Il profondo rinnovamento culturale che si realizza nel Quattrocento, si muove spesso in parallelo al lento tramonto del cosiddetto "autunno del medioevo". L'opera si sofferma sulle varietà di espressioni, sui molteplici collegamenti tra le opere di vari territori artistici, sulla fitta circolazione degli artisti, come pure sul contesto culturale del dibattito artistico e della committenza.
Luciano Della Mea non concede nulla nei confronti di quell'attuale realtà politico-economica che può essere chiamata secondo Jaffe "l'azienda mondo". Radicato in una realtà operaia, toscana e nord-italiana, ha sempre avuto una visione globale e internazionale del modo di produzione, che non lo ha mai distratto dal vedere il sistema di sottosviluppo coatto, come base dell'attuale "sviluppo" sul piano mondiale.
Un progetto di un manuale in cinque volumi sulla metodologia della ricerca storica dalle origini greche. Il volume nella prima sezione fonda il dominio generale della disciplina, con i relativi ambiti, strumenti e applicazioni, affrontando il problema delle fonti e del metodo. Nella seconda sezione vede la nascita dell'intuizione del criterio razionale della critica delle fonti e la ricerca delle cause.
Questo volume, che non è di metodologia o epistemologia, tenta un'interpretazione teoretica e genealogica delle pratiche disciplinari esercitate nell'ambito dei saperi dell'uomo e della società, ultimi eredi della tradizione metafisica e scientifica dell'Occidente, proponendo un esercizio di trascrizione di quelle stesse pratiche disciplinari.
Come uscire da una concezione nichilistica del segno, quale funzione attiva della parola, è un problema generale dell'orizzonte ermeneutico della filosofia contemporanea che può apparire rinchiuso fra finitezza e impasse della razionalità. L'autore intende spiazzare i termini del dibattito e mettere a fuoco il problema dell'origine del senso come rapporto dell'io che parla con il suo discorso. Rimette in discussione il rapporto tra ethos e logos che caratterizza la razionalità occidentale, individuando il funzionamento dell'ethos all'interno della struttura stessa della razionalità.
Questo volume raccoglie gli ultimi due corsi ufficiali tenuti da LËvinas alla Sorbona durante líanno accademico 1975-1976. Due cicli di lezioni che affrontano tematiche classiche del pensiero filosofico, come quella del rapporto tra il tempo e la morte e quello inerente il termine Dio., qui analizzate in relazione all'intrigo d'alterit‡ vissuto dall'uomo all'interno della propria soggettivit‡.
Nel primo corso , a partire da un dialogo serrato con il pensiero di Heidegger e di Bloch, LÈvinas sviluppa una formidabile riflessione che si propone di chiarire i rapporti che stabiliscono tra la morte e il tempo, In particolare, opponendosi all'impostazione heideggeriana, egli cerca di pensare la morte a partire dal tempo e non pi˘ il tempo a partire dalla morte.
Nel secondo corso LÈvinas riprende la sua lunga meditazione attorno al termine Dio, capovolgendo anche in questo caso la diagnosi di Heidegger: se fin dall'inizio la filosofia ha confuso Dio e l'essere, allora non Ë tanto il secondo ad essere caduto nell'oblio, quanto piuttosto il primo ad essere stato eclissato.
Queste lezioni rappresentano forse la miglior via d'accesso, di certo la pi˘ diretta ed interna, a testi complessi come "Altrimenti che essere" e "Di Dio che viene all'idea".
Il volume affronta le questioni riguardanti l'integrazione economica e l'ordine internazionale; l'internazionalizzazione della produzione e della circolazione; l'egemonia economica e il sistema finanziario internazionale. Per poi considerare le ipotesi interpretative: teoria classica del commercio internazionale; tecniche di produzione industriale e integrazione internazionale; integrazione e potenza dello Stato nel pensiero economico; il ruolo della geopolitica. Nella seconda parte si interessa al destino economico delle nazioni e sviluppa i problemi circa lo Stato in ritirata.
L'autore, dopo aver definito il campo di crescita e sviluppo e averne sintetizzati i fattori, affronta le premesse per una strategia dello sviluppo.
Dopo aver indicato i principali periodi storici e dinastici della Cina, affronta il concetto di tecniche corporee, distinguendole fra interne e esterne e di conseguenza definisce il campo di medicina esterna e interna. Affronta poi l'allenamento del soffio vitale, i suoi fondamenti e il suo recente sviluppo, fornendo infine un glossario della disciplina.
Figlia di Teodosio, imperatore, Galla Placidia (386-450) fu a Ravenna con il fratello Onorio, primo imperatore d'Occidente. Alla morte di Alarico, re dei Visigoti, del cui bottino era stata parte, fu moglie di Ataulfo, nuovo leader, grazie al cui amore poté operare per la integrazione fra romani e goti. Tornò a Ravenna alla morte del marito e Onorio favorì le sue nozze con il patrizio Costanzo. Il loro figlio Valentiniano III successe a Onorio e durante la sua minorità la madre resse con energia, equilibrio e abilità l'impero d'Occidente.