jack Ryan decide che è giunto il momento di scendere di nuovo in campo, per affrontare l’emergenza planetaria e difendere il futuro degli Stati Uniti. Al suo fianco, una squadra d’eccezione: i fedelissimi ex membri dell’unità speciale Rainbow John Clark e Ding Chavez, i fratelli Caruso e soprattutto suo figlio Jack, deciso a seguire le leggendarie orme del padre. E mentre nelle grotte del Pakistan, tra i ghiacci svedesi e nei giacimenti petroliferi del Brasile si scatena una caccia all’uomo senza precedenti, il Male si annida indisturbato proprio nel cuore di un’America ancora ignara…
Tom Clancy, autore di bestseller mondiali come La grande fuga dell’Ottobre Rosso e Potere esecutivo, ritorna sulla scena del techno-thriller con un romanzo che per la prima volta riunisce i suoi personaggi più amati. E ci racconta di un futuro in cui i peggiori incubi dell’Occidente sono più veri della realtà.
“Guarda qui che cicatrice mi sono fatto. Me lo ricordo ancora.
Il profumo del pane. Mi piaceva da matti. Il problema era che piaceva anche a lui, al cane gigantesco che comincia a rincorrermi.
Ero soltanto un bambino.
Ho iniziato a correre quel giorno e non mi sono fermato più.
Io andavo avanti per quella strada di polvere, scalzo, con il sacchetto del pane in mano e le poche monete di resto.
L’ho seminato, ovvio, il disgraziato. Ma ho colpito in pieno un ferro che spuntava da non so dove.
Le strade di Nkon non sono mica perfette come il Camp Nou.
O San Siro.”
Se deve scegliere una sola immagine dal suo – primo – annus mirabilis con l’Inter, Samuel Eto’o pensa al re Juan Carlos, dopo la finale di Champions al Bernabeu, che gli dice una cosa semplice e bella: «Felicitazioni, hermano». In quel momento gli scorre davanti agli occhi tutta la sua vita, l’infanzia in Africa dove si trova a scegliere tra bicicletta e pallone, i rimproveri della madre che non voleva vederlo perder tempo a giocare, una Mercedes nera del Real che si addentra nel suo quartiere perché qualcuno deve chiedergli: “Vorresti fare un provino da noi?”. Eccolo allora atterrare a Madrid in calzoni corti e con un gran freddo e lì, subito, mettersi a correre come un nero per vivere come un bianco, collezionando completini del Real (e non usandoli praticamente mai). Il resto è storia del calcio, spagnolo, africano e italiano, una cavalcata elettrizzante, senza precedenti, macchiata solo qua e là da quei buuu razzisti di chi non capisce che hermano, fratello, è la parola giusta da usare con qualsiasi uomo, proprio come ha fatto il re.
Samuel Eto’o non è soltanto un calciatore fenomenale, oggi implacabile trascinatore del sogno nerazzurro. È anche l’esempio vivente della stupidità di ogni razzismo e un’icona dell’Africa che cresce in campo e fuori. Veloce di pensiero, non solo di gambe, sorprendente, profondo, spassoso, ammalierà tutti con I piedi in Italia, il cuore in Africa. Come quando è in campo.
“Conversazione con la morte”, “Interrogatorio a Maria” e “Factum est” sono opere di vera poesia teatrale, nelle quali Giovanni Testori, il più forte e provocatorio drammaturgo italiano del Novecento, fa i conti con il mistero della propria fede. Una poesia caratteristica e inconfondibile, in cui sofferenza umana e religiosità sono inseparabili, e lo sperimentalismo – non solo linguistico – dello scrittore si mostra ormai maturo. Nelle parole dette dialogando con la morte, o interrogando Maria, e nel balbettio potente della vita che preme per nascere, Testori concentra e in qualche modo rivisita tutta la sua vasta esperienza di artista e di uomo. E pone sotto spietata inchiesta la cultura oggi dominante, indagandola con la sua lucida visione, la sua sincerità. E con il senso drammatico della sua personale speranza.
Antonino Scopelliti fu assassinato in un attentato della 'ndrangheta il 9 agosto 1991. Prima che la linea stragista di Cosa Nostra si affermasse, fu il primo caso di attacco diretto alla magistratura da parte della criminalità organizzata. L'omicidio di Scopelliti, però, all'epoca non venne compreso appieno dallo Stato: la sua morte archiviata in fretta e i colpevoli, identificati in membri della 'ndrangheta che eseguivano un ordine di Totò Riina e Nitto Santapaola, tutti assolti in Cassazione dopo una lunga e dolorosa vicenda processuale. Anche il ricordo del primo magistrato vittima degli assalti mafiosi è stato quasi completamente cancellato. Rosanna Scopelliti - figlia “inesistente” per motivi di sicurezza, mai registrata all'anagrafe e trasportata in una valigia durante gli spostamenti del padre perché nessuno la vedesse - che all'epoca dell'attentato aveva otto anni, ricostruisce oggi, con l'aiuto di Aldo Pecora, una vicenda che rappresenta ancora una ferita aperta per la sua famiglia e l'Italia.
Nel 1974 Oriana Fallaci pubblica “Intervista con la storia”. È un libro che fa epoca, viene tradotto nel mondo, studiato nelle università, continuamente ristampato. Nessuno, come lei, era riuscito ad avere accesso a personaggi così importanti, quelli che potevano realmente decidere del destino dell'umanità. Ma a una giornalista del suo calibro, non poteva bastare: in seguito mette a segno per il “Corriere della Sera” due straordinari reportage dall'Iran di Khomeini e dalla Libia di Gheddafi, che compongono la prima parte di questa “Intervista con il Potere”. E nelle interviste - realizzate dal 1964 al 1982 come inviata dell'“Europeo” - della seconda parte sfilano ancora davanti al lettore i nomi che hanno fatto la storia della fine del Novecento: Robert Kennedy, James Farmer, il Dalai Lama, Rascida Abhedo, Faruk El Kaddoumi, Sandro Pertini, Giovanni Malagodi, Ugo la Malfa, Giancarlo Pajetta, Enrico Berlinguer, Deng Xiao-ping, Lech Walesa, Mieczyslaw Rakowski, Ariel Sharon. Un ritratto del Potere fatto senza soggezione, lontano dalle gentilezze di rito, inedito, sorprendente e rivelatore.
Andrea Frova torna, con la competenza e la capacità di comunicazione consuete, a guidare il lettore attraverso i più intricati concetti della fisica. Le grandi questioni come la forma del cosmo, l'età dell'universo o la teoria della relatività. Ma non solo: anche e soprattutto la fisica di tutti i giorni, che ci circonda e con la quale entriamo in contatto nei più banali gesti quotidiani, spesso senza capirla e talvolta addirittura senza notarla. Perché i pneumatici sono di gomma? Come vola un aereo? Come si formano i miraggi? Cos'è il plasma delle tv di nuova generazione? In cosa consiste veramente la fibra ottica? Come funziona un touch screen? Con precisione e autorevolezza ci viene raccontato un mondo che resta per molti misterioso pur abitando le nostre case e condizionando la nostra vita. Risposte mai aridamente tecniche, affiancate da un'apparato di illustrazioni che, oltre a rendere il libro piacevole da sfogliare, permettono di afferrare visivamente anche i concetti più complicati.
Borghi, piazze, dimore storiche, capolavori d'arte, giardini, parchi, opere contemporanee: un itinerario attraverso 100 luoghi incantati del nostro Paese, noti o meno noti, da scoprire con la guida d'eccezione di curatori e storici dell'arte selezionati dal FAI - Fondo Ambiente Italiano. Dalle Alpi alla Sicilia, da villa Necchi Campiglio di Milano allo Sferisterio di Macerata, dai giardini di Valsanzibio di Padova alle Valli Cupe di Sersale, questo volume suggerisce piccole perle ancora da scoprire, itinerari più classici o testimonianze che tutto il mondo ci invidia, fra le quali alcuni beni già valorizzati dal Fondo Ambiente Italiano. Ognuna di queste meraviglie vale un viaggio e ogni italiano dovrebbe visitarle "almeno una volta nella vita".
“[Queste pagine] sono costellate da uno straordinario e sontuoso apparato iconografico.
Sarà come condurre un pellegrinaggio in un mondo di immagini mirabili; sarà come seguire un percorso all’interno di una galleria d’arte che si distende nei secoli.”
Dalla Prefazione di Gianfranco Ravasi
«Ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il “Gesù storico” in senso vero e proprio.
Io sono convinto, e spero che se ne possa rendere conto anche il lettore, che questa figura è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni.
Io ritengo che proprio questo Gesù – quello dei Vangeli – sia una figura storicamente sensata e convincente.»
– BENEDETTO XVI
«Aveva ragione il pittore Marc Chagall quando affermava che per secoli gli artisti hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato della fede e della bellezza che è la Bibbia. E i Vangeli sono stati in assoluto per l’Occidente una sorta di lessico o atlante di simboli, di figure, di eventi, di effigi, di icone, di rappresentazioni.
Se si dovesse prendere tra le mani un’enciclopedia o un dizionario d’arte [...] si scoprirebbe un filo d’oro evangelico ininterrotto, tale da trasformare l’arte in una vera e propria libera e creativa “esegesi” del testo sacro.»
– GIANFRANCO RAVASI