Luigi Castiglioni (1757-1832), figlio di Ottavio e Teresa Verri, sorella del famoso Pietro, si distinse come naturalista, storico ed economista, animato da spirito illuminista. Castiglioni fu anche uomo istituzionale e ricoprì, nel corso degli anni, numerose cariche pubbliche e politiche, fino a vedersi assegnata, nel 1820, la qualifica di Imperial Regio Ciambellano. Nel 1790 pubblicò la sua opera più nota "Viaggio negli Stati Uniti dell'America settentrionale". Gran parte del suo viaggio fu dedicato allo studio di piante adatte al clima europeo. Molte delle sue osservazioni " americane", le più importanti nell'uso medico ed alimentare, sono raccolte in questa Storia delle piante forastiere.
Alla ricerca del fascino di questa città unica, il volume presenta la vicenda artistica, architettonica e urbanistica di Istanbul.
I diversi nomi con cui è stata chiamata nel corso dei secoli indicano orientamenti politici, culturali e religiosi definiti, ma anche esperienze artistiche proprie, che si sono sedimentate e sono entrate a far parte dell’immagine complessiva della città.
Bisanzio è il nome della colonia greca e della città romana, che si sviluppò su un promontorio in posizione strategica sul Bosforo.
Costantinopoli è il nome della capitale imperiale voluta da Costantino, la più grande metropoli del Mediterraneo, l’erede di Roma e di tutta la grecità, la città dove si effettuerà il matrimonio tra l'Impero e il cristianesimo, che sarà poi il cristianesimo orientale dell'ortodossia. Costantinopoli sarà da subito il nuovo modello di metropoli, dove il civile e il religioso si accompagneranno nei monumenti, nell'urbanistica e nell'arte, per diffondersi poi in tutto l’impero. Numerose pitture, mosaici, affreschi e architetture di quell’epoca sono offerti ancor oggi all’occhio del visitatore e dello studioso.
La splendida chiesa di Santa Sofia, voluta da Giustiniano, è anche il monumento ponte, che collega la città cristiana e quella ottomana. Diverrà infatti, dopo la conquista ad opera degli Ottomani nel XV secolo, il modello per le nuove moschee. Grazie a una fervida attività di costruzione, Costantinopoli con i suoi palazzi, le sue cupole e i suoi minareti acquisterà quello skyline che la rende ancora oggi riconoscibile in qualsiasi immagine fotografica: sarà Istanbul. Mille anni dopo essere stata la nuova Roma e il centro della cristianità orientale, la città diviene il centro dell'impero ottomano, la grande metropoli islamica dell'epoca moderna.
Il volume si arresta al XIX secolo, quando il rapporto ineguale dell’impero ottomano con l’Occidente inaugura tanto la decadenza di Istanbul quanto una grande stagione dell'arte della fotografia, che ha creato il nostro modo di vedere la città.
Il racconto della diffusione dell’arte indiana attraverso tutto il sud-est asiatico è realmente epico e riguarda non solo la storia, ma anche la diffusione delle religioni e della cultura.
Commercianti, esploratori e monaci indiani viaggiarono verso oriente a partire dall’attuale Sri Lanka e dalla Birmania raggiungendo la Tailandia, la Cambogia, Giava, la Malesia, fino al delta del Mekong. Non si trattò mai di un’invasione armata, ma di una pacifica presenza ed influenza che la cultura indiana seppe affermare in tutti questi territori. Sia la religione Induista sia quella Buddista si diffusero così dal subcontinente indiano al resto dell’Asia meridionale. Queste nuove religioni portarono le loro iconografie e i loro stili che si innestavano sulle culture locali fecondandole e trasformandole ma mai cancellandole. Per questo possiamo oggi parlare di arte indiana in zone distanti dall’India, zone in cui Buddismo e Induismo convivono e spesso la distinzione fra i due tende a sfumarsi.
I monumenti documentati in questo volume sono affascinanti e spesso maestosi; alcuni celeberrimi, come Angkor in Cambogia o Borobudur in Indonesia, altri meno noti e visitati. Il viaggio epico dell’arte indiana si alimenta del mistero di luoghi fra loro diversissimi frutto del matrimonio dei modelli artistici e iconografici importati dall’India con gli accenti e gli stili del posto. L’arte indiana si diffonde e fiorisce ogni volta nuova nella diversità di ciascuna cultura locale.
Il volume è illustrato dalle straordinarie immagini della fotografa francese Mireille Vautier, frutto di anni di lavoro e di numerosi viaggi nel sud-est asiatico.
L'universo medievale in movimento: i pellegrinaggi, i commerci, le guerre e la diplomazia.
» sufficiente accostarsi ai viaggiatori del Medioevo per sentirsi immediatamente trasportati in un mondo di sforzi e sacrifici, testimoni dei viaggi di uno dei pi˘ affascinanti capitoli della storia umana. A quei tempi viaggiare era molto di pi˘ che trasferirsi da un luogo allíaltro: viaggiare voleva dire calarsi in una dimensione diversa, riservata a pochi. Partendo dai vari gruppi analizzati in questíopera - pellegrinaggi, commerci, spedizioni militari, missioni diplomatiche - possiamo comprendere a fondo i motivi, gli aneliti e i sogni di ciascun viaggiatore. Nel mondo di allora, inoltre, immenso come puÚ esserlo líuniverso stellare per líuomo di oggi, nessuno conosceva i limiti, sicchÈ non restava che immaginarli. CosÏ il viaggio ñ qualsiasi viaggio ñ era pervaso da uníaura di avventura e di magia che prevaleva sullo stesso proposito del viaggio. I viaggi amplificano il senso della religiosit‡ popolare, tanto Ë vero che in senso figurato fungono da sintesi del destino dellíuomo. Pagina dopo pagina, gli autori di questo libro hanno individuato i condizionamenti tecnici che, sotto forma di conoscenze geografiche, hanno reso di volta in volta concreto líinteresse ad espandersi dei diversi gruppi umani avvicendatisi nella societ‡ occidentale nel corso del Medioevo. Dietro questo interesse ci sono cause molto diverse: da quelle prettamente ideologiche, o ideali, a quelle puramente materiali, come líapertura di nuove vie commerciali o le spedizioni militari che nei secoli centrali del Medioevo stanno alla base di tutto un cambiamento di mentalit‡. Líuniverso ideologico del cristianesimo generÚ un nuovo modo di andare da un luogo allíaltro, che disegnÚ un triangolo i cui vertici ñ Gerusalemme, Roma, Santiago di Compostela ñ divennero i grandi punti di riferimento della peregrinazione. Allo stesso modo, líesigenza di seguire da vicino la sempre pi˘ complessa realt‡ politica tardomedievale sollecitÚ líistituzione delle non poche audaci ambascerie diplomatiche di allora.
Nella storia dell'uomo diversi sono i modi insediativi. Sono esistite, e tuttora esistono, forme differenti dalla città come da secoli è il sistema nomadico. Ma nella conquista e nell'uso del territorio da parte delle popolazioni umane il modo urbano ha una storia plurimillenaria, di cui fin dall'antichità si sono occupati filosofi, storici, geografi, cronisti, e nel nostro tempo antropologi, sociologi e urbanisti. Questa opera percorre il farsi delle diverse forme urbane nell'arco di un tempo lunghissimo, partendo dalle sue origini mediterranee e mediorientali e descrivendone le tappe fondamentali e principali, con una specifica attenzione al momento greco arcaico e classico, a quello ellenistico e soprattutto a quello romano e a quanto ne è seguito, con alterne vicende che si intrecciano con la vicenda della città araba e musulmana. Così da documentare - soprattutto nel capitolo consacrato al Pieno e Tardo Medioevo, che apre alla città moderna - come il modo città sia inconfutabilmente quello di maggiore pregnanza e incisività. Perché, più di altre modalità insediative, la città si presta a essere luogo, oggetto, e tramite, dei contenuti di vario ordine (economico, sociale, politico, religioso, culturale, simbolico) che caratterizzano una civiltà.
Recitano i dizionari che la parola occasione porta dentro di sé un rimando al caso, all'accidente, a ciò che è fortuito, ma simile connotazione, spesso giudicata negativamente, mette in ombra quanto si lega costitutivamente all'occasione: l'incontro. I saggi raccolti nel primo volume di "Psyché. Invenzioni dell'altro", sono stati raccolti e ordinati da Jacques Derrida proprio intorno all'idea che l'altro, in qualunque modo lo si incontri, è sempre occasione di un incontro in cui percorsi e pensieri, domande e sollecitazioni si raccolgono nell'unità di un'esigenza insieme fondante e ambigua: giocare fino in fondo e senza protezioni la questione della verità.
L’interesse per lo studio della propria religione e quello per le religioni degli altri sono stati due componenti costanti della nostra cultura. È però a partire dal Diciannovesimo Secolo che prendono forma le ricerche storico-critiche sulle religioni. Muovendo dall’epoca rinascimentale, e ripercorrendo i secoli successivi, con una particolare insistenza sui profondi mutamenti intellettuali che hanno attraversato il Diciottesimo Secolo, Julien Ries ricostruisce le condizioni che hanno condotto alla costituzione delle scienze delle religioni.
Ripercorre così la formazione della storia delle religioni nel quadro della cultura europea della fine del Diciannovesimo Secolo, con la nascita delle prime cattedre e l’istituzionalizzazione della disciplina, traccia l’evoluzione dei diversi metodi che, nel corso del Ventesimo Secolo, hanno caratterizzato il dibattito storico-religioso, e disegna il profilo delle personalità che hanno maggiormente influito sulla definizione di un’attuale antropologia del sacro, Georges Dumézil e Mircea Eliade, presentando altresì la biografia degli altri protagonisti delle ricerche religiose, in un amplissimo arco cronologico che va da Giglio Gregorio Giraldi a Claude Lévi-Strauss.
Allo studio dell’imporsi delle scienze religiose affianca poi quello delle tappe della ricerca in determinati settori – la religione della preistoria egizia – e quello di alcuni concetti centrali dello studio delle religioni – come i concetti di mana, totem e tabù, il concetto di magia. Ries presenta così un quadro generale preciso, chiaro e sintetico, ma nello stesso tempo ricchissimo e completo, unico nel suo genere per ampiezza e sistematicità, degli studi sulle religioni quali si sono venuti evolvendo attraverso la filosofia, la linguistica, la filologia, l’archeologia, l’orientalistica, la storia, la sociologia, la psicologia, l’etnologia, la paleoantropologia.
Certi libri entrano a far parte del patrimonio dell'umanità. La loro grandezza consiste non solo nello stile e nell'eleganza narrativa, ma anche nella forza della loro storia e del loro messaggio. Fra questi la Divina Commedia di Dante Alighieri, la Tempesta di William Shakespeare, il Faust di Wolfgang Goethe e L'Avaro di Molière. I bambini li conoscono, ma non potranno fruirne la complessità e la grandezza fino all'adolescenza, o forse anche oltre. Come introdurre un giovanissimo lettore a questi capolavori letterari? Guidati dal poeta-drammaturgo Roberto Mussapi, con questa collana si è scelta una struttura semplice; ogni opera è sintetizzata in cinque scene come fossero cinque atti di un dramma. Mussapi racconta cosa accade in queste scene e ciò che è accaduto prima e dopo. Giorgio Bacchin, illustratore, rappresenta invece le scene. Ogni scena si apre con un'ampia rappresentazione dell'epoca dell'autore: la Firenze di Dante Aligheri, la Londra di William Shakespeare, la Parigi di Molière e la campagna Toscana di Goethe. Età di lettura: da 7 anni.
Ogni capolavoro in cinque atti: i primi passi nel mondo della letteratura.
Certi libri entrano a far parte del patrimonio dell’umanità. La loro grandezza consiste non solo nello stile e nell’eleganza narrativa, ma anche nella forza della loro storia e del loro messaggio. Fra questi presentiamo la Divina Commedia di Dante Alighieri, la Tempesta di William Shakespeare, il Faust di Wolfgang Goethe e L’Avaro di Molière. I bambini li conoscono, ma non potranno fruirne la complessità e la grandezza fino all’adolescenza, o forse anche oltre.
Come introdurre un giovanissimo lettore a questi capolavori letterari? Guidati dal poeta-drammaturgo Roberto Mussapi, con questa collana si è scelta una struttura semplice; ogni opera è sintetizzata in cinque scene come fossero cinque atti di un dramma. Mussapi racconta cosa accade in queste scene e ciò che è accaduto prima e dopo. Giorgio Bacchin, illustratore, rappresenta invece le scene. Ogni scena si apre con un’ampia rappresentazione dell’epoca dell’autore: la Firenze di Dante Aligheri, la Londra di William Shakespeare, la Parigi di Molière e la campagna Toscana di Goethe.
Quest’opera non è il solito libro sui dinosauri, perché nessuno prima d’ora ne aveva mai raccontato la storia in questo modo. 6 volumi, ognuno dei quali sarà infatti incentrato su un racconto a fumetti, che mostrerà i Dinosauri, pur con rigore scientifico estremo, sotto la luce della meraviglia: ogni storia sarà un viaggio fantastico attraverso uno dei periodi del Mesozoico, in diverse regioni del pianeta. Viaggi il cui scopo principe è quello di far restare a bocca aperta i lettori, facendoli assistere a spicchi di vita quotidiana di questi animali del remoto passato.
A spiegare scientificamente ciò che il lettore ha visto nella storia a fumetti, troveremo il solido apporto della parte divulgativa illustrata del volume. Una parte scritta in tono amichevole e perfettamente comprensibile e godibile a qualunque età, eppure rigorosissima. Le parti, a fumetti e scientifica, saranno strettamente interconnesse, attraverso note di rimando al fumetto nella parte divulgativo-scientifica. In questo modo il lettore, leggendo la parte scientifica, potrà tornare indietro a vedere coi suoi occhi un concetto appena espresso nel testo.
Questo volume, La Marcia. Nuove orme su Pangea. Triassico tratta della nascita della stirpe dei Dinosauri e di come abbiano preso piede ed abbiano iniziato ad evolvere. La storia a fumetti vede protagonista il vegetariano Plateosauro e la sua migrazione.
Quest’opera non è il solito libro sui dinosauri, perché nessuno prima d’ora ne aveva mai raccontato la storia in questo modo. 6 volumi, ognuno dei quali sarà infatti incentrato su un racconto a fumetti, che mostrerà i Dinosauri, pur con rigore scientifico estremo, sotto la luce della meraviglia: ogni storia sarà un viaggio fantastico attraverso uno dei periodi del Mesozoico, in diverse regioni del pianeta. Viaggi il cui scopo principe è quello di far restare a bocca aperta i lettori, facendoli assistere a spicchi di vita quotidiana di questi animali del remoto passato.
A spiegare scientificamente ciò che il lettore ha visto nella storia a fumetti, troveremo il solido apporto della parte divulgativa illustrata del volume. Una parte scritta in tono amichevole e perfettamente comprensibile e godibile a qualunque età, eppure rigorosissima. Le parti, a fumetti e scientifica, saranno strettamente interconnesse, attraverso note di rimando al fumetto nella parte divulgativo-scientifica. In questo modo il lettore, leggendo la parte scientifica, potrà tornare indietro a vedere coi suoi occhi un concetto appena espresso nel testo.
Questo volume, Il Delitto. Impararono a volare. Giurassico tratta dell’ascesa e della sempre crescente varietà e spettacolarità delle forme dei Dinosauri. La storia si basa sulla Tafonomia, branca della paleontologia che permette di capire come è morto un animale fossilizzato: quindi partendo dal cadavere di un Archaeopteryx cercheremo di capire come è morto e cosa l’ha ucciso, cogliendo l’occasione per esaminare l’ecosistema dell’epoca, in una sorta di CSI preistorico.