Il volume raccoglie, ordinati con criterio tematico in sei sezioni, buona parte degli scritti di Valerio Trubbiani, scalati nell'arco temporale di oltre un trentennio. Valerio Trebbiani vive e lavora ad Ancona. Ha collaborato con Federico Fellini, con Saramago e con l'Enciclopedia Treccani e ha esposto a Carrara, in Giappone, in Corea, in Turchia, a Roma e Ancona.
Dalle solitudini gelate del Mar Bianco agli altipiani dell'Abissinia, dai suk di Aleppo alle stradine di Salonicco, dai deserti d'Egitto a Patmos, l'isola dell'Apocalisse, passando per Alessandria, Atene e Mosca, "Il silenzio degli angeli" racconta un'odissea nel cuore delle musiche, dei santuari, delle liturgie, degli inni e delle voci dell'Ortodossia e delle Chiese d'Oriente. Come l'icona, il canto bizantino, slavone, ma anche copto, armeno, etiope o siriaco, rivela una spiritualità della bellezza. Compagni di viaggio sono gli angeli: la ricerca e le domande su questi ultimi si aprono a ogni tappa. Insieme taccuino di viaggio e racconto di un film, il libro di Colosimo vuol essere un'ode carnale e mistica all'Oriente cristiano.
Questo libro racconta una storia che avrebbe potuto ispirare anche un Loach in bianco e nero. È la storia di un gruppo di operai torinesi, licenziati negli anni '50 per rappresaglia politico sindacale dalla Fiat, che si ricompatta in una piccola officina gestita da uno di loro, Domenico Lopizzo, caposquadra dell'officina 30 di Mirafiori, licenziato in seguito alla partecipazione allo sciopero del 19 gennaio 1953 contro la cosidetta "legge truffa". Donato Antoniello, 1955, pugliese, si trasferisce a Torino, nel quartiere Mirafiori, diplomato in ragioneria e poi, come studente lavoratore, si laurea con una tesi in storia sociale. Da sempre si è occupato di tematiche politico sindacali, da sempre appassionato studioso dei senza storia.
Questo breve saggio di Hosea Jaffe affronta il tema dell'importanza della duplice piattaforma petrolio-automobile per il cosiddetto sviluppo dell'economia internazionale e le conseguenze che questo binomio ha nella vita di tutti noi, sia a livello quotidiano sia su scala mondiale: secondo l'autore l'accoppiata petrolio-auto è causa di molti conflitti del passato, del presente e lo sarà anche per il futuro. Jaffe mette in evidenza le ricadute negative di questa industria sia come costo in vite umane, sia come danno per l'ambiente, sia come fattore di sviluppo imperialistico. Per favorire lo sviluppo dell'industria auto-petrolio, inoltre, non si è dato corso allo sviluppo delle ferrovie e del trasporto pubblico.
In questo volume lo storico libanese rettifica gravemente lo sguardo sul Vicino Oriente secondo cui l'occhio europeo è messo a fuoco. Fattori etnici, religiosi, antropologico-identitari, in sé di grande importanza, sono usati da filtro, da schermo, per guardare a un mondo, a noi così prossimo, divenuto il tappeto verde su cui hanno giocato e si scontrano le grandi potenze. Affermazioni come "Paesi arabi moderati", "esportare la democrazia", "guerra chirurgica", "deriva terroristica dell'Islam", "Paesi canaglia", stanno a mascherare significati totalmente sconnessi, se non opposti, rispetto alla lettera delle affermazioni stesse. Il lavoro di Georges Corm ci permette di ricominciare a guardare il Vicino Oriente contemporaneo dalla sua genesi.
In questo libro è stato approfondito ed esteso l'approccio interpretativo a partire dall'analisi dei due fondamenti emotivi e intellettivi costituiti dal 'pasticcio' e dalla 'cognizione', disperatamente in conflitto tra loro, con tutto il corredo metaforico che ne discende. Come sappiamo, è lo stesso autore a reputare la propria opera "degna d'analisi psichica". L'autore si è basato sull'indicazione gaddiana e ha condotto l'analisi per gradi successivi risalendo, con la dettagliata scansione in 24 capitoli, la stratificazione delle métaphores obsédantes, nel continuo collegamento tra i livelli del vissuto e le figure del fantasmatico, dalla "cicatrice della nascita" alle più alte invenzioni stilistiche e strutturali.
L'enciclopedia è il circolo dei saperi, qui indagato nelle sue figure paradigmatiche. Le sei scienze che fanno da guida al percorso (dalla metafisica alla psicologia, all'etologia, dall'antropologia alla cosmologia, alla pedagogia) sono a loro volta emblematiche; esse compendiano un esercizio genealogico di rifondazione dei saperi, ricondotti alle loro pratiche originative. Questo ideale ritorno a casa delle scienze libera il sapere dalle superstizioni recenti e antiche e lo riconsegna a una nuova, necessaria, impellente consapevolezza filosofica.
Il "Diario del ritorno al paese natale" è stato ed è il diario della faticosa presa di coscienza non solo di cosa significa essere "negro", negli anni '40, ma anche di ciò che significano oppressione e sfruttamento colonialista. In Césaire tale presa di coscienza assume un carattere profondamente rivoluzionario che, uscendo dal carattere fisiologico del colore della pelle, assume una dimensione universale: causa ed effetto della sua grandezza poetica. Breton che lo incontrò in Martinica riconobbe immediatamente nella terra di cui parlava Césaire la sua terra, la nostra terra; il negro che incontrò non era soltanto negro, ma l'uomo tutto.
Nel 1938 Salvatore Fancello, giovane artista sardo formatosi alla scuola monzese dell'ISIA, realizza il "Disegno ininterrotto", opera in cui gli elementi portanti della sua poetica trovano un primo, felicissimo momento di sintesi: lo sguardo alla natura colta nella sua dimensione aurorale, la capacità di attingere alla tradizione della sua terra d'origine innervandola di istanze nuove, la propensione ad intessere temi narrativi complessi, ad un tempo immersi in una dimensione mitica ed intrecciati al contesto sociale. Cinquant'anni più tardi, Costantino Nivola vicino al compimento della sua parabola di artista e di uomo, riprenderà l'opera di Fancello nell'ambito dell'installazione affidatagli al Palazzo del Consiglio Regionale Sardo.
Il volume presenta, tra gli altri, i contributi di: Marco Cini, Gianni Tamino, Luigi Chiriatti, Donato Antoniello, Aldo Giobbio, Annamaria Rivera, Gianfranco Laccone, Emilio Molinari, Piergiorgio Siena, Leonardo Conti, Ennio Abate.
Le ricerche condotte nel secolo XX hanno permesso di ritrovare e studiare documenti antichi e autorevoli che hanno gettato nuova luce sulle origini di questo Ordine monastico di regola benedettina: tali documenti sono pubblicati in lingua originale e con la traduzione italiana corredata da note che rimandano alle fonti bibliche, liturgiche, di autori classici e patristici. Emerge la grande ricchezza spirituale dell'esperienza dei cisterciensi.
Attraverso un percorso storico dalle origini ai nostri giorni, la presente opera offre al lettore un'interessante riflessione riguardo ai laici nella vita della Chiesa. Dalla ricostruzione storica si può meglio conoscere come si è venuto formando e sviluppando lo stato laicale e l'effettiva marginalizzazione della stragrande maggioranza dei suoi componenti.