Il mondo labirintico di Kabul sotto la dittatura filosovietica, un ragazzo ricercato dalla polizia, una donna coraggiosa che lo aiuta a nascondersi. La storia di una tragica iniziazione alla vita, raccontata con il ritmo ipnotico di un libro di preghiere. Dopo "Terra e cenere", che raccontava l'Afghanistan dei contadini e dei minatori schiacciati dal dominio russo, Atiq Rahimi ritorna con un romanzo insieme intimo e politico. In diretta dal cuore di una famiglia distrutta dal terrore. Atiq Rahimi è nato a Kabul nel 1962. Nel 2002 è uscito il suo primo romanzo "Terra e cenere".
Dopo "I principianti" ecco che, quasi da sola, si compone una nuova trilogia, "I pretendenti". "I principianti", in fondo, erano anime bambine, addolorate e stupite di fronte ai segreti della vita. "I pretendenti" sono i loro fratelli maggiori: l'età reale non conta, conta l'adolescenza del cuore che impone domande assolute ed esige risposte. Costantino (La notte) pretende di possedere l'amore, Luca (Il vento) pretende di fermare la morte, Tiro (I fiori) pretende di conoscere tramite la poesia il senso ultimo della vita. Tutti e tre i protagonisti di questi brevi romanzi non si arrendono di fronte all'ineluttabilità delle cose, vogliono sfondare il muro o almeno scriverci sopra con le unghie le loro domande.
Dall'autore di "Le correzioni", una raccolta di saggi che hanno come filo conduttore l'erosione dei valori civili, il persistere della solitudine nell'America postmoderna e la fiducia nella letteratura come mezzo per sfuggire alla tragicità del destino individuale. I testi spaziano tra diversi generi: si va dal saggio letterario al racconto autobiografico, dal pezzo di costume al giornalismo d'indagine. I testi sono stati pubblicati in diverse riviste americane fra il 1994 e il 2001.
Tra personaggi reali, interviste a coppie e bambini nelle scuole, e personaggi di finzione che vanno dalla mitologia greca alle tragedie di Shakespeare, dai casi clinici di Freud ai romanzi di Hawthorne, Proust, Toni Morrison e Michael Ondaatje, Carol Gilligan ci accompagna in un viaggio che è un'indagine appassionata delle relazioni umane, una dimostrazione lucida e insieme poetica del perché l'amore tra un uomo e una donna è cosi spesso rappresentato - e vissuto - in termini di perdita, sacrificio e dolore, e perché è possibile trovare il percorso che conduce alla felicità.
La corrispondenza fu parte non piccola dell'attività di Gobetti fra il 1918 e il 1926. Il paziente recupero del suo carteggio condotto dal Centro Studi di Torino a lui intitolato arriva oggi a una integrale definizione. Si sono contati circa 500 fra telegrammi, cartoline e missive di Gobetti e più di 3500 scritti dei suoi corrispondenti. Questa enorme mole di documenti meritava un'edizione accurata che vede oggi la luce e sceglie un criterio diacronico e sincronico per presentarsi al lettore. Infatti, nel volume le lettere di e per Gobetti si susseguono giorno per giorno, restituendo con particolare forza la trama della sua intensissima attività culturale e politica.
Un'analisi comparata delle dittature che hanno scatenato la seconda Guerra mondiale: origini, strutture e crollo di due sistemi politici che hanno segnato così tragicamente il Novecento: la dittatura fascista in Italia e quella nazionalsocialista in Germania, nel periodo compreso fra le due guerre mondiali. MacGregor Knox si propone di cogliere somiglianze e differenze storiche grazie ad uno studio analitico che, prendendo in considerazione l'arco di tempo fra unificazione territoriale negli anni Sessanta dell'Ottocento e catastrofe nazionale del 1943-1945, confronta fascismo e nazismo nella tradizione della politica rivoluzionaria di massa inaugurata dalla Rivoluzione francese.
Il libro ripercorre la storia della Cristianità lungo gli ultimi duemila anni. Dalla piccola setta giudaica all'espansione di epoca romana, per poi seguire le conquiste dei crociati e le riconquiste della Terra Santa e, ritornando in Europa, le costruzioni delle imponenti cattedrali medievali, quindi gli anni inquieti della Riforma, fino ai nostri giorni. Storico inglese laureato a Oxford, Partner ha lavorato a lungo come giornalista per l'"Observer" e per l'"Economist" e in questo libro delinea un quadro che vuol essere avvincente di una religione che, pur tra errori e ingiustizie, continua a rappresentare la speranza per molti fedeli.
Abbandonati i versi per una prosa dai molteplici registri, l'autore si racconta con sguardo a volte attonito, a volte sarcastico, lanciandosi in un viaggio nelle cavità e negli orifizi, tra sofisticati congegni medici e misteri ancestrali, là dove l'autobiografia si fa autobiologia, cronaca e clinica, memoria e referto. Al centro di questo esordio narrativo, c'è il corpo, osservato con ironia e pietà, sottoposto a un'opera di scarnificazione, braccato fin nei recessi meno nobili, dei quali a volte si fatica a riconoscere l'appartenenza.
È la voce di Bayard Sartoris, esile e incessante corda vocale che lega insieme le storie e i personaggi, a condurre il lettore nel Mississippi verso la fine della guerra civile. All'inizio del libro la fine è già annunciata, già si sente da lontano la sconfitta degli stati confederati sudisti, ma i membri della famiglia Sartoris, ciascuno a modo suo, sono invitti perché non sanno di essere vinti. I personaggi di "Invitti" fanno una mappa vivente di un breve scorcio di storia americana, nel quale il campo di battaglia è spoglio e i rapporti di potere perdono di senso e fanno intravedere la prospettiva di un altro futuro per i sopravvissuti.
"Gli Incas costruirono la più grandiosa strada del mondo e anche la più lunga..., che passa per vallate profonde e montagne altissime, su cime nevose, cascate d'acqua, attraverso la roccia viva e lungo le sponde di sinuosi torrenti... e, a intervalli regolari, si trovano luoghi di sosta, depositi di provviste e Templi del Sole." Nel 1548 un soldato spagnolo descriveva così l'ampia strada lastricata di pietra che, quattrocento anni dopo, l'archeologo Victor von Hagen decise di ritrovare e restituire al suo antico splendore. Questo libro è il resoconto della sua avventura.
Il volume è diviso in quattro sezioni: la prima si interroga sulla lunga durata dei temi letterari attraverso gli autori e i secoli. La seconda ne affronta i principali descrivendoli e circoscrivendoli, mentre le letture si rivolgono al tema del colonialismo e della politica. La terza parte racconta poi il lungo cammino nel tempo di alcuni luoghi come la foresta che parte da Dante per arrivare a Conrad, o le metropoli che ospitano grandi romanzi e che vengono da loro raccontate. Infine, nella quarta parte, si parla dei personaggi: centro di ogni narrazione, motore o ostacolo, personaggi collettivi e importantissimi come la famiglia o individuali come il cattivo e l'arrampicatore sociale.
"Del costruire: tecniche, artisti, artigiani, committenti" è il secondo volume di un'opera di quattro che si pone come obiettivo quello di affrontare un periodo lungo dieci secoli, illustrando le interferenze e le interazioni fra la storia delle espressioni artistiche e la storia sociale, politica e culturale e quelle che potremmo chiamare le storie strutturali (storia del territorio, dell'economia...). Questo volume si concentra sulle tecniche, gli artisti, gli artigiani, i committenti con contributi di studiosi italiani e stranieri. Tra questi: Beat Brenk, Carlo Tosco, Roberto Greci, Giuseppe Sergi, Chiara Piccinini, Arturo Carlo Quintavalle, Costanza Segre Montel, Matthias Exner, Francesca Dell'Acqua.