In questo suo ultimo lavoro Frances Yates, compie un tentativo di esplorare alcuni punti chiave della cultura religiosa, letteraria, politica tra Quattrocento e Seicento. Ne risulta un'indagine che, attraverso credenze, filosofie, pratiche magiche, liturgie segrete, sa iniziare il lettore a un capitolo affascinante quanto complesso della storia delle idee rinascimentali e secentesche. L'autrice traccia per grandi linee la storia della filosofia occulta, cominciando con Raimondo Lullo come esempio di cabbala cristiana in Spagna, procedendo poi da Pico della Mirandola a Reuchlin, Francesco Giorgi e Dürer. La seconda parte approfondisce le figure di John Dee, Marlowe, Chapman e infine Shakespeare, soprattutto nel "Re Lear" e nella "Tempesta".
"Filumena Marturano" (forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata in tutto il mondo) ha un ruolo centrale nella produzione di Eduardo, collocandosi fra i primi testi di quella "Cantata dei giorni dispari" che, a partire da "Napoli milionaria!", raccoglie le opere più complesse e problematiche dove si riversano i drammi, le ansie e le speranze di un Paese e di un popolo sconvolti dalla guerra, impoveriti eppure dignitosi. Nel dramma di Filumena, che rifiuta di rivelare all'amante quale dei tre figli da lei messi al mondo sia il suo, De Filippo riesce ancora una volta a conservare intatto l'umore e il sapore della sua città e, contemporaneamente, a dar vita a un personaggio universale.
"La fine del mondo" raccoglie le note di una ricerca sulle apocalissi, che Ernesto De Martino condusse per vari anni e che fu interrotta dalla morte. Il tema della fine del mondo viene sottoposto a un'interrogazione sociologica a vasto raggio, che sonda i territori della psicopatologia, dell'etnologia, della storia delle religioni, della filosofia e della letteratura moderna e contemporanea, per aprirsi a questioni radicali sul senso dell'uomo e della cultura.
Enid e Alfred Lambert, in una città del Midwest americano, trascinano le giornate accumulando oggetti, ricordi, delusioni e frustrazioni del loro matrimonio: l'uno in preda ai sintomi di un Parkinson che preferisce ignorare, l'altra con il desiderio di radunare per un "ultimo" Natale i tre figli che ha allevato secondo le regole rigorose e i valori dell'America del dopoguerra, attenta a "correggere" ogni deviazione dal "giusto". Ma i tre figli se ne sono andati sulla costa orientale: Gary, dirigente di banca, è vittima della depressione e di una moglie infantile e testarda; Chip ha perso il posto all'università per "comportamento sessuale scorretto"; Denise, chef di successo, conduce una vita privata molto discutibile secondo i Lambert.
Il mondo antico costituisce un ambito storico dai contorni assai ben definiti, le cui problematiche politiche e culturali consentono allo studioso di oggi di cogliere con chiarezza l'atto di nascita delle diverse culture, il susseguirsi delle varie strutturazioni sociali, fino all'imporsi delle istanze egemoniche imperiali. Il volume di Clauss analizza, seguendone le linee portanti, l'organizzazione sociale ed economica, così come le strutture del potere, nelle società ebraica, greca e romana, dando una posizione di rilievo alle questioni metodologiche e di correlazione con le discipline affini.
"Non è un romanzo consolante. La cavalcata infernale di una banda di irregolari sudisti, durante la guerra civile americana, vuole essere metafora per esplorare lo scatenarsi della violenza generato dal più radicale vuoto di valori. Analogamente, la proiezione della stessa violenza in un futuro remotissimo, o il suo recupero in un passato tanto recente da fondersi con l'attualità, intendono segnalare una patologia psichica di dimensioni sociali, che nel deserto emotivo e nell'assenza di solidarietà trova il proprio fondamento. In tutte queste dimensioni diventa apocalittico fattore di distruzione. Ripeto, non è un romanzo consolante. Credo alla funzione della narrativa come elettroshock, unica via per smuovere le coscienze." (V.E.)
La storia di un coniglietto aristocratico - e non uno qualunque, bensì un Esterhazy - che parte all'avventura in cerca di una moglie. Il Principe suo zio gli suggerisce di prendere il treno per Berlino: là infatti "i conigli vivono tutti dietro un grande muro. Dio solo sa perché". E a Berlino il nostro coniglietto - il cui nome per esteso è Michele Paolo Antonio Maria dodicimilasettecentonovantaduesimo Principe di Insalatinia e di Carotopoli, Conte di Lattughino, Signore di San Prezzemoloburgo, Agliogrado e Corterapa ne passerà delle belle. Alla fine però troverà ad attenderlo una grande sorpresa.
In questo saggio, Geoffrey Miller analizza la dibattuta questione dell'evoluzione dell'uomo. Dal momento che la mente umana - la nostra stessa natura - non può essere aggredita con la l'arma "utilitaristica" della selezione naturale, lo psicologo evoluzionista prova ad aggredirla dall'altro lato darwiniano, quello della selezione sessuale. I pavoni hanno evoluto lunghe e ingombranti code al solo scopo di attirare un buon partner e generare una buona prole: non potrebbe allora la mente umana essere la nostra peculiare, affascinante, ondeggiante coda di pavone?
Elsa Morante comincia a scrivere molto giovane e dapprincipio scrive soltanto racconti. Nel 1933, passati i vent'anni, intraprende una frenetica attività di pubblicista e numerosi suoi scritti appaiono in settimanali di largo consumo e su fogli popolari quali il "Corriere dei Piccoli", "I diritti della scuola", "Oggi". Nel 1941 la Morante raccoglierà nel "Gioco segreto" alcuni di questi racconti e vent'anni dopo con la pubblicazione dello "Scialle andaluso" amplierà la raccolta. Restano così inediti dei racconti che l'autrice non ha mai ristampato, ma neanche rifiutato. Questa raccolta, presentata da Cesare Garboli, fa quindi emergere il libro fantasma che si nasconde dietro alle altre due antologie.
Da non confondere con la "consuetudine", cioè con i vecchi modi di agire o di comunicare ancora vitali, le "tradizioni inventate" sono l'insieme di pratiche che si propongono di inculcare determinati valori e norme di comportamento ripetitive nelle quali è implicita la continuità con il passato. Ogni società ha accumulato una riserva di materiali in apparenza antichi: per rinsaldare vincoli nazionali, per connotare la fisionomia di partiti e classi sociali. Questa sorta di ingegneria sociale e culturale ha caratterizzato l'affermarsi delle nazioni moderne, che hanno cercato di legittimare la loro storia più recente cercando radici nel passato più remoto.
"Perché il Giappone? perché è il Paese della scrittura: fra tutti i Paesi conosciuti, è in Giappone che ho incontrato la pratica del segno più vicina alle mie convinzioni". Dice Barthes a proposito di quest'opera, al tempo stesso notazione di viaggio (ma agli antipodi delle cronache del letterato) e perlustrazione entro un intero sistema di vita. "Il luogo dei segni non è cercato negli aspetti istituzionali ma nella città, nel negozio, nel teatro, nella cortesia, nei giardini, nella violenza. Ci si occupa di alcuni gesti ricorda ancora l'autore - di alcuni cibi, di alcune poesie; ma soprattutto di volti, di occhi e di pennelli con cui si può scrivere, ma non dipingere, il tutto".
"La nuova gioventù" è stato l'ultimo libro pubblicato da Pasolini prima di morire. Il segno della sua fedeltà alla poesia, e in particolare a quella in friulano. Einaudi la ripropone oggi con la convinzione che questo versante della produzione pasoliniana non vada posposto ad altri più celebrati. Accompagna il volume un saggio di Furio Brugnolo sulla metrica.