Perché il Signore decide di mettere alla prova il povero Giobbe con mille avventure? E come mai Giona finisce nel ventre di una balena? Un biblista di fama internazionale e illustratori d'eccezione si confrontano in un percorso storico alla scoperta dei personaggi della Bibbia. Ripercorrendo le pagine più belle della letteratura sapienziale, conosceremo la grande fedeltà di Giobbe, i timori e i capricci di Giona, il coraggio e la determinazione di Rut. Un racconto appassionante alle origini della nostra civiltà e della nostra religione. Età di lettura: da 8 anni.
Aldous Huxley è un interessante figura di intellettuale che seppe unire cultura scientifica e umanistica, operando un affascinante sincretismo tra cultura occidentale e orientale. Il suo motto «io continuo ad apprendere» {Aún aprendo) esemplifica molto bene il suo atteggiamento di lucida critica nei confronti della realtà che lo circondava e di osservazione nei confronti della natura. Il suo pensiero rappresenta una complessa combinazione di razionalità e creatività, di scetticismo e misticismo, sintetizzati nel principio filosofico di essere «realisticamente idealista», che lo colloca tra i pionieri di una visione ecologica e pacifista.
Perché si ride? Questo fenomeno tipicamente umano è tra i più complessi, affascinanti e insieme sfuggenti. Esso permea e accompagna i fenomeni di vita individuale e sociale, si collega al gioco, al teatro, al sesso, al linguaggio: il comico dialoga sottilmente con il tragico, il desiderio, la paura e la morte. Il saggio, oltre a richiamare antiche e nuove interpretazioni del comico, colloca il comico e il riso in quella frontiera dell'umano in cui la vita si confronta con il suo destino di morte, col conseguente desiderio di ribellione e di riscatto: confronto, desiderio in cui si compendia la dignità della persona umana. Carlo Sini insegna Filosofia teoretica all'Università degli studi di Milano.
Tutti gli italiani conoscono i nomi di Enrico Fermi, nonché ovviamente di Galileo Galilei, probabilmente di Alessandro Volta, ma forse non molti saprebbero dire a che cosa è dovuta la loro fama, e ancora meno che cosa essi abbiano rappresentato nella cultura del nostro Paese e nel contesto della scienza internazionale. Questo libro si propone di colmare un vuoto culturale, offrendo una ricostruzione a tutto campo, accessibile al largo pubblico, non solo delle vicende specifiche di questa branca della scienza in Italia, ma inquadrandola nel contesto della nostra storia sociale ed economica. Una storia difforme da quella dei maggiori Paesi europei, per i ritardi storici e le profonde contraddizioni del nostro sviluppo, che si sono riflessi nella struttura di una borghesia e di una classe dirigente scarsamente sensibili ai valori del rinnovamento tecnologico e scientifico. Questa impostazione si presta a corsi universitari sul tema, a ricerche e lavori di gruppo nelle scuole, oltre a un approfondimento della nostra storia che è sempre opportuno nel contesto culturale italiano.
Laura si precipita; trafelata, nell'Opera di Parigi. Nello spogliatoio non c'è nessuno. Di sicuro le altre ballerine sono già in scena! Laura si infila subito nel tutù e d'improvviso prova una strana sensazione: le gira la testa, le si annebbia la vista, poi tutto si fa nero... Età di lettura: da 6 anni.
Capitalismo vs democrazia. Una battaglia che si combatte prima di tutto dentro ognuno di noi. Se la libertà individuale è un valore assoluto, altrettanto lo è la costruzione di un'identità sociale centrata su valori comuni nei quali tutti devono poter «essere» per autodeterminarsi. Ma fino a quando l'interesse individuale teso all'accumulazione illimitata prevarrà sui valori comuni le democrazie saranno fortemente a rischio. E in tale prospettiva che questo libro affronta la forte tensione esistente nelle società capitaliste animate da una competizione estrema e guidate da una logica razionale positivista, come una lotta tra lupi e agnelli. In tale scenario vengono individuate anche delle vie d'uscita, come un approccio fenomenologico all'economia per uscire dal positivismo economico, dove la relazione con la materialità è un concetto, un'idea, una funzione potenziale del nostro essere che si iscrive nella coscienza e definisce «la domanda di diritti umani e sociali». Per queste ragioni afferma che solo un cambio dell"«io» che si apre al mondo e costruisce il «noi», come flusso di coscienza comune, potrà permetterci di superare le società capitaliste che hanno ormai perduto ogni capacità di portare avanti una costruzione comunitaria.
Sono passati duemila anni da quando Seneca scriveva un libro dal titolo De brevitate vitae {La brevità della vita) rivolto criticamente a coloro che consideravano la vita troppo breve; egli saggiamente argomentava che la vita non si misura dal numero degli anni, ma da come viene vissuta. Se questo giudizio rimane sempre valido, esso però oggi si trova a confrontarsi con una realtà che è all'opposto: la vita degli anziani sta diventando lunga, secondo alcuni troppo lunga. Il problema degli anziani non può essere visto come qualcosa che riguarda solo loro; l'intera società è messa in gioco per trovare un nuovo equilibrio sociale soddisfacente, sia nei rapporti che nella distribuzione di attività, mezzi, opportunità. I ruoli dovranno essere più fluidi; i confini tra lavoro e pensioni, tra lavoro e attività, tra generazioni, tenderanno a saltare. E un'opera imponente, rielaborativa e ricostruttiva, quella che ci aspetta e che ha come condizione prima una cultura aperta e disponibile, una forma di riconversione culturale. Un grande compito spetta in proposito al sindacato, perché in Italia è il sindacato a organizzare cinque milioni di pensionati: tuttavia molte esigenze di oggi non riguardano specificatamente il pensionato, ma più ampiamente l'anziano. Se vorrà mantenere il proprio ascendente, il sindacato dovrà dunque rispondere a queste nuove esigenze e farsi carico di più ampie prospettive.
L'appassionante biografia illustrata di un anticonformista che, figlio di un ricco mercante, abbandona ogni agio e comodità e mette la sua vita al servizio del Signore. Conosceremo il piccolo Francesco, allegro e buontempone, la sua vita divertente e spensierata, i problemi con il padre, il suo addio alla società del tempo. Lo seguiremo nelle sue stravaganti avventure e nella quotidianità tra i poveri e i lebbrosi, fino al raccoglimento intimo della Porziuncola e alla poesia del Cantico delle Creature, il messaggio di fratellanza e di uguaglianza che rende ancora oggi il "giullare di Dio" uno dei santi più venerati al mondo. Età di lettura: da 8 anni.
Cornelius Castoriadis e Paul Ricoeur si incontrano davanti alle telecamere della trasmissione «Le bon plaisir» di France Culture il 9 marzo 1985. Tutto sembra opporli. Del primo si potrebbe dire che è diretto, incisivo, che non concede nulla agli avversari; l'arte della digressione e della ricomposizione dei contrari, un'argomentazione più aporetica che affermativa caratterizzerebbero invece il secondo. Ma, se una descrizione del genere può valere per i loro scritti, è molto meno pertinente, soprattutto nel caso di Ricoeur, quando la filosofia è espressa in un dialogo dal vivo, il quale ruota attorno alla domanda; «è possibile creare storicamente qualcosa di nuovo?». Da qui l'importanza data dai due pensatori alla nozione di funzione simbolica o immaginaria come facoltà collettiva di produrre trasformazioni sociali. Così immaginario e storia vengono a intrecciarsi.
I più poveri hanno una conoscenza di Dio unica nel suo genere, perché rivelano quotidianamente che la condizione di figlio di Dio non si lascia soffocare dalle vicissitudini dell'esistenza umana. Siamo sicuri di credere nel vero Dio, se non ci prestiamo a condividere le difficoltà degli ultimi? E questa la domanda che il fondatore di "ATD Quarto Mondo" pone in questa meditazione personale: una riflessione partecipata e vissuta in prima linea nell'incontro con la miseria della nostra società.
È il 25 giugno 1978. A Buenos Aires, Estadio Monumentai, va in scena Argentina-Olanda, finale dei mondiali di calcio. Il clima è surriscaldato, perché la nazionale Argentina vuole vincere a tutti i costi e non può sbagliare. Poi si gioca tutto davanti al suo pubblico, soprattutto davanti agli occhi vigili del dittatore e torturatore argentino generale Jorge Videla, e a quelli di tutti i membri della Junta militare, al potere dalla notte del 24 marzo 1976, seduti in tribuna d'onore. Accanto a loro, nascosto dai riflettori delle telecamere, c'è un signore italiano ancora sconosciuto ai più: è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, Propaganda 2, imprenditore, amico personale degli uomini del potere argentino. La partita finisce 3 a 1 per l'Argentina. A poche centinaia di metri dallo stadio di Buenos Aires, in Avenida del Libertador 8151, anche gli aguzzini dell'Escuela de Mecánica de la Armada, I'esma, uno dei centri di tortura del regime, esultano e abbracciano le loro vittime agonizzanti. Per una sera almeno, dai cieli dell'Argentina, cadono solo coriandoli e festoni, e non corpi di donne e uomini lanciati dai portelloni degli aerei verso le acque nere e minacciose dell'oceano. Il giorno dopo riprenderanno puntuali e precisi i voli della morte. Tutto tornerà normale, nell'assurda anormalità dell'Olocausto argentino. Proprio in quei giorni, il mondo conoscerà anche il coraggio delle Madri di Plaza de Mayo: la televisione olandese diffonderà le immagini della marcia di decine di donne con il fazzoletto bianco che chiedono giustizia per una generazione ormai scomparsa.
La storia cristiana è la storia di coloro che hanno accolto l'invito a seguire Cristo secondo una molteplicità di applicazioni che testimonia della grande creatività della vocazione cristiana. Hanno avuto così origine gli ordini religiosi, le congregazioni, le associazioni, gli istituti, le confraternite. Tuttavia l'accelerazione temporale, tipica della nostra epoca, ha fatto emergere la relatività delle applicazioni rispetto alla centralità della vocazione. Ma come incarnare la vocazione cristiana ai nostri giorni? Il grande teologo svizzero Hans Urs von Balthasar ha cercato di rispondere con la vita e le opere (di cui la presente rappresenta la riflessione più matura) a questo interrogativo. Per Balthasar le forme, o stati di vita cristiana, sono sostanzialmente due: quella del cristiano chiamato alla santità nella vita familiare e quella della particolare sequela secondo i consigli di povertà, castità e obbedienza. In un periodo in cui la riflessione sulla vita cristiana e religiosa si limita molte volte all'impegno sociale o alla veste da indossare, un'opera che va al cuore della vocazione cristiana.