Il testo che viene qui presentato è lo scritto autobiografico di Guiberto di Nogent, abate vissuto in Francia tra l'xi e il xii secolo. Riveste un particolare interesse storico poiché costituisce una vera e propria miniera di notizie sui fatti di quell'epoca, di cui si sono avvalsi soprattutto storici come il Guizot, che lo incluse tra le fonti della sua monumentale raccolta in ben trenta volumi «pour servir à l'histoire de la France». "La mia vita" fu scritta in età avanzata, quando Guiberto aveva già compiuto sessantanni; è suddivisa in tre libri, redatti non di seguito ma in tempi successivi, per quanto ravvicinati: il primo nel 1114, gli altri due fra il 1115 e il 1116. Nel complesso potrebbe sembrare un'opera alquanto discontinua, mancante di un piano organico, ma ciò non toglie nulla al suo interesse; anzi, per l'autore questo andamento costituisce uno stimolo a presentare un'infinità di situazioni, eventi, personaggi, esperienze interiori ed esteriori in un quadro composito che, per esplicita e ripetuta dichiarazione, vuol essere «oggettivo». Un reperto che ci restituisce, come in un'istantanea, tutta la ricchezza e la varietà di un Medioevo nient'affatto «oscuro».
"Nella prefazione a 'Loaves and Fishes' (Pani e pesci), alla domanda «Che cos'è "The Catholic Worker"?», Dorothy Day rispondeva: «Prima di tutto, si tratta di un mensile di otto pagine in formato tabloid. Si occupa di questioni quali il lavoro e gli uomini, i problemi della povertà e dell'indigenza - e la relazione dell'uomo con i suoi fratelli e con Dio. Nel cercare di far emergere il nostro amore per i fratelli parliamo e scriviamo molto delle opere di misericordia come della forma più diretta di azione. "Azione diretta» è uno slogan da vecchi radicali. [...] Oggi, per il movimento pacifista, azione diretta significa salire sui sottomarini armati con i missili Polaris, andare a Mosca ed entrare con le navi nelle aree dove si conducono test nucleari. Peter Maurin, il cofondatore di "The Catholic Worker", ripeteva senza posa che le opere di misericordia sono la forma più diretta di azione che ci sia. "Ma la verità va ribadita ogni 20 anni", aggiungeva». Queste parole sono state scritte nel 1963, nel pieno della Guerra Fredda, e all'epoca «The Catholic Worker» usciva da trent'anni. Più di cinquant'anni dopo il mondo è cambiato, ma molto è rimasto identico. La divisione fra ricchi e poveri, la sfida della guerra e della violenza proseguono invariate; e invariati sono rimasti anche gli imperativi del Discorso della Montagna, la visione del regno di Dio, e l'ideale di Peter Maurin e dei direttori di «The Catholic Worker» di «creare una società in cui sarà più facile essere buoni». Il messaggio di «The Catholic Worker», a oltre ottant'anni dalla sua fondazione e a più di trenta dalla morte di Dorothy Day, rimane attuale e rilevante come un tempo. Merita di essere ribadito. (Robert Ellsberg)
Il libro - che si avvale della prefazione del Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston - si propone di approfondire quanto la teologia, inserita nel contesto della cultura scientifica contemporanea, ha da dire circa il destino ultimo dell'universo. Tutto questo ben sapendo che tra la creazione degli inizi e l'apparizione dei «cieli nuovi» e della «nuova terra» nell'"eschaton" parusiaco di Cristo si dà non soltanto diastasi e frattura, ma anche continuità e progresso. Per comprendere l'universo nella sua struttura, nella sua origine e nel suo destino non è perciò sufficiente un approccio esclusivamente matematico-quantitativo, così come non è esaustivo il paradigma dimostrativo euclideo per affrontare questioni che di per sé travalicano gli ambiti di esclusiva competenza della scienza - della fisica e della cosmologia, in questo caso - e che invece chiamano in causa anche l'apporto che deriva dalla filosofia e dalla teologia. Grazie alla presa in carico e all'approfondimento dei principali contributi delle ricerche scientifiche degli ultimi decenni e alla ricca riflessione di alcuni dei più importati teologi contemporanei, si intende dare conto della rilevanza dell'escatologica cristiana nel contesto della cosmologia contemporanea e nel confronto critico con la cosiddetta escatologia fisica, ma anche del crescente valore che le più recenti scoperte nel campo dell'astrofisica e della cosmologia hanno assunto per la «riscrittura» di alcune delle pagine più controverse dell'escatologia teologica
Tutti i miei viaggi sono diventati dei pellegrinaggi, cercando e trovando il divino nelle sorelle come nei fratelli. Si riceve compassione, si impara ad avere compassione. La pace si costruisce quando la gente viaggia, superando i moderni confini, quando le donne parlano con donne di altre culture, quando ricordano le donne del passato. Questo libro è come una manciata di frammenti. Ho dovuto scavare profondamente per alcuni di loro, mentre altri giacevano, inosservati, in superficie. Questi frammentLerano in ebraico, greco, latino, siriano, copto e arabo. I testi biblici erano disponibili, ma le storie di donne non erano messe in evidenza. Le antiche raccolte degli scritti dei «Padri latini» e dei «Padri greci», i latini «Atti dei Martiri», nei quali erano citate delle donne, sono stati resi accessibili in raccolte erudite tradotte in inglese solo nel xx secolo. Le storie, di donne scritte in siriano, copto e arabo sono rare e solo alcune di esse sono state tradotte in inglese negli ultimi decenni, destinate per lo più a un pubblico di specialisti. Questo libro mette in rilievo la tradizione cristiana, ma guarda con rispetto le altre: oltre alle donne della Bibbia e alle sante cristiane, vi sono state incluse donne ebree e musulmane. I «popoli del Libro», ebrei, cristiani e musulmani, hanno un'eredità comune, un Dio di compassione che è più importante delle differenze che li dividono.
Fata Natura si aggira nel suo castello di vetro. È molto arrabbiata. È notte, e le verdure dell'orto sono scomparse! Chi ha osato compiere un tale misfatto? La fata convoca i suoi fidi cavalieri: Primavera, Estate, Autunno e Inverno. "Andate, correte per boschi e per campi e riportatemi il brigante!" E l'avventura comincia... Età di lettura: da 6 anni.
Che cosa significa per un popolo essere deportato lontano dalla sua terra? E cosa accade in Palestina durante la dominazione di Ciro? Un biblista di fama internazionale e illustratori d'eccezione si confrontano in un percorso storico alla scoperta dei personaggi della Bibbia. Attraverso le vibranti parole di alcuni tra i maggiori profeti, conosceremo le drammatiche vicende che hanno condotto il popolo ebraico in esilio e scopriremo il profondo esempio di fede e speranza che ne ha permesso il ritorno. Un racconto appassionante alle origini della nostra civiltà e della nostra religione. Età di lettura. da 8 anni.
Perché il Signore decide di mettere alla prova il povero Giobbe con mille avventure? E come mai Giona finisce nel ventre di una balena? Un biblista di fama internazionale e illustratori d'eccezione si confrontano in un percorso storico alla scoperta dei personaggi della Bibbia. Ripercorrendo le pagine più belle della letteratura sapienziale, conosceremo la grande fedeltà di Giobbe, i timori e i capricci di Giona, il coraggio e la determinazione di Rut. Un racconto appassionante alle origini della nostra civiltà e della nostra religione. Età di lettura: da 8 anni.
Aldous Huxley è un interessante figura di intellettuale che seppe unire cultura scientifica e umanistica, operando un affascinante sincretismo tra cultura occidentale e orientale. Il suo motto «io continuo ad apprendere» {Aún aprendo) esemplifica molto bene il suo atteggiamento di lucida critica nei confronti della realtà che lo circondava e di osservazione nei confronti della natura. Il suo pensiero rappresenta una complessa combinazione di razionalità e creatività, di scetticismo e misticismo, sintetizzati nel principio filosofico di essere «realisticamente idealista», che lo colloca tra i pionieri di una visione ecologica e pacifista.
Perché si ride? Questo fenomeno tipicamente umano è tra i più complessi, affascinanti e insieme sfuggenti. Esso permea e accompagna i fenomeni di vita individuale e sociale, si collega al gioco, al teatro, al sesso, al linguaggio: il comico dialoga sottilmente con il tragico, il desiderio, la paura e la morte. Il saggio, oltre a richiamare antiche e nuove interpretazioni del comico, colloca il comico e il riso in quella frontiera dell'umano in cui la vita si confronta con il suo destino di morte, col conseguente desiderio di ribellione e di riscatto: confronto, desiderio in cui si compendia la dignità della persona umana. Carlo Sini insegna Filosofia teoretica all'Università degli studi di Milano.
Tutti gli italiani conoscono i nomi di Enrico Fermi, nonché ovviamente di Galileo Galilei, probabilmente di Alessandro Volta, ma forse non molti saprebbero dire a che cosa è dovuta la loro fama, e ancora meno che cosa essi abbiano rappresentato nella cultura del nostro Paese e nel contesto della scienza internazionale. Questo libro si propone di colmare un vuoto culturale, offrendo una ricostruzione a tutto campo, accessibile al largo pubblico, non solo delle vicende specifiche di questa branca della scienza in Italia, ma inquadrandola nel contesto della nostra storia sociale ed economica. Una storia difforme da quella dei maggiori Paesi europei, per i ritardi storici e le profonde contraddizioni del nostro sviluppo, che si sono riflessi nella struttura di una borghesia e di una classe dirigente scarsamente sensibili ai valori del rinnovamento tecnologico e scientifico. Questa impostazione si presta a corsi universitari sul tema, a ricerche e lavori di gruppo nelle scuole, oltre a un approfondimento della nostra storia che è sempre opportuno nel contesto culturale italiano.
Laura si precipita; trafelata, nell'Opera di Parigi. Nello spogliatoio non c'è nessuno. Di sicuro le altre ballerine sono già in scena! Laura si infila subito nel tutù e d'improvviso prova una strana sensazione: le gira la testa, le si annebbia la vista, poi tutto si fa nero... Età di lettura: da 6 anni.
Capitalismo vs democrazia. Una battaglia che si combatte prima di tutto dentro ognuno di noi. Se la libertà individuale è un valore assoluto, altrettanto lo è la costruzione di un'identità sociale centrata su valori comuni nei quali tutti devono poter «essere» per autodeterminarsi. Ma fino a quando l'interesse individuale teso all'accumulazione illimitata prevarrà sui valori comuni le democrazie saranno fortemente a rischio. E in tale prospettiva che questo libro affronta la forte tensione esistente nelle società capitaliste animate da una competizione estrema e guidate da una logica razionale positivista, come una lotta tra lupi e agnelli. In tale scenario vengono individuate anche delle vie d'uscita, come un approccio fenomenologico all'economia per uscire dal positivismo economico, dove la relazione con la materialità è un concetto, un'idea, una funzione potenziale del nostro essere che si iscrive nella coscienza e definisce «la domanda di diritti umani e sociali». Per queste ragioni afferma che solo un cambio dell"«io» che si apre al mondo e costruisce il «noi», come flusso di coscienza comune, potrà permetterci di superare le società capitaliste che hanno ormai perduto ogni capacità di portare avanti una costruzione comunitaria.