È una mattina d’inverno in un quartiere residenziale di Montréal. Julie, ballerina in un night, saluta l’ennesimo amore durato una sola notte.
Il giovane Alex, dai gradini della palazzina di fronte, la spia con il cuore e gli ormoni in tumulto. Boris, ricercatore russo, solo nel suo studio come ogni giorno, traduce in astrusi diagrammi le traiettorie tracciate dai pesci che nuotano nel suo acquario. Michel e Simon, innamorati da più di dieci anni, non hanno ancora trovato il coraggio di smettere di nascondersi.
Un ex poliziotto e la moglie annunciano al figlio undicenne la decisione di separarsi. Ma un’implacabile tempesta di ghiaccio si abbatte sulla città. E in soli tre giorni tutto cambia. Con grazia e ironia, Pierre Szalowski mette in scena una commedia romantica di straordinaria freschezza, lieve e stupefacente come il primo fiocco di neve.
PIERRE SZALOWSKI vive a Montréal. Ha lavorato come fotoreporter, giornalista e art director. Il freddo modifica la traiettoria dei pesci è il suo primo romanzo.
Fotografi che ti chiamano, estranei che ti ammirano,
fan che ti acclamano, persone ossequiose che fanno gli zerbini.
E quando torni a casa, un marito che commenta:
“Vallo a dire agli operai della Breda, che sei stanca”.
DA MISS ITALIA A VOLONTARIA NEL CUORE DISPERATO DI HAITI, LA STRAORDINARIA AVVENTURA DI UNA RAGAZZA QUASI NORMALE.
Martina ha solo sedici anni quando viene eletta Miss Italia nel 1991.
La sua vita da adolescente della provincia romagnola è stravolta: passerelle, copertine, interviste e la relazione con il campione di sci Alberto Tomba.
Non sarà facile tenere i piedi per terra evitando le trappole del mondo scintillante e infido in cui è entrata, ma le soddisfazioni non mancheranno: programmi in tv e radio, ruoli cinematografici, tanti incontri importanti da Sean Penn a Berlusconi. Aggiungiamo il colpo di fulmine con l’ex difensore del Milan Alessandro Costacurta, con cui coronerà il sogno di un matrimonio felice e della maternità, e la sua storia diventa quella di una ragazza che dalla vita ha avuto tutto – bellezza, successo, amore. Ma nell’autunno 2007, di fronte alle immagini della Repubblica di Haiti devastata dalla povertà ecco il colpo di scena: Martina parte per l’inferno tropicale. Lavora fianco a fianco con i volontari della Fondazione Rava impegnati nel tentativo di dare sollievo alle vittime di tanta miseria. Affronta la fatica, l’orrore degli obitori, il dramma di un Paese dove l’ottanta per cento della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e un bambino su tre non arriva a compiere cinque anni. In Italia raccoglie fondi, promuove campagne, intensifica il suo impegno dopo il terribile terremoto del gennaio 2010. E capisce che se anche ha fatto molta strada da quel palco del 1991, il viaggio è appena cominciato.
In questo suo primo libro Martina si racconta in modo franco, scanzonato e orgoglioso, privo di paure e compromessi. L’autobiografia di una combattente nata, che ha saputo crescere negli affetti, nel lavoro, nella solidarietà, ma che ancora riconosce ogni mattina nello specchio la ragazza che è sempre stata. Quella per cui la vita è una, da vivere senza risparmio.
Noi dobbiamo a Ronchey alcuni dei migliori saggi apparsi negli ultimi trenta o quarant’anni nella carta stampata, non soltanto italiana.
— Indro Montanelli
Alberto Ronchey è stato uno degli intellettuali più importanti nel panorama italiano del secondo Novecento, capace come pochi di incarnare, con un giornalismo concentrato sui fatti e distante dalle ideologie, quello stile “anglosassone” che oggi sembra scomparso dalle pagine dei quotidiani.
Nei lunghi anni della sua attività ci ha raccontato l’unione Sovietica di Chruščëv, la Berlino divisa dal muro, l’America di Kennedy e la questione meridionale. Ha inventato formule ormai parte del patrimonio comune, come il “fattore K” per il Partito comunista e la “lottizzazione” della Rai.
In questa conversazione Pierluigi Battista riesce a tirare fuori il meglio dell’esperienza e dei ricordi di Ronchey, facendoci guidare attraverso le svolte e le crisi che hanno segnato gli ultimi sessant’anni della nostra storia e regalandoci il ritratto vivo di un grande uomo: il leggendario perfezionismo, il disincanto, il rifiuto delle mode, e quel desiderio insaziabile di capire e raccontare il mondo.
Passione, fedeltà, intrigo, violenza, rabbia, fede, speranza. E ancora intimidazioni, fughe, rapimenti, disastrose epidemie, rivolte di piazza e scabrosi amori clandestini. C’è tutto, nei Promessi sposi. Il capolavoro di Alessandro Manzoni è una straordinaria macchina narrativa con tutti gli ingranaggi al posto giusto, governata dallo sguardo di un autore onnisciente, giocoso e spietato.
Un tempo, un vecchio uomo girava fiere e mercati vendendo pezzi di cielo. Quello sereno era costoso, quello con le nuvole più a buon mercato.
I frammenti nascondevano pensieri e meditazioni che, proprio come il cielo, possono essere tumultuosi o sereni, chiari come l’alba o rossi come alcuni tramonti. Certi squarci di grande bellezza, con i loro profili sinuosi, evocavano racconti e storie fantastiche; sorprendevano per la loro poesia richiamando alla memoria versi suggestivi, evocando la forza inestinguibile dell’amore.
Come quell’uomo, in queste pagine Romano Battaglia compone una raccolta di pezzi di cielo per regalarci un’occasione unica di riflessione sulla bellezza del mondo, ripercorrendo lo stesso cammino di Ho incontrato la vita in un filo d’erba e parlando ancora una volta al nostro cuore.
Romano Battaglia è nato a Pietrasanta di Versilia. Inviato speciale della Rai, ha condotto rubriche televisive di successo. I suoi libri, tradotti in tutto il mondo, gli hanno valso diversi premi internazionali. Tra i numerosi titoli pubblicati con Rizzoli ricordiamo Notte infinita (1989), La capanna incantata (1995), Ho incontrato la vita in un filo d’erba (1996), Un cuore pulito (2001), Com’è dolce sapere che esisti (2006), Sabbia (2007), Incanto (2008) e Foglie (2009). Romano Battaglia scrive per “La Nazione”. Al suo nome è legata la manifestazione culturale “La Versiliana”.
I nomi di voi tutti, quelli che salverò e quelli che ucciderò, sono scritti nel palmo della mia mano.
Sinai, 2016: padre Hieronymos, il saggio bibliotecario del monastero di Santa Caterina, scopre per caso un antichissimo manoscritto di una trentina di pagine. Non corrisponde a nessuna opera conosciuta, e di lettura in lettura Hieronymos si convince della sua eccezionalità. Intende farlo esaminare a un santo monaco del monastero copto di Sant’Antonio, sull’altra sponda del golfo di Suez, ma non arriverà mai a destinazione. A Cefalù, Salvo D’Ambrosi, celebre chirurgo, vegeta in casa della sorella dopo aver perso la memoria nell’incidente d’auto in cui, un anno prima, è rimasta uccisa la figlia Flora, giornalista investigativa. Quando sul suo computer appare un messaggio lasciato da Flora, Salvo torna improvvisamente alla vita, e si interroga proprio sulla morte della figlia. Si è trattato di un attentato, legato alle inchieste di Flora? Tiziana, una collega giornalista, gli racconta che Flora avrebbe dovuto incontrare un sacerdote riguardo a un misterioso manoscritto. Per una strana coincidenza, anche quel sacerdote è morto.
Salvo e Tiziana cominciano così un viaggio insanguinato alla ricerca della verità, tra l’Egitto e Washington, tra Panama e Heidelberg. Intanto, l’umanità è terrorizzata da una serie di segni apocalittici, inviati da un Dio collerico e vendicatore.
WILLY DEWEERT ha insegnato retorica nel collegio gesuita Saint-Michel di Bruxelles e vive in Belgio. Questo è il suo primo romanzo tradotto in italiano. Tra gli altri, bestseller in Francia e in Belgio, ricordiamo Les allumettes de la sacristie, Mystalogia e Le prix Atlantis.
The Wall dei Pink Flqyd e uno degli album più celebri e geniali nella storia del rock. Pubblicato nel 1979, è stato numero uno in classifica in tutti i paesi e ha venduto 20 milioni di copie; si è poi trasformato nell'"opera rock" più applaudita di tutti i tempi, ora riproposta in un grande tour mondiale, e in un film diretto da Alan Pinker. Le immagini del disco, dei concerti e del film sono state create in stretta collaborazione con Gerald Staile, il cui sterminato archivio comprende gli storyboard originali, i disegni preparatori delle animazioni, modellini e altri materiali tridimensionali, oltre a fotografie che documentano l'ideazione e la messa in scena dei concerti e delle riprese di "The Wall". Questo libro ripercorre, come in un diario, il "making of" e il backstage, le tensioni e le difficoltà del lavoro con Roger Waters e i Pink Floyd. Waters stesso ne firma l'introduzione, e gli altri membri della band, insieme al regista Alan Parker, arricchiscono il volume con commenti e osservazioni.
La vita, la morte, l’eredità, la roba. Le regole del sangue. Un mondo posseduto da riti primitivi e passioni inestinguibili, un mondo di uomini dolci come il miele e feroci come animali, attaccati con pelle e unghie alla terra. Questo mondo e la sua epopea di donne devote, di gente che si toglieva il pane di bocca per amore della roba, rivive nelle pagine del romanzo che il nonno Aurelio, uomo di fede repubblicana e mangiapreti, incitava l’autore a scrivere, e che è intitolato alla fortuna. Nella fortuna il vecchio aveva sperato per ricostituire il patrimonio che il capostipite, nonno Arcangelo, aveva dilapidato, tra amori e odi, grandezze e miserie. Aurelio, prossimo alla morte, aveva mostrato al nipote prediletto delle schegge di legno dorato, donate a lui da Arcangelo; le aveva conservate in gran segreto nella disperata speranza che potessero tornare a essere le ali dell’Arcangelo Michele, il protettore del capostipite, e riportare la famiglia agli antichi splendori liberandola finalmente dal fato avverso e crudele. Le parole dell’autore ne hanno tramandato la memoria ai discendenti di Arcangelo e Aurelio. Anche se non saranno mai più proprietari del Regno di Colle di Pietra, la terra nessuno riuscirà più a sottrargliela.
Questo è un romanzo sulla memoria e fatto di memoria, una scrittura che viene dalla terra dura e arcigna, ma che trascende l’autore perché vive di vita propria. È la storia di un’intera esistenza, il regalo di un grande scrittore al suo pubblico. Un glorioso banchetto di vivi e morti tra terra e cielo.
Un metodo seguitissimo diventato punto di riferimento imprescindibile, dall'autore che ha stravolto l'approccio alla sindrome di Down. Attraverso parti teoriche e testimonianze dirette di progressi un tempo impensabili, questo libro presenta un metodo innovativo per accrescere il QI dei bambini Down, e costituisce insieme l'infrazione di un luogo comune: che non gli sia concesso il piacere d'imparare.
Impacciati adolescenti o agiati uomini di mezza età, attrici nel fiore degli anni o anziane donne dalla bellezza sfiorita, signore dall'aria spenta che celano letterate di grande successo, coppie intriganti, ragazze disposte a tutto e giovani ingenue, seduttori e giocatori d'azzardo: in ogni racconto è rappresentata una "morale" che potrebbe ben costituire l'obiettivo di un saggio. Questi racconti completano la riflessione iniziata con il romanzo “I dialoghi degli amanti”: con la loro leggerezza, il distacco ironico e la canzonatura del modo corrente di pensare predispongono il lettore alla passione, alla diversità e al candore dei “Dialoghi”, al vero amore fatto di passione, erotismo, sessualità e sentimento.
Il pio Rumor, l'irriducibile Fanfani, l'eterno Andreotti, l'enigmatico Moro, l'aggressivo De Mita, il monacale Berlinguer, l'ardimentoso Craxi, il tenace Almirante, l'ambizioso Spadolini... Giampaolo Pansa rimette sulla scena alcuni dei protagonisti che dal 1948 al 1989 hanno guidato l'Italia, ripercorrendo il loro tempo. Il caos delle correnti. L'alterigia dei ras locali. Il cancro della mafia. Le bombe del terrorismo, il sequestro di Aldo Moro. Il ciclone della Loggia P2. La guerra fra comunisti e socialisti. In queste pagine Giampaolo Pansa racconta come la vede un italiano uguale a molti. Allarmato dal disordine della lotta politica di oggi. E dal rischio che corre un Paese in cerca di un equilibrio sereno.
Quanto costa tornare all'energia atomica? Chi pagherà? Si tratta davvero di energia pulita, di una tecnologia avanzata? È vero che siamo l'unico Paese a mettere in dubbio il nucleare, quando tutti gli altri lo accettano senza problemi? Roberto Rossi, che segue da anni il piano governativo di rilancio nucleare, risponde in maniera semplice e diretta, grazie alla consultazione di esperti, anche stranieri, e alla lettura di documenti inediti sul programma attuativo del governo. E svela anche i nomi della nuova "cricca nucleare": perché l'energia atomica è vantaggiosa solo per chi costruisce, per chi gestisce la rete elettrica e per i grandi finanziatori. L’utente finale non ha nulla da guadagnarci.