Nove storie di personaggi senza speranza, di malattia e morte e dolore, raccontate con una livida sincerità che scuote e appassiona proprio perché cruda eppure compatta, coerente. I nove personaggi di Adam Haslett sono individui ai margini della società per cause di forza maggiore: malattia (sovente di tipo mentale); morte violenta dei genitori; il dono terribile della preveggenza. Hanno storie differenti ma appartengono a un'unica razza, quella dei reietti incolpevoli.
Allievo di De Saussure, Antoine Meillet pubblicò nel 1913 questa storia della lingua greca, continuamente riedita e rivista, considerata l'opera principale del grande linguista francese. Scritta in una prospettiva ancora comparatistica, nel contesto dello sviluppo dei linguaggi indoeuropei, essa traccia una storia delle lingua non avulsa dalla storia della società.
Un uomo si aggira nel buio della sua casa, di notte; i bambini dormono, sua moglie prima di uscire ha lasciato in bagno un rossetto aperto, una scia di profumo, le tracce di un desiderio di sedurre certamente non dedicato a lui. A volte le emozioni sgocciolano come rubinetti vecchi, a volte i legami si sfarinano come intonaci esposti al sole: la manutenzione degli affetti è compito arduo e complesso, è un esercizio infinito di duttilità. La scrittura di Pascale delinea in questi racconti un ceto medio distratto, vagamente meridionale, alle prese con i cambiamenti della società e i privatissimi scacchi individuali.
"L'altro Occidente" è una storia internazionale dell'America Latina dal Cinquecento a oggi che, alla luce dei processi di occidentalizzazione intercorsi tra l'invasione europea e il nuovo millennio, riscatta la pluralità di forze e il gioco di reciproche influenze che ha consentito ai Latino-americani di partecipare sempre più alle vicende del mondo, senza rinunciare alle proprie specificità locali e nazionali.
Curato nell'edizione originaria da Tzvetan Todorov e in quella italiana da Gian Luigi Bravo, questo volume raccoglie i testi principali del formalismo russo, la scuola di teoria letteraria e metodo critico che fiorì negli anni Venti a Mosca e a Leningrado, punto di riferimento per la critica letteraria, la semiologia, l'interpretazione. I testi presentati sono, tra gli altri, di: Ejchenbaum, Brik, Tynjanov, Propp, Vinogradov e di Jakobson, che firma anche la prefazione al libro.
I saggi qui raccolti si propongono di esplorare il ruolo e le funzioni della moda nella società italiana tra Basso Medioevo e XX secolo: dal rapporto fra il corpo e la moda al legame tra abito e rappresentazione sociale; da un'analisi dei materiali al ruolo della confezione; dall'esame della stampa di moda ai luoghi di distribuzione. Il volume illustra così come, da almeno cinquecento anni, la moda sia una componente del vivere sociale e come il ruolo e la funzione che essa ricopre nell'attuale società italiana siano il frutto di un plurisecolare e cumulativo percorso di interazioni tra evoluzione del gusto, trasformazioni sociali, cambiamento economico e innovazioni tecnologiche.
Steven Shapin ha costruito una sintesi che rende ragione delle diverse teorie critiche elaborate fino a oggi sulla Rivoluzione Scientifica che, tra il tardo Cinquecento e i primi anni del Settecento, "rese moderno il mondo". Shapin si confronta con queste teorie, partendo da un concetto opposto: quello della continuità sostanziale tra le tradizioni mediovali e la pratica scientifica "moderna".
Il volume raccoglie una serie di riflessioni, considerazioni, digressioni sul tema della fotografia. "Medium bizzarro, nuova forma di allucinazione: falsa a livello della percezione, vera a livello del tempo", la fotografia viene scrutata non in sé, ma attraverso un certo numero di casi.
Due uomini, innamorati di due donne differenti, si ritrovano nella stessa drammatica situazione. Benigno è innamorato di Alicia e si prende cura di lei da quando è entrata in coma; Marco è innamorato di Lydia, torera, in coma dopo una sfortunata corrida. I due uomini reagiscono in modo diverso alla difficile situazione: Benigno è felice di passare tutto quel tempo accanto alla sola donna che abbia mai amato, certo di un suo prossimo risveglio, Marco è triste e depresso perché non può comunicare con Lydia e conoscere i suoi veri sentimenti. Alla sceneggiatura di "Parla con lei" il volume affianca un'autointervista inedita del regista che racconta del film, degli attori, delle attrici, di se stesso. Il testo contiene una presentazione di Tabucchi.
Con "Piccola cosmogonia portatile" Raymond Queneau ha voluto realizzare un equivalente moderno del "De rerum natura" di Lucrezio. In sei canti, come il predecessore latino, egli esplora gli orizzonti dell'astronomia, della geologia, della biologia, della chimica per creare una storia dell'universo in chiave giocosa ma scientificamente precisa, aggiornata alle conoscenze delle varie discipline nel 1950, quando il libro uscì per la prima volta in edizione originale. Il testo di Queneau è seguito da un commento di Italo Calvino.
Docente di storia americana presso l'Università del North Carolina e studiosa dell'emigrazione, Donna R. Gabaccia esamina la storia d'Italia, dal Medioevo in poi, ed evidenzia come essa si manifesti come una complessa e globale rete di "catene" migratorie, un esodo ininterrotto, e spesso temporaneo, fatto di frequenti partenze e altrettanto frequenti rimpatri. Mercanti e missionari nel Medioevo, pittori, architetti e musicisti in epoca rinascimentale, commessi viaggiatori all'inizio dell'Ottocento, patrioti in esilio in età risorgimentale, lavoratori non specializzati all'alba del nuovo secolo, antifascisti e operai durante il secondo conflitto mondiale, gli italiani hanno fatto del "transnazionalismo" una dimensione di vita.