Barthes prosegue un antico suo progetto che mira a individuare se l'intervento sociale di un testo non consista nell'impeto della scrittura piuttosto che nell'impegno del contenuto, che in fin dei conti ne rappresenta soltanto la 'caduta storica'. A sostenerlo è l'idea che la vera forza di un testo si misuri in quell'"eccesso" che gli consente di oltrepassare le leggi di una società, di una filosofia, di un'ideologia. Il volume presenta, inoltre, la lezione inaugurale tenuta da Barthes nel '77, quando fu accolto nel College de France: un discorso originale ed eccentrico dove l'autore s'interroga sul problema stesso del linguaggio, del parlare e sul rischio d'impoverire la conoscenza qualora ci si limiti alla sola teoria.
Il racconto ruota intorno all'ambizioso progetto che, tra l'estate del 1707 e quella del 1708, anima la buona società exillese: l'allestimento di una Sacra Rappresentazione è motivo di vanto per la comunità ma anche intreccio di svariati interessi personali. Il parroco don Giasset spera di accrescere il proprio prestigio e, soprattutto, di distrarre la sua amante, la vedova Ballon, dalla divisa rossa; dal canto suo, la vedova Ballon vuole distogliere del parroco da quella stessa divisa rossa; la locandiera Léontine intravvede lauti incassi grazie all'arrivo di molti forestieri... L'autrice racconta i preparativi e i problemi organizzativi della comunità, mentre apparizioni e miracoli non sempre autentici accendono la fede quanto i pettegolezzi.
Con questo libro Biamonti ha proseguito la strada aperta da 'L'angelo di Avrigue' e da 'Vento largo' indirizzandosi verso un ancora più accentuata lirica, ma a differenza dei due romanzi precedenti ci dona un quadro dai toni intimistici che si coniugano con una rappresentazione altamente simbolica dell'agonia dell'Europa.
Boyle ci porta all'interno dei ristoranti alla moda di Manhattan, ossessionati dai critici gastronomici, e ci racconta le traversie di un cuoco e dei suoi piatti. Ecco i "reduci" degli anni Sessanta, i creatori di immagine pronti a tutto, o gli agenti hollywoodiani trafitti nel racconto "La mosca umana". O ancora i rampolli Wasp attratti, loro malgrado, dal "calore" delle altre etnie, o la solitudine degli ultimi machos. Non mancano storie intrise di dolore, di una tristezza mite e consapevole: dalla dolce follia di una vecchia signora maltrattata dal marito e dalla vita, all'improvvisa maturazione di un bambino che assiste impotente alla morte dell'amore dei suoi genitori...
A guidare la costruzione dell'opera è stata l'idea di approfondire le relazioni del caso lombardo con il contesto nazionale e con quello europeo. Questa linea interpretativa emerge in particolar modo nei saggi storico-economici e in quelli dedicati alle modalità di insediamento. La regione Lombardia viene individuata come crocevia di un flusso di esperienze e comunicazioni culturali e politiche che si irradiano dall'Italia verso il mondo al di là delle Alpi. Infine si sottolineano i problemi e le sfide aperte nello scenario attuale, molto distante da quello che ha contraddistinto per oltre un secolo la storia di questa importante regione italiana.
Per comprendere appieno la società europea d'Età Moderna è fondamentale ricostruire le vicende della sua classe nobiliare. L'esame della sproporzione fra numero e influenza è di grande interesse per studiare il reciproco interagire di tradizione e innovazione nella società degli ultimi cinque secoli. Il libro di Jonathan Dewald ricostruisce l'evolversi delle strutture nobiliari dal Rinascimento alla Rivoluzione Francese. Egli esamina i mutevoli dati statistici, la coscienza che i nobili avevano della loro posizione all'interno della società, le ricchezze accumulate e il potere politico, senza tralasciare di descrivere l'evoluzione degli stili di vita.
Due culture diverse poste a confronto attraverso il cibo. Un'estesa famiglia indiana, composta di zie strambe e cugini inetti, ha i suoi opposti nelle sorelle Uma e Aruna. La prima, più anziana, oppressa dal devoto stuolo di parenti, ancora non riesce a lasciare il nido e guarda con disappunto la minore che, impalmato il rampollo giusto, va costruendo una famiglia perfetta. La scena si sposta in Massachusetts: là il figlio di Aruna osserva, pieno d'incredula nostalgia, la sconcertante vita della famiglia Patton dove gli uomini si abbuffano di carne e le donne sono tutte anoressiche. A confronto due diversi mondi: il cuore compatto e soffocante di una famiglia indiana e la gelida, indifferente libertà di un nucleo familiare americano.
Una catena di "accidenti", capitati a Paul Auster in persona o che gli sono stati narrati da parenti e conoscenti, riuniti sotto il comune denominatore del caso, della coincidenza. Fra amici quasi sfiorati dopo anni di lontananza, in città dove mai si sarebbe creduto possibile incontrarli, capolavori di Matisse vanamente inseguiti per mezzo mondo e che si rivelano poi beffardamente vicini, ritornelli di canzoni che, tornano ancora e ancora. Paul Auster inanella per i lettori episodi frutto della "combinazione", che talvolta riesce a realizzarsi e talaltra no; non vuol risolvere il mistero della sua esistenza, ma suggerirci che sarebbe più sorprendente scoprire che non c'è, piuttosto che trovare una conferma definitiva del suo esistere.