In un Lazio selvaggio e incantato vivono i due gemelli Remo e Romolo. Remo, predestinato al successo in qualità di primogenito, è molto legato al padre, il pastore Faustolo, che ripone in lui le speranze di riscatto del proprio popolo asservito ai Quiriti, nuovi padroni di Settemonti. Romolo, invece, si dedica al brigantaggio e gode piuttosto dell'appoggio della madre, Acca Larenzia, donna misteriosa in odore di magia. Mentre il primo, ombroso e dotato di strani poteri, è guardato con sospetto dai coetanei, il secondo raccoglie intorno a sé una banda di giovani su cui impone la propria autorità e il proprio carisma. Al compimento del diciassettesimo anno d'età, entrambi i fratelli entrano nell'esercito dei Sabini. Ma il destino li ha investiti di un'altra missione: fondare la città che governerà il mondo.
Violet ha 11 anni, vive per le strade di New York, ha una madre amatissima che non può badare a lei. Il treno degli orfani sarà il suo destino. Tre donne, tre voci, tre generazioni per raccontare quel viaggio, luminoso e sofferto, che chiamiamo vita.
Gli assassini del diciottenne Federico Aldrovandi, condannati in Cassazione, sono in servizio attivo in polizia. Gli assassini di Stefano Cucchi non sono ancora stati individuati. E molti altri casi, come questi, peggio di questi, non vedranno mai la luce delle cronache né, forse, di un'aula di giustizia. Intervistando parenti delle vittime e colleghi dei carnefici, magistrati e attivisti dei diritti umani, questo libro fa il punto su un fenomeno in crescita, quello della violenza e dell’impunità che dilagano tra le forze dell'ordine, uno dei sintomi più preoccupanti della deriva autoritaria del nostro Paese.
La natia Dalmazia è rimasta nel cuore di Ottavio Missoni. La sua è la vita piena di un grande atleta - giunto sesto nella finale dei 400 ostacoli alle Olimpiadi di Londra del 1948 -, di un marito felice dopo 57 anni di matrimonio, del creatore, con la moglie Rosita di un impero della moda che ha conosciuto un successo mondiale. Ma Missoni non dimentica l'esilio a cui è stato costretto, insieme ad altri 360.000 istriani e dalmati, dopo la Seconda guerra mondiale. Il suo primo libro è un tributo a chi ha perso la vita nelle foibe, nelle deportazioni e nelle pulizie etniche, e a chi ha lasciato la casa e i luoghi del cuore, e ha dovuto ripartire da zero, in un'altra città d'Italia o in Australia.
Questo libro racconta i piani di Stalin per conquistare l’Italia liberata dal fascismo e il ruolo chiave di Palmiro Togliatti negli sviluppi geopolitici dopo la Seconda guerra mondiale. Marco Clementi si sofferma sul ruolo attivo giocato dall’Urss nella Resistenza italiana, e rivela molti particolari sulla questione triestina, sulle foibe (per la prima volta raccontate dal punto di vista sovietico), sul disarmo dei partigiani e sul rientro del Pci nel novero delle forze democratiche (testimoniato da un evento capitale: l'amnistia per i fascisti voluta da Togliatti, ministro della Giustizia). Il libro si chiude con la campagna elettorale del 1948, quando il fronte popolare passerà all'opposizione e l’Italia si avvierà con decisione verso l'alleanza atlantica.
Il tempio di Apollo a Selinunte ingabbiato per undici anni dalle impalcature perché nessuno le smonta. La campagna veneta di Palladio e del Giorgione "intossicata, sconquassata, rosicchiata, castrata", come dice il poeta Andrea Zanzotto, da un caos di villette, ipermercati e capannoni. I mosaici di Pompei che si sgretolano perché l'ultimo mosaicista è in pensione da un decennio mentre il commissario compra mille bottiglie di vino "pompeiano" da 55 euro e ne spende 103mila per censire 55 cani randagi. La tenuta agricola di Cavour tra le risaie vercellesi cannibalizzata dai teppisti. L'inestimabile villaggio preistorico di Nola affogato nell'acqua perché la pompa non funziona. La tracotanza di un abusivismo che, di condono in condono, è salito a 4 milioni e mezzo di alloggi nei quali vivono undici milioni di italiani. Le uniche ricchezze che abbiamo, il paesaggio, i siti archeologici, i musei, i borghi medievali, la bellezza, sono sotto attacco. Un incubo culturale, un'angoscia economica. Eravamo i primi al mondo nel turismo: siamo precipitati per competitività al 28° posto. E il portale italia.it, costato milioni di euro, è 184.594° fra i siti web più visitati del pianeta. Una classe dirigente seria sarebbe allarmatissima. La nostra no. Anzi, la cattiva politica è tutta concentrata su se stessa. E si tiene stretti tutti i privilegi. Le sole auto blu costano due volte e mezzo l'intero stanziamento per i Beni culturali, dimezzato in 10 anni. La serrata denuncia di uno scempio.
Keira scruta l'orizzonte ancora buio oltre il deserto etiope: il sole sta per sorgere sugli scavi del campo archeologico. In quelle stesse ore, Adrian alza ancora una volta gli occhi alle stelle: attorno a lui la sconfinata notte cilena avvolge i telescopi del più imponente progetto di astronomia mai realizzato. Ma questa non è una notte qualunque. È l'inizio di un lunghissimo viaggio. Perché Adrian e Keira, astronomo lui, archeologa lei, sono da tempo, in modi diversi, in cerca di una risposta alla domanda che riempie i loro sogni: "Dove comincia l'alba?". Sarà quella notte, complice il destino, a incrociare magicamente le loro vite, mettendoli sulle tracce di un misterioso oggetto che potrebbe condurli alla verità che cercano: un monile a specchio, nero e luccicante, parte di una mappa perduta in grado di riflettere la volta celeste com'era quattrocento milioni di anni fa. Per ricomporre il puzzle, Keira e Adrian dovranno addentrarsi nei territori più impervi del pianeta, dalle isole Andamane alla catena dei monti Qinling, in Cina, affrontando insieme un'avventura entusiasmante e pericolosa. Senza sapere che sulle loro tracce c'è un nemico occulto e potentissimo, deciso a cancellare la possibilità che l'uomo aspetta da sempre: conoscere il mistero delle proprie origini.
1858 A Parigi fallisce l’attentato del mazziniano Felice Orsini contro Napoleone III – Il Minnesota entra nella confederazione degli Stati Uniti – L’Inghilterra scioglie la Compagnia delle Indie orientali – Nel mese di agosto Nievo ultima la stesura delle Confessioni d’un italiano, che saranno pubblicate postume, nel 1867, dall’editore Le Monnier di Firenze con il titolo Le confessioni di un ottuagenario – Muore a Torino Ferrante Aporti, ideatore degli asili d’infanzia – A Plombières si incontrano segretamente Cavour e Napoleone III – Marie-Bernardes Soubirous, detta Bernadette, afferma di aver avuto in una grotta di Lourdes diciotto apparizioni della Madonna
Scritto da un trentenne che decide di vestire i panni di un ottantenne, le Confessioni sono un’opera anomala. In apparenza ci sarebbero tutti gli ingredienti del romanzo storico: un castello, una guerra, le vicende confuse della nascita di una nazione, un giovane affamato di avventura, una storia d’amore. Ma ciascuno di questi elementi porta in sé un’incrinatura, il segno di un’incertezza, di un’inquietudine. Attraverso la riduzione comica di tutto ciò che è eroico, la parodia della letteratura di genere, la distorsione umoristica del feuilleton, Nievo percorre l’Italia in lungo e in largo, realizzando un romanzo profondamente europeo, ricco, libero, divertente.
Racconto di uno straordinario vagabondaggio tra locande malfrequentate, mangiatori di fuoco, sbirri e forche, Le avventure di Pinocchio si è imposto in modo felice e inaspettato tra i classici della nostra letteratura. Ironico e giocoso, ma anche forte di una lingua sorvegliatissima e di un ritmo perfetto, il libro del burattino rappresenta da oltre cento anni vizi e virtù del Belpaese. In una nazione da poco unita, dove si trattava di “fare gli italiani” tra la fame e la miseria, nasce questo inusuale romanzo di formazione e di redenzione. Ai consigli di un grillo logorroico e di una fatina fin troppo affettuosa, fa da contraltare un fuoco dipinto sul muro, simbolo del potere della fantasia.
La società aristocratica romana vista attraverso gli occhi e le vicende di Andrea Sperelli, ricco, nobile e mondano, ma anche intellettuale di gusto e raffinato conoscitore delle arti, uno degli alter ego più riusciti della storia della nostra letteratura. Perché dietro Sperelli c’è il giovane D’Annunzio, percorso dalla malinconia, consapevole della fine di un mondo che sta per cedere il passo alla società di massa e ai suoi valori borghesi. Come quasi un secolo prima, agli albori della parabola risorgimentale, Jacopo Ortis aveva diffuso la sensibilità romantica in Italia, ora, alla chiusura di quella parabola, Andrea Sperelli si fa tramite della nuova tendenza della cultura europea, l’estetismo.
1895 Guglielmo Marconi effettua la prima trasmissione radio – In Francia scoppia l’affare Dreyfus – Paul Gauguin si trasferisce nelle Isole Marchesi – A Venezia si svolge la prima Biennale – Viene pubblicato dall’editore Galli di Milano, dopo oltre dieci anni di gestazione, piccolo mondo antico,“finito di trascrivere l’11 agosto alla 15,45” – Alfred Nobel detta il suo testamento, con il quale istituisce un premio – King Camp Gillette inventa il rasoio di sicurezza – I fratelli Lumière presentano in pubblico la prima proiezione cinematografica
Piccolo mondo antico è il romanzo dell’inquietudine. Non solo l’inquietudine politica degli anni risorgimentali, tra le delusioni del 1848 e la riscossa del 1859, ma anche l’inquietudine morale e religiosa di una nazione travagliata, disorientata da un processo di unificazione tanto tardivo quanto repentino. Così i protagonisti del racconto, Franco e Luisa, sono gli interpreti straordinariamente moderni di questa lotta d’anime: le loro vicende hanno avvinto subito migliaia di lettori, facendo del romanzo il primo grande bestseller italiano, e ancora oggi scavano nei conflitti morali di una nazione tutt’altro che pacificata.
SOFFIAVA SUL LAGO UNA BREVA FREDDA, INFURIATA DI VOLER CACCIAR LE NUBI GRIGIE, PESANTI SUI COCUZZOLI SCURI DELLE MONTAGNE.
Infatti, quando i Pasotti, scendendo da Albogasio Superiore, arrivarono a Casarico, non pioveva ancora. Le onde stramazzavano tuonando sulla riva, sconquassavan le barche incatenate, mostravano qua e là, sino all’opposta sponda austera del Doi, un lingueggiar di spume bianche. Ma giù a ponente, in fondo al lago, si vedeva un chiaro, un principio di calma, una stanchezza della breva; e dietro al cupo monte di Caprino usciva il primo fumo di pioggia. Pasotti, in soprabito nero di cerimonia, col cappello a staio in testa e la grossa mazza di bambù in mano, camminava nervoso per la riva, guardava di qua, guardava di là, si fermava a picchiar forte la mazza a terra, chiamando quell’asino di barcaiuolo che non compariva.
Trieste, 1944. Marta ha diciassette anni, “un’età in cui tutto ci accontentava e ci faceva sorridere”. Quei sorrisi vengono strappati brutalmente la sera del 29 marzo, quando due SS fanno irruzione in casa per prelevare la famiglia Ascoli, per metà ebrea. È l’inizio di un calvario senza fi ne. La prima tappa è la risiera di San Sabba, unico campo di concentramento nazista in Italia; poi verranno la separazione dalla madre, il terribile viaggio in treno verso Auschwitz, sola donna in un convoglio di uomini per non abbandonare il padre; quindi Birkenau, poi Bergen-Belsen, la neve, i lavori forzati, la denutrizione, le malattie, le torture. E quella frase che suona come una condanna a morte continuamente rinviata: «Tu da qui non uscirai che per il camino». Eppure Marta resta attaccata alla vita con tutte le sue forze; infi ne, stremata, quando decide di farla fi nita lanciandosi contro il fi lo spinato, la sentinella che la scopre non spara. Il destino ha in serbo per Marta il 15 aprile 1945, il giorno della liberazione per mano degli inglesi e la gioia immensa del ritorno a casa. Attraverso la sua testimonianza, Marta Ascoli ci ricorda la tragedia vissuta da una famiglia, dal popolo ebraico, dall’umanità intera: e, con la forza di un grido, ci spiega che Auschwitz è di tutti, luogo-simbolo della più grande ferita aperta nella storia del Novecento.