Il cofanetto si compone di un libro più un video. Il libro, dal titolo "La libertà non è star sopra un albero", dà una chiave di lettura della produzione artistica di Giorgio Gaber, seguendo il criterio di un'antologia "ragionata", selezionata dallo stesso autore, all'interno del suo sterminato repertorio di monologhi e canzoni. Completano il volume la discografia completa, una nota biografica e un'appendice. Il video è un montaggio originale ideato per questa edizione, seguendo lo schema di uno spettacolo di Gaber, e utilizzando documenti straordinari tratti dai concerti e dalle apparizioni televisive. Ogni canzone è presentata da uno spezzone di intervista al cantautore.
Fuoco d'artificio di equivoci, incanti, litigi e riconciliazioni di innamorati, il "Sogno d'una notte d'estate", una delle commedie più popolari e più amate di William Shakespeare, è un congegno teatrale di stupefacente maestria. Fate, folletti, elfi, insieme agli abitanti di Atene, danno vita sulla scena a un incantevole gioco dell'immaginazione in una delle più pirotecniche invenzioni della fantasia.
I casi freddi sono i più pericolosi, niente di più facile del chiuderli sostenendo che il presunto colpevole sia anche un presunto morto. Ma Rosenzweig non molla, e scavando nel passato di Koehler (noto delinquente), ricostruendone la vita e arrivando persino a cenare ogni sera nello stesso ristorante, nella speranza di veder passar sul marciapiede la sua preda, riesce a incastrarlo. Il libro non vive soltanto della caccia al colpevole. Philip Gourevitch offre una galleria di newyorchesi indimenticabili, da Richie Glennon, una delle vittime, a Murray Richman, l'avvocato della mala che accetta di difendere Koehler.
Lo scopo del volume è quello di rispondere alla domanda: che cosa è la filosofia analitica? Il libro comprende un contributo sulla storia e la definizione della filosofia analitica in generale e una serie di contributi sulla storia delle singole discipline. Il saggio di apertura fornisce un quadro di riferimento generale, indicando le principali definizioni della filosofia analitica, illustrando le connessioni storiche e le affinità e differenze tra i principali autori, movimenti, tendenze, esplorando le prospettive attuali.
Questo libro intende affrancare il bizantinismo dalla mistificazione e dal luogo comune, proponendosi di far emergere il senso del millenario esperimento di Bisanzio nella storia dell'idea di Stato. I documenti dell'esperienza statale di Bisanzio sono un inestimabile vademecum di cultura politica. E la lunga ombra di Bisanzio continua ad estendersi sulle vicende contemporanee. Le zone d'incandescenza e le faglie d'attrito del nuovo secolo, dal Balcani al Mar Nero, dal Caucaso al Kurdistan, appartengono, non a caso, al territorio che dall'impero multietnico della Seconda Roma passò a quello della Terza Roma, Mosca.
Ermanno Rea conduce un'indagine in forma di diario sulla scomparsa, avvenuta in una Napoli ferita dalla guerra fredda, di Francesca, giornalista dell' "Unità". Il suo è un dolente tentativo di ristabilire la verità sulla morte di una donna che aveva il fascino romantico e fragile di chi vuole essere libero e sogna la redenzione del mondo. Davanti a lui, e a noi lettori, sfilano giornalisti e politici, che dipingono il quadro di una Napoli spaccata fra gli americani padroni assoluti del porto e un Pci arroccato su posizioni staliniste.
Alla fine del Novecento si è affermato un nuovo tipo di potere: la sensologia. Essa impone un universo affettivo impersonale, nel quale tutto si dà come già sentito. Attraverso una rapida esposizione delle idee di alcuni grandi pensatori vengono prese in esame varie forme di affettività: dalla passione, che fonda la sfera privata della soggettività, al trasporto, che lancia la persona in un'abbagliante mondanità; dal sentimento, che purifica l'individuo introducendolo in climi rarefatti e sublimi, alla sapienza poetica, che lo immerge in sensazioni corpose e primitive. Nessuno di questi modi di sentire è tuttavia in grado di porsi come alternativo al mondo sensologico contemporaneo.
Apparso in lingua tedesca ad Amsterdam nel 1939 e pubblicato in Italia nel 1946, "Homo ludens" si caratterizza per un approccio spiccatamente interdisciplinare. Dall'indice: Natura e significato del gioco come fenomeno culturale; La nozione del gioco nella lingua; Gioco e gara come funzioni creatrici della cultura; Gioco e diritto; Gioco e guerra; Gioco e sapere; Gioco e poesia.
La presente edizione delle "Lettere" segue la prima a distanza di cinquant'anni. La generazione alla quale allora si rivolgeva, composta di persone che avevano vissuto i fatti e i tempi della Resistenza, è quasi completamente scomparsa. Per le nuove generazioni, non si tratta più di rievocare vicende in cui ci sia stato un coinvolgimento anche solo indiretto. Inevitabilmente questi testi sono letti oggi con un'attutita percezione dell'originario significato che essi avevano nel loro momento storico. Chiunque leggerà le "Lettere" vi troverà la voce di un'altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci sia più bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per mantenerla viva nelle coscienze.
Quali sono le origini della fenomenologia? E quali le vie che la riflessione di Husserl ha percorso nel pensiero contemporaneo, assumendo forme e contorni di volta in volta diversi? Ma soprattutto: quali sono i problemi che le animano e quali i metodi che le sono propri e che l'hanno guidata nel dare una risposta agli interrogativi che la riflessione filosofica pone? Sono queste le domande cui in questo libro si cerca di rispondere, proponendo un percorso che, attraverso un'attenta analisi dei principali concetti della fenomenologia husserliana e della galassia fenomenologica che da essa trae origine, permetta al lettore di familiarizzare con una delle vicende teoriche più significative e complesse della filosofia del XX secolo.
Prendi due ragazzi di belle speranze, portali in un night della riviera adriatica nell'estate del 1960, sulla pedana delle spogliarelliste: l'ultima cosa che ti aspetteresti è una pubblica lettura dell'"Ulisse" di Joyce. Non importa se il pubblico li inseguirà con le forchette in mano, quello che conta è il loro piccolo incantesimo. Un sarcastico romanzo di formazione che racconta anche la storia di un'amicizia rissosa e bellissima: quella fra Tonino Conte e Carmelo Bene.
Per Christopher Banks tutto sembra essersi fermato quando, da bambino, gli sono stati misteriosamente rapiti i genitori. Fino a dieci anni è cresciuto come un orfano nella ricca Shanghai dell'oppio, per poi essere affidato alle cure di una zia nell'austera Inghilterra. Londra anni Trenta: Christopher è ormai un famoso detective privato, ma dietro ad ogni caso brillantemente risolto grava l'enigma di quel rapimento. Poco importa se in quegli anni proprio a Shanghai si sta innescando la scintilla che porterà il mondo alla rovina. Banks, infatti, ritiene che anche il massacro insensato della guerra sia un caso risolvibile per un buon investigatore, magari con l'aiuto del suo strumento feticcio, la lente di ingrandimento.