Con questo libro Alberto Bevilacqua arriva ad una personale resa dei conti, raccontandosi dall'infanzia ad oggi, ponendo in primo piano il rapporto con la madre, e la sua follia, con il padre, indimenticabile aviatore e trasvolatore, con zio Toni, straordinaria figura di antifascista, e con la gente (quella del Po e di Parma) incantata da storie nutrite di magica fantasia. Un libro che traccia la mappa di una vita; il racconto di un'esistenza attraversata da vicende che vanno intese non solo in chiave autobiografica, ma come sintomi dell'avventura di un secolo.
"Eh, lo so, gli dice Tractor, lo so che state soffrendo, vecchi cuori nerazzurri, ma abbiate fiducia, che la squadra va sempre sostenuta". Learco ascolta la radio, finalmente immobile. Qual è il motivo per cui un tipo così, che porta il nome di un mostro del ciclismo anni Trenta, Learco Guerra, e quello di Enzo Ferrari, e che non riesce mai a star fermo, adesso invece se ne sta bello tranquillo ad ascoltare la radio? Perché la sua "macchinina" dei romanzi precedenti, accessorio indispensabile quanto il gatto Paolo, è stata distrutta da un'Argenta guidata da due albanesi, e Learco ha preso fuoco. Ora è ricoverato al reparto grandi ustionati, e va scoprendo che si tratta di un intero mondo alla rovescia, carnascialesco ed esilarante.
Alberto Asor Rosa ha definito "studi" questi cinque pezzi su Calvino in coerenza con la sua concezione della critica letteraria come attività d'interpretazione e di conoscenza. In questo caso lo scavo segue passo passo, in una sorta di prolungato confronto intellettuale, lo sviluppo dell'opera di Calvino, che Asor Rosa considera lo scrittore italiano più grande del secondo Novecento. Le singole indagini definiscono i connotati principali, le costanti, le problematicità, le inquietudini, l'incessante rovello stilistico, gli aspetti ambigui di questo scrittore - quelli che, con espressione sintetica, Asor Rosa ha definito "Stile Calvino" - contribuendo a demolire un'immagine riduttiva e razionalistica della sua opera.
Nessuno quanto Henry Bergson ha influito tanto sul pensiero di Deleuze e sulla sua idea di filosofia, intesa come creazione di valori e concetti. Per questo così rilvanti appaiono le sue considerazioni sul pensatore dello "slancio vitale". Il testo dal titolo "Il bergsonismo", per esempio, è una precisa, chiara e pregnante introduzione al pensiero di Bergson, una divulgazione di alto livello che mostra con originalità non il Bergson scolastico, ottocentesco e un po' sbiadito, cui molta critica ci ha abituato, bensì il pensatore geniale che sempre più si pone come interlocutore nelle riflessioni sulla scienza.
Un libro e una videocassetta che documentano la carriera artistica della famosa coppia comica costituita da Totò e Peppino De Filippo. Il libro "Totò e Peppino, fratelli d'Italia", a cura di Alberto Anile, partendo dalla vita e dalle affinità dei due attori, indaga per la prima volta la storia e i meccanismi della "coppia comica" Totò e Peppino. Nel video, in un montaggio d'autore, sono presentate le scene diventate leggendarie da "Totò e le donne", "Signori si nasce", "La banda degli onesti", "Totò, Peppino e la dolce vita", "Totò, Peppino e la malafemmina", "Letto a tre piazze", "La cambiale", "Totò e Peppino divisi a Berlino", "Totò, Peppino e i fuorilegge", "Totò, Peppino e le fanatiche".
Mirabelle, la commessa del titolo, se ne sta tutto il giorno dietro il bancone di un grande magazzino. Se fosse a una festa, si direbbe che "fa tappezzeria": nessuno che noti lei o la sua merce. Mirabelle è giovane e carina, ma è anche troppo timida, ha un'aria vagamente démodé e indossa abiti poco appariscenti. E proprio perché "non è" (non è all'ultimo grido, non è aggressiva, non si dà arie, non cerca di apparire diversa) finisce per essere attraente. Con la sua spontaneità incanta un uomo d'affari ricco di soldi e potere, che ha il doppio dei suoi anni. Per entrambi innamorarsi significa imparare un linguaggio sconosciuto con conseguenze ora comiche ora serie.
I primi testi adorniani su Beethoven risalgono al 1934, i primi progetti di un volume sul compositore al 1937, i primi appunti all'anno successivo. Ma, nonostante i buoni propositi, il libro non fu mai portato a termine, anzi non fu mai iniziata nemmeno la stesura vera e propria, probabilmente causa delle difficoltà che l'opera beethoveniana nel suo complesso poneva al filosofo. Il presente volume comprende quindi tutti i prolegomena, gli appunti, le rare parti di testo elaborate. Sono frammenti di un lavoro che pur non condotto a termine, tuttavia accompagnò Adorno per quasi quarant'anni, dalle prime fasi dell'esilio, alla California, alla Guerra e infine al ritorno in Germania.
"Scrivere racconti non è affatto un brutto modo di trascorre la propria solitudine" disse Bernard Malamud poco prima di morire. E il risultato del suo solitario lavorio sono gli oltre cinquanta racconti composti dal 1940 al 1985 e via via pubblicati nelle sue raccolte. Di essi, questo volume comprende i primi ventinove, curati e riordinati secondo la data di composizione da Robert Giroux. Da "Armistizio", il primo, datato 1940, a "Pioggia di primavera" e "Prima gli idioti", questi sono i racconti ambientati nella New York degli immigrati, dei piccoli bottegai, degli illusi e dei delusi, di quanti continuano a rincorrere il sogno all'ombra dei grattacieli.
L'universo asettico e convulso del Pronto Soccorso è entrato da qualche anno nell'immaginario collettivo, ma quasi sempre ci è stato presentato con toni esasperati e spettacolarizzanti. Ora un medico di professione prova a raccontarci la realtà per quella che è: nei reparti d'emergenza non ci sono eroi senza macchia, ma solo persone come tutte le altre. Persone meravigliose e disperate. Neurochirurghi che praticano l'occultismo, un traumatologo suicida, assassini da curare, le ferite su un volto da ricucire.
Nel 1851 la Great Exhibition di Londra raccolse per la prima volta, sotto le modernissime volte in vetro e ferro del Crystal Palace, "i prodotti dell'industria di tutte le nazioni". La sterminata famiglia degli oggetti d'uso, dagli arredi alle macchine, dalle suppellettili agli utensili, entrò così nella storia della nostra cultura, reclamando per essi un progetto formale (il design) che in un secolo e mezzo ha dato vita a una professione, a un campo culturale e a una vera e propria disciplina universitaria. Questo libro racconta la storia del design come storia del laborioso equilibrio ogni volta raggiunto fra le componenti artistiche e tecniche. Al suo centro, però, resta l'oggetto d'uso.